L'era digitale ha portato con sé una trasformazione radicale nel modo in cui comunichiamo, pensiamo e percepiamo il mondo. Se da un lato la connettività globale ha aperto nuove frontiere, dall'altro ha creato un terreno fertile per la proliferazione di disinformazione, risentimento e un'ondata di "s-ragione" che minaccia di erodere le fondamenta del dibattito politico e della coesione sociale. Il libro di Angela Nagle, "Kill All Normies", offre un utile, seppur inquietante, resoconto di questa galassia online che ha visto emergere, quasi senza accorgercene, un "continente" di caos mentale e sofferenza psichica diffusa. Questo continente, alimentato da una costante "aggressione info-nervosa" e da un'umiliazione sociale pervasiva, ha disintegrato gli spazi di azione politica razionale e i legami di solidarietà.

La Distruzione del Consenso e l'Ascesa del Risentimento
La minima base di consenso etico e linguistico, essenziale per qualsiasi forma di dialogo politico, sia esso di accordo o di disaccordo, è stata sistematicamente distrutta. Questo processo è stato accelerato dall'iper-stimolazione e dalla simulazione informativa che caratterizzano l'infosfera contemporanea. Al posto di un'egemonia basata sul consenso razionale, assistiamo all'ascesa di un'onda di nazionalismo e razzismo che trova la sua radice in una frustrata rivendicazione dei diritti sociali. Ciò che emerge da questo "continente del risentimento" è un mix pernicioso di vero nazionalismo e falso socialismo, un film già visto un secolo fa, ma che ora si ripresenta in una veste postmoderna, più insidiosa e pervasiva.
La Fine del "Cool" e l'Avvento della S-Ragione
La cultura del "cool", intesa come un atteggiamento distaccato e ironico, sta perdendo terreno. Intrappolati nella loro impotenza, i popoli hanno perso la calma, lasciando spazio a un'onda di s-ragione. Il libro di Nagle, pur focalizzato sul contesto americano, offre spunti di riflessione universali, poiché le caratteristiche del discorso online tendono a omologarsi su scala globale. Nagle descrive la fenomenologia della mente post-alfabetica attraverso l'iper-espressività che scaturisce dalla convergenza del free-speech libertario e delle tecnologie connettive. Un flusso incessante di linguaggio e neuro-stimolazione travolge le facoltà di elaborazione razionale e di esperienza emotiva, rendendo difficile la distinzione tra vero e falso, bene e male.
La "Tempesta di Merda" Digitale
Il filosofo Byung-Chul Han ha coniato il termine "shitstorm" (tempesta di merda) per descrivere la forma generale della comunicazione nell'infosfera ipersaturata. Innumerevoli tempeste di merda, sommandosi, hanno trasformato l'infosfera globale in uno tsunami di materiale tossico che ha disattivato l'universalismo della ragione, ridotto la sensibilità e distrutto i fondamenti del comportamento etico. L'onda di risentimento aggressivo che ha travolto la democrazia non deriva solo da condizioni di impotenza politica e impoverimento sociale, ma è anche il risultato di una mutazione profonda nel linguaggio, nell'inconscio e nell'autopercezione, indotta dall'illimitata intensificazione dell'infostimolazione.
Il Cinismo Nichilista e l'Umorismo Malvagio
Nagle descrive l'atmosfera psicoetica dell'epoca Trump con parole che risuonano con inquietante attualità: "uno spirito di profondo cinismo nichilista è venuto a galla nella cultura dell’Internet mainstream ed è divenuta dominante una forma assurda di umorismo malvagio." Il risentimento identitario ha soppiantato la solidarietà sociale, e la cultura dell'appartenenza ha sostituito la ragione universale. L'eredità dell'umanesimo, dell'illuminismo e persino del socialismo sembrano essere state azzerate. Eppure, il socialismo riemerge, ma distorto, come rivendicazione di reddito in una cornice aggressivamente nazionalista. Il nazional-socialismo, per quanto agghiacciante possa apparire, si configura come il discorso e il programma politico di figure come Trump, Putin, Salvini, Orban, Erdogan e Modi.

