L'idea di famiglia, da sempre pilastro della società, è oggi al centro di un dibattito acceso e complesso. Le trasformazioni culturali, sociali e scientifiche degli ultimi decenni hanno messo in discussione le definizioni tradizionali, aprendo la strada a nuove configurazioni familiari. Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, Professore Ordinario di Psicologia Dinamica presso la Facoltà di Medicina e Psicologia de La Sapienza, è una voce autorevole in questo dibattito, offrendo una prospettiva basata sull'esperienza clinica e sulla ricerca scientifica, che sfida le preconcetti e le ideologie.
Il Coming Out: Un Percorso Personale e Sociale
Comunicare il proprio orientamento sessuale al mondo è un momento di grande delicatezza per molti. Come sottolinea Vittorio Lingiardi, questo processo non si limita alla presa d'atto della propria omosessualità, ma si estende alla scelta di vivere questa identità pubblicamente. Il "coming out" implica il riconoscimento che l'orientamento sessuale è intrinsecamente legato a un'identità sociale e a una comunicazione pubblica. La facilità o la difficoltà di questo passaggio sono spesso influenzate dall'accettazione da parte della famiglia e della comunità. Le ricerche evidenziano un legame estremamente positivo tra la serenità del coming out e il supporto ricevuto, mentre dati preoccupanti emergono in contesti di rifiuto familiare o scolastico, dove il pensiero suicidario e problematiche di benessere psicologico possono manifestarsi con significativa gravità.

Un tempo, i genitori si rivolgevano agli psicologi preoccupati per l'omosessualità dei figli, vedendola come un potenziale problema da "risolvere". Oggi, la prospettiva sta evolvendo: i genitori cercano aiuto per comprendere e supportare i propri figli, evitando di infliggere loro dolore. Tuttavia, persiste ancora l'idea che l'omosessualità sia legata a una vita infelice, stigmatizzata o "sbagliata", una visione che Lingiardi auspica venga superata attraverso il dialogo e il riconoscimento reciproco.
Omogenitorialità: Dati Scientifici vs. Pregiudizi Ideologici
Il tema delle adozioni da parte di coppie omosessuali, intensificatosi con legislazioni come la Legge Cirinnà, è uno dei fronti più caldi del dibattito. Lingiardi, forte di quarant'anni di ricerca scientifica, afferma con chiarezza che i figli cresciuti da coppie o persone omosessuali non presentano problematicità specifiche. Anzi, l'attenzione dedicata all'omogenitorialità ha stimolato una riflessione profonda sulla natura stessa della genitorialità, ridefinendola come un insieme di caratteristiche che trascendono il prefisso "omo" o "etero".

Nonostante le evidenze scientifiche, persistono perplessità e ostilità. Queste obiezioni spesso si basano su costruzioni strumentali, come l'idea che l'omosessualità sia "contro l'interesse del bambino". A tali affermazioni, Lingiardi contrappone la necessità di partire dalla realtà, non dall'imposizione di una visione del mondo. La genitorialità, sottolinea, può essere buona o cattiva indipendentemente dall'orientamento sessuale dei genitori. Esistono già numerose famiglie con genitori gay e lesbiche, formate da precedenti relazioni eterosessuali o attraverso percorsi di genitorialità consapevoli. La vera domanda, secondo Lingiardi, è se sia nell'interesse del bambino il mancato riconoscimento giuridico e simbolico delle loro strutture familiari, lasciandoli in una condizione di cittadinanza inferiore e privi di tutele. L'interesse del bambino risiede, invece, nel riconoscimento e nella validazione della propria famiglia.
La Famiglia: Una Costruzione Affettiva e Sociale
La famiglia, nella sua essenza, è un costrutto dinamico, in continua evoluzione. Le famiglie "conoscono geometrie variabili": nucleari, adottive, monoparentali, ricombinate, omogenitoriali, allargate, ricomposte. Le trasformazioni culturali, tecniche e sociali impongono nuove definizioni del concetto di genitorialità, liberandolo dai vincoli rigidi che legano sessualità, concepimento e genitorialità. La famiglia non è un prodotto esclusivamente "naturale", ma il risultato di un legame affettivo e sociale.

