Un tumore cerebrale è una lesione intracranica localizzata, benigna o maligna, che occupa spazio all'interno del cranio. Si tratta di una crescita anomala di cellule in qualsiasi area del tessuto cerebrale. La forma benigna (non cancerosa) può verificarsi in un'area vitale e svilupparsi con effetti gravi come quelli di una forma maligna (cancerosa). Clinicamente i tumori cerebrali - che possono essere primari o secondari - differiscono per la localizzazione e le caratteristiche istologiche. L'incidenza di tumori cerebrali primitivi e la possibilità che siano maligni aumenta con l'età. I tumori, di qualsiasi natura, solitamente crescono come masse sferiche ma possono diffondersi crescendo, infiltrando i tessuti. L'effetto della neoplasia deriva da compressione e infiltrazione tissutale. I tumori cerebrali primari originano da cellule e strutture del cervello. La sintomatologia è varia e complessa. La scatola cranica è una struttura rigida contenente elementi essenziali non comprimibili: sostanza cerebrale, sangue all'interno dei vasi sanguigni e liquor. Di conseguenza, ogni mutamento del volume cerebrale produce segni e sintomi di aumentata pressione intracranica. Essi sono causati da una graduale compressione del cervello da parte del tumore in via di sviluppo. Quando questi meccanismi di compenso vengono meno, il paziente sviluppa segni e sintomi di aumentata pressione endocranica. I tre segni classici sono la cefalea, il vomito e il papilledema o edema del nervo ottico. Il mal di testa, sebbene non sempre presente, è più comune nella prima mattinata e peggiora con la tosse, uno sforzo o un movimento improvviso. Si ritiene sia causato dall'invasione, dalla compressione e dalla distorsione, da parte del tumore, delle strutture sensibili al dolore o dall'edema che accompagna il tumore. I tumori frontali solitamente provocano un mal di testa frontale bilaterale; i tumori della ghiandola pituitaria producono dolore che si irradia tra le due tempie (bitemporale). Nei tumori cerebellari il mal di testa può essere localizzato nella regione sub-occipitale, nella parte posteriore del capo. Il vomito, raramente in relazione all'assunzione del cibo, è solitamente dovuto all'irritazione dei centri vagali nel midollo allungato. È violento, a getto. Quando vengono lese specifiche zone del cervello, si manifestano segni e sintomi localizzati, quali disturbi motori e sensitivi, alterazioni visive, alterazioni cognitive, disturbi del linguaggio e convulsioni. Per quanto riguarda l'accertamento e le valutazioni diagnostiche, è importante rilevare l'evoluzione dei sintomi. L'esame neurologico indica le zone del sistema nervoso centrale coinvolte. La RMN permette la scoperta di lesioni più piccole, soprattutto nel tronco encefalico e nella regione ipofisaria, zone in cui le strutture ossee interferiscono con la TAC. L'angiografia cerebrale fornisce la visualizzazione dei vasi sanguigni che possono essere colpiti. Un elettroencefalogramma può rilevare onde cerebrali anomale presenti nelle regioni occupate da un tumore e valutare le crisi epilettiche del lobo temporale. Si cerca di eliminare o ridurre la sintomatologia più grave, migliorando la qualità di vita. Senza trattamento, il decorso è in graduale peggioramento e il periodo di sopravvivenza è limitato. Quando sono presenti lesioni multiple, va considerata la radiochirurgia con il bisturi a raggi gamma. Per diminuire il contenuto idrico cerebrale sono indicati gli agenti osmotici (mannitolo e glicerolo) che portano ad una riduzione della pressione endocranica. Per prevenire e trattare le convulsioni si somministrano farmaci antiepilettici (fenitoina).

Cos'è un Tumore Cerebrale
Un tumore cerebrale consiste nella crescita anomala di cellule nei tessuti del cervello, che può essere benigna o maligna. Fa parte del cervello il sistema nervoso centrale, costituito da due parti: l'encefalo e il midollo spinale. Insieme controllano sia le funzioni volontarie, per esempio camminare, parlare, eccetera, sia le funzioni involontarie, per esempio la respirazione, la digestione e così via. Il sistema nervoso centrale è anche alla base delle funzioni sensoriali (vista, olfatto, tatto, udito e gusto), delle emozioni e di tutte le attività cosiddette superiori quali la memoria e l'apprendimento.
