Il mondo è un caleidoscopio di stimoli: suoni, colori, odori, sensazioni tattili, movimenti. Per la maggior parte dei bambini, il sistema nervoso funge da impeccabile filtro e organizzatore, traducendo questo flusso di informazioni in un'esperienza coerente e gestibile. Tuttavia, per alcuni bambini, questo processo fondamentale è tutt'altro che semplice. Le difficoltà di elaborazione sensoriale (SPD, Sensory Processing Difficulties) rappresentano una sfida significativa, influenzando profondamente il loro sviluppo, le interazioni e il modo in cui percepiscono e rispondono all'ambiente circostante. In quanto genitori e insegnanti, ci troviamo quotidianamente di fronte alle sfide e alle meraviglie dello sviluppo infantile. A volte, comportamenti che potrebbero sembrare inspiegabili, reazioni intense o apparenti disinteresse verso certi stimoli possono avere una radice profonda: un’elaborazione sensoriale atipica. Non si tratta di una scelta del bambino, né di un capriccio, ma di una condizione neurologica che comporta una differente modalità di funzionamento del sistema nervoso. Questo articolo mira a fornirvi gli strumenti conoscitivi e pratici per comprendere, identificare e supportare i bambini che affrontano queste sfide, promuovendo un ambiente di apprendimento e crescita più inclusivo e rispondente alle loro esigenze.
Cosa Sono le Difficoltà di Elaborazione Sensoriale?
Le difficoltà di elaborazione sensoriale (SPD) si verificano quando il sistema nervoso di un individuo ha difficoltà a ricevere, organizzare e rispondere in modo appropriato agli stimoli sensoriali provenienti dall’ambiente interno ed esterno. In parole semplici, il cervello fatica a “dare un senso” a ciò che i sensi percepiscono. Le difficoltà di elaborazione sensoriale nei bambini (DSPD) si manifestano quando il cervello fatica a organizzare gli input dai sensi. Questo non riguarda la capacità di sentire (ad esempio, un bambino non è sordo o cieco), ma piuttosto il modo in cui le informazioni sensoriali vengono interpretate e gestite. È un po’ come se il “volume” o il “filtro” per certi stimoli sensoriali fosse impostato in modo diverso rispetto alla maggior parte delle persone. Questo può portare a risposte eccessive (ipersensibilità) o insufficienti (iposenibilità) agli stimoli: queste risposte rappresentano un tratto stabile dell’individualità, influenzando la percezione sensoriale ed emotiva del bambino. Oppure possono manifestarsi difficoltà nella pianificazione e nell’esecuzione di azioni basate sulle informazioni sensoriali.
La comprensione delle SPD è fondamentale perché queste difficoltà hanno un impatto pervasivo sullo sviluppo del bambino. Un bambino che fatica a processare gli stimoli sensoriali potrebbe incontrare ostacoli nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle interazioni sociali, nella regolazione emotiva e nello sviluppo delle capacità motorie. Per i genitori e gli insegnanti, riconoscere questi segnali permette di passare da un approccio reattivo e spesso frustrante a uno proattivo e di supporto.

La Neurodivergenza come Lente di Comprensione
Adottare una prospettiva neurodivergente è essenziale quando si parla di elaborazione sensoriale. La neurodivergenza descrive il funzionamento cerebrale atipico di una persona, che può riguardare sia bambini che adulti, e include condizioni come l’autismo e l’ADHD, tra le altre. È importante sottolineare che le difficoltà di elaborazione sensoriale possono persistere anche negli adulti, influenzando la loro vita quotidiana e richiedendo strategie di supporto adeguate. Invece di vedere le SPD come un “difetto” da correggere, un approccio neurodivergente le considera come una variazione naturale della cognizione umana. Questo implica un’accettazione più profonda delle differenze individuali e un’enfasi sul fornire supporti che permettano al bambino di prosperare nel proprio modo unico. L’obiettivo non è “normalizzare” il bambino, ma piuttosto comprendere e adattare l’ambiente e le strategie per soddisfare le sue esigenze sensoriali, consentendogli di esprimere appieno il suo potenziale. Come affermano alcuni studi, “Molte persone con autismo […] si sono definite ‘extraterrestri’, proprio per il senso di estraneità e di disorientamento che spesso provano di fronte ad un mondo costruito ‘ad immagine e somiglianza’ della neuro tipicità”.
