L'Archetipo del Portico a Due Archi: Funzione, Distinzioni e Esempi Storici

Il portico, elemento architettonico distintivo e funzionale, trova le sue radici in una storia millenaria, evolvendosi da semplice copertura a componente essenziale del tessuto urbano e residenziale. Sebbene la sua funzione primaria sia quella di offrire riparo dagli agenti atmosferici, la sua definizione e le sue specificità possono variare, portando a distinzioni sottili ma significative tra termini come "portico" e "porticato". A queste si affianca il "pergolato", una struttura con caratteristiche proprie che la differenzia dai primi due. Comprendere queste sfumature è fondamentale per apprezzare appieno la ricchezza dell'architettura e l'impatto che tali elementi hanno avuto e continuano ad avere sul nostro ambiente costruito.

La Struttura del Portico: Dettagli e Specificità

Il portico, la cui etimologia latina "porticus" rimanda al concetto di "porta" o passaggio, è uno spazio aperto caratterizzato dalla presenza di colonne o pilastri disposti in serie, che delimitano almeno un lato. Gli altri lati sono definiti da pareti continue, che possono essere interrotte da porte, finestre o vetrate. Questo elemento architettonico trova comunemente la sua collocazione sui fianchi o sulla facciata principale degli edifici. Per essere definito tale, un portico deve necessariamente garantire un'apertura verso l'esterno su almeno un lato adiacente alle pareti dell'edificio principale.

Struttura di un portico con colonne e pareti

Un ulteriore dettaglio che identifica il portico è il suo valore di pertinenza rispetto alla costruzione principale. Secondo l'Intesa raggiunta tra Stato, Associazione Nazionale Comuni Italiani e Regioni nel 2016, le pertinenze sono definite come opere edilizie non autonome, ma strettamente collegate all'edificio principale da un rapporto di strumentalità e complementarità. Nei contesti privati, è generalmente concessa la chiusura di un portico, trasformandolo in un nuovo ambiente autonomo integrato con la costruzione principale. Questa operazione comporta un aumento del volume dell'edificio e la potenziale trasformazione dell'ex portico da elemento accessorio a superficie utile, a meno che non conservi una funzione puramente decorativa.

Comprendere il Porticato: Una Definizione Architettonica

Dal punto di vista urbanistico, la definizione di porticato coincide con quella di portico, come riportato nel Regolamento Edilizio Tipo (n. 39 del glossario di definizioni uniformi). Le caratteristiche che identificano quest'opera architettonica, valide anche per i portici, includono:

  • Materiali resistenti e pesanti.
  • Dimensioni non trascurabili.
  • Piano di copertura fisso e non retrattile.
  • Struttura solida, fissata al terreno tramite colonne o pilastri.
  • Realizzazione che prospetta un utilizzo prolungato e non solo temporaneo o stagionale.

Tuttavia, dalla prospettiva della disciplina dell'architettura, la differenza tra portico e porticato diventa più chiara quando si considera l'estensione e la lunghezza dell'opera edilizia. Un porticato presenta generalmente dimensioni più consistenti rispetto a un semplice portico di un'abitazione privata. Questa estensione determina l'identificazione del porticato come uno spazio autonomo, da includere nella volumetria dell'edificio principale e non considerabile come una semplice pertinenza di valore accessorio.

Senza dubbio, portici e porticati rappresentano opere edilizie con un impatto non trascurabile dal punto di vista urbanistico ed edilizio. Per interventi di questa natura, il permesso di costruire è fondamentale, anche qualora si dimostri che l'impiego di questi ambienti sia stagionale.

Distinguere Portico e Porticato: Una Prospettiva Generale

Per delineare la differenza generale tra portico e porticato, possiamo definirli concettualmente:

  • Portico: Copertura di una casa o di un palazzo, sviluppata principalmente al piano terra e sostenuta da colonne o arcate.
  • Porticato: Complesso di portici realizzati al piano terra di un palazzo, o una struttura di dimensioni più ampie in lunghezza rispetto a un semplice portico.

