La relazione con il proprio partner dovrebbe essere un luogo sicuro in cui concedersi per quello che si è, senza preoccuparsi di quello che l’altro potrebbe pensare o di oscuri motivi per cui ci dovrebbe lasciare. Eppure, oggi sono numerose le persone che riportano sentimenti di angoscia significativi all’interno del loro legame sentimentale. La psicologia chiama questo fenomeno ansia relazionale. Seppur sia una condizione riconosciuta all’interno della comunità scientifica, non si tratta né di una diagnosi né di un sintomo direttamente collegato a un disturbo mentale. Piuttosto, come definito dagli psicologi Romero-Canyas e Downey (2013), essa sarebbe la paura persistente, pervasiva ed eccessiva del rifiuto o dell’abbandono inaspettato in una relazione, anche quando questa presenta caratteristiche di durevolezza, stabilità e amore radicato. Non tutti vivono il rapporto col proprio partner sulla base di questi pensieri ed emozioni e, allora, perché alcune persone sviluppano ansia da relazione mentre altre si sentono sicure nel loro legame?

Le Radici dell'Ansia Relazionale: Stili di Attaccamento e Esperienze Passate
Le cause dell'ansia relazionale affondano le loro radici nelle prime esperienze di vita e negli stili di attaccamento che si sviluppano nell'infanzia. Lo stile di attaccamento sicuro è il più sano e deriva da un bambino che ha un caregiver primario prevedibile, caloroso e coerente che si prende cura dei suoi bisogni fisici ed emotivi. Un bambino con uno stile di attaccamento insicuro-ambivalente ha un caregiver primario incoerente che vacilla tra il calore e la distanza. Per questo, si sente insicuro e fatica a determinare quando e come riceverà affetto e calore dal caregiver. Un bambino con attaccamento insicuro-evitante è cresciuto con la convinzione di non ricevere aiuto e regolazione emotiva nel momento del bisogno e della difficoltà. Ha esperito il mondo facendo affidamento su se stesso e ha la credenza che l’altro sia una figura inaffidabile.
Queste prime esperienze influenzano profondamente la nostra capacità di formare legami sicuri in età adulta. Esperienze negative durante l'infanzia o l'adolescenza, come l'abbandono infantile, traumi o abusi, comportano un mancato attaccamento sicuro. Questo stile relazionale, che impariamo a contatto con le primissime figure significative (i genitori), è fondamentale per essere in una relazione di qualità con gli altri, per saper condividere e ricercare vicinanza emotiva, ma anche per essere individui singoli in esplorazione del mondo. Quando le figure di riferimento sono indisponibili o non sufficientemente sincronizzate con i bisogni dei piccoli, i bambini sviluppano un attaccamento insicuro, che in età adulta si traduce in difficoltà relazionali, tra cui le ossessioni amorose, alla base delle quali vi è spesso la dimensione di dipendenza.
La presenza di disturbi preesistenti, già diagnosticati, come il Disturbo Ossessivo-Compulsivo, il Disturbo Post-Traumatico da Stress o i Disturbi di Personalità Dipendente o Borderline, rappresenta un ulteriore fattore di rischio da considerare. Inoltre, relazioni passate terminate a causa di tradimenti o delusioni possono far sì che i futuri rapporti vengano investiti di pensieri ossessivi e comportamenti volti al controllo e alla ricerca di attenzioni.
L'Ossessione d'Amore: Quando il Sentimento Diventa Fissazione
L'ossessione d'amore è una condizione psicologica in cui le attenzioni rivolte verso il partner risultano eccessive ed intrusive, spesso rendono difficile portare a termine le attività quotidiane e causano disagio. Essa si insinua gradualmente nella mente di chi, innamorato, inizia a provare paure, accompagnate da pensieri fissi. La ricorsività di tali pensieri fa sì che ciò che sembra iniziare come pensieri normali da rivolgere al proprio partner diventi una vera e propria ossessione, impossibile da sopprimere.