I Sensi Oltre i Classici Cinque
Tradizionalmente pensiamo ai cinque sensi classici: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Tuttavia, il nostro sistema sensoriale è molto più complesso. Include anche:
- Senso Vestibolare: Questo senso, legato all’orecchio interno, ci informa sul movimento, la posizione della testa e del corpo nello spazio, e la gravità. Ci aiuta a mantenere l’equilibrio, a coordinare i movimenti degli occhi con quelli del corpo e a regolare il nostro livello di eccitazione.
- Propriocezione: Questo senso, che proviene dai muscoli e dalle articolazioni, ci dà consapevolezza della posizione del nostro corpo e delle sue parti nello spazio, nonché della forza che stiamo usando. Ci permette di sapere dove si trova la nostra mano senza doverla guardare, o di applicare la giusta pressione quando scriviamo. I problemi propriocettivi possono manifestarsi con goffaggine, difficoltà a giudicare la forza, o al contrario, una ricerca di pressioni profonde (ad esempio, abbracci stretti o impatti).
- Interocezione: Questo senso ci informa sugli stati interni del nostro corpo, come fame, sete, dolore, temperatura, battito cardiaco, respiro e bisogni fisiologici. È fondamentale per la consapevolezza corporea e l’autoregolazione emotiva.
Nel cervello neurotipico, esiste un meccanismo naturale chiamato "gating sensoriale" o filtro selettivo. Questo meccanismo agisce come un guardiano, decidendo quali stimoli sensoriali sono rilevanti e meritano la nostra piena attenzione, e quali invece possono essere ignorati o filtrati. Questo ci permette di concentrarci su una conversazione in una stanza affollata, di ignorare il rumore di fondo di un ventilatore, o di non essere sopraffatti dalla miriade di sensazioni che il nostro corpo percepisce continuamente.
Nei bambini con difficoltà di elaborazione sensoriale, questo filtro selettivo non funziona in modo efficiente. Si possono verificare due polarità principali:
- Sovra-regolazione (o Ipersensibilità): Il filtro è troppo "aperto", lasciando passare troppi stimoli sensoriali. Ogni suono, luce o tocco può sembrare eccessivamente intenso, disturbante o addirittura doloroso.
- Sotto-regolazione (o Iposensibilità): Il filtro è troppo "chiuso", e gli stimoli sensoriali non vengono percepiti con sufficiente intensità. Il cervello ha bisogno di stimolazione sensoriale molto più forte per registrarla e comprenderla.

Manifestazioni delle Difficoltà di Elaborazione Sensoriale
Le manifestazioni delle difficoltà di elaborazione sensoriale (SPD) nei bambini possono presentarsi in diversi modi e risultare ampie e variegate, ma spesso si riconducono a queste due polarità principali: l’ipersensibilità (o sovra-reattività) e l’iposenibilità (o sotto-reattività, anche detta ricerca di sensazioni).
L'ipersensibilità, nota anche come sovra-reattività, si verifica quando un bambino ha soglie sensoriali basse. Ciò significa che anche stimoli sensoriali di intensità moderata vengono percepiti come troppo forti, disturbanti o persino dolorosi. Questo può portare a evitare determinate situazioni o stimoli. Ad esempio, un bambino potrebbe reagire con disagio a rumori improvvisi, luci intense, tessuti ruvidi o odori forti.
L'iposenibilità, o sotto-reattività, si manifesta quando un bambino ha soglie sensoriali alte. Il suo sistema nervoso richiede stimolazione sensoriale più intensa per registrarla e rispondere. Questi bambini potrebbero apparire apatici, poco reattivi a stimoli esterni, o al contrario, essere costantemente alla ricerca di sensazioni forti. Potrebbero cercare pressioni profonde, movimenti intensi, o essere attratti da stimoli visivi o uditivi molto vivaci.
