Attorno ai disturbi legati all’età evolutiva regna una gran confusione, soprattutto tra le mamme. Cosa sono i DSA? Con la sigla DSA si indicano i disturbi specifici dell’apprendimento. Cerchiamo di fare un po’di chiarezza sull’argomento.
DSA: significato di una sigla ancora poco chiara
Per capire il significato di DSA, dobbiamo sapere che i disturbi specifici dell’apprendimento sono relativi a particolari problematiche che un bambino manifesta durante la fase della prima scolarizzazione, ma con segnali d’allarme evidenti già prima dell’ingresso in prima. I DSA sono una disorganizzazione legata alla scrittura, alla lettura o al calcolo, che non coinvolgono l’intelligenza del bambino ma gli crea confusione e che si ripercuote negli apprendimenti e non solo, anche nelle attività della vita quotidiana. È fondamentale comprendere che i DSA non sono un deficit di tipo sensoriale, neurologico o intellettivo. La loro specificità risiede proprio nel fatto che interessano un ambito circoscritto delle abilità di apprendimento, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.

Quali disturbi rientrano nei DSA?
Quando si usa la sigla DSA, cosa vuol dire nella pratica? Per chiarire bene a quale area di competenza fanno riferimento i DSA, è necessario approfondire i disturbi specifici. I disturbi specifici dell’apprendimento si riferiscono alle abilità di leggere, scrivere e calcolare:
- Dislessia: È il disturbo legato alla capacità di leggere. Il bambino, rispetto ai suoi compagni, presenta delle difficoltà nella lettura fluente di un testo. La decodifica avviene lentamente e comporta una lettura lenta e spesso sbagliata. La dislessia è una specifica disabilità dell’apprendimento, di origine neurobiologica. E’ caratterizzata dalla difficoltà a leggere in modo accurato e fluente e da scarse abilità nello spelling e nelle abilità di decodifica. Queste difficoltà sono causate tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio che non è in relazione a deficit cognitivi o alla qualità della formazione scolastica. La dislessia non è una malattia, cosi come non lo sono gli altri disturbi specifici dell’apprendimento ma, come indicato dall’Associazione Italiana Dislessia (AID), è una neurodiversità.
- Disortografia: Si tratta di un disturbo relativo alla capacità di scrivere. Il bambino manifesta delle difficoltà quando deve scrivere, facendo molti errori ortografici. Dimentica di scrivere alcune lettere dell’alfabeto o alcune vocali e ha delle difficoltà a copiare dalla lavagna o da un testo. La disortografia riguarda la componente costruttiva della scrittura, legata quindi agli aspetti linguistici, e consiste nella difficoltà di scrivere in modo corretto da un punto di vista ortografico.
- Disgrafia: È un’altra problematica che compromette la capacità di scrivere. Il bambino ha una scrittura poco leggibile perché non riesce a rispettare il rigo, dimentica di scrivere delle lettere e ha difficoltà ad impugnare la penna. La disgrafia è un disturbo specifico della scrittura di natura grafomotoria.
- Discalculia: È il disturbo legato alla capacità di calcolare. Il bambino non riesce a fare calcoli corretti, presenta delle difficoltà a contare, soprattutto al contrario, e manifesta dei problemi a capire i concetti di quantità e riporto. La discalculia riguarda la difficoltà a comprendere ed operare con i numeri e la difficoltà automatizzare alcuni compiti numerici e di calcolo.
In alcune situazioni i DSA possono manifestarsi contemporaneamente, incrementando le difficoltà dell’alunno a scuola: in questi casi si parla di comorbilità, termine con il quale si indica la coesistenza di più disturbi nella stessa persona. La comorbilità fra i disturbi specifici dell’apprendimento e disturbi di tipo internalizzanti o esternalizzanti è tra il 25-50%. Le categorie diagnostiche maggiormente riscontrate riguardano il deficit di attenzione e iperattività; il disturbo oppositivo-provocatorio; i disturbi della condotta; il disturbo depressivo; i disturbi di ansia.