La funzione di entrambi gli elementi è quella di offrire riparo alle zone esterne di un edificio dagli agenti atmosferici, creando così un ambiente aperto ma coperto. Portici e porticati sono molto diffusi in piazze, fori e vie storiche italiane, luoghi che hanno visto un'importante storia mercantile, dove molte attività commerciali trovavano ospitalità nei secoli passati.

Piazza con portici storici

Portico e Porticato nel Regolamento Edilizio Tipo: L'Ambiguità Giuridica

La differenza tra portico e porticato è talmente sottile da rendere i due termini praticamente interscambiabili nell'uso comune. Questa sottigliezza distintiva si è affievolita nel tempo, e nella comunicazione quotidiana, le due espressioni vengono frequentemente adoperate come sinonimi, contribuendo a una generale omogeneizzazione nel loro utilizzo.

A rendere ancora più fumosa la differenza tra le due tipologie di copertura interviene un altro fattore: consultando le definizioni riportate nel Regolamento Edilizio Tipo (RET) pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 268 del 16/11/2016), portico e porticato vengono riportati alla stessa voce con la descrizione: “elemento edilizio coperto al piano terreno degli edifici, intervallato da colonne o pilastri aperto su uno o più lati verso i fronti esterni dell’edificio”. Pertanto, anche l'ambiguità dal punto di vista giuridico ha reso più complicato per il pubblico chiarire la distinzione tra le due nozioni.

Il Pergolato: Una Struttura Diversa

Il pergolato si distingue nettamente da portico e porticato per la sua natura e funzione. Si tratta di una struttura aperta nella zona superiore e sui lati esterni, con la duplice funzione di creare una zona ombreggiata per la superficie sottostante e di sostenere teli protettivi o piante rampicanti. Le caratteristiche di base di pergole e pergolati includono:

  • Assenza di fondazioni.
  • Natura prevalentemente ornamentale.
  • Dimensioni contenute.
  • Realizzazione con materiali leggeri.
  • Facilmente amovibile, specialmente per le strutture stagionali.

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Da queste peculiarità si intuisce come il pergolato possa presentarsi come un intervento di "edilizia libera", come definito dal Decreto Ministeriale del 2 marzo 2018. Questo decreto approfondisce e regola tutti gli interventi rientranti in questo ambito, che generalmente non richiedono una specifica autorizzazione o approvazione da parte delle autorità locali per ogni singolo progetto.

Il rispetto di questi limiti è fondamentale per non ricadere nei regolamenti costruttivi previsti per tettoie e portici. Nel caso in cui un pergolato non rispetti i criteri prestabiliti, sarà necessario essere in possesso del permesso di costruire o della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (le disposizioni comunali specificano quale autorizzazione sia richiesta in base al tipo di intervento).

Esempi Storici e Architettonici di Portici

La tradizione dei portici è profondamente radicata nella storia urbana italiana, con esempi che spaziano attraverso secoli e stili architettonici. Si parla più propriamente di "porticato" in relazione a un portico molto sviluppato in lunghezza o all'insieme dei portici che costituiscono un quadriportico, un chiostro o un'altra struttura porticata.

Torino è celebre per i suoi immensi e maestosi portici, costruiti nel corso di numerosi anni per volere di Casa Savoia. Questi raggiungono una lunghezza complessiva di diciotto chilometri e avevano una duplice funzione: abbellire il volto cittadino e proteggere dalla pioggia i sovrani.

Bologna è una città conosciuta in tutto il mondo per i suoi portici, con oltre 38 chilometri solo nel centro storico. Alcuni di questi conservano ancora il legno originale. I portici bolognesi si trovano in tutte le principali vie del centro storico, e il più lungo e famoso, con 666 archi, è quello che collega Porta Saragozza al Santuario della Madonna di San Luca, sul Colle della Guardia.

Chiavari è definita la "città dei portici" per una serie di straordinarie peculiarità. Tra queste spiccano la significativa estensione dei portici in relazione alle dimensioni della città, l'estrema diversità di forme, materiali e dimensioni degli stessi, e il fatto che la loro edificazione sia avvenuta con continuità nei secoli, dal Medioevo fino ai giorni nostri. L'amministrazione comunale ha avviato un percorso di valorizzazione dei portici, coinvolgendo l'Università di Genova nella realizzazione di un dossier in materia.

