Funghi e Declino Cognitivo: Un Potenziale Alleato per la Salute del Cervello

L'invecchiamento della popolazione mondiale porta con sé un aumento della prevalenza di malattie neurodegenerative, tra cui la malattia di Alzheimer (AD). Nel 2019, circa 50 milioni di persone a livello globale erano affette da questa patologia, e le stime prevedono un incremento a 152 milioni entro il 2060. Sebbene i farmaci attualmente disponibili mirino principalmente a un sollievo transitorio dei sintomi, la ricerca scientifica è costantemente alla ricerca di nuove strategie per contrastare le cause sottostanti del declino cognitivo. In questo contesto, i funghi emergono come una fonte promettente di composti bioattivi con potenziali benefici per la salute cerebrale.

Diverse specie di funghi commestibili e medicinali

Il Potenziale Neuroprotettivo dei Composti Fungini

I funghi, stimati in circa 140.000-160.000 specie, di cui solo una piccola percentuale è stata finora studiata, rappresentano un vero e proprio scrigno di sostanze benefiche. Tra queste, spiccano proteine facilmente digeribili, carboidrati, terpeni, vitamine e molti altri metaboliti. I carboidrati, in particolare i polisaccaridi, sono i principali nutrienti presenti nei funghi e sono sempre più oggetto di studio per le loro notevoli proprietà neuroprotettive.

È stato dimostrato che i polisaccaridi estratti da specie come Dictyophora indusia, Pleurotus ostreatus e Flammulina velutipes esibiscono effetti neuroprotettivi significativi (Zhang et al., 2016 e 2018). Esperimenti condotti in vitro su linee cellulari di neuroni dell'ippocampo (HT22) hanno evidenziato come i polisaccaridi di Amanita caesarea, un fungo ampiamente coltivato in Cina, siano in grado di ridurre il declino della vitalità cellulare, il tasso di apoptosi (morte cellulare programmata), i livelli intracellulari di radicali liberi e le alterazioni della membrana mitocondriale, specialmente in condizioni di stress ossidativo indotto da acido L-glutammico (Li et al., 2019). Inoltre, i polisaccaridi di A. caesarea hanno mostrato un effetto antinfiammatorio e la capacità di migliorare la funzione del sistema colinergico in vivo (Hu et al. - dati non specificati nel testo fornito). Effetti benefici nella gestione dell’Alzheimer sono stati associati anche ai polisaccaridi isolati da altri funghi, come Grifola frondosa.

L'Ergotioneina: Un Amminoacido Chiave per la Cognizione

Ampie evidenze scientifiche riguardano l'ergotioneina, un amminoacido che possiede un notevole potenziale terapeutico in diverse patologie, tra cui il tumore del colon-retto e le malattie cardiovascolari, oltre a dimostrare efficacia nel contrastare il declino cognitivo e nel migliorare i sintomi clinici dell'Alzheimer. Alcuni funghi sono particolarmente ricchi di questo composto. Uno studio di Gioia Dubost et al. (2007) ha evidenziato un potenziale antiossidante significativamente più elevato in A. [specie non specificata nel testo fornito].

Numerosi studi confermano che i composti fenolici presenti nei funghi esercitano una vasta gamma di benefici per la salute, incluse proprietà antitumorali, antiossidanti e antimicrobiche.

Struttura chimica dell'ergotioneina

Terpeni e Triterpenoidi: Supporto alla Funzione Cerebrale

I terpeni sono composti organici che contribuiscono all'odore, al sapore e al profumo di piante e funghi. L'applicazione prolungata di triterpenoidi estratti da G. lucidum (Reishi) ha dimostrato di migliorare il declino della funzione fisiologica del cervello in topi anziani (Zeng et al. 2021).

Il Ruolo del Micelio e la Carenza Vitaminica

Il micelio di Hericium erinaceus (Lion's Mane) ha attirato l'attenzione per il suo potenziale nel supportare la salute neurologica. Uno studio condotto da Li et al. (2020) ha osservato che pazienti affetti da Alzheimer trattati con tre capsule di miceli di H. [specie non specificata nel testo fornito] hanno mostrato miglioramenti significativi.

La carenza vitaminica è strettamente associata a malattie del sistema nervoso, come il Parkinson e l'Alzheimer. Uno studio di Mavraki et al. (2020) ha riscontrato che gli anziani over-65 affetti da Alzheimer presentavano livelli sierici di vitamina D nettamente inferiori rispetto al gruppo di controllo. I funghi, generalmente considerati fonti naturali di varie vitamine, in particolare la vitamina D2, potrebbero quindi giocare un ruolo utile nel controllo dell'Alzheimer.