DSA, le difficoltà a riconoscere i singoli disturbi
Riconoscere i DSA nel bambino in età evolutiva non è un’operazione semplice ed immediata. L’errata identificazione del problema non permette di applicare i giusti trattamenti per facilitare l’apprendimento del bambino. Purtroppo non è sempre facile capire se un bambino presenta uno o più disturbi specifici dell’apprendimento. Le mamme che seguono i figli a casa e le maestre che li vedono lavorare a scuola, hanno un ruolo fondamentale nello scorgere i campanelli d’allarme dei DSA. Nella maggior parte dei casi si tende a catalogare il bambino come svogliato e poco attento. Le conseguenze dirette di questa sbagliata interpretazione del problema, portano a peggiorare la situazione. Il bambino viene rimproverato ingiustamente e considerato un cattivo alunno.
Vi siete mai chiesti come si sente un bambino in questa situazione? Intelligente, operativo, attivo e comunicativo: nonostante le sue doti non riesce a sviluppare alcune specifiche abilità e la mancata comprensione da parte degli adulti lo rende demotivato. Parliamo sempre di disorganizzazioni e non di malattie, quindi è necessario che il bambino DSA non si senta diverso dagli altri, evitando di far nascere in lui problemi legati alla socializzazione e alla comunicazione.

DSA, i segnali per riconoscerli
In base all’età o alla classe di appartenenza, è possibile intuire che alla base esiste un problema.
- Nei bambini dai 3 ai 5 anni: si riscontrano delle difficoltà a ricordare le filastrocche in rima, riconoscere il significato di alcune parole e a dividere le parole in sillabe. Il rischio è quello di equivocare le conversazioni, pronunciare parole in modo scorretto e avere una scarsa capacità a memorizzare nomi, elenchi e poesie. Aspetti meta fonologici (es. denominazione di parole; scorretta identificazione dei suoni iniziali e finali delle parole; segmentazione - es. dividere in sillaba la parola - e fusione fonemica - es. La motricità fine (es. La coordinazione visivo-motoria (es.
- Nei bambini dai 5 ai 7 anni: si riscontrano delle difficoltà a utilizzare le sillabe e riconoscere il significato delle parole, ma anche contare e memorizzare a mente le operazioni. Il bambino frequenta già la scuola primaria e deve possedere le basi della scrittura e della lettura. Nei bambini con DSA, l’apprendimento è lento e il rendimento basso: non riescono ad esprimere bene neanche i propri pensieri. Scarsa capacità di calcolo e scrittura poco chiara sono altri campanelli d’allarme evidenti verso la fine del primo anno scolastico. L’ingresso nella classe prima elementare è di solito cruciale per l’individuazione dei bambini che potrebbero sviluppare uno dei disturbi specifici dell’apprendimento.
- Nei bambini dai 7 ai 12 anni: si riscontrano difficoltà nella comprensione dei testi, nell’apprendimento delle tabelline e nella scrittura, perché si scrive con un’ortografia non idonea all’età. Sono bambini che fanno confusione con i numeri, i concetti e i simboli e non riescono a distinguere la destra dalla sinistra. Inoltre, cercano di emarginarsi per evitare che gli vengano affidati compiti specifici, come leggere. Tendono anche a non socializzare molto con i compagni e questa problematica sociale deriva da una scarsa autostima, legata al disturbo dell’apprendimento che crea disagio nel bambino.
- Nei bambini dai 12 anni in poi: si riscontrano delle difficoltà nella lettura, che si rivela poco fluente, nella pronuncia delle parole e nel vocabolario molto scarno. La scrittura è ancora poco leggibile e ricca di errori di punteggiatura e di sintassi e la capacità di memorizzare i concetti non è ancora ben sviluppata. Non riescono a completare i compiti che la maestra assegna per casa e persino prendere appunti diventa un’operazione molto complessa.
