Stili Cognitivi e Stili di Apprendimento: Comprendere le Differenze per un Percorso Educativo Personalizzato

Ognuno di noi apprende in modo diverso, utilizzando canali sensoriali e strategie cognitive specifiche. Una didattica efficace dovrebbe valutare lo stile di apprendimento di ogni studente al fine di facilitare il raggiungimento degli obiettivi educativi prefissati. La comprensione profonda delle distinzioni tra stile cognitivo e stile di apprendimento è fondamentale per creare percorsi educativi e professionali che siano realmente rispondenti alle esigenze individuali, massimizzando il potenziale di ciascuno. Spesso si utilizzano i termini stili cognitivi e stili di apprendimento come se fossero sinonimi, ma in realtà non è così: lo stile cognitivo è la modalità preferenziale con cui ciascuno di noi elabora l’informazione nel corso di compiti diversi; lo stile di apprendimento, invece, si riferisce soltanto al livello di elaborazione del materiale che apporta conoscenze specifiche. Possiamo quindi dire che lo stile di apprendimento è un aspetto dello stile cognitivo e che, volendoli raffigurare con degli insiemi, ne rappresenta un sottoinsieme.

Diagramma che illustra la relazione tra stile cognitivo e stile di apprendimento come insiemi

Lo Stile Cognitivo: La Lente attraverso cui Percepiamo il Mondo

Per stile cognitivo s’intende la: “modalità di elaborazione dell’informazione che la persona adotta in modo prevalente, che permane nel tempo e si generalizza a compiti diversi” (Boscolo, 2006). Lo stile cognitivo può essere concepito come la predisposizione ad adottare strategie di apprendimento preferenziali indipendentemente dal compito richiesto. A sua volta, il successo dovuto all’adozione di quello specifico stile, ne determina la perseveranza da parte dello studente: tenderà ad utilizzarlo nuovamente in futuro. Il concetto di stile cognitivo fu introdotto per la prima volta nel 1937 dallo psicologo statunitense Gordon Allport e fu approfondito successivamente da numerosi studiosi tra cui Boscolo (1981), Sternberg (1996) e Cornoldi (2001).

Lo stile cognitivo è, in senso globale, l’approccio che preferiamo utilizzare quando ci troviamo ad esaminare la realtà. Individuare il nostro stile cognitivo significa capire in che modo percepiamo il mondo intorno a noi. Ad esempio, ci saranno alcune persone che, nel trovarsi in una nuova città, si concentreranno sui dettagli di ciò che vedono: stradine, negozi, colori; altri invece che si focalizzeranno sulla struttura complessiva della città, andandone a ricercare da subito una mappa. Ancora, c’è chi, nel montare un mobile nuovo, per prima cosa prenderà il libretto delle istruzioni e seguirà passo passo quanto legge; c’è chi, invece, ancor prima di prendere il libretto delle istruzioni, inizierà direttamente ad esaminare e montare i pezzi. Queste diverse modalità di approcciarci dipendono proprio dal nostro stile cognitivo e ci danno informazioni su come noi ci rapportiamo alla conoscenza di ciò che ci circonda.

Secondo le teorie più recenti di Cornoldi e De Beni, possiamo individuare vari stili cognitivi, a seconda che ci concentriamo sulla percezione, la memoria, il ragionamento o il rapporto col contesto. Ciò significa che ci può appartenere più di uno stile cognitivo, a seconda del parametro che teniamo in considerazione.