L'encefalo è un organo spugnoso e soffice, suddiviso in tre parti: il cervello, il cervelletto e il tronco encefalico. Il cervello è la parte più voluminosa, divisa in due porzioni simmetriche chiamate emisferi (destro e sinistro), che controllano ciascuna le funzioni della metà opposta del corpo. Ogni emisfero è organizzato in quattro lobi: il frontale, il parietale, l'occipitale e il temporale, adibiti a compiti specifici. Vi sono, poi, strutture profonde come l'ipofisi, l'ipotalamo, l'ippocampo e l'amigdala che controllano diverse funzioni, tra cui quelle emotive.
Il cervelletto è più piccolo dell'encefalo ed è situato sotto di esso e posteriormente. È responsabile dell'equilibrio e della coordinazione, controlla attività complesse come parlare e camminare e contribuisce alla formazione della memoria. La terza parte del cervello, detta tronco encefalico, collega l'encefalo al midollo spinale e regola molte delle funzioni fondamentali del corpo come la respirazione, il mantenimento della temperatura corporea e della pressione sanguigna.
Il midollo spinale è composto da un insieme di nervi, cellule e fibre nervose che corrono dalla testa fino alla zona lombare all'interno del canale vertebrale. Compito del midollo spinale è trasferire gli stimoli dalla periferia al cervello e, in senso inverso, i messaggi del cervello ai vari organi. Il sistema nervoso è la parte più delicata e importante di tutto l'organismo umano e, per questo, è protetto da una serie di barriere. Tra queste vi sono le meningi, membrane che lo avvolgono per tutta la sua lunghezza e che attutiscono gli urti, insieme a un liquido chiamato liquor. Il liquor deve anche rifornire il cervello di sostanze nutritive provenienti dal sangue e portare via le sostanze di rifiuto. Un'ulteriore protezione è assicurata dalle strutture ossee presenti lungo tutto il sistema nervoso, dalla scatola cranica alle vertebre.
Il sistema nervoso centrale è stato considerato per anni un organo immuno-privilegiato, separato dal resto dell’organismo e con una limitata possibilità di accesso da parte delle cellule immunitarie per la presenza della barriera ematoencefalica e la mancanza di un sistema linfatico. Una importante scoperta i cui risultati sono stati pubblicati nel 2015 ha completamente ribaltato il concetto di cervello come “santuario immunologico”, scoprendo la presenza di minuscole strutture a livello delle meningi, veri e propri vasi linfatici. Questi vasi sono coinvolti nello scambio di cellule immunitarie tra cervello e liquor e nel drenaggio dei linfonodi cervicali.

Forme tumorali possono colpire qualsiasi parte del cervello, del cervelletto, del sistema nervoso o delle meningi che lo rivestono, e in genere prendono il nome dal tipo di cellula dalla quale hanno origine.
La parola all'espertoLa ricercatrice AIRC Serena Pellegatta parla dei tipi di tumori del sistema nervoso centrale.
Diffusione dei Tumori Cerebrali
I tumori del sistema nervoso centrale sono abbastanza rari e rappresentano circa l'1,6 per cento di tutti i tumori. Nel 2020 sono stati registrati 6.122 i nuovi casi in Italia, più comuni negli uomini (3.533 casi) che nelle donne (2.589 casi) secondo i dati riportati nel volume I numeri del cancro in Italia 2020 (AIOM-AIRTUM). La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per questo tipo di tumori resta ancora bassa e si attesta attorno al 25 per cento.
Più frequenti sono invece i tumori che si formano all'interno del cervello, ma che hanno origine da cellule metastatiche provenienti da altri distretti, come per esempio il seno, la cute e il polmone. In questo caso la massa tumorale è composta da cellule che non originano dal sistema nervoso, ma che interferiscono comunque con il suo funzionamento.
Fattori di Rischio e Tumori Cerebrali
L'unico legame accertato con fattori di rischio è quello con le radiazioni ad alto dosaggio, riconosciute come cancerogene per gli esseri umani. Per quanto riguarda l’esposizione a campi elettromagnetici (anche quelli dei telefoni cellulari) non esistono prove certe al momento che ciò aumenti il rischio di sviluppare un cancro per gli esseri umani. Raramente alcuni tipi di neoplasie del sistema nervoso ricorrono nell'ambito di una stessa famiglia. In questi casi è probabile che vi sia una componente genetica ereditaria, anche se non è ancora chiaro quali siano i geni interessati né come le alterazioni si trasmettano e siano poi in grado di causare la malattia.