Le difficoltà di un bambino DSA
I bambini che manifestano uno o più disturbi specifici dell’apprendimento, possono avere anche difficoltà motorie e di coordinazione, problemi legati all’orientamento e una maggiore attitudine alla distrazione sia in classe che a casa quando fanno i compiti. Dal punto di vista comportamentale, si mostrano piuttosto restii a rispettare le regole e tendono a isolarsi. Possono essere molto vivaci oppure molto calmi, ma in entrambi i casi tendono a fare ciò che vogliono, incuranti dei rimproveri e delle punizioni. Ognuna di queste problematiche non deve essere necessariamente confusa con uno dei DSA: sono solo indicatori che servono come campanello d’allarme. Se vostro figlio manifesta uno di questi sintomi, bisogna dedicargli la massima attenzione per capire se si tratta di una normale fase dello sviluppo o se è sintomo di un disturbo specifico. Una valutazione diagnostica approfondita serve a stabilire se i dubbi sono fondati oppure no. Deve essere effettuata da uno specialista del settore, con i mezzi adeguati e i test DSA specifici.

La diagnosi: i primi passi in un mondo nuovo
Credi che il tuo bambino possa avere queste difficoltà? Questa è una delle domande più frequenti delle mamme preoccupate per la situazione del figlio. Attorno alla questione dei DSA ci sono ancora molti dubbi e incertezze. È necessario fare chiarezza sui passi da compiere quando si sospetta un probabile disturbo specifico dell’apprendimento. La prima cosa veramente importante è non lasciarsi prendere dal panico. Ogni genitore vuole il meglio per i propri figli, ma l’ansia e le preoccupazioni non aiutano a risolvere alcun problema. Servono solo a peggiorare lo stato d’animo del figlio che capisce di avere qualcosa che non va.
Per una diagnosi specialistica si può decidere di andare all’ASL oppure di prenotare una visita in uno studio privato. Nel primo caso la diagnosi avrà validità anche a scuola, mentre nel secondo caso ci sono differenze tra regione e regione. L’iter valutativo dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento segue alcune Linee Guida stabilite a partire dai manuali diagnostici internazionali, ovvero l’ ICD-10 (OMS, 1996) e DSM 5 (APA, 2013), e dai documenti di consenso nazionali, ovvero le raccomandazioni per la pratica clinica (AID, 2007) e successive risposte ai quesiti (PARCC, 2011), la Consensus Conferece (ISS, 2011) e le varie proposte criteriali sulle diagnosi specifiche ad esempio la diagnosi di Discalculia (AID - AIRIPA, 2012).
Le Linee Guida propongono un iter che comprende:
- Raccolta della storia anamnestica: dove si raccolgono i dati sullo sviluppo del bambino per valutare la presenza di fattori di rischio per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento;
- Valutazione cognitiva: nella quale si valuta il Quoziente Intellettivo del bambino ai fini di verificare se le difficoltà riportate possano rientrare in un quadro di compromissione generale;
- Valutazione degli apprendimenti: nella quale si valutano le abilità di lettura, scrittura e calcolo attraverso prove costruite sulla base di modelli neurocognitivi e standardizzate;
- Valutazione neuropsicologica: con cui si esaminano più nel dettaglio determinate funzioni cognitive come l’attenzione, le abilità esecutive, il linguaggio e la memoria;
- Osservazione e colloquio clinico: attraverso cui l’esaminatore fa un’analisi qualitativa dell’impatto delle difficoltà.
La valutazione degli apprendimenti utilizza prove standardizzate su un campione rappresentativo della popolazione di riferimento. Vengono valutate le abilità di lettura, scrittura e calcolo. La valutazione può essere di primo livello, esplorando il processo nel suo insieme, o di secondo livello, scorporando i singoli processi che intervengono nel compito.
La valutazione degli apprendimenti in dettaglio
- Valutazione delle abilità di lettura: La lettura viene valutata sia per gli aspetti di correttezza sia per gli aspetti di velocità. Nella valutazione della velocità si è soliti usare l’indice di sillabe al secondo (sill./sec.), ovvero quante sillabe vengono lette in un secondo. Solitamente viene valutata anche l’abilità di comprensione del testo scritto. Vengono utilizzate prove come la lettura di brano (valutazione più ecologica della lettura poiché tipica dell’esperienza scolastica), la comprensione del testo (il soggetto legge un testo e risponde a domande), la lettura di parole (liste di parole a alta e a bassa frequenza e a alta e bassa immaginabilità) e la lettura di non parole (parole inventate ma pronunciabili).