  • Sistematico-Intuitivo: Riguardano la modalità di classificazione e formulazione di ipotesi. Nello stile sistematico l’individuo tende a risolvere un problema esaminando tutte le variabili implicate e usando una strategia graduale per avvicinarsi alla soluzione. Chi predilige uno stile intuitivo si basa prevalentemente sull’intuizione.
  • Globale-Analitico: Concernono la preferenza a livello percettivo per la considerazione dell’insieme o del dettaglio. Chi adotta lo stile cognitivo globale predilige una visione d’insieme del materiale da imparare, spostandosi dal generale al particolare; mentre, chi predilige lo stile cognitivo analitico preferisce partire dai dettagli per ricostruire man mano il quadro generale. L’analitico parte dal particolare per giungere a una visione di insieme (approccio induttivo). Lo stile globale si predilige la visione d’insieme, senza insistere troppo sui casi particolari.
  • Impulsivo-Riflessivo: Riguardano il modo in cui si affronta un problema a livello decisionale. È tipico dell’impulsivo colui che prende decisioni in tempi brevi; e preferisce correggere il tiro in itinere piuttosto che stare tanto tempo a pianificare.
  • Verbale-Visuale: Sono trasversali ai vari compiti cognitivi perché riguardano la percezione (i tipi di informazione su cui è focalizzata l’attenzione), la memoria (i tipi di informazione meglio registrati e il modo in cui sono immagazzinati) e le preferenze di risposta. Lo stile visuale si caratterizza per una propensione verso la rappresentazione visuo-spaziale ed iconica (es. immagini e schemi), mentre quello verbale per una preferenza per il codice linguistico e sonoro (es. discorsi, nomi o letture). Si concentra maggiormente sulla componente iconica e riesce a ricordare ciò che vede più facilmente di ciò che sente lo stile visuale.
  • Convergente-Divergente: Valorizzano l’aspetto dell’autonomia e del modo personale di affrontare lo studio. Il soggetto con uno stile convergente adotta una logica lineare privilegiando soluzioni condivise e routinarie e seguendo la logica e i principi lineari. Altre ricerche avvallano l’ipotesi che i bambini con DSA hanno anche uno stile cognitivo divergente più sviluppato della popolazione normativa (Grenci, Amodio, Bandello, 2007) che li porterebbe ad essere creativi, a sviluppare facilmente nuove idee e soluzioni, trovare nessi e connessioni inusuali, approcciare le materie scolastiche in modo nuovo e vedere i fenomeni da molteplici prospettive.
  • Risolutore-Assimilatore: Riguarda quella categoria di persone che, nel risolvere il problema mirano alla soluzione più veloce, sulla base delle risorse che hanno a disposizione (risolutore). È tipico di chi non si ferma a vedere il problema immediato, ma va alla radice, cercando una soluzione globale (assimilatore).
  • Indipendente dal campo: È tipico di chi agisce scegliendo strade nuove anche se queste non riscuotono il consenso degli altri.

La teoria dell’autogoverno mentale di Sternberg (1998) associa metaforicamente le forme di governo tipiche della società umana a vari stili di pensiero, evidenziando come l’analisi degli stili cognitivi sia utile sia in ambito lavorativo per l’individuazione di candidati idonei, sia in ambito scolastico per supportare gli studenti in modo appropriato. Ad esempio, si può aiutare uno studente con stile "anarchico" insegnandogli l'autodisciplina, o guidare gli alunni "oligarchici" strutturando con loro le priorità, o ancora innestare l'argomento di interesse dei bambini "monarchici" in ciò che si vorrebbe che facessero, come consigliare a uno studente che ama lo sport un libro sullo sport stesso.

Infografica che illustra i vari stili cognitivi con brevi descrizioni e esempi

Stili di Apprendimento: Come Assimiliamo le Informazioni

Lo stile di apprendimento tipico di una persona rimanda alla modalità sensoriale attraverso cui si percepiscono le informazioni e, pertanto, all’uso di un canale sensoriale preferenziale che permette di percepire gli stimoli provenienti dall’esterno. L’accesso all’informazione è il prerequisito indispensabile di qualsiasi apprendimento e ogni persona ha la sua modalità preferenziale. I canali sensoriali, mediante i quali l’informazione viene percepita, comportano un modo diverso di accesso alle informazioni, influenzandone conseguentemente gli stili di apprendimento.

Secondo lo studioso della metacognizione Luciano Mariani (2001) possiamo identificare 4 canali sensoriali con cui l’informazione viene percepita:

  • Canale visivo-verbale: Si prediligono la letto-scrittura e il codice linguistico, in quanto vengono ricordate meglio le informazioni presentate in modalità scritta. Concretamente si impara leggendo.
  • Visivo non verbale: Si preferiscono gli strumenti che facilitano la memoria visiva (immagini, schemi, mappe, fotografie). Concretamente: tutto ciò che riguarda il visual learning.
  • Uditivo: Si prediligono l’ascolto e la partecipazione a discussioni e lavori di gruppo. Concretamente: si impara maggiormente assistendo e ascoltando una lezione.
  • Cinestetico: Si preferisce l’interiorizzazione di esperienze concrete e le sperimentazioni pratiche. Concretamente: si impara facendo (learning by doing).

Per stile di apprendimento invece s’intende “l’approccio all’apprendimento preferito di una persona, il suo modo tipico e stabile di percepire, elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni” (Mariani, 2000). Gli individui, e quindi anche gli studenti, apprendono in maniera diversa in base alle modalità e alle strategie con cui ciascuno elabora le informazioni, partendo dai canali sensoriali che si preferiscono e prediligono.

