I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA): Comprendere, Riconoscere e Supportare

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) rappresentano una realtà complessa e sfaccettata nel panorama educativo italiano, che per lungo tempo è rimasta sottovalutata, anche in ambito specialistico. Questi disturbi, che non implicano un danno organico ma piuttosto un diverso neuro-funzionamento cerebrale, ostacolano specifiche attività quali la lettura, la scrittura e il calcolo. La loro insorgenza, solitamente con l'inizio della scolarizzazione, richiede un approccio attento e mirato per garantire a ogni studente il diritto allo studio e il pieno sviluppo delle proprie potenzialità.

La Storia e l'Evoluzione Normativa dei DSA in Italia

Il percorso che ha portato al riconoscimento e alla tutela degli alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento in Italia è stato lungo e costellato di tappe fondamentali. Inizialmente, il problema degli ostacoli nell'apprendimento della lettura e della scrittura era poco conosciuto. Una prima spinta significativa verso la sensibilizzazione e la ricerca di soluzioni si deve a Giacomo Stella, che nel 1997 fondò a Bologna l'Associazione Italiana Dislessia (AID). Questo sodalizio ha svolto un ruolo cruciale nel portare le istanze delle famiglie e degli specialisti all'attenzione del Ministero della Pubblica Istruzione.

Giacomo Stella

Le prime risposte concrete da parte delle istituzioni iniziarono a manifestarsi nel 2004. A differenza di quanto accaduto per gli alunni con disabilità, il riconoscimento dei DSA non avvenne tramite una legge parlamentare, bensì attraverso un atto amministrativo: la nota del Miur del 5 ottobre 2004, n. 4099, intitolata "Iniziative relative alla dislessia". Questo documento definiva la dislessia come un disturbo specifico dell'apprendimento che riguarda la lettura e la scrittura e che può manifestarsi in persone per altri aspetti normali.

Tuttavia, la data che segna una svolta radicale nella storia degli alunni con DSA è il 18 ottobre 2010, con l'approvazione da parte del Parlamento italiano della legge 170, "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico". Questa legge ha finalmente fornito un quadro normativo chiaro, definendo nell'articolo 1 i quattro disturbi specifici principali: dislessia, discalculia, disortografia e disgrafia. La discalculia, in particolare, viene descritta come un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri.

La legge 170/2010 è stata integrata e ulteriormente specificata da atti successivi. Il 12 luglio 2011, il Miur ha emanato il decreto ministeriale n. 5669, allegando le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento. Queste linee guida hanno introdotto concetti fondamentali come le misure dispensative e gli strumenti compensativi, elementi cruciali per garantire un percorso didattico equo ed efficace. Le misure dispensative consentono allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e non migliorano l'apprendimento, come ad esempio leggere ad alta voce brani lunghi. Gli strumenti compensativi, invece, forniscono supporti per superare le difficoltà, come la concessione di maggior tempo per lo svolgimento di una prova o la riduzione del materiale di lavoro.

La normativa si è poi evoluta con l'Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni del 25 luglio 2012, volto a definire le indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei DSA, seguito dal D.I. 17 aprile 2013, n. 297, che ha adottato le Linee guida per la predisposizione dei protocolli regionali per l'individuazione precoce dei casi sospetti. Più recentemente, il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, ha ulteriormente integrato la materia, fornendo indicazioni specifiche sulla valutazione e la certificazione delle competenze, con particolare attenzione agli studenti con DSA.

Disturbi dell'Apprendimento (DSA) | Legge 170/10: la tutela dei D.S.A.

Comprendere i Disturbi Specifici dell'Apprendimento: Caratteristiche e Manifestazioni

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) sono disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente. È fondamentale comprendere che i bambini che ne sono affetti non sono malati e non soffrono di un danno organico. La loro condizione deriva da un diverso funzionamento delle reti neurali coinvolte nei processi di apprendimento, una caratteristica che li accompagna per tutta la vita, pur modificandosi nel corso dell'età evolutiva.

La caratteristica distintiva dei soggetti con DSA è la "specificità", ovvero un disturbo che interessa un dominio di abilità specifico in modo significativo, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Questo significa che uno studente con DSA può avere difficoltà marcate in lettura, scrittura o calcolo, pur possedendo un'intelligenza nella media o superiore alla media.

Le Quattro Tipologie Principali di DSA:

  1. Dislessia: È il disturbo specifico dell'apprendimento legato alla lettura. I bambini con dislessia possono manifestare difficoltà nella decifrazione delle singole lettere, nella fusione delle lettere in sillabe, nella corretta lettura delle parole, e nella fluidità e accuratezza della lettura. Possono incontrare problemi nel riconoscere le lettere, nel fissare la corrispondenza tra segni grafici e suoni, e nell'automatizzare questo processo di conversione.

    Icona stilizzata di un libro aperto con una lente d'ingrandimento

  2. Disortografia: Riguarda la componente costruttiva della scrittura, legata agli aspetti linguistici, e consiste nella difficoltà di scrivere in modo corretto dal punto di vista ortografico. Si manifesta con un numero elevato di errori ortografici nei testi, difficoltà nel controllo delle regole ortografiche e nell'uso della punteggiatura.