Alcune malattie genetiche sono associate a un maggior sviluppo di tumori del sistema nervoso; tra queste la neurofibromatosi di tipo 1 e di tipo 2, la sclerosi tuberosa, la sindrome di Li Fraumeni, la sindrome di Von Hippel-Lindau e altre sindromi (Turcot, Gorlin, Cowden).
Tipologie di Tumori Cerebrali
Una degenerazione cancerosa può colpire qualunque parte del sistema nervoso centrale e, per questo, esistono molti tipi di tumore legati a quest’area.
Gliomi
I più frequenti sono i gliomi, che rappresentano circa il 40 per cento di tutti i tumori cerebrali primitivi. Essi si sviluppano dalle cellule di supporto del sistema nervoso centrale (cellule gliali) deputate a svolgere importanti funzioni, come per esempio produrre la mielina, la sostanza bianca che riveste i nervi permettendo che l'impulso nervoso si trasmetta.
I gliomi comprendono alcuni sottotipi che spesso prendono il nome dal tipo di cellula colpita:
- Astrocitomi: derivano dagli astrociti, cellule chiamate così perché a forma di stella, e si distinguono in pilocitici (grado I), tumori molto rari che rappresentano circa il 5 per cento dei gliomi ma sono i più comuni nei bambini. A differenza di altri gliomi, questi raramente si trasformano in un tumore più aggressivo e nella maggioranza dei casi possono essere curati con la chirurgia. Vi sono poi gli astrocitomi diffusi (grado II) e anaplastici (grado III). Questi ultimi sono costituiti principalmente da cellule immature (“anaplasia” significa differenziazione delle cellule avvenuta parzialmente o regredita) e nel tempo tendono a trasformarsi in gliomi più aggressivi. I glioblastomi (grado IV) sono composti invece da cellule astrocitiche scarsamente differenziate e rappresentano la forma più maligna dei gliomi. Insorgono prevalentemente in età adulta tra i 45 e i 70 anni.
- Oligodendrogliomi: derivano da un secondo tipo di cellule gliali, gli oligodendrociti. Comprendono tumori di diverso grado e aggressività. Di solito hanno un'evoluzione lenta e rispondono bene alle terapie.
- Gliomi misti: sono costituiti da una popolazione mista di cellule gliali (astrociti e oligodendrociti). Sono tumori con una evoluzione molto variabile.
- Ependimomi: infine, originano dalle cellule ependimali che rivestono i “canali” cerebrali dove è conservato il liquor che protegge cervello e midollo spinale. Si originano nel cervelletto ma possono diffondersi anche in altre aree dell’encefalo. Si sviluppano a partire da cellule primitive e poco differenziate, che di norma scompaiono dopo la nascita.

Meningiomi
Originano nelle meningi, ovvero nelle membrane che avvolgono e proteggono il cervello. In molti casi vengono diagnosticati casualmente: piccoli meningiomi vengono infatti osservati nel corso di tomografie computerizzate (TC) o risonanze magnetiche (RM) cerebrali eseguite per altri motivi, per esempio dopo un incidente stradale. Sono comuni nelle persone di età media e negli anziani, e sono più frequenti nelle donne. Hanno crescita molto lenta e solo una parte modesta di essi ha caratteri atipici o maligni. La probabilità che il meningioma si riformi dopo l'intervento chirurgico dipende dal grado istologico del tumore e dall'entità dell'asportazione.
Germinomi
Sono tumori rari che originano dalle cellule germinali. Sono tipici dell'adolescenza e del sesso maschile e sono più comuni nelle popolazioni asiatiche.
Neurinomi
Sono tumori benigni che colpiscono soprattutto il nervo acustico e il trigemino. Originano dalle cellule di Schwann (da cui deriva il nome di schwannoma) che ricoprono le fibre nervose e hanno il compito di sintetizzare la mielina (la guaina protettiva che avvolge ogni cellula nervosa).
Craniofaringiomi
Sono tumori benigni che derivano da residui embrionali.
Linfomi Primitivi del Sistema Nervoso Centrale (SNC)
Si tratta di tumori che derivano da linfociti, ma a differenza dei linfomi sistemici, la malattia è limitata al sistema nervoso centrale e non ha colpito altri organi. Sono particolarmente maligni e comuni nei soggetti immunodepressi. Rappresentano circa l'1-3% di tutti i tumori cerebrali. Si localizzano più spesso negli emisferi cerebrali, ma possono coinvolgere anche le meningi, l'uvea o l'umore vitreo. Il tipo più comune è il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL).