Le ossessioni, infatti, consistono in quei pensieri disfunzionali e ripetitivi che generano ansia e paura e che possono essere legati a svariate situazioni o eventi. Tra questi, sicuramente tra le più comuni, vi è la sfera delle relazioni. In questa cornice si inseriscono tutti quei pensieri, sentimenti ed emozioni su cui non si riesce ad esercitare un vero e proprio controllo, riferiti alla propria relazione o al partner. Le ossessioni amorose che riguardano la sfera affettiva, inoltre, si possono presentare in modo diverso. Ad esempio, possono riguardare una relazione del presente, ma anche una relazione del passato, o persino un amore non corrisposto, che si configura nell’ossessione come un “amore impossibile”. Possono poi riguardare solamente il partner, come nei casi in cui il fulcro delle ossessioni riguarda caratteristiche proprie della sua persona, oppure la relazione con il partner nella sua globalità, quando i pensieri e le preoccupazioni sono legati alla bontà o alla stabilità del rapporto.
Le sfumature che caratterizzano l’ossessione d’amore sono molteplici, andando dalla ricerca continua di affetto e contatto a fantasie sulla persona amata, propri di una dipendenza affettiva vera e propria, fino a comportamenti eccessivi che possono comportare danni a se stessi e agli altri. Chi sperimenta una ossessione amorosa vede la propria vita cambiare: le preoccupazioni e il disagio connessi ai pensieri angosciosi intrudono nella quotidianità, rendendo difficile anche portare a termine le consuete attività. In questa situazione non è insolito provare un senso di sopraffazione proprio perché tutto viene percepito come incontrollabile e potenzialmente a rischio. Da non sottovalutare è, ovviamente, l’impatto che un’ossessione d’amore ha sull’equilibrio psicofisico di chi la esperisce. A differenza di pensieri ossessivi in generale, purtroppo, quando si parla di ossessione d’amore, le implicazioni non ricadono esclusivamente su chi avverte tali pensieri e stati ansiosi, ma anche sul partner: la consapevolezza che il proprio compagno/a sia in continuo stato di allerta e manifesti comportamenti anomali certamente mina anche il benessere di chi è ”oggetto” di tale ossessione.
Talvolta, il fatto di essere così tanto coinvolti dalla relazione e dal sentimento provato nei confronti del partner viene inteso come simbolo dell’amore stesso, seguendo un’equazione del tipo “tanto più i miei pensieri e le mie attenzioni sono rivolte al partner, tanto più il mio sentimento è forte”. Si rende necessario, però, chiarire che si tratta di una supposizione errata e infondata: l’amore non è maggiore o più intenso quando sono presenti questi pensieri. L’ossessione amorosa, infatti, ha poco a che fare con l’amore e molto di più con un personale atteggiamento relazionale di tipo disfunzionale.
Dipendenza Affettiva e Amori Impossibili: L'Ombra dell'Ossessione
L’ossessione amorosa spesso si presenta in soggetti che sviluppano una dipendenza affettiva. La dipendenza affettiva, love addiction o affective addiction, presenta molte caratteristiche in comune con le dipendenze da sostanze o da altri oggetti (ad esempio la dipendenza da cellulare), come il benessere percepito solo se vi è vicinanza e prossimità con il partner. La differenza significativa è che questa forma di dipendenza viene sviluppata nei confronti di una persona verso la quale vengono dedicate tutte le attenzioni e i pensieri. Le persone che vivono una dipendenza affettiva, dominate da un’ossessione d’amore, tendono a richiedere continue attenzioni e conferme, al fine di sentirsi più sicure e forti, combattendo così l’impotenza, il disagio, il vuoto affettivo che percepiscono.
La dipendenza affettiva è quindi una condizione di assoluta dedizione all’altro, che determina la progressiva riduzione dei propri spazi d’indipendenza e implica il disinteresse per tutto quanto non riguardi l’oggetto d’amore e la chiusura nel rapporto di coppia. Chi soffre di questa forma di dipendenza vive come “pericolo” ogni altro rapporto ed è ossessionato dall’idea di perdere il partner.
