La psiche umana è un terreno di battaglia perpetuo, un palcoscenico dove forze contrapposte si scontrano in una danza millenaria. Al centro di questo conflitto primordiale si trovano due concetti fondamentali nel pensiero di Sigmund Freud: Eros, l'istinto di vita, e Thanatos, l'istinto di morte. Queste pulsioni, lungi dall'essere semplici tendenze comportamentali, rappresentano principi fondamentali che governano la nostra esistenza, dalla più intima sfera del desiderio alla complessa tessitura delle relazioni sociali e alla stessa sopravvivenza della civiltà.

La Natura della Pulsione: Oltre l'Istinto
Prima di addentrarci nella dicotomia tra Eros e Thanatos, è cruciale comprendere cosa Freud intendesse per "pulsione". La parola deriva dal tedesco "Trieb", che significa spinta. Non si tratta quindi di un istinto nel senso di un comportamento innato e predeterminato, ma piuttosto di una tensione o eccitazione che si genera in risposta a uno stimolo. Questa tensione, a sua volta, innesca un'attività volta a diminuire lo stato di eccitazione attraverso la sua gratificazione.
Freud distingueva la pulsione dallo stimolo esterno per una ragione fondamentale: mentre uno stimolo esterno esercita una pressione da cui l'individuo può sottrarsi, la pulsione è uno stimolo interno, ineludibile. Ogni pulsione ha una fonte di origine biologica; ad esempio, la fame ha come fonte la necessità dell'organismo di rifornirsi di zuccheri.
Nelle sue prime formulazioni teoriche, Freud distingueva tra pulsioni di autoconservazione, il cui prototipo è la fame e che garantiscono la sopravvivenza dell'individuo, e pulsioni sessuali, che assicurano la continuità della specie. Successivamente, Freud riformulò questa teoria, affermando che entrambe le tipologie di pulsioni utilizzano la medesima energia, la libido, ma in direzioni differenti.
Eros: La Forza Creativa e Costruttiva della Vita
Le pulsioni di vita, incarnate da Eros, sono intrinsecamente al servizio della vita. Questo principio si manifesta come la forza psichica che stimola all'azione per raggiungere il piacere, inteso in un senso ampio che abbraccia il desiderio, la spinta creativa e costruttiva, la volontà di crescere, tessere relazioni e creare legami. Eros è la forza che promuove l'unità, l'armonia e la complessità crescente della vita, radunando in unità sempre più ampie la sostanza vivente.

Il concetto di Eros in Freud affonda le sue radici nella filosofia e nella mitologia greca. Freud prende spunto dal mito di Eros descritto nel "Simposio" di Platone e dalla filosofia di Empedocle sul contrasto tra amicizia e odio. Per Freud, Eros ha un significato molto ampio di amore e generatività. Analogamente a come il concetto di sessualità in psicoanalisi non si limita alla copula genitale ma abbraccia significati più ampi di creatività, desiderio e relazione, così l'Eros freudiano assomiglia all'Eros platonico che stimola la crescita e la riproduzione sia sul piano biologico che su quello mentale. Nella sua opera "Al di là del principio di piacere" (1920), Freud scrive che Eros rappresenta tutto ciò che "si occupa di complicare la vita radunando in unità sempre più ampie la sostanza vivente, sparpagliata in particelle, e naturalmente di mantenerla in quello stato".
È importante sottolineare che Freud non sempre distingueva nettamente tra Eros e libido. Mentre il termine "libido" venne utilizzato sempre più in senso "energetico" ed economico per spiegare il comportamento, il concetto di Eros venne gradualmente sostituito da quello di pulsioni di vita.
Carl G. Jung, pur criticando questa concezione di Eros, la contrappose nel suo sistema psicologico al "logos", dove Eros rappresentava la funzione psichica di affetto e relazione nella psiche femminile, mentre il logos simboleggiava la funzione di razionalità in quella maschile.
La Cura del Gesto Grafico e la Vitalità di Eros
L'espressione della vitalità legata a Eros può essere osservata anche in manifestazioni apparentemente marginali come la grafia. L'esame della "cura del gesto" grafico, ovvero l'attenzione dedicata alla forma e alla precisione, può rivelare il modo in cui una persona gestisce la propria vitalità, fatta di istinti, bisogni e desideri.