Cordicepina e Adenosina: Neuroprotezione dal Regno Fungino

In termini di neuroprotezione, la cordicepina, inizialmente estratta da un fungo del genere Cordyceps (un fungo parassita che vive a spese dei bruchi, ma ora anche coltivato), rappresenta un esempio emblematico. L'adenosina, un altro nucleoside purinico chiave, isolato da C. cicadae, mostra proprietà protettive per il sistema neurologico (Olatunji et al. - dati non specificati nel testo fornito).

Studi Clinici e Osservazionali sul Consumo di Funghi

Una rassegna scientifica pubblicata su Nutrients (Tong et al., 2023) ha offerto un resoconto aggiornato sulle ricerche in corso, evidenziando il grande potenziale delle molecole derivate dai funghi per alleviare le manifestazioni patologiche della malattia di Alzheimer nella popolazione anziana.

Un interessante studio osservazionale, condotto su 663 volontari di età superiore ai 60 anni, ha indagato le abitudini di vita e le preferenze alimentari, con un focus specifico sul consumo di funghi. I partecipanti sono stati sottoposti a test per diagnosticare o escludere un disturbo cognitivo minore (Mild Cognitive Impairment, MCI). Dopo aver controllato numerose variabili (fumo, sesso, livello di istruzione, consumo di alcol, ecc.), i ricercatori sono riusciti a dimostrare un beneficio effettivo associato al consumo di funghi. In particolare, il consumo regolare di funghi, con almeno 300 grammi settimanali, è stato correlato a una riduzione di oltre il 50% del rischio di sviluppare un disturbo cognitivo minore.

Il deterioramento cognitivo lieve (MCI) è una sindrome neurologica caratterizzata da un declino cognitivo superiore a quanto previsto per età e livello di istruzione, ma che non compromette le principali attività della vita quotidiana. Esso rappresenta una fase intermedia tra il normale invecchiamento e la demenza vera e propria.

Grafico che illustra la riduzione del rischio di MCI con il consumo di funghi

I ricercatori ipotizzano che i funghi contribuiscano a mantenere il cervello "giovane" grazie a composti come l'ergotioneina. Questo amminoacido, che gli esseri umani non sono in grado di sintetizzare autonomamente e che deve essere ottenuto dalla dieta, possiede proprietà antiossidanti e antinfiammatorie uniche. La correlazione tra bassi livelli di ergotioneina nel sangue e declino cognitivo negli anziani è stata definita "sorprendente e incoraggiante" da Lei Feng della National University of Singapore, che sta pianificando un trial clinico per testare l'efficacia dell'ergotioneina purificata e di altre sostanze naturali nel ritardare lo sviluppo di deficit cognitivi negli over 60.

Un altro studio condotto a Singapore aveva già evidenziato gli effetti positivi di funghi ricchi di ergotioneina, polisaccaridi e triterpeni su un gruppo di 600 anziani. Ai partecipanti è stato chiesto di consumare almeno 300 grammi a settimana di funghi particolarmente ricchi di queste molecole. I risultati hanno confermato che funghi come l'Hericium erinaceus (Lion's Mane), tradizionalmente utilizzato nella medicina cinese, favoriscono la produzione del fattore di crescita nervoso (NGF). Anche il fungo Shiitake, noto per il suo contenuto di vitamine del gruppo B, è indicato per rallentare il declino cognitivo, mentre il Chaga è ideale per un apporto di preziosi antiossidanti.

Il Dibattito Scientifico: Tra Marketing e Biochimica

Nonostante l'entusiasmo crescente, è fondamentale approcciare il tema dei funghi medicinali con "scetticismo costruttivo". L'aura di misticismo che circonda alcuni funghi, come il Reishi (Ganoderma lucidum) e il Lion's Mane (Hericium erinaceus), spesso li dipinge come panacee per ogni male. La risposta scientifica risiede nella loro biochimica complessa.

L'Hericium erinaceus, o Lion's Mane, è studiato per la sua potenziale capacità di stimolare il Nerve Growth Factor (NGF). Il segreto risiede in due classi di composti: gli erinacini e gli ericeno-ni, molecole in grado di attraversare la barriera emato-encefalica. La ricerca suggerisce che questi composti possano favorire la mielinizzazione e la plasticità sinaptica, migliorando la comunicazione neuronale e la capacità di riparazione dei neuroni. Tuttavia, è importante sfatare il mito che il Lion's Mane trasformi le persone in geni; gli studi più promettenti riguardano il declino cognitivo lieve negli anziani, non il potenziamento di un cervello già sano e giovane, dove gli effetti potrebbero essere più sfumati.