Uno degli aspetti caratteristici dell’ossessione amorosa sta nel fatto che vi sia una certa fissazione nei confronti del partner che, però, si rivela del tutto aprioristica. Anche quando l’oggetto d’amore esplicita la sua volontà nel concludere la relazione o quando il rapporto è giunto al termine, i pensieri e le attenzioni ossessive verso di lui non si esauriscono affatto, anzi potrebbero incrementare. Questo accade perché le ossessioni relative al partner o alla relazione si sviluppano proprio durante quelle tipologie di relazioni che appaiono complicate, contorte e che spesso giungono ad un brutto epilogo. Sono i cosiddetti amori impossibili, quelli in cui non vi è reciprocità del sentimento. Chi sviluppa un’ossessione d’amore in questo caso specifico non accetta che l’altro non voglia o non possa intrattenere una relazione, e questo genera pesanti conseguenze. Ciò che spesso accade è che si presentino difficoltà a razionalizzare i motivi per i quali la relazione non è iniziata. Non di rado, infatti, chi ha un’ossessione, per evitare di confrontarsi con la delusione, si crea delle spiegazioni irrazionali a riguardo, piuttosto che ammettere che quello nella propria testa è semplicemente un amore non corrisposto. È così che si instillano quella serie di pensieri ossessivi d’amore, ricorrenti e intrusivi, relativi alla persona amata e alla relazione. Il rifiuto o l’impossibilità di vicinanza emotiva con l’oggetto d’amore, per chi ama, provoca una condizione di continua frustrazione e ambivalenza di emozioni, dalla rabbia alla profonda tristezza. Colui il quale riceve con insistenza attenzioni non gradite non è esente dalle implicazioni che un’ossessione d’amore comporta: potrebbe sentirsi sotto pressione e potrebbe provare sentimenti quali paura o addirittura senso di colpa per non aver aderito ad una richiesta di amore e affetto.
AMORE OSSESSIVO
DOC da Relazione: Quando i Dubbi Diventano Malattia
Le ossessioni amorose possono essere così frequenti da diventare un disturbo patologico. Si parla di Disturbo Ossessivo-Compulsivo da relazione (R-DOC). Sebbene non sia annoverato nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSM-5, la comunità scientifica è unanime nell’asserire la necessità di approfondire sempre più i sintomi e le caratteristiche di questa condizione psicologica.
Il DOC da relazione comporta preoccupazioni e dubbi incentrati sui propri sentimenti nei confronti di un partner di relazione, sui sentimenti del partner nei propri confronti e sulla bontà dell’esperienza relazionale. I sintomi di tale disturbo includono, inoltre, una vasta gamma di comportamenti compulsivi come il controllo ripetuto (ad esempio, dei propri sentimenti), confronti (ad esempio, delle caratteristiche dei partner con quelle di altri potenziali partner), la neutralizzazione (ad esempio, la visualizzazione dell’essere felici insieme) e la ricerca di rassicurazioni. Le ossessioni e i comportamenti compulsivi associati portano a grave disagio personale e relazionale e spesso compromettono il funzionamento nelle aree sociali, lavorative o in altre importanti aree della vita degli individui.
Un aspetto interessante dei pazienti che sviluppano un DOC da relazione è che, dal punto di vista cognitivo, sviluppano credenze disadattative, come la sopravvalutazione della minaccia, senso di responsabilità esasperato, totale intolleranza all’incertezza e il perfezionismo, tutti aspetti che aumentano la probabilità di valutazioni catastrofiche di esperienze comuni.
Esistono due tipi principali di DOC-R: uno centrato sulla relazione e uno focalizzato sul partner. Nel DOC centrato sulle relazioni le ossessioni più comuni possono riguardare la paura di prendere la decisione sbagliata riguardo la relazione, dubbi opprimenti su come ci si sente o come l’altro si sente nella relazione, il chiedersi costantemente se si ama davvero il partner e se si è attratti da lui, la preoccupazione di ferire l’altro rimanendo nella relazione anche se non lo si ama, dubbi sulla “giustezza” della relazione, la ripetuta messa in discussione del rapporto, della sua qualità, validità e idoneità, e la paura di non “essere abbastanza” per il proprio partner.