- Valutazione delle abilità di scrittura: Le prove possono valutare la competenza ortografica e/o la grafia. Nel caso della valutazione dell’ortografia viene di solito conteggiato il numero di errori che può essere di tipo: Fonologico (F), Non fonologico (NF), Accenti e doppie (AD). Le prove includono il dettato di brano (molto ecologico), la copia di brano, il dettato di parole e non parole (per valutare abilità lessicale e fonologica) e il dettato di frasi omofone non omografe (per approfondire le abilità lessicali in funzione del contesto). Per la valutazione della grafia si utilizzano le prassie di scrittura (quante lettere si scrivono in un minuto), il giudizio sulla scrittura (comprensibilità del prodotto grafico) e la valutazione oggettiva del prodotto grafico (grandezza della scrittura, allineamento dei margini, ecc.).
- Valutazione delle abilità matematiche: La valutazione della matematica si concentra sugli aspetti più basali della cognizione numerica e del calcolo. Viene solitamente conteggiato il numero di errori e la velocità dei processi. Le prove includono il conteggio (crescente o decrescente), il riordinamento di quantità, la trascrizione in cifre (da lettere a numeri o viceversa), il recupero dei fatti aritmetici (operazioni memorizzate), il calcolo a mente e il calcolo scritto. Le batterie di secondo livello indagano più nello specifico l'area del numero, l'area del calcolo e l'area del senso del numero.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento a scuola
È proprio a scuola che le ripercussioni dei DSA sono più evidenti. Tra difficoltà a scrivere e a leggere, calcolare e memorizzare, il rendimento dell’alunno subisce dei grossi rallentamenti rispetto al resto della classe. Il bambino non riesce bene a seguire la maestra nella spiegazione dei concetti base, nei copiati e nemmeno nella comprensione dei testi scritti. Questi bambini hanno bisogno di essere costantemente seguiti e necessitano di sussidi specifici, dedicando loro un percorso personalizzato all’interno del comune iter formativo della classe. Per facilitare l’inserimento e migliorare le prestazioni relative allo specifico deficit, lo Stato si è adoperato per garantirgli la giusta attenzione con l’approvazione della legge 170/10, dedicata ai DSA.
La legge 170/10: norme che regolano i DSA e i suoi trattamenti
Quali sono i diritti dei bambini con disturbi specifici dell’apprendimento? È una domanda diffusa, soprattutto tra le mamme e le maestre, che trova finalmente una risposta nel 2010 con l’approvazione della legge 170. La legge 170/10 riconosce i DSA come disturbi legati all’apprendimento che necessitano di trattamenti specifici. Stabilisce che il bambino possa godere di particolari aiuti scolastici, dietro opportuna certificazione della diagnosi.
Nella legge si parla di misure dispensative e strumenti compensativi:
- Misure dispensative: Date le reali difficoltà scolastiche di questi bambini, è necessario procedere a valutazioni orali e non scritte. In ogni caso, bisogna tenere in considerazione le diverse aree di competenza coinvolte. La valutazione deve essere effettuata sulla base dei contenuti, senza basarsi sull’ortografia e sulla forma, compromesse dai DSA.
- Strumenti compensativi: Ogni bambino con un DSA deve avere a disposizione dei mezzi che lo aiutano nel processo di apprendimento. Possibilità di registrare le lezioni, utilizzare testi in formato digitale, programmi di sintesi vocale, video-scrittura, correttore di ortografia, calcolatrice e qualsiasi altro strumento tecnologico che gli permetta di studiare più facilmente e fare esami.
La legge offre a questi alunni un tempo aggiuntivo almeno del 30% nello svolgimento delle prove, ma nessuna possibilità di avvalersi di un insegnante di sostegno. Una diagnosi accurata e queste particolari disposizioni, aiutano il bambino a migliorare le sue capacità di apprendimento ed evitano spiacevoli conseguenze comportamentali e scolastiche.