Le reazioni sensoriali hanno un profondo impatto sul benessere emotivo e sulla risposta comportamentale del bambino. La risposta comportamentale di un bambino è spesso un indicatore del suo stato sensoriale ed emotivo.
Comorbilità e Relazioni con Altre Condizioni
Le difficoltà di elaborazione sensoriale (SPD) raramente si presentano in isolamento. Spesso coesistono con altre condizioni, in particolare quelle legate alla neurodivergenza.
Autismo (Disturbo dello Spettro Autistico - DSA): Il legame tra autismo e SPD è estremamente forte. Le difficoltà di elaborazione sensoriale sono considerate una caratteristica centrale del disturbo dello spettro autistico (DSA) e sono esplicitamente menzionate nei criteri diagnostici del DSM-5. Si stima che fino al 90% dei bambini autistici abbia problemi di elaborazione sensoriale. Nei bambini con autismo, le SPD possono manifestarsi con ipersensibilità ai suoni, alle luci, al tatto, o con una forte ricerca di stimolazione tattile e propriocettiva. Possono esserci anche difficoltà specifiche legate all'interocezione, influenzando la consapevolezza dei bisogni corporei. Alcuni comportamenti tipici dell'autismo, come le stereotipie (movimenti ripetitivi) o gli interessi ristretti, possono essere intrinsecamente legati alla ricerca o alla gestione di stimoli sensoriali.
ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività): L'attenzione e l'iperattività, tipiche del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), possono avere significative sovrapposizioni con le SPD. Molti bambini con ADHD presentano anche difficoltà di elaborazione sensoriale. Le difficoltà nell'autoregolazione, la distraibilità e l'impulsività, sintomi cardine dell'ADHD, possono essere esacerbate o addirittura originate da SPD. Un bambino iperattivo potrebbe essere costantemente alla ricerca di stimolazione vestibolare e propriocettiva per sentirsi "regolato", oppure potrebbe essere facilmente distratto da stimoli sensoriali ambientali che non riesce a filtrare adeguatamente. La difficoltà nel mantenere l'attenzione in classe, per esempio, può essere dovuta non solo a un problema di attenzione intrinseco, ma anche al fastidio causato dalle luci fluorescenti, dal rumore dei compagni o dalla sensibilità al tessuto dell'uniforme.
Ansia: Il sovraccarico sensoriale è una causa frequente di ansia nei bambini. L'incapacità di gestire o filtrare gli stimoli ambientali può portare a sentimenti di sopraffazione, paura e insicurezza.
Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA): Bambini con dislessia, disgrafia o discalculia possono avere difficoltà sensoriali che influenzano ulteriormente le loro prestazioni scolastiche. Ad esempio, la difficoltà a elaborare le informazioni uditive o visive può rendere complessa la lettura o la scrittura.
In sintesi, le difficoltà di elaborazione sensoriale sono un aspetto fondamentale della neurodivergenza. Comprendere le SPD attraverso la lente della neurodivergenza significa abbracciare la diversità neurologica. La neurodivergenza indica un funzionamento cerebrale atipico rispetto alla norma, includendo condizioni come autismo, ADHD e dislessia, con caratteristiche uniche che influenzano l'elaborazione sensoriale, emotiva e cognitiva. Invece di vedere le SPD come un deficit, le si considera come una differenza nel modo in cui il sistema nervoso elabora il mondo.
Identificare le Difficoltà di Elaborazione Sensoriale
Identificare le difficoltà di elaborazione sensoriale (SPD) può essere un percorso complesso, ma è fondamentale per poter offrire al bambino il giusto supporto.
Quando Cercare Aiuto Professionale?È il momento di considerare un aiuto professionale quando si notano pattern persistenti e significativi che influenzano la vita quotidiana del bambino. Reazioni estreme a stimoli sensoriali comuni: il bambino evita determinati ambienti (es. supermercati rumorosi, feste affollate) o situazioni (es. tagliarsi i capelli, fare il bagno).
