La Provincia Autonoma di Trento, attraverso il suo quadro normativo, ha intrapreso un percorso significativo volto a garantire l'integrazione e l'inclusione scolastica degli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES). Un'attenzione particolare è riservata ai Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), per i quali sono state definite procedure e interventi specifici, in linea con la legislazione nazionale ma con peculiarità territoriali. Il Decreto del Presidente della Provincia 8 maggio 2008, n. 270, rappresenta un pilastro fondamentale in questo contesto, delineando le modalità con cui la Provincia intende supportare gli alunni con BES, con un focus sui DSA.

Fondamenti Normativi e Distinzioni Chiave
La normativa trentina in materia di inclusione scolastica affonda le sue radici nella Legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5, che ha posto le basi per un approccio sistematico ai bisogni educativi degli studenti. Successivamente, il Regolamento per favorire l'integrazione e l'inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali (articolo 74 della legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5), emanato con Decreto del Presidente della Provincia 8 maggio 2008, n. 270, ha dettagliato le azioni concrete.
Il Capo III dello stesso Regolamento, comprendente gli artt. 4, 5, 6 e 7, opera una distinzione fondamentale tra le diverse tipologie di Bisogni Educativi Speciali. Dopo l'articolo 4, che illustra gli interventi a favore di tutti gli alunni con BES, il Regolamento distingue tra:
- Alunni con certificazione di disabilità: Per questi studenti, l'art. 5 descrive una serie di attività e supporti mirati. Questi includono l'assicurazione di opportunità formative specifiche, anche propedeutiche all'inserimento lavorativo, deroghe ai limiti di durata dei percorsi di istruzione e formazione, percorsi misti di istruzione e formazione fino al 20° anno di età, progetti per la prosecuzione del percorso di formazione e istruzione professionale finalizzati all'inserimento lavorativo fino al compimento del 25° anno di età, e progetti di alternanza scuola-lavoro. La Provincia si impegna anche nell'assistenza organizzativa, sia con personale proprio che tramite convenzioni con soggetti privati accreditati.
- Alunni con DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento): L'art. 6 del Regolamento 270/2008 dedica specifica attenzione a questi studenti. Per gli alunni con DSA, accertati da un neuropsichiatra o da uno psicologo esperto dell'età evolutiva con diagnosi e relazione clinica descrittiva (come definito dall'art. 3 lett. b), è prevista la formulazione di un PEP (Progetto Educativo Personalizzato). Questo progetto, come definito dall'art. 2, lett. l, mira a garantire obiettivi specifici di apprendimento adeguati alle effettive capacità personali. Il PEP prevede inoltre interventi tra istituzioni del primo ciclo o tra queste e quelle del secondo ciclo di istruzione e formazione, in stretta collaborazione con i servizi sociali e le realtà educative extrascolastiche. Sono inoltre previste azioni di orientamento e alternanza scuola-lavoro, nonché la possibilità di un eventuale esonero dall'apprendimento delle lingue straniere e attività volte a favorire l'acquisizione del Diploma di 3° media.
- Alunni con svantaggio: L'art. 7 del Regolamento affronta le esigenze degli alunni che versano in condizioni di svantaggio, prevedendo interventi analoghi a quelli per i DSA, ma contestualizzati alle specifiche problematiche.
La distinzione tra queste categorie è resa ancora più netta dal fatto che gli interventi della Provincia, come specificato dall’art. 2 comma 1 lett. L, sono destinati agli alunni con BES e in particolare agli alunni con disabilità certificata (lett. a) e quelli con DSA (lett. L).
L'Influenza della Normativa Nazionale e le Specificità Trentine
La normativa provinciale trentina, pur essendo ancorata alla Legge nazionale n. 53 del 2003, che ha introdotto principi di flessibilità e personalizzazione nell'ordinamento scolastico, presenta elementi di interesse per la sua estensione, con terminologie diverse, anche agli studenti con DSA e con svantaggio, molte delle garanzie riconosciute dalla normativa nazionale.
La Legge 8 ottobre 2010, n. 170, "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico", ha rappresentato un passo fondamentale a livello nazionale, riconoscendo ufficialmente i DSA e introducendo misure di supporto per gli studenti che ne sono affetti. Questa legge ha attribuito al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR) la competenza sui DSA. Le note all'art. 1 della Legge 170/2010 specificano che la legge è stata pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2009, allegata alla legge finanziaria 2010 (legge 23 dicembre 2009, n. 191).