Una grafia meticolosa, che dà l'impressione di una stampa, può indicare l'intenzione di controllare e presentare un'immagine ordinata, anche se un movimento di fondo evidente nella differenziazione dell'altezza delle lettere suggerisce una dinamica interna. In contrasto, la scrittura di un artista come Pablo Picasso, dove il movimento prevale sulla forma, con un apparente disordine di gesti impulsivi ma in un contesto di elementi grafici ben organizzati, denota un'intensa vitalità. Le sfumature nella grandezza delle lettere, il colore della scrittura che esprime il calore delle emozioni, sono tutti indicatori di una ricca percezione di sé e del mondo, un'espressione piena di Eros.
La cura del gesto grafico, in definitiva, esprime il livello di libertà che una persona si concede rispetto all'autorità, sia essa interna o esterna. Questa libertà può oscillare tra il caos di una grafia disordinata, dove desideri e bisogni si esprimono in modo incontrollato, e la staticità di una grafia studiata che rischia di "congelare" emozioni e affetti, limitando l'espressione di Eros.
Thanatos: La Pulsione verso la Morte e la Disgregazione
All'opposto di Eros, Freud individua le pulsioni di autodistruzione, al servizio della morte, che denomina Thanatos. La pulsione di morte non va confusa con la semplice aggressività, ma rappresenta piuttosto il livellamento radicale delle tensioni e il ritorno allo stato inorganico, uno stato di quiete assoluta precedente all'irruzione dell'istinto vitale. In questo senso, la pulsione di morte non è il desiderio di morire, ma la "morte del desiderio".

Thanatos è la pulsione che stimola alla disorganizzazione e alla distruzione. Se lo scopo di Eros è stabilire unità e armonia, quello di Thanatos è seminare disarmonia e distruggere legami. Questa pulsione si manifesta come la tendenza umana verso l'aggressività, la stagnazione e la distruzione, esprimendo il desiderio intrinseco di ogni essere vivente di ritornare al suo stato inorganico originario.
Freud giunge a formulare questa teoria dualistica della dialettica pulsionale umana, caratterizzata da un profondo pessimismo di stampo schopenhaueriano. Alle pulsioni di vita di Eros, che mirano a tenere coesa la sostanza vivente e a spingerla verso unità sempre più vaste, si oppongono fin dalle origini le pulsioni distruttive o di morte di Thanatos, che spingono inesorabilmente ogni sostanza organica verso la decomposizione inorganica, trascinando ogni sforzo di vita verso il nulla della morte.
La Coazione a Ripetere e l'Ombra di Thanatos
Un fenomeno strettamente legato a Thanatos è il meccanismo della "coazione a ripetere". Si tratta della tendenza dolorosa, insita nell'uomo, a replicare nel tempo esperienze di sofferenza, anche molto intense. Questo istintuale e costante ritorno a vissuti traumatici emerge sistematicamente quando si chiede al paziente di parlare liberamente, permettendo a ciò che è stato sommerso di riaffiorare. Nel transfert analitico, questo ripresentarsi del dolore sembra rispondere a un principio diverso da quello del piacere, e appunto si tratta del primordiale istinto di morte.
La Civiltà e la Minaccia di Thanatos
Freud esprimeva preoccupazione per la civiltà, temendo che i turbamenti della vita collettiva potessero controllare la vita dell'uomo per lungo tempo, provocando in esso ulteriori ansie e preoccupazioni. La civiltà stessa è minacciata dalla prevalenza dell'istinto di morte, che genera sofferenza e angoscia, impedendo un'esistenza serena. Questo accade anche perché l'uomo tende a posporre e sacrificare la propria felicità in nome della tanto agognata convivenza civile.
A questo istinto si aggiunge l'autodistruzione, che si presenta come l'insieme di paure e rancori che suggeriscono alla mente come unica soluzione la distruzione dell'individuo stesso, per evitare che queste emozioni prendano il sopravvento.
Eros e Thanatos nella Letteratura e nella Cultura Popolare
La dialettica tra Eros e Thanatos, l'eterno conflitto tra le pulsioni di vita e di morte, ha trovato ampia risonanza in diverse forme di espressione culturale, diventando un tema centrale nell'analisi introspettiva di personaggi e narrazioni.
"Neon Genesis Evangelion": Un Campo di Battaglia Psichico
La serie anime "Neon Genesis Evangelion" è un esempio emblematico di come i concetti freudiani di Eros e Thanatos rivestano un'importanza fondamentale per l'analisi introspettiva dei personaggi. Molti protagonisti vivono in prima persona l'opposizione dei due principi antitetici di vita e morte, conferendo alla loro caratterizzazione un'impronta marcatamente freudiana.