Chiarimenti legge 170 e DSA
Le conseguenze dei disturbi dell’apprendimento non diagnosticati correttamente
Tra dubbi e incertezze, i DSA rischiano di provocare conseguenze molto gravi nella crescita del bambino, non solo per quanto riguarda il rendimento scolastico, ma anche nei rapporti sociali. L’importanza di una diagnosi precisa permette di attuare le strategie per facilitare le capacità di apprendimento del bambino nell’età evolutiva. Quando questa valutazione non è corretta, la situazione può degenerare in problemi comportamentali e di socializzazione. Essere etichettati come “bambini svogliati che non vanno bene a scuola” genera in loro un meccanismo di autodifesa. Si sentono esclusi ed emarginati e tendono a isolarsi e vivere in un mondo a parte, fatto spesso di aggressività e mancanza di rispetto per le regole.
La persona che più di ogni altra può aiutare l’alunno a superare queste difficoltà è senza dubbio l’insegnante, che con le sue strategie educative può aiutare il bambino a non sentirsi diverso. I bambini con DSA non riconosciuti possiedono una scarsa autostima e credono di non essere in grado di fare le cose come gli altri. Perdono motivazione e si trovano in grande difficoltà quando devono fronteggiare le situazioni. Ansia, frustrazione, aggressività, eccessivo umorismo o totale isolamento sono alcune delle conseguenze dirette di un disturbo specifico dell’apprendimento non correttamente diagnosticato. Una diagnosi corretta e tempestiva può di certo evitare problematiche che vanno oltre le difficoltà scolastiche.
Attenzione a non confondere i DSA con i BES
Parlando di disturbi legati alla fase dell’apprendimento, è importante fare una distinzione fra i DSA e i BES (Bisogni Educativi Speciali). In presenza di DSA o disturbi specifici dell’apprendimento, occorre intervenire con l’aiuto di un tutor DSA, con terapie personalizzate (PDP o piano didattico personalizzato) e strategie didattiche specifiche, sulla base di una diagnostica medica precisa. La normativa relativa ai DSA è la legge 170/10. I BES sono disturbi pedagogici che comprendono alcune difficoltà scolastiche che il bambino manifesta durante l’età evolutiva. Sono dovute a componenti sociali e culturali e richiedono un piano didattico personalizzato. Per poter parlare di disturbo dell’apprendimento tali difficoltà devono presentarsi per almeno sei mesi. Quest’ultime impediscono al bambino di poter apprendere la materia di studio stessa per questo il rendimento scolastico non è soddisfacente. La principale caratteristica di questa categoria è proprio la “specificità”, ovvero il disturbo interessa uno specifico e circoscritto dominio di abilità indispensabile per l’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) costituiscono una delle patologie più frequentemente inviate ai servizi del territorio. La prevalenza nella popolazione italiana è stimata tra l’2,5% ed il 3,5% (ISS, 2011). Non vi è una risposta univoca rispetto a quali siano le cause dei DSA. L’esperienza clinica e i dati riportati da numerose ricerche suggeriscono che i disturbi specifici dell’apprendimento si presentano frequentemente associati a disturbi emotivi e comportamentali.
La diagnosi e i primi passi in un mondo nuovo: l'esperienza di Paola e Lorenzo
Come molti bambini, Paola e Lorenzo scoprono di avere un Disturbo Specifico dell’Apprendimento alla fine della terza primaria. Durante i primi anni scolastici, la loro maestra nota una fatica nella lettura, nella scrittura e nel calcolo e, per questo motivo, consiglia alle famiglie un approfondimento da uno specialista. Anche Paola e Lorenzo sentono di fare fatica a stare allo stesso passo dei compagni e quando capiscono di avere un Disturbo Specifico dell’Apprendimento provano emozioni contrastanti e si pongono tante domande: cos’è un DSA? A cosa serve? Perché proprio a me? Quando va via?
"Quando ce lo hanno detto eravamo molto piccoli e non avevamo ben capito cosa significasse. Piano piano abbiamo scoperto cosa fosse veramente la dislessia e abbiamo iniziato a star male. Abbiamo capito che ogni tanto ci faceva lo sgambetto e ci faceva inciampare quando dovevamo leggere, scrivere e fare tutte quelle cose che ai nostri compagni di classe venivano benissimo. Dopo un po’ di tempo però abbiamo capito che non dovevamo aver paura della dislessia, avevamo già vissuto tutta la vita con questa caratteristica, dovevamo solo conoscerci meglio."