La diagnosi precoce è particolarmente importante, soprattutto considerando che pattern atipici nella risposta a stimoli sensoriali possono essere osservati in bambini a rischio di sviluppare un disturbo dello spettro autistico già all'età di 12 mesi.
Una valutazione neuropsicomotoria è spesso il punto di partenza ideale per indagare le SPD. Questo tipo di valutazione adotta un approccio olistico, esaminando l'interazione tra il corpo, la mente e l'ambiente del bambino. Il terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (TNPEE) osserverà attentamente come il bambino interagisce con gli stimoli sensoriali, come si muove, come gioca e come risponde a diverse situazioni.
Per comprendere meglio le esigenze individuali di un bambino, è utile creare un "profilo sensoriale". Questo documento, spesso sviluppato con l'aiuto di professionisti come terapisti occupazionali, riassume le tendenze sensoriali del bambino in tutti gli otto sensi. Non si tratta di una diagnosi in sé, ma di una descrizione dettagliata delle sue preferenze, avversioni e bisogni sensoriali. Autori come Olga Bogdashina hanno contribuito significativamente alla comprensione dei profili sensoriali, evidenziando come le differenze siano uniche per ogni individuo. Studi e modelli come il "profilo adattivo" cercano di collegare questi tratti sensoriali al funzionamento quotidiano del bambino.
La diagnosi clinica delle SPD dovrebbe sempre essere multifattoriale, basandosi sull'integrazione di informazioni provenienti da diverse fonti: il resoconto dei genitori e degli insegnanti, l'osservazione diretta del bambino, e i risultati degli strumenti diagnostici specifici. Uno strumento utile in questo senso è il Profilo Sensoriale (Sensory Profile), un questionario compilato dai genitori o caregiver per valutare le risposte comportamentali del bambino a diversi stimoli sensoriali. Questo questionario valuta l'interazione tra la soglia neurologica di attivazione del cervello e la risposta di adattamento comportamentale, che può essere passiva o attiva. I bambini con punteggi anomali nella registrazione bassa di sensazioni e nei quadranti di ricerca di sensazioni richiedono una grande quantità di input sensoriali per elaborare stimoli, ma le loro risposte comportamentali differiscono. In base alle risposte del caregiver, si attribuisce un punteggio da 0 a 5. Si tratta di un test di capacità, poiché gli item sono ordinati secondo il loro grado di difficoltà.
Slattamento e Sonno: Comprendere il Profilo Sensoriale del Bambino
Strategie di Supporto e Adattamento Ambientale
Comprendere le difficoltà di elaborazione sensoriale (SPD) è solo il primo passo. Modificare gli ambienti per renderli più tollerabili e supportivi è fondamentale.
- Illuminazione: Preferire luci soffuse o lampade con dimmer, evitare luci fluorescenti dirette.
- Suono: Ridurre il rumore di fondo quando possibile. Utilizzare tappeti e tende per assorbire il suono.
- Tatto: Scegliere tessuti morbidi e confortevoli per vestiti e arredi.
Una "dieta sensoriale" è un piano personalizzato di attività sensoriali progettato per soddisfare i bisogni sensoriali specifici del bambino, aiutandolo a rimanere regolato e a partecipare alle attività quotidiane. Questo può includere l'integrazione di attività che forniscono stimolazione vestibolare, propriocettiva o tattile durante la giornata.
Gli spazi scolastici meritano un'attenzione particolare, soprattutto nell'ottica inclusiva di progettare spazi e utilizzare strumenti didattici adeguati "per tutti". L’apprendimento non è uguale per tutti. Alcuni studenti memorizzano meglio leggendo, altri ascoltando, altri ancora attraverso il movimento o l’esperienza pratica. La didattica multisensoriale non è solo una strategia utile per chi ha DSA, ma un metodo efficace per tutti. Un esempio? Un bambino con dislessia potrebbe imparare le lettere tracciandole con il dito su una superficie ruvida, anziché limitarsi a leggerle.