La ricercatrice AIRC Serena Pellegatta parla del glioblastoma e degli approcci terapeutici.
Sintomi dei Tumori Cerebrali
Le manifestazioni di un tumore cerebrale dipendono soprattutto dalla sua localizzazione e dalle dimensioni della massa. Poiché ogni gruppo di neuroni del cervello è responsabile di una funzione specifica, sarà quella stessa funzione a essere più o meno compromessa, con una grande varietà di sintomi.
In generale, segni e sintomi dei tumori cerebrali possono includere:
- Mal di testa di nuova insorgenza o che cambia “tipo” e frequenza; mal di testa che diventa sempre più forte e non si riesce a controllare.
- Nausea o vomito non spiegabili da altre cause.
- Problemi di vista (vista offuscata, visione doppia, perdita della visione laterale, eccetera).
- Perdita graduale della sensibilità o della capacità di movimento a livello di un arto.
- Problemi di equilibrio e difficoltà nel parlare.
- Confusione, cambiamenti della personalità o del comportamento.
- Crisi di tipo neurologico (convulsioni).
- Problemi di udito.
Solo per portare qualche esempio della specificità dei sintomi, ricordiamo che se il tumore colpisce il cervelletto si possono presentare difficoltà a mantenere l'equilibrio e a coordinare i movimenti, forti cefalee, nausea e vomito. I tumori dell'ipotalamo provocano invece disturbi emotivi e della percezione del freddo e del caldo; se il malato è un bambino, ritardano la crescita e interferiscono con l'appetito e la nutrizione.
In generale, e con l'eccezione delle malattie del cervelletto, se una neoplasia colpisce una parte del cervello (per esempio la sinistra) il sintomo si manifesta nella parte opposta (la destra). Questo è dovuto al fatto che ogni emisfero cerebrale governa la parte controlaterale del corpo.
Infine, via via che il tumore cresce può invadere i tessuti circostanti, ma nel cervello lo spazio a disposizione è molto ridotto e si ha presto la formazione di liquido che comprime le parti ossee, generando forti mal di testa che non passano con i farmaci analgesici o gli antinfiammatori. Il mal di testa intrattabile è, quindi, uno dei sintomi più comuni, insieme alle crisi epilettiche, dovute all'effetto irritante della massa tumorale.
L’edema cerebrale rappresenta la principale complicanza nel periodo peri-operatorio, in particolare nei gliomi di più alto grado. La presenza di edema, determinata dall’eccessivo accumulo di fluidi intra ed extra-cellulari, può causare un aumento della pressione endocranica. I sintomi più caratteristici sono mal di testa, disturbi motori, difficoltà nel linguaggio.

Le allucinazioni, sebbene non sempre presenti e non specifiche dei tumori cerebrali in generale, possono manifestarsi in particolari tipi di tumori o in determinate localizzazioni. Ad esempio, tumori che interessano i lobi occipitali, responsabili dell'elaborazione visiva, possono causare allucinazioni visive. Allo stesso modo, alterazioni nella chimica cerebrale dovute alla presenza di un tumore, o alla sua terapia, possono indurre allucinazioni di varia natura. Nel contesto specifico dei linfomi cerebrali, le allucinazioni possono essere un sintomo di coinvolgimento del tessuto cerebrale o un effetto collaterale dei trattamenti.
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Prevenzione dei Tumori Cerebrali
Nella maggior parte dei casi, l’insorgenza di un tumore cerebrale è legata allo sviluppo di mutazioni spesso casuali nel DNA di cellule che si dividono e non è pertanto possibile prevenirne la formazione. Resta importante evitare, se possibile, l’esposizione a radiazioni ad alto dosaggio, mentre per quanto riguarda possibili casi ereditari o legati a sindromi genetiche ogni caso deve essere valutato singolarmente.
Diagnosi di Tumori Cerebrali
Nel caso di segni o sintomi che possono suggerire la presenza di un tumore del sistema nervoso, viene eseguito un esame neurologico completo, che valuti il deficit cognitivo e motorio. A questo si aggiungono esami di diagnostica per immagini, in particolare la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) o la tomografia a emissione di positroni (PET). La RM è considerata l’esame più utile per valutare i tumori di questa particolare area dell’organismo.