Scoprire di avere un DSA non è semplice. Può scatenare sentimenti contrastanti: confusione, smarrimento, non accettazione, sollievo. La diagnosi, però, è solo la prima tappa di un percorso nuovo. È uno strumento utile a sviluppare maggiore consapevolezza rispetto alle proprie caratteristiche di apprendimento, dei propri punti di debolezza ma soprattutto dei propri punti di forza. La maggiore conoscenza di sé permette di compiere i primi passi verso l’autonomia e verso esperienze di successo scolastico. La dislessia non è una porta murata ma una porta chiusa a doppia mandata. Per aprirla bisogna trovare la chiave giusta.
La costruzione di un metodo di studio
Paola e Lorenzo hanno iniziato pian piano a costruire il loro metodo di studio attraverso un viaggio alla scoperta delle loro caratteristiche di apprendimento e delle strade più adatte da percorrere; entrambi si sono resi conto che non esiste un unico modo di apprendere ma ci sono infinite strade tra cui poter scegliere: è importante stimolare i ragazzi e le ragazze a riflettere su strumenti e strategie più efficaci per sé. Per Paola e Lorenzo l’utilizzo del computer e degli strumenti compensativi è stato fondamentale. In particolare, l’uso delle mappe e della sintesi vocale è stata la chiave di volta che, non solo li supporta quotidianamente nello studio, ma li fa sentire veramente “forti” perché permette loro di comprendere quel che leggono sfruttando anche un altro canale, quello uditivo, e di essere autonomi. L’attività di costruzione di una mappa supporta la comprensione dell’argomento, in quanto i concetti sono stati scelti e collegati dallo studente in base ad una specifica logica. La scelta di ogni parola, colore, immagine e collegamento è frutto di un ragionamento specifico. Tutto deve avere un senso e anche il semplice colore mi deve aiutare a recuperare un concetto collocandolo all’interno della mappa.
Il rapporto con i compagni di classe
Oltre alle difficoltà di natura scolastica, molto spesso i ragazzi con DSA possono vivere problemi di natura emotiva e relazionale che influenzano l’apprendimento e soprattutto il loro benessere. È importante lavorare sull’intero gruppo classe per creare un clima di accoglienza e di fiducia tra i compagni che permetta a tutti di sentirsi a proprio agio. Infatti, ripetute esperienze di insuccesso scolastico associate al giudizio negativo altrui, possono incidere sull’autostima e sul senso di autoefficacia dei ragazzi.
"Inizialmente venivano presi in giro perché tutti pensavano che noi dislessici fossimo stupidi. Ci accusavano di avere verifiche semplificate e di essere facilitati nelle interrogazioni perché potevamo avere le mappe. Quando qualcuno ci dice o diceva “Ah tu sei dislessico” in modo dispregiativo sentivamo un po’ di rabbia e tristezza. Ancora oggi qualcuno mi dice frasi poco carine ma io sono tranquilla e consapevole nel rispondere che le mie verifiche non sono più facili ma sono fatte sulle mie caratteristiche."
Il rapporto con gli insegnanti
Le difficoltà non sono mancate neanche con alcuni professori. "Ci sono insegnanti che ci hanno aiutato e supportato durante tutti gli anni di scuola; altri che invece non sapevano proprio cosa fare. Vorrei che gli insegnanti si informassero di più su cos’è la dislessia, quali fatiche facciamo e in che modo apprendiamo. La stessa lezione fatta in un modo per me è totalmente inutile, spiegata in un altro modo è comprensibile. Se ci penso però il punto è un altro: so benissimo che avere le verifiche personalizzate o le mappe durante le interrogazioni è un mio diritto ed è giusto insistere su questo ma, in realtà, prima di questo, io avrei tanto voluto che loro capissero quanto io ci tenevo alla scuola e quanto impegno ci mettessi perché mi avrebbero fatto capire che tenevano a me e che mi capivano. Io volevo solo sentirmi COMPRESA."