Il dualismo pulsionale umano è percepito in modo particolare dai personaggi di Shinji Ikari, il protagonista, e Rei Ayanami. Rei manifesta fin dai primi episodi una marcata tendenza verso l'autodistruzione, manifestata in azioni avventate o addirittura suicidarie. La colonna sonora della scena della battaglia contro l'Angelo Zeruel, in cui Rei compie un attacco kamikaze, è intitolata "Thanatos", a sottolineare il legame con la pulsione di morte.
Evangelion: tutto spiegato in 3 minuti.
Tuttavia, con il progredire degli eventi, in Rei inizia a emergere un desiderio di vita, una sorta di Eros freudiano, grazie all'amicizia con Shinji, che le fa scoprire le emozioni. Questo lento processo è paragonabile a un'inevitabile emersione del suo Eros nascosto. Nonostante ciò, in alcune circostanze, Rei è costretta ad autodistruggersi per salvare Shinji, rafforzando ulteriormente il paragone tra autodistruzione e Thanatos.
Anche Shinji sperimenta frequentemente la lotta tra vivere e morire. La sua scelta, nella ventesima puntata, di restare se stesso e tornare al mondo reale, sancisce la vittoria del suo Eros sul Thanatos. In contrasto, la pulsione di morte è spesso associata al desiderio di fondersi con l'unità, di dissolversi nell'altro, eliminando le differenze e l'opposizione.
Il Progetto per il Perfezionamento dell'Uomo, in "Evangelion", consiste nell'eliminazione delle barriere individuali (gli A.T. Field), un apparente Eros che si rivela essere una profonda espressione della pulsione di morte, poiché mira alla dissoluzione dell'ego-confine e al ritorno a uno stato primordiale.
Il termine "Destrudo", coniato dallo psicoanalista italiano Edoardo Weiss, è utilizzato in "Evangelion" per indicare l'energia dell'impulso autodistruttivo, contrapposta alla "Libido". I grafici della Nerv, che mostrano l'asse della Libido e quello della Destrudo, suggeriscono come i personaggi, in momenti cruciali, tendano verso la pulsione di morte.
Altre Manifestazioni Culturali
Il dualismo tra Eros e Thanatos si ritrova anche in altre opere. Il brano "Komm, süßer Tod" (Vieni, dolce morte) dal film "The End of Evangelion", con il suo testo che evoca un "ritorno al nulla", esemplifica l'importanza del concetto di pulsione di morte. Analogamente, il brano "Thanatos - If I Can’t Be Yours" sottolinea questa connessione.
Anche nei dialoghi e nelle azioni di personaggi come Asuka, si alternano momenti di Eros e Thanatos. Sebbene la sua apparente vitalità possa suggerire un'allegoria dell'Eros, anche lei sperimenta momenti di profonda angoscia e tendenze autodistruttive. La celebre scena in cui Shinji strangola Asuka, ripetendo un gesto compiuto in precedenza da sua madre, Kyōko, evidenzia la natura ciclica e pervasiva della pulsione di morte.
La Dialettica Pulsionale e la Condizione Umana
La mente umana appare come un campo di battaglia in cui Eros e Thanatos lottano incessantemente, in una lotta senza sosta e senza vincitori definitivi. Questa dialettica pulsionale, con il suo profondo pessimismo, riflette una visione complessa della condizione umana, dove la ricerca della felicità è costantemente ostacolata da limiti imposti dalla natura e dalla società.

Le pulsioni sottostanno a quattro principi: costanza, piacere, realtà e compulsione a ripetere. Ognuno tende alla soddisfazione dei propri desideri e della propria aggressività, ma la società impone limiti ad entrambe le pulsioni. La libido viene indirizzata verso altri interessi e forme di creatività come l'arte e la scienza, ma l'aggressività innata, repressa dalla società senza una valvola di sfogo adeguata, si rivolge verso l'interno, contro la mente.
Dato che queste due pulsioni sono innate e persistenti, Freud stesso iniziò a dubitare della possibilità di un'effettiva terapia e cura. La civiltà, nel suo processo di incivilimento, ha portato a un rafforzamento dell'intelletto sulle pulsioni e all'interiorizzazione dell'aggressività. La guerra, in questo contesto, ribalta questo stato psichico a cui la civiltà è giunta con difficoltà, ed è per questo che viene universalmente ripudiata.
In definitiva, la comprensione di Eros e Thanatos offre una chiave di lettura profonda delle motivazioni umane, delle dinamiche sociali e delle sfide eterne che l'umanità affronta nel suo incessante cammino tra la conservazione della vita e la pulsione verso la sua dissoluzione. La loro interazione, complessa e spesso contraddittoria, definisce la trama stessa della nostra esistenza.