La definizione di famiglia offerta da Natalia Ginzburg, come un intreccio di voci, un linguaggio comprensibile solo a chi lo pratica, una rete di ricordi e richiami, cattura l'essenza relazionale che va oltre la mera conformazione biologica. Nonostante la storia dimostri i continui cambiamenti di forma e contenuto familiare, per alcuni la parola "famiglia" rimane ancorata all'immagine stereotipata di una coppia sposata, monogama, eterosessuale e fertile. Tutto ciò che devia da questo modello viene delegittimato, comprese le famiglie con genitori adottivi, madri lesbiche, padri gay, genitori single e quelle create tramite tecniche di riproduzione assistita.
Omofobia e Violenza: Un Terreno Fertile nell'Indifferenza
Vittorio Lingiardi, nel suo libro "Citizen gay", sostiene l'inutilità di soffermarsi sugli anatemi contro la "famiglia omosessuale" o sulle "concessioni alla diversità", in un mondo che è già profondamente mutato. L'invito è ad aprirsi alla trasformazione. L'idea di un'unica forma di famiglia e di un'unica forma di filiazione è superata dalla storia e dalle geografie culturali, che dimostrano la pluralità dei modi in cui gli esseri umani creano legami di attaccamento e continuità. La trasformazione culturale, pertanto, non deve avvenire a detrimento delle forme tradizionali, ma aggiungere elementi di novità e ricchezza.
I rapporti giuridici familiari
La regolamentazione che riconosce unioni e matrimoni a persone gay e lesbiche contribuirebbe a "prosciugare la palude, psicologica e sociale, in cui prolifera l'omofobia". Una legge in questo senso avrebbe effetti positivi, ma non rappresenta l'intera soluzione. L'approccio di Lingiardi al tema delle famiglie omogenitoriali e al riconoscimento della dignità delle persone LGBTQ+ non si limita alla prospettiva legale, ma abbraccia l'esperienza quotidiana e la curiosità di conoscere e osservare vite, desideri e gusti diversi dai propri.
L'intervento di Paul B. Preciado, in seguito al suicidio di un adolescente transessuale vittima di bullismo, solleva la questione scomoda ma necessaria della omo-lesbo-transfobia che si riproduce nel contesto scolastico, trasformandolo in un teatro di "angherie indicibili". Preciado definisce questo fenomeno "assassinio sociale", un'espressione forte ma coerente con quanto Lingiardi riscontra nella pratica clinica. Il bullismo, sia esso legato al genere o all'orientamento sessuale, aggredisce la soggettività in formazione, portando in alcuni casi estremi al suicidio e, nella stragrande maggioranza, a dispersione scolastica, sindromi ansiose e risposte depressive. È fondamentale promuovere una cultura del dialogo e una sensibilizzazione alle infinite varietà umane, un punto su cui concordano organismi internazionali come l'OMS e l'UNICEF, ma su cui la scuola italiana appare ancora arretrata.
L'Identità e la Genitorialità: Un Dibattito Complesso e Sfumato
Il dibattito sull'identità e la genitorialità è spesso polarizzato, ridotto a tesi contrapposte e prive di sfumature. Lingiardi, pur convinto che "le componenti biologiche, sociali, ontologiche, in ogni persona, sono coesistenti", riconosce la complessità dell'identità di genere e sessuale. Tuttavia, permane in lui, come in altri, un dubbio sulla corretta identificazione personale di un bambino che cresce con due genitori dello stesso sesso. Questo dubbio non nasce da una presunta minore capacità di amare dei gay, né fa ricorso al concetto vago e storicamente strumentalizzato di "natura".

Lingiardi critica la "pretesa di ricondurre i fenomeni a un supposto ordine naturale", sottolineando come la storia sia costellata di atrocità commesse in nome di presunte leggi naturali. La natura, spesso invocata per giustificare discriminazioni, si rivela un concetto sfuggente e mutevole. La sua perplessità non è una certezza, ma un invito alla ricerca scientifica rigorosa e scevra da preconcetti ideologici. L'autore riconosce la difficoltà di condurre studi oggettivi in un campo così scottante, dove le aspettative individuali e il clima sociale, politico e religioso possono influenzare pesantemente i risultati.
Studi come quelli citati da Eugenio Borgna e Umberto Galimberti, che sottolineano la necessità di una madre e un padre con precise identità sessuali definite, si contrappongono alle ricerche, come quelle curate da Lingiardi, che dimostrano la perfetta "normalità" dei genitori gay. Quest'ultimi, coerentemente con le loro osservazioni, criticano le posizioni che pretendono di ricondurre i fenomeni a un presunto ordine naturale. Massimo Recalcati, psicoanalista, invita a pensare alla genitorialità come a un evento non di sangue ma simbolico, e alla famiglia in termini di legami e funzioni, affermando lapidariamente che "l'amore non è una legge biologica".
Verso un Futuro di Accettazione e Ricerca
Il mondo cattolico, in particolare in Italia, si è distinto per una ferma opposizione all'omogenitorialità, definendola una "tragedia". Le ricerche citate da fonti cattoliche tendono a sostenere effetti negativi sul rendimento scolastico e a sollevare dubbi sulle "devianze sessuali". Affermazioni politiche, come quelle di Paola Binetti, che cita studi americani sulla propensione al suicidio tra i bambini cresciuti da coppie gay, vengono puntualmente smentite da chi, come Ignazio Marino, ha conosciuto direttamente tali bambini.
La magistratura, con sentenze che mostrano un'apertura verso nuove configurazioni familiari, si pone in un ruolo anticipatorio rispetto ai tempi, generando dibattito tra chi la vede come un'apertura necessaria e chi come una prevaricazione.
Lingiardi conclude che, nonostante gli studi sull'argomento siano iniziati da tempo, è ancora presto per acquisire informazioni credibili sugli esiti della genitorialità omosessuale. Le ricerche italiane sono poche e, a suo dire, connotate ideologicamente. Il dibattito è dominato da toni aspri e intolleranti che non favoriscono l'obiettività scientifica. Per poter esprimere un convincimento, sarà necessario attendere che la polemica si plachi, che le coppie gay con figli aumentino e che il campione di studio si estenda. Solo allora, considerando l'enorme numero di variabili - genetiche e ambientali - sarà possibile superare le posizioni estremistiche e giungere a una comprensione più sfumata e scientificamente fondata della genitorialità omosessuale, come accaduto per gli studi sugli effetti della separazione. L'obiettivo è smettere di parlare in termini assoluti e considerare la molteplicità di possibilità che definiscono la vita familiare.
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