Il Ritorno del Nazional-Socialismo e l'Ansia da Declino
Il nazional-socialismo promette di restaurare la sicurezza economica distrutta dal globalismo liberista e di rafforzare la nazione attraverso il respingimento dei migranti e la moltiplicazione dei fronti di competizione. Lo sfondo di questa dinamica è l'eredità del colonialismo e la fine del privilegio imperialista, un non detto che alimenta conflitti identitari incapaci di trovare una ricomposizione internazionalista. Nagle collega l'ascesa di Trump all'emergenza della cultura online come spazio egemonico per la formazione del sentimento pubblico e del discorso prevalente. Il trionfo dei "trumpisti" è anche la vittoria nella guerra contro i media mainstream, oggi disprezzati dalla maggioranza dei votanti e dalle subculture internet, sia di destra che di sinistra, entrambe caratterizzate da un'ironia pervasiva e da una distanza dall'odiato mainstream.
La Rigidità Puritana della Mente Digitale
La rigidità puritana, l'incapacità di cogliere le sfumature e di decifrare l'ambiguità, emerge come un tratto distintivo della mente digitale. Jonathan Franzen, nel suo romanzo "Purity", suggerisce che la differenza essenziale della generazione millennial risieda nel rifiuto dell'ambiguità e nella binarizzazione della sensibilità. Il semplicismo moralista, l'aggressività contro l'"impuro" e l'irritazione contro l'"incompatibile" sono le manifestazioni politiche di questa binarizzazione puritana.
Il "Dark Enlightenment" e l'Alt-Right
"Kill All Normies" è considerato il primo tentativo di cartografare il vasto territorio online dell'alt-right, che ha dato forza di maggioranza al "dark enlightenment". Questa espressione, coniata dal teorico di formazione marxista Nick Land, definisce un filone reazionario caratterizzato da suprematismo, antifemminismo e antiegualitarismo. L'esplosione di cultura reazionaria online è stata anticipata da pensatori come Nick Land, Peter Thiele e Alexander Dugin, il cui retroterra comune è la constatazione che trenta anni di globalizzazione hanno destabilizzato il privilegio della razza bianca. L'ansia nata dall'incapacità dell'Occidente di affrontare la globalizzazione mantenendo il privilegio storico è il motore di questo movimento.
L'Egemonia del Rumore Bianco del Significato
La sollevazione cinica di massa non è il risultato di una conversione ideologica, ma l'effetto dell'alluvione digitale. Il flusso ha sommerso la mente critica, e il panico identitario ha preso il sopravvento, spiegando così il trionfo di Trump. Il problema fondamentale è che nessuna azione linguistica avviata all'interno di questa tempesta semiotica può realmente rovesciare il suo effetto: il "rumore bianco del significato". Nagle paragona l'influenza culturale dell'alt-right al concetto gramsciano di egemonia, osservando come coloro che sono più attenti alle idee della sinistra, come la teoria dell'egemonia e della contro-egemonia, siano proprio quelli della destra a utilizzarle strategicamente.
La Mise-en-Abyme del Senso e lo Tsunami Identitario
L'egemonia dell'alt-right non si fonda sul consenso ideologico, ma su una "mise-en-abyme" del senso, una centrifugazione del significato che genera uno tsunami di merda identitaria. La sinistra, paradossalmente, contribuisce a questo mulinello, poiché sembra essere l'unica maniera di esistere, seppur senza alcuna efficacia. Il discorso politico moderno, un tempo finalizzato alla persuasione e alla costruzione del consenso, è stato sostituito da un infoflusso che genera pervasione, saturazione del tempo di attenzione e disattiva la facoltà critica.
Dalla Mente Alfabetica alla Modalità Mitologica
La facoltà critica, la capacità di formulare giudizi su ciò che è buono o vero, non è un dato naturale, ma l'effetto di un'organizzazione della sfera della comunicazione sociale. Secondo Jack Goody, il pensiero logico nasce quando sono disponibili testi scritti. Con la diffusione di Internet, la proliferazione di fonti informative crea una nuova infosfera e intensifica la circolazione di segni, accelerando il tempo mentale. Quando la sequenzialità della mente alfabetica è sostituita dalla simultaneità elettronica, il pensiero tende a passare dalla modalità di elaborazione critica alla modalità mitologica.
Memetica: Contagio e Identificazione
Nella nuova semiosfera, la persuasione è sostituita dalla pervasione e il ragionamento critico dal contagio memetico. Il meme è la condensazione mitologica di contenuto immaginario, intrecciato con credenze e presupposizioni, precipitato in segni enigmatici di appartenenza culturale. A differenza di simboli rigidi come la falce-e-martello, la croce o la svastica, meme come Pepe The Frog sono privi di significati fissi, ma il loro riferimento è condiviso come chiave d'accesso a una comunità identitaria. Il meme non funziona in modo referenziale (vero o falso), ma metaforico: il suo contenuto si traduce pragmaticamente in appartenenza.

Il Meme come Virus Cognitivo
Kirk Packwood, esperto di memetica allineato con l'alt-right, definisce il meme come "il linguaggio socioculturale che scrive i programmi che producono il modello mentale, ovvero la coscienza." Il meme agisce come un virus che si replica per invadere l'organismo, legandosi ad altre strutture memetiche per riprodursi. La sua efficacia dipende dalla replicabilità e dalla capacità di agire come "mneme", unità di memorizzazione. Geert Lovink e Marc Tuters, tuttavia, sostengono che "i meme sono semplicemente sottoprodotti dell'ecosistema delle app: il medium, non il meme, è il messaggio." Essi agiscono in quell'elusivo mezzo secondo che intercorre tra il pensiero e l'azione, penetrando il sistema limbico umano.
La Cultura di Sinistra può Agire Memeticamente?
La domanda cruciale che ne discende è se la cultura di sinistra possa agire memeticamente, se i concetti universalisti dell'Illuminismo o quelli internazionalisti della sinistra novecentesca possano tradursi nelle modalità post-critiche della cultura online. Lovink e Tuters cercano di decostruire la pratica memetica, ipotizzando un "détournement progressista". La politica, non più fondata su strategie discorsive di persuasione, diviene una battaglia di suggestioni mitologiche condensate in stimolazioni nervose di tipo memetico. La mente, incapace di giudizio critico a causa della contrazione del tempo di elaborazione, reagisce in modo non logico, sviluppando identificazioni mitologiche.
Il Razzismo dei Perdenti e il Declino Demografico
I meme sono attivi nella sfera subconscia e sono più efficaci in organismi cognitivamente indeboliti, colpiti da disorientamento e disperatamente bisognosi di una via d'uscita. Si tratta di un "razzismo dei perdenti", diverso dal razzismo dei dominatori colonialisti. L'umiliazione politica è accentuata dal declino demografico e dal conseguente calo dell'energia, con le sue implicazioni sessuali e psichiche. Queste tendenze convergenti hanno alimentato un'onda di risentimento e di vendetta che, nel mondo occidentale, prende la forma del suprematismo bianco. "Kill All Normies" si presenta quindi come un'utile guida a questa tendenza culturale emergente, un campanello d'allarme che risuona nell'eco della "tempesta di merda" digitale.