L'Associazione Culturale Psicoanalisti Laici: Un Dibattito Aperto sull'Identità e lo Statuto della Psicoanalisi

La psicoanalisi, fin dalle sue origini, è stata un campo di indagine e pratica in continua evoluzione, spesso caratterizzato da dibattiti interni e da un rapporto complesso con le istituzioni esterne. La questione dello statuto della psicoanalisi, e in particolare della "psicoanalisi laica", è emersa con forza in diverse occasioni, sollevando interrogativi fondamentali sulla sua natura, la sua formazione e il suo riconoscimento. Questo articolo si propone di esplorare le diverse sfaccettature di questo dibattito, attingendo alle riflessioni di figure chiave e ai documenti che ne hanno segnato la storia, con un particolare focus sull'associazione culturale psicoanalisti laici e le informazioni che la riguardano.

Sigmund Freud

La Psicoanalisi Laica: Radici Storiche e Fondamenti Teorici

Il concetto di "psicoanalisi laica" affonda le sue radici nel pensiero di Sigmund Freud stesso. Nel suo celebre lavoro del 1926, "La questione dell’analisi laica" (Die Frage der Laienanalyse), Freud affrontò la necessità di difendere la psicoanalisi dalle resistenze che le si contrapponevano, identificando la "maschera medico-professionale" come la più pericolosa per il futuro. Freud postulava che la psicoanalisi fosse una disciplina autonoma, il cui esercizio non dovesse essere necessariamente confinato ai medici. Egli sosteneva che "L’uso terapeutico della psicoanalisi è soltanto una delle sue possibili applicazioni, e l’avvenire dimostrerà forse che non è la più importante". Questa visione apriva le porte a una formazione e a una pratica che andavano oltre i confini della medicina, abbracciando un approccio più ampio e transdisciplinare.

La psicoanalisi, in questa prospettiva, non è semplicemente una terapia, ma una scienza che si definisce attraverso un'ontologia regionale specifica, costruendo e giustificando un'oggettività particolare. L'inconscio, in questo senso, non è un aspetto noumenico della mente, ma l'"oggettivazione scientifica, la legalizzazione, dei fenomeni di discontinuità e, in generale, delle catastrofi della coscienza". La metapsicologia freudiana rimane il campo elettivo per la definizione dell'oggettività psicoanalitica. La terapia psicoanalitica, quindi, costituisce il dispositivo sperimentale di verifica della teoria, distinguendosi da altre forme di psicoterapia per il suo obiettivo ultimo di ottenere la "guarigione del paziente salva veritate".

La teoria di Freud

La Spaccatura nel Mondo Psicoanalitico Italiano e la Legge

Il dibattito sulla psicoanalisi laica ha assunto contorni particolarmente definiti in Italia, soprattutto in relazione alle riforme legislative che hanno interessato la professione di psicologo e psicoterapeuta. Si assiste a una "spaccatura nel mondo della psicoanalisi italiana". Da una parte, molti si sono affrettati ad iscriversi al nuovo ordine professionale, mentre dall'altra, una minoranza, fedele alle indicazioni freudiane, ha mantenuto una posizione distinta.

Una sentenza della Corte di Cassazione del 2011 (sentenza n. 14408) ha espresso un parere diverso rispetto alla pratica della psicoanalisi da parte di chi non fosse iscritto all'Ordine degli Psicologi. Questa sentenza ha stabilito che il metodo del colloquio, collegato alla psicoanalisi, rientra in una forma di terapia, tipico atto della professione medica, e dunque attività diretta alla guarigione. Questo ha avuto implicazioni significative, poiché, fino al 2011, alcuni psicoanalisti che si riconoscevano nella descrizione della "vera analisi" potevano esercitare senza essere iscritti all'Ordine e pagare le tasse, svolgendo una professione non regolamentata.

La nuova legge, vista da alcuni come un "suggello statale allo svuotamento e al decorativismo dell’odierna psicoanalisi", è stata interpretata come una risposta al bisogno di "normalizzazione" espresso dalla società, un "morbo della garanzia" che ha diffuso un "bisogno di sicurezza comune", luogo stesso di nascita delle nevrosi. Si sostiene che la psicoanalisi si sia "convertita alle prudenze e alle inerzie dei valori correnti, ha cercato accomodamenti e plausi, ha cristallizzato la sua teoria trasformandola perciò in ideologia".