Il ruolo degli adulti di riferimento, come genitori, insegnanti e clinici dovrebbe essere quello di “trampolini di lancio”, base sicura da cui lanciarsi. Solo in questo modo bambini e ragazzi si sentiranno gradualmente più pronti e consapevoli di farcela in autonomia. Gli adulti dovrebbero rispondere al loro bisogno di sentirsi compresi, accettati e visti per quello che sono, al bisogno di sapere che gli altri hanno notato i loro punti di forza e non solo le fragilità. È fondamentale sentire che c’è qualcuno che cammina insieme a loro in quella strada a volte tortuosa, qualcuno che apprezza i loro passi, incluse le cadute, e che è pronto a sorreggerli quando ne hanno bisogno. Ci saranno sicuramente delle difficoltà ma, con il sostegno e la vicinanza, i ragazzi possono raggiungere tutti i loro obiettivi anche quando non sembra possibile.
Vorrei dirti che…
Auguro a tutti i dislessici di scoprirlo il prima possibile perché altrimenti inizi a non capire cosa succede e a sentirti stupido. Il rischio è che col tempo quello che diranno gli altri diventerà vero per te, proprio perché non trovi un’altra spiegazione possibile. Io ringrazio di averlo scoperto presto: ho avuto modo di creare il mio metodo e adesso so bene quali sono le mie caratteristiche e quali no…la stupidità proprio no.
È importante riconoscere precocemente la presenza di un DSA per intraprendere il prima possibile il giusto percorso di presa in carico del bambino e per ridurre la probabilità di ripercussioni a livello psicologico.
Basta con la favola del “è tutta questione di impegno”
I ragazzi con DSA possono attraversare fasi di enorme disinteresse verso la scuola, magari dopo aver avuto esperienze di insuccesso scolastico nonostante i loro sforzi. È importante valorizzare tutti i loro sforzi e rafforzare anche i più piccoli successi, ma soprattutto bisogna guidarli verso un percorso di autonomia, le cui prime tappe sono la conoscenza di se stessi e degli strumenti e strategie utili.
"Quando ho provato a parlare con i miei professori delle fatiche che faccio e del tempo che impiego, non mi hanno capito davvero…mi hanno detto impegnati di più. NO, non è solo questione di impegno. Non basta “solo” l’impegno. Serve conoscersi, capirsi e informarsi."
Provate ad indossare i miei panni
Leggere, scrivere e fare i calcoli sono atti così semplici ed automatici che può risultare difficile comprendere le difficoltà delle persone con DSA, per coloro che non hanno queste caratteristiche. Molto spesso, il tempo e la fatica per studiare una pagina di storia, risolvere un problema di geometria o scrivere un tema in italiano non è ben compresa. Impiego molto tempo per fare le mappe e in generale per studiare. Anche se negli anni sono diventato più autonomo e veloce, molto spesso è davvero faticoso. Non tutti lo capiscono.
Siamo tutti diversi ma siamo tutti uguali. Per i ragazzi con DSA, costruire un metodo di studio personalizzato è fondamentale ma, le strategie e gli strumenti che utilizzano possono essere validi per tutti, proprio perché esistono infiniti modi di apprendere. Tutti potrebbero prendere spunto dalle strategie e dagli strumenti che conosciamo noi perché è un metodo di studio che tutti possono costruire. Magari conoscendoci e non allontanandoci possono capire e sperimentare che alcune strategie sono utili e facilitano lo studio.
Paola e Lorenzo sono l’esempio di come un Disturbo Specifico dell’Apprendimento non precluda il successo scolastico. Hanno intrapreso un viaggio alla scoperta di se stessi che li ha portati a sviluppare un’ottima conoscenza delle proprie caratteristiche di apprendimento, di strumenti e strategie utili ma, soprattutto, una capacità di riflessione incredibile. Hanno fatto delle mappe e degli strumenti compensativi il loro punto di forza ed è vero, “le lettere continuano a cadere come foglie in autunno” ma assicurano che dentro i nodi di una mappa…non possono volare troppo lontano.
Articolo a cura di Milena Castagliuolo - Psicologa e Tecnico dell’Apprendimento, Laboratori Anastasis
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Informazioni aggiuntive:
L'Ospedale Maria Luigia è un ospedale privato accreditato specializzato nella diagnosi, cura e riabilitazione di patologie psichiatriche.