Nel DOC centrato sul partner, le ossessioni più comuni possono riguardare l’intensa preoccupazione per i difetti percepiti nel partner in varie aree (intelligenza, socievolezza, moralità, successo economico, aspetto fisico ecc.), pensieri continui sulla possibile infedeltà del partner, e la paura che relazioni precedenti possano rivelare difetti della personalità o dell’aspetto fisico del partner.
Le compulsioni nel DOC da relazione vengono adottate per alleviare l’ansia causata dalle ossessioni. Tra le più comuni troviamo il monitorare/controllare i propri sentimenti, analizzare continuamente punti di forza e di debolezza del proprio partner, confrontare caratteristiche del proprio partner con quelle di altri potenziali partner o con relazioni altrui, immaginare/visualizzare/ricordare esperienze felici vissute insieme, ricerca di rassicurazioni sul proprio partner o sulla relazione consultando amici, familiari, terapisti, evitare potenziali fattori scatenanti, leggere articoli su come dovrebbe essere una relazione di successo, ricerca della passione e dell’intimità sessuale come conferma della relazione, continue domande al partner in merito alle precedenti relazioni o ricerca sui social media, testare l’altro, creare regole per la coppia e monitorare se l’altro le rispetta, fare confessioni ripetute all’altro. Nonostante i comportamenti compulsivi possano fornire un sollievo temporaneo, la loro messa in atto favorisce il ritorno delle ossessioni.

Riconoscere l'Ansia Relazionale: Segnali e Differenze Fondamentali
Per riconoscere un’ossessione amorosa o una dipendenza affettiva è importante ricordare che ciò che fa la differenza tra l’amore e l’ossessione amorosa è sicuramente la qualità della relazione. Un amore maturo, in psicologia, viene inteso come una relazione caratterizzata da elementi quali il bisogno di vicinanza, disponibilità a donarsi all’altro, romanticismo e reciproca compagnia. Le relazioni d’amore mature forniscono un ambiente di crescita: durante tale relazione ogni partner raggiunge una maggiore conoscenza di sé, autostima e benessere mentale che consente un attaccamento relazionale ancora più maturo.
L’ossessione amorosa si consuma, al contrario, in un amore immaturo, che appare quasi adolescenziale, proprio per alcune caratteristiche distintive, prima fra tutte la relazione che è vissuta come totalizzante. Altre caratteristiche sono la mancanza di fiducia nei confronti del partner, un atteggiamento ipercontrollante che permea le intere giornate, fino al compimento di comportamenti fuori controllo.
I sintomi più comuni delle ossessioni amorose includono:
- Paura di perdere la persona amata
- Ansia da separazione
- Gelosia eccessiva e possessività
- Dipendenza affettiva
- Idealizzazione del partner
- Annullamento della propria persona e dei propri bisogni
- Ricerca di fusionalità con la persona amata, cancellando i confini tra sé e l’altro
- Scarsa tolleranza dell’assenza dell’altro
È normale provare ansia in situazioni di forte stress in una relazione. Quando qualcuno soffre di ansia da relazione, però, il principale fattore di stress è la paura dell’abbandono. Potrebbe essere utile chiedersi le seguenti domande: quando l’ansia è più pesante? È subito dopo una discussione? Mentre il tuo partner è in viaggio per lavoro?
Essere il partner di qualcuno che soffre di ansia relazionale può essere faticoso, perché le continue richieste di far sentire l’altro sicuro possono essere scoraggianti e soffocanti. Molti partner premurosi pensano che, se smettono di soddisfare il bisogno di sicurezza del proprio partner, questo smetterà di chiederla. In realtà, trattenere le proprie emozioni, positive o negative, fa esattamente il contrario: da un lato diminuisce la fiducia da parte dell’altra persona e dall’altro si potrebbe essere fraintesi come indifferenti o distanzianti.
L'ansia da separazione, che può verificarsi anche negli adulti, si manifesta come una paura eccessiva e duratura riguardo all'allontanamento da una persona di riferimento, solitamente la madre o un caregiver. Nei bambini, si manifesta con pianto e angoscia durante la separazione, preoccupazione costante che la figura di riferimento possa essere in pericolo, rifiuto di andare a scuola, disturbi fisici come mal di testa o mal di stomaco in previsione della separazione, e difficoltà a dormire da soli. Negli adulti, l’ansia da separazione può essere causata dalla presenza di altri disturbi, come il disturbo post traumatico da stress, il disturbo d’ansia sociale o il disturbo depressivo. C'è una correlazione tra ansia da separazione nei bambini e negli adulti: un terzo delle persone adulte che soffrono di questo disturbo, ne soffriva fin dall'infanzia.