Il Reishi (Ganoderma lucidum), spesso etichettato come adattogeno, agisce come modulatore del sistema nervoso e immunitario attraverso triterpeni e beta-glucani. Sembra influenzare l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, il centro di comando della risposta allo stress. Contrariamente a quanto si legge in alcuni blog, il Reishi non "cura" l'ansia patologica, ma può aiutare a ridurre la sensazione di affaticamento mentale e migliorare la qualità del sonno profondo. I benefici del Reishi sono cumulativi e richiedono settimane di assunzione costante per manifestarsi sulla resilienza allo stress.

DOTT.SSA STEFANIA CAZZAVILLAN: MICOTERAPIA E FUNGHI MEDICINALI | LONGEVITY FORUM

Qualità degli Integratori: Un Fattore Cruciale

La narrazione del "naturale è meglio" si scontra spesso con la realtà del mercato degli integratori. Non tutti i prodotti a base di funghi sono uguali, e molti potrebbero essere inefficaci.

  • Il dilemma del micelio: Molti integratori economici utilizzano micelio coltivato su cereali, risultando in prodotti ad alto contenuto di amido e poveri di composti attivi. È preferibile scegliere prodotti che specifichino l'uso del "corpo fruttifero".
  • L'estrazione è fondamentale: I principi attivi dei funghi sono intrappolati nella chitina, una fibra indigeribile per l'uomo. Per essere efficaci, i funghi devono subire una doppia estrazione (acqua calda e alcol) per rendere biodisponibili sia i beta-glucani che i triterpeni.
  • Titolazione dei principi attivi: L'assenza di indicazioni sulla percentuale esatta di polisaccaridi o triterpeni sull'etichetta rende l'acquisto "a scatola chiusa".

Controindicazioni e Consigli d'Uso

Sebbene generalmente sicuri, i funghi medicinali non sono privi di controindicazioni. Il Reishi, ad esempio, possiede proprietà anticoagulanti e potrebbe rappresentare un rischio per chi assume farmaci per la pressione o deve sottoporsi a interventi chirurgici. Inoltre, la stimolazione del sistema immunitario da parte di questi funghi può essere problematica per chi soffre di malattie autoimmuni, poiché potrebbe esacerbare la risposta immunitaria contro i propri tessuti.

Per chi desidera integrare questi alleati naturali per il sistema nervoso nella propria dieta, è consigliabile un uso strategico: il Lion's Mane è ideale al mattino per supportare la concentrazione, mentre il Reishi trova la sua collocazione ideale nel tardo pomeriggio o alla sera per favorire il rilassamento.

È fondamentale ricordare che nessun fungo può compensare una dieta povera, la mancanza cronica di sonno o uno stile di vita sedentario. Il Reishi e il Lion's Mane non sono pozioni magiche, ma potenti strumenti biochimici. La scienza ne conferma le potenzialità, ma ammonisce a non cadere nelle trappole del marketing miracolistico. Devono essere utilizzati come supporto, scegliendo estratti di alta qualità e mantenendo un approccio critico di fronte a promesse eccessivamente ottimistiche.

Schema che illustra i benefici specifici di Lion's Mane e Reishi

Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale "Nutrients" da un team di ricercatori dell'Università di Pavia ha ulteriormente rafforzato queste prospettive, evidenziando come alcuni metaboliti presenti nel fungo medicinale Hericium erinaceus permettano il recupero del declino cognitivo durante l'invecchiamento. L'invecchiamento è un processo complesso che coinvolge cambiamenti fisiologici, genetici e molecolari a livello organismico. L'Hericium erinaceus, noto anche come Lion's Mane o testa di scimmia, è un fungo commestibile ampiamente utilizzato nella medicina tradizionale cinese e giapponese. Lo studio pavese ha comportato la preparazione di estratti sia di micelio che di corpo fruttifero dell'H. erinaceus, seguita da una caratterizzazione chimica dei metaboliti. L'integrazione orale per due mesi con questi estratti ha dimostrato un recupero del declino cognitivo, con meccanismi molecolari studiati attraverso analisi immunoistochimiche sull'ippocampo e sul cervelletto.

In sintesi, il consumo regolare di funghi, ricchi di composti bioattivi come ergotioneina, polisaccaridi e triterpeni, rappresenta un promettente fattore di protezione a livello cognitivo nella popolazione anziana. Sebbene non siano una panacea, questi organismi offrono un potenziale significativo per supportare la salute cerebrale e contrastare il declino cognitivo, a condizione di scegliere prodotti di alta qualità e di integrarli in uno stile di vita sano ed equilibrato.

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