Una radiografia può essere utile per ricercare eventuali tumori a livello dei polmoni, nell’eventualità che il tumore del cervello sia in realtà una metastasi di una malattia polmonare.
La biopsia è invece utilizzata per determinare in dettaglio il tipo di tumore e consiste nel prelievo di una piccola parte di tessuto in anestesia locale (cranio e cervello non sentono dolore) che poi verrà analizzato in laboratorio per identificare il tipo di cellule da cui la malattia ha avuto origine e per ricercare eventuali mutazioni a livello molecolare.
Infine, la puntura lombare permette di prelevare una piccola quantità di liquor per verificare se sono presenti cellule tumorali; questo esame non viene in genere utilizzato per la diagnosi ma soprattutto per determinare se la malattia si è estesa.
La Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) costituisce l’indagine di scelta nel caso di sospetto tumore cerebrale. La Tomografia Computerizzata (TC) dell’encefalo è riservata ai pazienti che non possono essere sottoposti a RMN (ad esempio pazienti con pace-maker) o in caso di urgenze (sanguinamenti, ischemie).
La Tomografia a Emissione di Positroni (PET) fornisce informazioni di tipo fisiologico e valuta in maniera specifica il metabolismo cellulare, solitamente aumentato nelle forme tumorali aggressive. Tipicamente si adopera come tracciante il fluoroetiltirosina, utilizzato a completamento diagnostico. La PET con fluorodesossiglucosio risulta invece molto aspecifica ed è stata abbandonata da centri altamente specializzati come il nostro nella diagnosi dei tumori cerebrali.
La diagnosi di certezza si ottiene solo tramite l’esame istopatologico di un campione di tessuto acquisito tramite una biopsia stereotassica (prelievo di un piccolo campione di tessuto sotto guida TC o RM) oppure direttamente con l’atto chirurgico di rimozione della massa.

Evoluzione dei Tumori Cerebrali
Di solito, al momento della diagnosi di un tumore si effettua anche la stadiazione, ovvero si assegna uno stadio alla malattia, per definire se e quanto questa si sia diffusa in altre parti dell’organismo.
I tumori del cervello non causano praticamente mai metastasi in organi diversi (si diffondono in genere all’interno del sistema nervoso) e di conseguenza non esiste un sistema di stadiazione specifico. Per definire meglio la malattia si utilizzano quindi informazioni relative a tipo e grado del tumore, età del paziente, presenza di eventuali alterazioni molecolari, localizzazione e dimensione del tumore.
Trattamento dei Tumori Cerebrali
La chirurgia rappresenta il trattamento più diffuso per i tumori cerebrali. In alcuni casi l‘intervento è curativo, ovvero è in grado di eliminare definitivamente la malattia. Inoltre la neurochirurgia aiuta a ridurre la pressione che il tumore esercita all'interno del cranio e a diminuire così i sintomi e consente un'esatta analisi istologica del tumore e quindi è indispensabile per pianificare una terapia specifica per quel tipo di tumore cerebrale.
Esistono anche tecniche di chirurgia dei tumori che utilizzano raggi e quindi sarebbero più correttamente ascrivibili alla radioterapia. Si tratta degli interventi detti anche di radiochirurgia, eseguiti con cyber knife o gamma knife: il tumore viene studiato e localizzato attraverso tecniche di imaging cerebrale come la risonanza magnetica. La sua posizione esatta viene determinata con l'aiuto di un casco stereotassico che consente di inviare alla parte di tessuto malato un raggio che ne provoca la distruzione, senza dover aprire la scatola cranica. Gli interventi stereotassici a scatola cranica chiusa sono effettuabili solo se il tumore è di dimensioni medio-piccole e se il numero di lesioni…
La radioterapia conformazionale è una tecnica che utilizza un acceleratore lineare con un collimatore multi-lamellare, che concentra più efficacemente il fascio di radiazioni e riduce l'esposizione dei tessuti sani circostanti, minimizzando gli effetti collaterali.
La chemioterapia consiste nella somministrazione di farmaci in grado di inibire la crescita e la divisione cellulare delle cellule tumorali, provocandone la morte. Per il trattamento dei linfomi cerebrali, la chemioterapia è spesso il trattamento primario, con regimi chemioterapici in grado di penetrare la barriera emato-encefalica, spesso associati a terapia di consolidamento.
