La provincia di Reggio Calabria si trova ad affrontare una crisi pluriennale nel settore della salute mentale, caratterizzata da un blocco dei ricoveri che dura da circa otto anni. Questa situazione, come evidenziato dalla Lega delle Cooperative Calabria, ha creato profonde criticità per i pazienti psichiatrici e i loro familiari, mettendo a repentaglio non solo la loro salute ma anche la loro dignità. La cronaca recente riporta episodi drammatici che sottolineano l'urgenza di una soluzione, con madri che hanno rischiato la vita a causa della mancanza di assistenza adeguata.

L'Impatto del Blocco dei Ricoveri: Emigrazione Sanitaria e Strutture Abusive
Il blocco dei ricoveri ha conseguenze devastanti per l'utenza psichiatrica. Nella migliore delle ipotesi, i pazienti sono costretti a emigrare verso altre province o regioni in cerca di cure adeguate. Questa migrazione sanitaria non solo comporta un esborso economico per le famiglie, ma compromette anche i legami affettivi e sociali, elementi cruciali per il benessere psicologico.
Quando l'emigrazione sanitaria non è un'opzione praticabile, le famiglie si trovano di fronte a scenari ancora più drammatici. La cronaca ha documentato il ricorso a strutture abusive e inadeguate, che non solo non offrono le cure necessarie, ma mortificano la dignità umana. In altri casi, i pazienti e le loro famiglie sono lasciati in uno stato di abbandono assoluto, senza alcun supporto sanitario.
Un Percorso di Accreditamento Incompiuto: Tra Promesse e Mancati Risultati
La situazione attuale contrasta nettamente con gli accordi presi nel 2015 tra la Regione Calabria e l'ASL di Reggio Calabria. In quell'occasione, era stato istituito un tavolo tecnico regionale presso il Dipartimento Tutela della Salute con l'obiettivo di definire un percorso che, entro un anno, avrebbe dovuto portare all'accreditamento delle cooperative che gestivano le strutture residenziali psichiatriche in forma mista pubblico-privato.
Le cooperative coinvolte hanno dimostrato impegno e serietà: hanno formato e riqualificato il personale, attivato ingenti investimenti per adeguare gli immobili alle prescrizioni necessarie per l'accreditamento. Nonostante questi sforzi e il rispetto degli accordi, la Regione Calabria non ha portato avanti il processo di accreditamento stabilito.
Questo stallo ha creato una situazione paradossale. L'ASP 5, e di conseguenza la Regione, continua a retribuire il personale impiegato nelle strutture "miste" ancora operative (molte delle quali sono state costrette a chiudere), mentre i pazienti psichiatrici sono ricoverati lontano da casa, con ulteriori costi a carico dell'azienda sanitaria. In alternativa, l'ente pubblico abbandona pazienti e familiari al loro destino, come tristemente confermato da episodi recenti che vedono pazienti con gravi disturbi psichiatrici attentare alla vita dei propri cari.
Il Ruolo della Legge Basaglia e il Rischio di un Ritorno al Passato
La provincia di Reggio Calabria, nel 1990, fu pioniera nella Regione nell'attivare strutture riabilitative distribuite sul territorio, in piena conformità con la Legge Basaglia. Questa esperienza virtuosa rappresentava un modello di riferimento per la deistituzionalizzazione e la promozione di un approccio centrato sulla persona.
Tuttavia, l'attuale gestione del settore della salute mentale rischia di smantellare questo prezioso patrimonio. La preferenza per risposte istituzionalizzanti, basate su logiche "centralizzate" e reminiscenti degli ospedali psichiatrici aboliti dalla Legge Basaglia, rappresenta un pericoloso passo indietro.

Un Appello Urgente al Presidente della Regione
La Lega delle Cooperative Calabria sottolinea l'insensibilità e la sordità della Regione Calabria di fronte a questo problema. I vertici istituzionali hanno persino disertato un incontro richiesto dal Commissario Straordinario dell'ASP di Reggio Calabria, volto a trovare una soluzione ai gravi problemi del settore.
Di fronte a questa inerzia, si rende necessario un appello diretto al Presidente della Regione Calabria, nella sua qualità di Commissario alla Sanità. È fondamentale che egli affronti e risolva personalmente l'intollerabile assenza di tutela sanitaria che caratterizza la disastrosa situazione della salute mentale nella provincia.
L'Interrogazione Parlamentare e la Richiesta di Accreditamento
La questione è stata sollevata anche attraverso un'interrogazione parlamentare, che evidenzia diversi punti critici:
- Nel 2008 la Regione Calabria si è dotata di una legge specifica per il settore.
- I lavoratori e gli operatori del settore rischiano di perdere il posto di lavoro, come già accaduto a molti, insieme alle cooperative costrette a rinunciare ai servizi.
- Le strutture psichiatriche a gestione mista dell'ASP di Reggio Calabria, in quanto strutture sanitarie pubbliche, dovrebbero essere considerate accreditate secondo la Legge Regionale n. 19/2009 (Legge Loiero). L'articolo 65, comma 3, primo periodo, stabilisce che "L’accreditamento definitivo di singoli reparti e servizi di strutture delle aziende sanitarie o di singoli reparti o servizi delle aziende ospedaliere già attivi, riconvertiti o ristrutturati nonché delle sperimentazioni gestionali di cui all'articolo 9 bis del decreto legislativo n. 502/19923, è differito alla ultimazione degli adeguamenti complessivi delle strutture dove gli stessi sono collocati."
- Esiste l'intenzione della Regione Calabria di emanare tutti gli atti necessari per individuare il percorso migliore e pervenire immediatamente al doveroso e definitivo accreditamento delle strutture psichiatriche preesistenti sul territorio e ancora attive.
La Salute Mentale in Italia, aggiornamento 2020-2021
La Dichiarazione di Stato di Agitazione e l'Attesa di Risposte Concrete
Le cooperative operanti da oltre trent'anni nelle strutture a gestione mista attendono una risposta alla loro legittima aspirazione verso l'accreditamento. In assenza di segnali concreti e di un impegno tangibile da parte delle istituzioni regionali, si dichiara uno stato di agitazione perpetuo.
Si chiede al Presidente Occhiuto un incontro a breve per verificare la reale volontà politica e tecnica di fornire una risposta definitiva all'utenza psichiatrica reggina, ponendo fine a un decennio di disagi, sofferenze e mancate tutele. La salute mentale non può più essere un capitolo di spesa trascurabile o un problema da rimandare; richiede attenzione, risorse e azioni concrete per garantire dignità e benessere a chi ne ha più bisogno.
La situazione a Reggio Calabria rappresenta un campanello d'allarme per l'intero sistema sanitario regionale e nazionale, evidenziando la necessità di un rinnovato impegno nella tutela dei diritti fondamentali delle persone con disturbi psichiatrici e delle loro famiglie. La resilienza delle cooperative e la determinazione dei familiari meritano una risposta all'altezza della gravità della situazione, che ponga fine all'incertezza e garantisca un futuro di cure adeguate e rispettose.