I pannelli sensoriali, ad esempio, possono offrire una varietà di stimoli tattili, visivi e uditivi. Nel pannello sensoriale proposto è anche presente un piccolo percorso da seguire con le dita. I soggetti con disabilità visiva, motoria e con problemi di linguaggio, apprendono attraverso il senso del tatto. A tal fine, risulta utile, far manipolare oggetti funzionali quali ad esempio: cerniere, taschini con piccoli oggetti, interruttori da spingere, bicchieri per la comprensione del pieno e del vuoto, ecc. L’insegnante potrebbe proporre inizialmente un brainstorming collettivo o di gruppo agli alunni dicendo loro: “ho bisogno che Tizio impari questi concetti: su e giù, destra/sinistra, alto/basso. Quali oggetti possiamo inserire? La fantasia degli alunni vi sorprenderà! Abbinamenti: c’è un altro oggetto uguale (un’altra piuma) nel pannello n°2? Appaiamenti: c’è un oggetto con una caratteristica diversa (es. una pallina più piccola) sull’altro pannello? Altra attività che i compagni di classe potrebbero realizzare: trovare alcuni oggetti e creare un pannello con le loro sagome realizzate ad esempio con la colla a caldo. L’insegnante chiederà all’alunno di abbinare la forma alla sagoma inserendo all’interno delle sagome gli oggetti corrispondenti. Es. Classificazione. In una scatola l’insegnante inserisce un oggetto e chiede all’alunno di inserire oggetti dello stesso tipo (oggetti ruvidi, o oggetti lisci, o tutte piume, ecc.). Trova l’intruso. Tutte queste modalità sono realizzabili anche nel caso di alunni che usufruiscono di una didattica domiciliare. Pensiamo ad esempio a quegli alunni con gravi disabilità che non riescono per gravi motivi di salute a frequentare i locali scolastici. I compagni di classe possono comunque essere coinvolti per creare i pannelli sensoriali e potrebbero assistere online alle attività svolte dall’alunno da casa… per vedere il risultato del loro lavoro e per avere un contatto con il loro compagno da casa.
Inoltre, la creazione di "luoghi di calma" o "escape space" dove il bambino può rifugiarsi per ricalibrare le situazioni di sovraccarico sensoriale è fondamentale. Le sensory room favoriscono dunque il raggiungimento di uno stato di quiete, ma anche lo sviluppo e l’esplorazione di diverse esperienze sensoriali, a vantaggio dell’inclusione e dell’integrazione dei bambini. Questi spazi possono essere infatti molto utili perché aiutando a riequilibrarsi permettono di “accettare” gli altri più facilmente. Alcuni studi propongono inoltre il ricorso ad un giardino sensoriale all’esterno dell’edificio come soluzione di transizione da uno spazio sovrastimolante a un altro, utile per il riassetto sensoriale.
La Comunicazione e il Ruolo dei Sensi
Fin dai tempi più antichi l’uomo comunica con gli altri attraverso molteplici modalità. Ce lo insegnano l’arte rupestre degli uomini primitivi, i geroglifici degli antichi egizi, le pergamene sopravvissute fino ai giorni nostri. Tutti abbiamo bisogno di comunicare per uscire dall’isolamento, e per farlo utilizziamo modi diversi. La comunicazione è strettamente collegata alla relazione umana e al bisogno reciproco di condividere emozioni, sensazioni, sentimenti, bisogni.
Le persone con pluriminorazione psico-sensoriale (soprattutto i bambini, che ancora devono fare l’esperienza della comunicazione) faticano a percepire l’ambiente che li circonda. Quindi è importante che l’ambiente di casa, così come quello scolastico, vengano adattati in modo da stimolare il bambino ad interagire e comunicare. È importante partire dagli interessi del bambino e dalle sue capacità funzionali. Se l’ambiente coglie ed enfatizza l’interesse del bambino e le sue capacità, dando risposte precise quando il bambino comunica correttamente, allora lui capirà che comunicare è utile, serve, e che può ottenere cose piacevoli in cambio (risposta ai bisogni).