  3. Disgrafia: Questo disturbo riguarda la componente grafo-motoria della scrittura, ovvero la capacità di scrivere in modo leggibile e fluido. Si manifesta con una scrittura poco chiara, lenta, faticosa e disordinata, che rende difficile la comprensione del testo.

  4. Discalculia: È il disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e nell'elaborazione dei numeri. I bambini con discalculia possono avere problemi a comprendere ed operare con i numeri, a memorizzare le tabelline, a svolgere calcoli a mente, e a comprendere concetti matematici di base. Nei primi studi sulla discalculia evolutiva, questa difficoltà veniva definita come "dislessia dei numeri".

È importante sottolineare che questi disturbi possono sussistere separatamente o insieme, e possono anche coesistere con altri deficit.

Riconoscere i Segnali Precoci e la Diagnosi dei DSA

L'individuazione precoce dei DSA è un elemento cruciale per garantire un intervento efficace. Sebbene la diagnosi certa possa essere formulata solo al termine di specifici anni scolastici, è possibile individuare indicatori di rischio già in età prescolare e nei primi anni della scuola primaria.

Segnali Premonitori:

  • In età prescolare:

    • Difficoltà nella memorizzazione di filastrocche o sequenze di parole.
    • Problemi nella denominazione di parole, nell'identificazione dei suoni iniziali e finali delle parole.
    • Difficoltà nella segmentazione (dividere in sillabe) e fusione fonemica (unire suoni per formare parole).
    • Ritardi nello sviluppo del linguaggio.
    • Problemi di motricità fine (es. difficoltà nell'uso delle forbici, nell'impugnare la matita).
    • Difficoltà nella coordinazione visivo-motoria (es. problemi nel seguire una linea, nel lanciare una palla).
  • Nel primo anno della scuola primaria:

    • Difficoltà nella decifrazione delle singole lettere.
    • Problemi nella fusione delle lettere in sillabe.
    • Lettura di parole errata o molto lenta.
    • Resistenza alla lettura, anche di testi semplici.

La legge 170/2010, all'articolo 3, prevede che la scuola svolga attività di individuazione precoce dei casi sospetti, distinguendoli da difficoltà di apprendimento di origine didattica o ambientale. La segnalazione dei casi "resistenti" all'intervento didattico ordinario è fondamentale per evitare di etichettare come DSA difficoltà che potrebbero avere altre cause.

Il Percorso Diagnostico:

La diagnosi di DSA è un processo complesso che richiede la collaborazione di diverse figure professionali e l'utilizzo di strumenti specifici. Le Raccomandazioni cliniche sui DSA elaborate a Bologna nel periodo 2011-2012, aggiornando la precedente Consensus Conference di Montecatini del 2007, hanno stabilito che:

  • La diagnosi di dislessia e disortografia può essere formulata con certezza solo dopo la fine del secondo anno della scuola primaria.
  • La diagnosi di disgrafia e discalculia può essere formulata con certezza solo dopo la fine del terzo anno della scuola primaria.

Questo principio è ribadito nelle Linee guida allegate al DM 5669/2011 e nel D.I. 17 aprile 2013, n. 297. La valutazione comprende indagini neuropsicologiche, test specifici di lettura, scrittura e calcolo, valutazioni cognitive, educative, mediche e psicologiche. L'obiettivo è non solo identificare la presenza del disturbo, ma anche escludere altre cause che potrebbero spiegarne le difficoltà, come deficit sensoriali, problemi neurologici o disabilità intellettive.

Diagramma di flusso che illustra il percorso diagnostico per i DSA

Le nuove Linee guida dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, pubblicate dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) il 10 gennaio 2022, hanno ampliato le conoscenze scientifiche, affrontando anche situazioni come il disturbo di comprensione della lettura e fornendo indicazioni per la diagnosi e la valutazione di DSA in studenti con cittadinanza non italiana e in giovani adulti.

Strumenti Compensativi e Misure Dispensative: Supportare l'Apprendimento

Per garantire il diritto allo studio degli alunni con DSA, la normativa italiana prevede l'utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative. Questi strumenti sono pensati per rimuovere gli ostacoli all'apprendimento causati dal disturbo e permettere agli studenti di esprimere al meglio le proprie competenze.

Strumenti Compensativi:

Sono strumenti didattici e tecnologici che aiutano lo studente a svolgere le attività scolastiche in modo più efficace. Tra i più comuni troviamo:

  • Sintesi vocale: Programmi che leggono testi scritti ad alta voce, utili per gli studenti con dislessia.
  • Audiolibri: Registrazioni di libri che permettono di fruire dei contenuti attraverso l'ascolto.
  • Software per la correzione ortografica e grammaticale: Aiutano a individuare e correggere errori nella scrittura.
  • Calcolatrici: Supporto per lo svolgimento di operazioni matematiche, per gli studenti con discalculia.
  • Tabelle pitagoriche e formulari: Ausili per il recupero di informazioni matematiche.
  • Mappe concettuali e schemi: Strumenti per organizzare e visualizzare le informazioni, utili per tutti gli studenti, ma particolarmente preziosi per chi ha difficoltà di memorizzazione o organizzazione.
  • Registratore audio: Per registrare le lezioni e riascoltarle in seguito.