Portici di Bologna con archi in legno

I portici di Padova sono disseminati ovunque nel centro cittadino e hanno uno sviluppo complessivo di circa 25 chilometri, posizionando Padova al secondo posto nel mondo, dietro a Bologna, per il più alto coefficiente tra i chilometri di portici e quelli di strade. La tradizione di costruire in città usufruendo di tale soluzione architettonica è antica, con portici in stile romanico, gotico, rinascimentale, neoclassico e moderno. La parte più antica del centro storico, il Borgo Scacciaventi, è caratterizzato da residenze storiche quattrocentesche e settecentesche, di architettura barocca, durazzesca e tardocatalana.

È facile trovare la presenza di portici in molte cittadine e città costruite, ricostruite o ristrutturate dai vari governi sabaudi, soprattutto nel Nord-Ovest dell'Italia, in cittadine piemontesi come Savigliano, Saluzzo, Cherasco, Alba, Fossano, nonché in città marittime in Liguria, notoriamente piovose.

Portici di Torino con vista sulla città

Elementi Architettonici Correlati: Bifora e Trifora

Sebbene non direttamente correlati ai portici e porticati, concetti come la bifora e la trifora sono utili per comprendere l'evoluzione delle aperture architettoniche.

  • Bifora: Una finestra bipartita, caratterizzata dalla presenza di una colonnetta centrale che divide l'apertura in due parti uguali. Già utilizzata in epoca classica, conobbe una grande diffusione con l'architettura medievale.

  • Trifora: Simile alla bifora, ma con tre aperture divise da due colonnette. Anche questa tipologia di finestra è stata ampiamente impiegata nel periodo gotico.

Questi elementi, pur distinti, condividono con i portici la funzione di definire e articolare le facciate degli edifici, contribuendo all'estetica e alla funzionalità complessiva.

La Costruzione di Archi e Ornamenti: Aspetti Tecnici

La realizzazione di portici, specialmente quelli caratterizzati da archi decorati, presenta diverse sfaccettature tecniche. La decorazione degli archi, ad esempio, può includere il rivestimento in pietra o l'uso di mattoni a vista per i pilastri.

Nel contesto della progettazione architettonica digitale, esistono vari metodi per creare tali elementi. Uno dei più semplici consiste nell'utilizzare strumenti specifici come lo "strumento colonna" o gli oggetti predefiniti nelle librerie software. Per decorazioni più elaborate, è possibile editare elementi come la "piattabanda" o l'"archivolto" e salvarli come oggetti personalizzati. Tecniche come le operazioni booleane permettono di sottrarre forme a volumi esistenti per creare le aperture ad arco desiderate.

L'uso di "profili complessi" rappresenta un metodo rapido e versatile per la modellazione di archi, offrendo un elevato grado di personalizzazione nella definizione della forma e delle dimensioni.

Glossario di Termini Architettonici Correlati

Per una comprensione più completa del linguaggio architettonico legato ai portici e alle strutture affini, è utile consultare un glossario di termini specifici:

  • Archetti pensili: Serie di piccoli archi ciechi appoggiati su capitelli sospesi, spesso utilizzati come elementi decorativi.
  • Arco a sesto acuto: Arco con la sommità appuntita, caratteristico dell'architettura gotica.
  • Campata: Spazio delimitato da quattro pilastri e coperto da una volta, tipico delle strutture a navate.
  • Deambulatorio: Corridoio semicircolare posto nell'abside o nel coro delle chiese.
  • Guglia: Elemento architettonico slanciato verso l'alto e riccamente decorato, utilizzato come ornamento sulle coperture di chiese, torri e campanili gotici.
  • Lesena: Pilastro rettangolare addossato alla parete, solitamente dotato di base e capitello.
  • Navata: Spazio principale di una chiesa, delimitato da pilastri o colonne.
  • Pinnacolo: Elemento architettonico slanciato verso l'alto, posto sulle coperture o sopra i contrafforti, utilizzato come ornamento e per controbilanciare le spinte laterali.
  • Transetto: Navata trasversale che incrocia la navata principale in prossimità dell'altare, formando la croce nelle chiese a pianta latina.

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