Esistono diverse modalità comunicative, che possono essere adattate in base alle esigenze individuali:
- Comunicazione Comportamentale: Il sistema più primitivo, che passa attraverso il movimento del corpo, la gestualità, le espressioni facciali.
- Comunicazione Oggettuale: Utilizzata da persone con seri problemi di vista e difficoltà di apprendimento, si basa sulla rappresentazione attraverso gli oggetti di azioni o situazioni.
- Comunicazione Pittografica: Prevede il riconoscimento di immagini, utilizzata per lo più da persone vedenti o con residuo visivo.
- Comunicazione Gestuale: Include sistemi in cui i gesti vengono utilizzati per esprimere parole o concetti. La Lingua dei Segni (LIS) è un esempio, ma richiede buone capacità motorie e cognitive.
- Comunicazione Tattile: Come la LIS tattile o il metodo Malossi, che utilizza la mano come strumento di comunicazione, o la scrittura sul palmo della mano.
- Codice Braille: Metodo di lettura e scrittura per ciechi e ipovedenti.
- Tadoma: Metodo che permette il riconoscimento dei suoni vocali appoggiando il pollice sulle labbra e il palmo della mano sulle guance di chi parla.
- Ausili Tecnologici: Strumenti e software che richiedono una calibrazione personalizzata.
Per la persona sordo-cieca o con pluriminorazione psico-sensoriale comunicare non significa solo parlare ma vivere.
Strumenti di Valutazione e Intervento
Esistono diversi strumenti e approcci per valutare e supportare i bambini con difficoltà di elaborazione sensoriale.
Il Primo Vocabolario del Bambino (PVB), manuale scritto da Maria Cristina Caselli e altri, è un questionario per genitori di bambini tra gli 8 e i 36 mesi, utilizzato per la valutazione della comunicazione e del linguaggio. Le sue sezioni valutano i primi segnali di attenzione al linguaggio, le frasi utilizzate per rivolgersi al bambino, i giochi e le routine, e il gioco simbolico. La "lista di parole" comprende 100 parole divise per categorie semantiche.
La Scala Neonatal Behavioral Assessment Scale (N.B.A.S.) valuta il comportamento del neonato nelle sue interazioni con l'ambiente, individuando un profilo del neonato. La Scala Assessment of Preterm Infant Behaviour (A.P.I.B.) valuta il comportamento del nato pretermine in relazione alla teoria sinattiva dello sviluppo. La Scala Neonatal Individualized Care Assessment Programme (N.I.D.C.A.P.) sono accumulate dal concetto che gli stati comportamentali vengono utilizzati come "matrice attiva" dal neonato per modulare l'interazione con l'ambiente.
Il centro Activate propone un approccio terapeutico unico per i disturbi dello spettro autistico (DSA) che combina:
- GIGER MD®: Un dispositivo svizzero di neuro-riabilitazione che attiva la plasticità neuronale attraverso movimenti ritmici e coordinati.
- Audio-psico-fonologia (metodo Tomatis): Utilizza musica modificata per riallenare l'orecchio e il cervello a elaborare meglio le informazioni uditive.
- Medicina Funzionale: Strumenti per correggere squilibri fisiologici come stress ossidativo, disbiosi intestinale, infiammazione cronica e carenze nutrizionali.
La nuova classificazione diagnostica della salute mentale e dei disturbi dello sviluppo dell’infanzia DC:0-5TM offre un quadro completo, articolato in cinque assi: Disturbi Clinici, Contesto Relazionale, Condizioni e Considerazioni sulla Salute Fisica, Agenti Psicosociali di Stress e Competenze di Sviluppo. Questo approccio olistico è fondamentale per comprendere le complesse interazioni che influenzano il benessere del bambino.
La Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) può essere adattata anche per bambini molto piccoli, e il primo passo è sempre consultare il proprio pediatra per una prima valutazione. Una diagnosi precoce in età infantile è fondamentale per garantire che i bambini e le loro famiglie ricevano il supporto e le risorse necessarie per affrontare le sfide che possono emergere durante lo sviluppo, contribuendo così al benessere e al successo a lungo termine.
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