È importante sottolineare come, in passato, alcune leggi regionali abbiano persino anticipato disposizioni poi recepite a livello nazionale. L'assenza di una legge regionale specifica in alcune materie non implica automaticamente la mancata possibilità di accedere a determinati strumenti, come ad esempio strumenti compensativi durante un concorso pubblico.
La Provincia Autonoma di Trento, con la Legge provinciale 26 ottobre 2011, n. 15, e il Decreto del Presidente della Provincia 7 ottobre 2010, n. 21, ha continuato a rafforzare il quadro normativo a supporto dell'inclusione. Il Decreto del Presidente della Provincia 7 ottobre 2010, n. 21, in particolare, è un Regolamento sulla valutazione periodica e annuale degli apprendimenti e della capacità relazionale degli studenti, nonché sui passaggi tra percorsi del secondo ciclo (articoli 59 e 60, comma 1, della legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5).
Altre normative rilevanti includono:
- Legge 5 febbraio 1992, n. 104: "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità."
- D.P.R. 24 febbraio 1987, n. 334: "Regolamento di attuazione della legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante norme per la gestione dei compiti di sostegno."
- D.P.R. 23 febbraio 2006, n. 175: "Regolamento recante modalità e criteri per l'individuazione dell'alunno come soggetto in situazione di handicap (art. 35 c. 7 Legge 27 dicembre 2002, n. 289)."
- Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66: "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità a norma dell'art.1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107."
Disturbi specifici dell'apprendimento - DSA | Webinar UniSR
Processi Diagnostici e Strumenti di Supporto
L'individuazione precoce dei sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all'articolo 7, comma 1 della Legge 170/2010, è un elemento cruciale. La diagnosi dei DSA, effettuata da specialisti, è il presupposto per l'attivazione degli interventi previsti dal PEP.
Il PEP non è un mero documento burocratico, ma uno strumento dinamico che guida le scelte didattiche e metodologiche della scuola. Esso deve essere formulato in collaborazione con la famiglia e, quando possibile, con lo studente stesso, promuovendo un approccio partecipativo all'inclusione.
Gli strumenti compensativi e le misure dispensative, previsti dalla normativa nazionale e declinati a livello provinciale, sono fondamentali per garantire pari opportunità di apprendimento. Tra questi, si annoverano:
- Strumenti compensativi: Utilizzo di mappe concettuali, schemi, sintesi vocali, programmi di videoscrittura con correttore ortografico, calcolatrice.
- Misure dispensative: Dispensa dalla lettura ad alta voce, dalla scrittura sotto dettatura, dalla memorizzazione di regole grammaticali o formule matematiche, dalla quantità eccessiva di compiti.
L'obiettivo è quello di permettere agli studenti con DSA di esprimere al meglio le proprie potenzialità, superando gli ostacoli posti dalla loro condizione e favorendo un percorso scolastico sereno e proficuo. La collaborazione tra scuola, famiglia e servizi sanitari territoriali è essenziale per garantire una presa in carico efficace e personalizzata.
L'Evoluzione Normativa e il Contesto Regionale
La normativa italiana e provinciale in materia di DSA è in continua evoluzione, cercando di rispondere alle mutate esigenze del sistema educativo e alle nuove conoscenze scientifiche. Le leggi regionali, come quelle citate per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Valle d'Aosta, Veneto, e le deliberazioni della Giunta Regionale per Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Toscana, Umbria, dimostrano un impegno diffuso a livello territoriale nel definire percorsi assistenziali e protocolli d'intesa per l'individuazione precoce, la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici dell'apprendimento.
Ad esempio, la Campania ha approvato un protocollo d'intesa tra regione e USR per la definizione del percorso di individuazione precoce delle difficoltà di apprendimento, di diagnosi e di certificazione dei disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), in ambito scolastico e clinico, e l'approvazione del modello di certificazione sanitaria per i DSA. La Toscana ha approvato le "Linee guida per la diagnosi e gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSAp)", mentre l'Umbria ha deliberato linee guida vincolanti sui percorsi assistenziali nei disturbi evolutivi specifici dell'apprendimento (DSA).
Il Decreto del Presidente della Provincia 8 maggio 2008, n. 270, nel contesto trentino, si inserisce in questo quadro normativo nazionale e regionale, fornendo un quadro operativo concreto per l'integrazione scolastica degli alunni con BES, con un'attenzione specifica e dettagliata per gli studenti con DSA. Questo impegno legislativo e operativo mira a costruire un sistema scolastico sempre più inclusivo, dove ogni studente, indipendentemente dalle proprie caratteristiche, possa trovare il supporto necessario per sviluppare appieno il proprio potenziale.
tags: #decreto #provinciale #2008 #trentino #dsa