Strategie e Rimedi per Superare l'Ansia Relazionale
La relazione di coppia può entrare in crisi per diversi motivi, uno di questi può essere la presenza di un’ansia elevata o comunque oltre il normale livello e frequenza con cui generalmente si prova questa spiacevole emozione. Ci sono diversi motivi per cui l’ansia elevata si sviluppa, per esempio: per la presenza di tante incognite, per possibili precarietà o a causa di insoddisfazioni e insicurezze.
Le cause dell’ansia nella coppia possono scaturire da un unico motivo oppure da più fattori. Tra i più frequenti:
- La "caratterialità": Uno dei due partner è una persona tendenzialmente ansiosa o che comunque tende a provare questa emozione maggiormente.
- La precarietà del rapporto: Il rapporto è incerto, non è solido, perché è una relazione iniziata da poco tempo, perché c’è una certa conflittualità, perché ci si è lasciati più volte, o per altri motivi.
- La mancanza o la poca espressività affettiva: Uno dei due partner è poco espressivo emotivamente, non ricevendo rassicurazioni affettive.
- Bassa autostima: Uno dei due partner, o entrambi, ha una bassa autostima, il che facilita l’incremento dell’ansia e produce pensieri negativi su di sé e sulla relazione.
- Mancanza di autonomia: Uno dei due partner non è autonomo fisicamente e/o economicamente, generando ansia e un maggiore bisogno di controllo.
- Malattia: Uno dei partner ha, o ha avuto, una malattia importante, generando forti ansie o conflitti personali.
- Aumento della litigiosità: La causa può nascere da uno o entrambi i partner ed essere indice di crisi della relazione o di disagi personali.
L’ansia, quando provata in modo elevato, influenza il pensiero più di quanto ce ne rendiamo conto. Ci fa focalizzare su ciò che ci preoccupa, sviluppare pensieri catastrofici e negativi, ci rende maggiormente insicuri di noi e dell’altro, limita il pensiero razionale, ci fa faticare a ricordare le cose e ci rende più nervosi, agitati e meno tolleranti verso idee diverse.
Un partner in preda all’ansia, peggio ancora se lo sono entrambi, attuerà comportamenti impulsivi e ripetitivi invadendo, in molti casi, gli spazi personali dell’altro. Alcuni comportamenti tipici di una forte ansia nella relazione sono:
- Mettere in discussione l’amore per il proprio partner o ciò che lui prova per noi.
- Controlli verso ciò che l’altro dice o fa, mettendo in dubbio la sua lealtà e correttezza.
- Richiesta di maggiore presenza, sia diretta che indiretta.
- Paura che la relazione finisca e quindi l’ansia di essere lasciati o di non venir più amati.
Il trattamento del DOC da relazione più adatto è la psicoterapia, che può essere associata a un supporto farmacologico ove necessario. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT), in particolare la terapia di esposizione con prevenzione della risposta (ERP), è considerata il trattamento d’elezione. La psicoterapia può aiutare una persona a vedere se stessa e la propria relazione in modo più chiaro e a prendere decisioni migliori. Sebbene coinvolgere il partner nel processo terapeutico possa essere utile, l’obiettivo della psicoterapia non è “salvare” la relazione, ma piuttosto affrontare i sintomi del DOC da relazione.
Sarebbe fondamentale parlare apertamente con il proprio partner o con amici fidati della propria ansia e delle difficoltà che essa può causare, in modo da potersi confrontare anche con le diverse prospettive di chi ti sta vicino, o chi vive le relazioni con diversa intensità e timore. La psicoterapia può aiutarti a creare e rafforzare una relazione sana e soddisfacente sia per te che per il tuo partner. Per risolvere questi problemi, è importante cercare aiuto e supporto per imparare a gestire l’ansia.