Stili di apprendimento

L'Intersezione tra Stili Cognitivi e Stili di Apprendimento

Sebbene distinti, stili cognitivi e stili di apprendimento sono strettamente interconnessi. Gli stili di apprendimento riflettono, almeno in parte, gli stili cognitivi della persona: i primi sono come l’estensione dei secondi. Si ritiene pertanto che gli stili di apprendimento siano più facilmente modificabili che non quelli cognitivi. Dobbiamo anche distinguere tra abilità cognitiva e stile cognitivo. L’abilità è la modalità di risposta del soggetto agli stimoli ambientali, mentre lo stile cognitivo è principalmente il modo in cui i soggetti hanno applicato le loro abilità ai problemi per risolverli o alle cose da imparare. Quindi ciò che caratterizza ogni persona dipende non solo dalle abilità possedute, ma anche dai modi di usarle. Le persone possono avere abilità simili ma usare stili cognitivi diversi e, talvolta, anche molto diversi. Si ottengono così risultati diversi sia a scuola che sul posto di lavoro. Secondo R.J. Sternberg e L. Spear-Swerling (1997) le persone intelligenti sono quelle che sanno ottimizzare i punti di forza e compensare le debolezze. Cambiando lo stile di apprendimento possiamo agire sul nostro stile cognitivo e quindi migliorare le nostre capacità.

Boscolo2 ha definito lo stile cognitivo come una modalità di elaborazione delle informazioni che il soggetto adotta in modalità prevalente, che dura nel tempo ed è generalizzata a compiti diversi. Pertanto, non indica una capacità maggiore o minore nel comprendere una materia da parte dell’individuo, ma solo il suo personale approccio particolare alla realtà, il modo in cui si riferisce alle circostanze e il modo in cui reagisce. Sono predisposizioni cognitive di base e quindi difficilmente possono essere modificate. Al contrario, lo stile di apprendimento è, indicativamente, più una questione di comprensione di contenuti complessi. Questo è un punto chiave da tenere a mente: conoscere gli stili cognitivi per cambiare quelli di apprendimento.

Stili Cognitivi e Apprendimento negli Studenti con DSA

Particolarmente utile ai fini di una buona didattica è studiare gli stili cognitivi degli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). Questi ultimi processano molto bene le informazioni filtrate dal canale visivo-non verbale: sarà quindi molto utile e fruttuoso potenziare le capacità uditive e cinestesiche, prediligendo uno stile cognitivo globale, connesso a un modo di pensare prevalentemente visivo. In particolare, lo studente con DSA tende ad avere uno stile cognitivo globale piuttosto che analitico (Cornoldi, De Beni e Gruppo MT, 2002), ovvero è portato a focalizzarsi sull’aspetto generale dell’argomento, organizzando un’idea complessiva, creando associazioni fra più concetti e ragionando in parallelo. Inoltre, ulteriore conferma è che il pensiero globale è spesso legato ad uno stile cognitivo visivo piuttosto che verbale (Morgan e Klein, 2000).

Un approccio metacognitivo dunque può fare la differenza per tutti e in particolare per gli studenti con DSA che, a causa delle loro difficoltà specifiche, in classe sembrano annoiati, passivi e disinteressati, e che sperimentano un forte senso di inadeguatezza verso la scuola, il quale rischia di condurre verso l’insuccesso e l’abbandono scolastico. Nel contesto scolastico è fondamentale rendere gli studenti consapevoli dei propri processi cognitivi e di apprendimento, dei propri punti di forza e di debolezza, perché ciò gli permette di sviluppare un metodo di studio efficace, efficiente, capace di abbattere e superare gli ostacoli. Tale consapevolezza inoltre può aiutarli a capire che il loro senso di inadeguatezza non è dovuto a incapacità o mancanza di intelligenza, ma semplicemente a metodi di studio che non sono in linea con i propri stili, pertanto è fondamentale lavorare sui concetti di stile cognitivo e stile di apprendimento in classe.

Strategie Didattiche e Supporto Personalizzato

L’apprendimento, infatti, è visto come il risultato di un processo il cui fulcro è il binomio persona-situazione, su cui influiscono i metodi di insegnamento quanto le differenze individuali (Boscolo, 2006). È importante impostare una didattica che sia il più possibile funzionale allo stile di apprendimento individuale e alla scelta degli strumenti compensativi, al fine di garantire il migliore adattamento scolastico.