La Proposta Teorica della Scuola di Psicoanalisi Freudiana

In questo contesto, la Scuola di Psicoanalisi Freudiana, attraverso il "Manifesto per una psicanalisi laica", propone una visione chiara e coerente della formazione dell'analista. Secondo questa prospettiva, una vera analisi, che possa eventualmente portare a diventare psicoanalisti, si sviluppa solo nella piena libertà del soggetto, "senza alcun ‘padrone’, ‘super Io’, legge sociale o sintomo che sovrintendano all’analisi stessa". La funzione dell'analisi è proprio quella di superare questi ostacoli che l'inconscio erige.

La formazione dell'analista, in questa visione, non ha un tempo prestabilito, non richiede titoli specifici, né condizioni precedenti o un termine prefissato. I tempi, i modi e i contenuti della scoperta dell'inconscio non possono tollerare limiti, poiché questi ultimi costituiscono delle resistenze che l'analisi intende svelare. La psicoanalisi, dunque, non può essere definita semplicemente attraverso la propria terapia; essa ha al suo interno una terapia che non può essere resa autonoma dalla teoria senza perdere la propria pregnanza teorica e la propria dimensione sperimentale. Lo psicoanalista, in quanto ricercatore, è anche uno psicoterapeuta, ma la pratica terapeutica analitica non può essere emancipata dalla ricerca, che ne costituisce la giustificazione fondamentale.

Schema che illustra la differenza tra Psicoanalisi e Psicoterapia

Il Dibattito sullo Statuto Giuridico e le Esperienze Europee

La questione dello statuto giuridico dello psicoanalista è centrale nel dibattito. La riflessione teorica di Freud sulla psicoanalisi laica è ancora oggi quella più sostenibile, poiché considera la psicoanalisi come una nuova scienza evoluta dalla terapia in ambito neurologico, definita da un'oggettività specifica. Questo implica che la psicoanalisi non è una professione di "seconda istanza", ma di "prima istanza", e il giovane che vi si dedica ha il diritto di vederla offerta come tale.

L'intervento dello Stato nella regolamentazione delle attività professionali si giustifica per la tutela dei fruitori delle prestazioni e per evitare la sfiducia generalizzata verso una categoria professionale. In alcuni casi, come l'assistenza sociale per la salute pubblica, lo Stato può contribuire alle spese, determinando e regolamentando le condizioni del proprio intervento.

L'analisi delle situazioni in alcuni paesi europei rivela diverse modalità di approccio:

  • Germania: La psicoterapia analitica è stata introdotta nelle direttive istituzionali, con un numero massimo di sedute coperte dall'assistenza sociale. La qualificazione degli psicoterapeuti è stata regolamentata, delegando la formazione clinica a istituzioni psicoanalitiche ufficiali. Gli psicoanalisti laici si sono trovati esclusi dall'organizzazione istituzionale, esercitando prevalentemente in attività privata. Molti analisti hanno preferito conformarsi alle direttive statali per accedere ai rimborsi, definendo psicanalisi terapie strutturate secondo i requisiti statali.
  • Paesi Bassi: Similmente alla Germania, la professione di psicoterapeuta è riservata a medici e psicologi, con formazione dispensata da istituti specifici. L'esercizio privato della psicoanalisi è libero, ma le assicurazioni private la coprono solo se praticata da psichiatri. Gli istituti di formazione analitica hanno cessato di beneficiare di sovvenzioni statali.
  • Svezia: Il diritto alla salute e al benessere è sancito dalla legge. La psicoanalisi è ricompresa nei programmi di salute sotto forma di psicoterapia analitica praticata da medici. Gli psicoterapeuti non medici non sono riconosciuti dall'assicurazione sociale. L'idea di una psicoanalisi a pagamento è difficile da reintrodurre, portando molti candidati a optare per una formazione psicoterapeutica più rapida.
  • Francia: Né la psicoanalisi né la psicoterapia sono soggette a specifica regolamentazione. L'esercizio privato è libero. Tuttavia, la giurisprudenza ha affermato il carattere autonomo della psicoanalisi dalla medicina, riconoscendola come professione a sé stante. I giudici hanno sancito la piena autonomia della psicoanalisi dalla medicina, impedendo il perseguimento dell'esercizio da parte di non medici sulla base delle norme sull'esercizio abusivo della professione medica. La psicoanalisi ha lo statuto giuridico di una professione paramedica non regolamentata.