La chirurgia non è il trattamento principale per i linfomi cerebrali perché sono altamente sensibili alla chemioterapia e spesso sono diffusamente infiltranti. Di solito viene eseguita una biopsia per confermare la diagnosi.
La terapia protonica può ridurre la dose di radiazioni ai tessuti sani circostanti rispetto ad alcune tecniche fotoniche. Nel linfoma del sistema nervoso centrale, può essere presa in considerazione per bersagli focali in cui il risparmio di dose offre vantaggi cognitivi o oculari.
Il trattamento dei tumori ipofisari dipende da quale ormone viene secreto in eccesso. Ad esempio, i tumori che secernono ormone della crescita vengono asportati chirurgicamente. Talvolta, soprattutto se il tumore non può essere rimosso chirurgicamente o se è colpita una grande quantità di tessuto, è necessaria la radioterapia. Gli adenomi che producono un eccesso di prolattina sono trattati con farmaci che agiscono come la dopamina, l’ormone cerebrale che blocca la produzione di prolattina. Questi farmaci (come bromocriptina, pergolide e cabergolina) riducono i livelli di prolattina nel sangue e spesso le dimensioni del tumore. In genere non sono necessari l’intervento chirurgico e la radioterapia.
L’intervento riabilitativo deve essere volto al recupero dell’autonomia individuale e può impiegare strumenti diversi quali fisioterapia motoria, terapia del linguaggio, terapia occupazionale.

Il Linfoma Cerebrale: Un Focus Specifico
Il linfoma cerebrale è un tumore raro, che origina dal sistema linfatico e colpisce il sistema nervoso centrale (SNC). Rappresenta circa l'1% dei tumori cerebrali. L'incidenza è maggiore tra i 60 e i 70 anni, ma può manifestarsi anche in altre fasce d'età, con una leggera prevalenza nel sesso maschile.
Diagnosi del Linfoma Cerebrale
L'esame fondamentale per la diagnosi del linfoma cerebrale è la Risonanza Magnetica (RM), che consente di visualizzare il tumore e studiarne la posizione precisa. Possono essere necessari esami più specifici come la visita oculistica, la tomografia di torace e addome, l'ecografia testicolare (per i pazienti di sesso maschile) e una biopsia osteomidollare per escludere un coinvolgimento linfomatosso in altri organi. A volte viene eseguita una puntura lombare per analizzare il liquido cerebrospinale.
Sintomi del Linfoma Cerebrale
I sintomi più comuni del linfoma a carico del sistema nervoso centrale comprendono cambiamenti della personalità e del comportamento, confusione, sintomi associati all'aumento della pressione all'interno del cervello (come mal di testa, nausea, vomito, sonnolenza), debolezza su un lato del corpo e convulsioni. È importante notare che i corticosteroidi possono ridurre rapidamente il linfoma cerebrale e confondere i risultati della biopsia.
Trattamento del Linfoma Cerebrale
Il trattamento del linfoma cerebrale varia in base alle caratteristiche della neoplasia, alle condizioni generali del paziente e all'eventuale presenza di altre patologie concomitanti. La chemioterapia è spesso il trattamento primario, con regimi chemioterapici che penetrano la barriera emato-encefalica e che sono spesso associati a una terapia di consolidamento. La chirurgia non è solitamente il trattamento principale a causa della natura infiltrante del linfoma e della sua sensibilità alla chemioterapia. La radioterapia, inclusa la terapia protonica, può essere considerata in specifici casi.

Con una diagnosi tempestiva, una chemioterapia specializzata e un consolidamento e una riabilitazione accurati, molte persone affette da linfoma del sistema nervoso centrale raggiungono la remissione e riacquistano l'indipendenza nella vita quotidiana. Tuttavia, possono verificarsi ricadute, e le opzioni terapeutiche in tal caso includono diverse combinazioni di chemioterapia, terapie mirate/immunoterapie, terapia ad alto dosaggio con trapianto autologo di cellule staminali e radioterapia selettiva. Alcuni pazienti sperimentano alterazioni dell'attenzione, della velocità di elaborazione o della memoria dovute al tumore stesso e ad alcuni trattamenti.
È importante ricordare che le informazioni presentate hanno scopo orientativo generale e in nessun caso possono sostituire una consulenza medica specialistica. Se hai domande sui sintomi, la diagnostica o i trattamenti dei tumori del cervello ti preghiamo di contattare il tuo medico.
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