Per favorire l’uso del canale visivo non verbale è importante che lo studio sia supportato da mappe concettuali povere di informazioni scritte e ricche di parole chiave da ricordare, affiancate da un’immagine che ne rappresenti il termine. In una mappa senza immagini, a colpo d’occhio, è difficile recuperare le informazioni richieste e la memoria visiva ed il canale non verbale non ne verrebbero agevolati. È fondamentale selezionare le immagini insieme al bambino, in quanto devono essere evocative, cioè rappresentative per il recupero delle informazioni.

Per favorire l’uso del canale cinestetico, un punto di forza nei bambini con DSA, è importante aggiungere alle spiegazioni teoriche anche esempi pratici e concreti con un materiale che il bambino possa vedere, toccare e manipolare.

Per stimolare l’uso del canale uditivo è importante prediligere le spiegazioni orali senza troppi riferimenti al testo scritto, allenare all’uso dei libri digitali con la sintesi vocale, agli audiolibri per leggere i testi di narrativa, alla registrazione delle lezioni per risentirle in differita e all’auto-registrazione mentre sono ripetuti gli argomenti studiati.

Esempio di mappa concettuale visiva non verbale

L'Importanza della Consapevolezza e della Sperimentazione

Conoscere il proprio stile cognitivo e stile di apprendimento è cruciale perché avere consapevolezza del modo in cui ci è facile imparare i concetti, ci dà gli strumenti per mettere in atto strategie adeguate.

  • Individua il tuo stile: Cerca di riflettere su di te: come affronti le situazioni in cui devi risolvere un problema? In che modo ragioni? Di cosa senti di aver bisogno prima di affrontare un qualsiasi compito nuovo? Associa poi quanto emerso ad uno degli stili precedentemente esposti. Se sei in difficoltà, puoi compilare appositi questionari sugli stili cognitivi elaborati da studiosi come Luciano Mariani.
  • Adatta il materiale di studio: Tieni a mente il tuo stile cognitivo ogni volta che gestisci ed elabori del materiale di studio. Se hai uno stile cognitivo globale ed intuitivo, per te potrebbe essere poco proficuo e motivo di stress pianificare tutto nel dettaglio; prova piuttosto ad iniziare a leggere il materiale, sintetizzando i punti salienti di tanto in tanto, cercando paralleli tra le cose. Allo stesso modo, se sei una persona prevalentemente analitica, potresti trovare difficile avere un quadro globale e sintetico. Piuttosto che pretendere di avere da subito chiaro l’intero quadro dell’argomento, scomponilo in tanti sotto argomenti e lavora sul quadro complessivo dei singoli sotto argomenti. Solo dopo, cerca di arrivare alla costruzione di un quadro generale.
  • Strategie per stile di apprendimento:
    • Stile visivo-verbale: Mettiti quanto più vicino possibile alla lavagna. Prendi appunti in classe e riordinali a casa. Prima di leggere un capitolo, concentrati su titoli, sottotitoli e didascalie. Fai riassunti ed elenchi puntati, scrivi didascalie per accompagnare gli schemi.
    • Stile visivo non verbale: Associa al testo delle immagini. Nei tuoi appunti fai dei disegnini. Concentrati sulle immagini dei libri ed utilizza i colori. Preferisci mappe concettuali, utilizzando colori e disegni.
    • Stile uditivo: Studia leggendo e ripetendo ad alta voce; cerca delle videolezioni o confrontati con dei compagni.
    • Stile cinestetico: Alterna le materie se devi studiarne più di una. Stabilisci delle pause in cui puoi alzarti e camminare. Cerca di fare esercizi e creare tu mappe e diagrammi dopo aver individuato i contenuti chiave. Simula dialoghi, drammatizzazioni o inventa storie concrete con i concetti appresi.

Infine, è fondamentale sperimentare. Ognuno di noi ha il suo stile cognitivo e di apprendimento, non c’è un metodo valido per tutti. Una volta individuato il proprio stile cognitivo, è utile incrociarlo con lo stile di apprendimento e ricercare le strategie che più si ritengono comode. Può essere un processo che richiede tempo all’inizio, ma ne guadagnerai in termini di consapevolezza e di applicazione futura. Ricorda che non c’è uno stile migliore di un altro: tutti sono ugualmente validi.

Illustrazione di un'orchestra che suona, a simboleggiare la diversità e l'armonia nell'apprendimento

La sfida ambiziosa per psicologi ed educatori è quella di strutturare metodi di apprendimento e strumenti didattici che siano il più possibile personalizzati e vari, affinché vi sia un incremento del rendimento complessivo stimolando interesse e motivazione, rispettando le caratteristiche individuali di ognuno e valorizzando punti di forza, talenti ed inclinazioni personali. Come diceva Pennac: “Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia”.

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