Viviamo in un'epoca in cui l'attività fisica dei giovani sembra diminuire, un cambiamento drastico rispetto al passato. L'avvento dell'era informatica ha indubbiamente modificato molte delle nostre abitudini, portando a uno stile di vita più sedentario. Questa trasformazione ha implicazioni significative, specialmente per i bambini con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), che potrebbero presentare particolari sfide nel campo delle abilità motorie. Studi come quello di Vuijk et al. (2011) hanno evidenziato come, in un campione eterogeneo di 137 bambini in età scolare con difficoltà di apprendimento, una percentuale considerevole manifestasse difficoltà nella destrezza manuale (52,6% sotto il 15° percentile), nelle abilità con la palla (40,9%) e nella capacità di equilibrio (33,7%), misurate attraverso la batteria sul movimento per bambini (MABC).
Un'ulteriore ricerca condotta da Westendorp et al. (2011) nei Paesi Bassi ha messo a confronto le abilità motorie di bambini con difficoltà di apprendimento (n=104) con quelle di bambini a sviluppo tipico della stessa fascia d'età (n=104), utilizzando il test Gross Motor Development-2. I risultati hanno rivelato punteggi significativamente inferiori nei bambini con difficoltà di apprendimento in entrambi i sottotest relativi alle abilità locomotorie rispetto ai loro coetanei.

Il Controllo Posturale e le Reti Neurologiche
Il controllo posturale rappresenta un altro aspetto rilevante per i bambini con disturbi dell'apprendimento. Razuk et al. (2014) hanno osservato che lo scarso controllo posturale in questi bambini è strettamente correlato al modo in cui le informazioni sensoriali vengono acquisite dall'ambiente circostante. Questo suggerisce una complessa interazione tra percezione, elaborazione sensoriale e controllo motorio.
Nicholson e Fawcett (1999) hanno identificato il cervelletto come l'area cerebrale motoria primaria coinvolta nell'equilibrio e nell'apprendimento delle capacità motorie. Per comprendere meglio questo legame, si pensi all'apprendimento di attività come andare in bicicletta o giocare a tennis. Inizialmente, queste azioni richiedono un'attenzione cosciente e uno sforzo deliberato per coordinare i movimenti: come tenere la racchetta, come muovere il braccio, come mantenere la postura. Una volta che queste abilità diventano automatiche, possiamo eseguirle senza pensarci, con fluidità e continuità. Questo processo di automatizzazione è profondamente influenzato dal cervelletto, che non si limita solo alle funzioni motorie, ma è coinvolto anche in attività cognitive di maggiore complessità.
Il Ruolo del Cervelletto nelle Funzioni Cognitive e Linguistiche
In particolare, esistono collegamenti neurologici significativi tra il cervelletto e la corteccia cerebrale, che includono anche l'area di Broca. Quest'ultima è notoriamente associata allo sviluppo del linguaggio. Il cervelletto, quindi, gioca un ruolo non trascurabile nello sviluppo del linguaggio, specialmente nell'articolazione delle abilità linguistiche, influenzando aspetti quali il timing (la corretta tempistica nell'espressione) e la fluency (la fluidità del discorso).
I bambini con DSA spesso dimostrano un modo di ragionare dinamico, capace di creare connessioni insolite e innovative che altri potrebbero non cogliere. Possiedono la capacità di osservare le situazioni da molteplici prospettive, affrontando i compiti con approcci e modalità diversificate. La loro modalità di percezione e apprendimento è frequentemente multidimensionale; utilizzano tutti i sensi e tendono a processare le informazioni in modo globale piuttosto che sequenziale. Questa loro natura li rende creativi, facilitando la generazione e lo sviluppo di nuove idee e soluzioni. Come è stato efficacemente espresso: "I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall’interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere la volontà e l’abilità."
il cervelletto è il coordinatore dei movimenti e svolge un ruolo importante nei processi cognitivi
L'Educazione Motoria Qualitativa e i Bisogni Educativi Speciali
L'educazione motoria contemporanea si sta evolvendo, integrando gli apporti delle scienze pedagogiche per offrire una didattica qualitativa che risponda in modo mirato ai bisogni e alle necessità dei bambini. Margiotta (2016, p.10) sottolinea come l'assetto attuale dell'educazione motoria, frutto di decenni di evoluzione storico-legislativa (Cappa, 2009), rifletta una visione pedagogica che non considera le attività fisiche o sportive educative in modo intrinseco, ma piuttosto in funzione all'approccio con cui vengono proposte alle giovani generazioni.
Le sfide presentate da alcuni alunni hanno portato esperti a definire gli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES). Questi sono gli alunni per i quali, anche in assenza di una diagnosi o certificazione clinica formale, è necessario predisporre progetti educativi e didattici personalizzati (PDP). Questo approccio riconosce la diversità dei percorsi di apprendimento e la necessità di adattare le strategie didattiche alle esigenze individuali.
Un Progetto Didattico Innovativo: Il Moto Rettilineo con Robotica Educativa
Questo progetto si propone di esplorare l'utilizzo di un robot mobile all'interno di un'esperienza laboratoriale dedicata allo studio del moto rettilineo di un corpo. L'obiettivo primario è focalizzarsi sulla costruzione del grafico spazio-tempo e sulla comprensione della legge oraria del moto. Gli studenti coinvolti avranno l'opportunità di acquisire dati preziosi attraverso i sensori del robot e il loro smartphone, sperimentando attivamente nell'impostazione di alcuni esperimenti per l'analisi del moto del robot. Successivamente, saranno guidati nella creazione di grafici basati sui dati raccolti e nella formalizzazione delle relazioni scoperte sperimentalmente.