Misure Dispensative:

Si tratta di accorgimenti che permettono allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e non migliorano l'apprendimento. Esempi includono:

  • Tempo aggiuntivo: Concedere più tempo per lo svolgimento di compiti e verifiche. Un tempo aggiuntivo del 30% è considerato un ragionevole aumento.
  • Riduzione del carico di lavoro: Consentire di svolgere una quota ridotta del materiale di studio o delle prove.
  • Dispensa dalla lettura ad alta voce: Evitare di chiedere a uno studente con dislessia di leggere brani lunghi in pubblico, per le implicazioni psicologiche che ciò può comportare.
  • Dispensa dalla scrittura sotto dettatura: Per gli studenti con disortografia o disgrafia.
  • Valutazione delle interrogazioni orali: Privilegiare le interrogazioni orali rispetto a quelle scritte, o valutare la comprensione piuttosto che la correttezza formale.
  • Non valutare la correttezza ortografica e grammaticale in discipline diverse dall'italiano: Per non penalizzare lo studente in materie dove la difficoltà non è specifica.

L'applicazione di questi strumenti e misure è formalizzata nel Piano Didattico Personalizzato (PDP), un documento fondamentale che nasce dalla collaborazione tra docenti, famiglia e specialisti, e che definisce le strategie educative e didattiche più adeguate per il singolo studente con DSA.

Infografica che illustra la differenza tra strumenti compensativi e misure dispensative

La Dimensione Emotiva e Sociale dei DSA

È fondamentale non sottovalutare l'impatto emotivo e sociale che i DSA possono avere sugli studenti. La difficoltà nel raggiungere determinati traguardi scolastici, soprattutto se non adeguatamente supportata, può generare sentimenti di inadeguatezza, frustrazione, bassa autostima e ansia.

Nei ragazzi con DSA, la "testa tra le nuvole" o la difficoltà di concentrazione non sono necessariamente sinonimo di disinteresse o pigrizia. Spesso, queste manifestazioni sono legate a un maggiore carico cognitivo richiesto per svolgere compiti che per altri sono automatizzati, o a una risposta emotiva a vissuti di fallimento e a una percezione di incompetenza.

La dimensione relazionale è particolarmente importante, soprattutto nella fase adolescenziale. È necessario prestare molta attenzione ai rischi di bassa autostima e alla potenziale stigmatizzazione da parte dei compagni. Il docente coordinatore di classe, sentita la famiglia, può avviare iniziative per condividere con i compagni le ragioni dell'applicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative, promuovendo un clima di comprensione e inclusione.

La comorbilità tra DSA e disturbi emotivi e comportamentali è significativa, attestandosi tra il 25% e il 50%. Disturbi come il deficit di attenzione e iperattività (ADHD), il disturbo oppositivo-provocatorio, i disturbi d'ansia e la depressione possono coesistere con i DSA, rendendo il quadro clinico più complesso. Un intervento precoce e integrato, che consideri sia gli aspetti neuropsicologici che quelli emotivo-relazionali, è essenziale per un esito positivo sul piano scolastico, sociale e psicologico.

DSA in Età Adulta e Nuove Frontiere della Ricerca

Le nuove Linee guida dell'ISS del 2022 hanno posto l'accento sulla diagnosi e la gestione dei DSA anche in età adulta. Riconoscere e supportare gli adulti con DSA è fondamentale per garantire loro pari opportunità nel mondo del lavoro e nella vita sociale. La diagnosi in età adulta richiede un'integrazione tra dati ottenuti da prove standardizzate e indici clinici preziosi per sostenere la validità diagnostica.

Inoltre, la ricerca continua ad approfondire aree ancora inesplorate, come la diagnosi di DSA negli studenti stranieri e/o bilingue, una popolazione eterogenea per cui è necessario sviluppare criteri diagnostici trasversali. La comprensione del disturbo di comprensione della lettura, introdotto nel DSM-5, rappresenta un ulteriore passo avanti nella definizione e nel trattamento dei DSA.

Conclusione

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento sono una realtà complessa che richiede un approccio multidisciplinare e una profonda comprensione delle loro caratteristiche. Dalla storia normativa all'evoluzione delle conoscenze scientifiche, l'Italia ha compiuto passi significativi nel riconoscere e tutelare gli studenti con DSA. L'applicazione efficace della legge 170/2010, attraverso la corretta individuazione, la diagnosi tempestiva e l'utilizzo mirato di strumenti compensativi e misure dispensative, unitamente a un'attenzione particolare alla dimensione emotiva e sociale, sono gli elementi chiave per promuovere un percorso scolastico inclusivo e consentire a ogni studente di realizzare il proprio potenziale. La collaborazione tra scuola, famiglia e specialisti rimane il pilastro fondamentale per affrontare con successo le sfide poste dai DSA.

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