Qual è l’età minima per la diagnosi?
I disturbi specifici di apprendimento riguardano in Italia oltre 2 milioni di persone tra bambini, ragazzi e adulti. Secondo le recenti ricerche, dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia riguardano circa il 3-4% degli alunni italiani. Evolutivi: Si manifestano durante lo sviluppo dei bambini e dei ragazzi, quando le abilità automatiche di apprendimento iniziano a formarsi. Sì, perché l’osservazione precoce dello sviluppo delle abilità di apprendimento è fondamentale per contenere le manifestazioni disfunzionali del disturbo. In particolare a partire dall'ingresso alla Scuola Primaria è possibile osservare eventuali ritardi nel percorso di alfabetizzazione che potrebbero essere un indice di disturbo.
La valutazione e l’eventuale diagnosi di DSA può essere svolta da Psicologi e Neuropsicologi dello sviluppo esperti in Psicopatologia dell’apprendimento e Neuropsichiatri Infantili. Generalmente è l’insegnante che segnala eventuali difficoltà del bambino alla famiglia. Cercare di cambiare l’ottica con cui osservare le difficoltà. Una didattica attenta ad alcuni aspetti fondamentali, in classe prima (e alla scuola dell’infanzia), permette a un bambino con DSA di sopravvivere al suo primo anno di scuola e di apprendere come gli altri.
No. Il bambino con DSA per definizione è un bambino intelligente, che però presenta specifiche cadute nelle abilità di lettura e/o scrittura e/o calcolo. Necessita quindi di particolari attenzioni didattiche, ma non dell’insegnante di sostegno. Gli strumenti compensativi per i DSA sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell'abilità deficitaria, tipica del disturbo. “non specifici” o “funzionali”: strumenti che supportano aspetti deficitari di abilità “trasversali” quali memoria, attenzione, ecc.
Nei primi due anni della scuola primaria nelle scuole sono in uso delle buone pratiche di individuazione precoce delle difficoltà di apprendimento che si basano sull’utilizzo di prove scolastiche per l’osservazione e il monitoraggio dello sviluppo delle competenze di base relative alla lettura, alla scrittura e al calcolo. Innanzitutto confrontarsi con gli insegnanti per valutare se le problematiche che si evidenziano a casa sono riscontrate anche a scuola. Se è così, in collaborazione con gli insegnanti, raccogliere i principali elementi significativi del possibile disturbo che si evidenziano nello svolgimento delle attività scolastiche (es. lettura lenta e/o scorretta, errori di ortografia, scrittura poco comprensibile e/o molto lenta, difficoltà nell’apprendimento delle tabelline e dei calcoli semplici, ecc.).
Verifica subito se ci sono segnali di DSA. Il nostro test DSA gratuito online è un questionario che ti aiuta a individuare in pochi minuti eventuali segnali di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) nei bambini, negli adolescenti e anche negli adulti. Completandolo potrai avere un primo orientamento utile per capire se è consigliabile approfondire con strumenti clinici validati o con un supporto specializzato. Non si tratta di una diagnosi, ma di un primo passo importante per conoscere meglio il proprio funzionamento cognitivo.
Cos'è un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA)? I DSA sono condizioni che riguardano specifiche difficoltà nel leggere, scrivere o fare calcoli, pur in presenza di una normale intelligenza. Rientrano tra i DSA la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia. Riconoscere precocemente questi segnali è fondamentale per intervenire in modo efficace. Secondo le stime del MIUR, oltre 300.000 studenti in Italia hanno ricevuto una diagnosi di DSA. Tuttavia, molti bambini e adulti non diagnosticati continuano a vivere difficoltà senza una spiegazione chiara.
A chi è rivolto il nostro test DSA gratuito: Il nostro questionario è pensato per: Genitori che notano difficoltà nei figli, soprattutto nei primi anni di scuola. Adolescenti che faticano nello studio e non comprendono perché. Adulti che riconoscono in sé difficoltà mai approfondite e sospettano un DSA non diagnosticato. Il test è gratuito, anonimo e può essere svolto direttamente online in pochi minuti.