Mappa dell'Europa con evidenziate le differenti regolamentazioni delle professioni sanitarie

L'Associazione Culturale Psicoanalisti Laici: Obiettivi e Visione

L'Associazione Culturale Psicoanalisti Laici si pone come obiettivo fondamentale quello di "continuare a porre con forza la realtà naturalmente ed ontologicamente laica, in quanto filosofica e transdisciplinare, della psicoanalisi". Essa mira a preservare la condizione professionale della Psicoanalisi e dello psicoanalista come realtà "naturalmente laiche", come voluto da Freud e successivamente da figure come Jung e Lacan.

Un obiettivo fondativo è il riconoscimento della "netta distinzione fra Psicoanalisi e Psicoterapia, orientate a due finalità diverse". L'associazione distingue tra "analisi", intesa come metodo filosofico che cura l'Anima, e "psicoterapia". L'analisi si propone come percorso non di breve durata per fornire strumenti di conoscenza e consapevolezza di sé che curano la psiche, collegata al termine "cura" in un'accezione ampia, che va oltre il mero aspetto clinico. La cura, in questo senso, include tutte quelle azioni quotidiane che rispondono a bisogni naturali, interiori ed esteriori, come prendersi cura di sé, dei propri interessi, dei propri pensieri, dei propri stati d'animo, del proprio corpo e del proprio ambiente.

L'analisi finalizzata all'"Individuazione" - definita come (Psico)Analisi per l’Individuazione, PsicoAnalisi Filosofica, o Psicoanalisi naturaliter Laica - è vista come un percorso eminentemente filosofico e necessariamente non breve, decisamente curativo. In tutti i casi in cui il metodo analitico è posto al servizio di una chiara richiesta di guarigione sintomatica o terapeutica, si dovrebbe parlare appropriatamente di "psicoterapia analitica".

Diagramma che illustra la relazione tra Analisi, Cura e Psicoterapia

La Sfida di "Fare lo Psicanalista Oggi"

La domanda su "fare lo psicanalista oggi" diventa cruciale in questo scenario. L'associazione si pone l'obiettivo di "portare avanti la questione dello statuto giuridico dello psicanalista", rispondendo alla domanda: "A che titolo egli ha diritto di pretenderne uno sui generis?". La risposta si fonda sull'elaborazione di Freud, che considera la psicoanalisi non solo una terapia, ma una scienza con un'oggettività specifica.

La pratica della psicoanalisi, intesa come attività di cura e al contempo attività di ricerca, determina anche lo sviluppo di quella scienza speciale che la psicoanalisi è. Non salvaguardare, all'interno della regolamentazione professionale, il nucleo di libertà indispensabile alla scoperta e all'innovazione scientifica significherebbe negare l'essenza stessa di ciò che si vorrebbe regolare.

L'Associazione Culturale Psicoanalisti Laici, e la Confederazione Internazionale per la Psicoanalisi Laica (INTERNATIONAL CONFEDERATION FOR LAY PSYCHOANALYSIS - INTERNATIONAL SCHOOL AND CONFEDERATION FOR SELFPHILOSOPHY) che essa promuove, si propongono come un centro di confronto e coordinamento per le varie associazioni e scuole di formazione che condividono la visione di una cultura e formazione autonoma, secondo la "naturale laicità psicoanalitica". L'obiettivo è promuovere culturalmente, politicamente e istituzionalmente l'idea fondante della psicoanalisi laica, andando oltre i confini nazionali e stabilendo un punto di riferimento per tutte le realtà che si riconoscono in questa prospettiva.

La distinzione tra psicoanalisi e psicoterapia, e la natura laica della psicoanalisi, rimangono i pilastri su cui si fonda la proposta di questa associazione, in un dibattito che continua a definire l'identità e il ruolo della psicoanalisi nel mondo contemporaneo.

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