Obiettivi Disciplinari e Competenze
Nel campo della Fisica, questo progetto mira al rafforzamento e all'applicazione pratica dei seguenti concetti fondamentali:
- Il metodo scientifico: incoraggiare un approccio sistematico all'indagine e alla risoluzione dei problemi.
- Intervallo di tempo (Δt): la misurazione precisa della durata di un evento.
- Distanza (Δs): la quantificazione dello spostamento spaziale.
- Il moto rettilineo uniforme (MRU): la comprensione delle caratteristiche di un moto con velocità costante.
- La legge del moto rettilineo uniforme: la formalizzazione matematica della relazione tra spazio, tempo e velocità.
- La pendenza del grafico spazio-tempo: l'interpretazione della pendenza come rappresentazione della velocità.
Inizialmente, l'obiettivo progettuale verrà spiegato agli studenti: sviluppare un algoritmo in grado di memorizzare le due informazioni essenziali per costruire un grafico spazio-tempo che descriva accuratamente il moto del robot.
Risultati Attesi
Al termine del progetto, ci si aspetta un consolidamento dei concetti teorici approfonditi durante gli esperimenti, quali:
- Intervallo di tempo.
- Distanza.
- Velocità media.
- Grafico spazio-tempo.
- Legge oraria del moto.
Inoltre, attraverso l'osservazione diretta e la somministrazione di test self-report agli studenti, verranno valutati gli effetti del laboratorio di robotica sulle abilità trasversali, come la capacità di lavorare in gruppo, di comunicare efficacemente e di risolvere problemi collaborativamente.
Esercizi per Pianificare l'Attività Motoria per Bambini con DSA a Scuola
L'integrazione attraverso l'attività motoria a scuola rappresenta un'eccellente opportunità per tutti gli studenti, inclusi quelli con DSA. Il programma sportivo deve essere attentamente strutturato, tenendo conto delle diverse fasce d'età e mirando a obiettivi precisi che promuovano lo sviluppo della forza fisica, dell'equilibrio e della capacità di interazione.
È fondamentale ricordare che ogni attività motoria deve, prima di ogni altra cosa, incoraggiare il divertimento dei ragazzi. La fatica fisica dovrebbe passare in secondo piano, essere superata gradualmente dai bambini stessi senza diventare un ostacolo insormontabile. La pianificazione di attività motorie inclusive parte dunque dalla volontà di far percepire il piacere dell'esercizio fisico, mettendo in sordina il senso del dovere e valorizzando gli aspetti positivi che la ginnastica, abbinata al divertimento e alla socializzazione, può offrire.
Esempi di Attività Motoria per Bambini con DSA
Per bambini dai 6 ai 10 anni (Scuola Primaria)
In questa fascia d'età, l'attività motoria dovrebbe sempre partire dal gioco. Gli obiettivi principali possono includere lo sviluppo della muscolatura e dell'equilibrio. Per favorire l'integrazione, si possono proporre percorsi in palestra con piccoli ostacoli da superare, camminate su panche, sollevamento di pesi leggeri, salti su materassi, capriole a terra e passaggi attraverso tunnel da gioco.
Prima di introdurre sport di squadra più strutturati, è consigliabile proporre attività di palleggio con palle mediche, svolte a coppie o in piccoli gruppi. Per quanto riguarda lo stretching e l'allungamento muscolare, sia all'inizio che alla fine di ogni attività, le grandi palle da fitness (o da yoga) rappresentano uno strumento ideale e apprezzato dai bambini.

Per ragazzi dagli 11 ai 13 anni (Scuola Secondaria di Primo Grado)
In questa fase, gli sport di gruppo diventano centrali. Idealmente, un ragazzo dovrebbe essere già sufficientemente integrato per partecipare attivamente a partite di pallacanestro, pallavolo, pallamano, calcio e altri sport di squadra proposti nella propria classe.
Tuttavia, non sempre i ragazzi con disabilità arrivano a questa età con un'inclinazione positiva verso l'attività fisica. Pertanto, anche in questo caso, è essenziale procedere per gradi. Si può iniziare con attività di palleggio a coppie o in piccoli gruppi, per poi passare, una volta acquisita maggiore confidenza, a semplici partite.
La strategia più efficace per incoraggiare l'amore per lo sport è rispettare i loro tempi, ascoltarli, comprenderli e non forzarli, assecondando il più possibile i loro gusti e le loro preferenze.
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