"Everything Now": Un Viaggio Tra Disturbi Alimentari, Crescita e la Ricerca di Sé

La serie Netflix "Everything Now" affronta il delicato tema dei disturbi alimentari, intrecciandolo con le sfide della crescita adolescenziale, le relazioni interpersonali e la complessa strada verso la guarigione. Disponibile sulla piattaforma di streaming, la serie in otto episodi, creata da Ripley Parker, segue il percorso di Mia Polanco, una sedicenne che, dopo un periodo di ricovero per anoressia, tenta di riconquistare il tempo perduto e assaporare ogni sfaccettatura della vita.

Ragazza che guarda un menu di cibo con espressione ansiosa

Il Ritorno di Mia e la Lista delle Esperienze da Recuperare

Mia torna a casa dopo un lungo periodo di degenza per un disturbo alimentare. La sedicenne si ritrova nuovamente catapultata nel caotico mondo delle scuole superiori e scopre che i suoi amici hanno proseguito la loro vita senza di lei. Questo senso di essere rimasta indietro la spinge a stilare una lista di esperienze fondamentali da recuperare, gettandosi a capofitto in un mondo di appuntamenti, feste e primi baci. La giovane capirà presto che non tutto nella vita può essere pianificato, e che il percorso di guarigione è costellato di imprevisti e sfide inaspettate.

La voce interiore di Mia, descritta come un "sibilo assordante" piuttosto che un "grillo parlante", è una compagna costante nel suo viaggio. Questo monologo interiore le ricorda costantemente le sue insicurezze, la spinge a calcolare calorie inutili e a sentirsi perennemente inadeguata. Questo aspetto narrativo, pur essendo centrale per la rappresentazione del disturbo alimentare, rischia di essere reiterato, diventando una sorta di "copia di mille riassunti" di esperienze già viste in altre serie.

Tra Eredità Narrative e Originalità Mancante

"Everything Now" si inserisce in un filone seriale già ampiamente esplorato, che affronta tematiche LGBTQ+ e problematiche giovanili. La serie viene paragonata a opere come "Skins", "Sex Education" e persino all'italiano "Love Club", per la sua attenzione a temi inclusivi e di genere. Tuttavia, questa vicinanza tematica rischia di soffocare l'originalità della serie, che sembra seguire pedissequamente percorsi narrativi già battuti con poca ispirazione.

Ogni episodio si avvicina alle tematiche dei suoi "fratelli seriali", sfiorandole senza scandagliare in profondità i disturbi, le insicurezze e i dolori che affliggono i giovani di oggi. La serie esaspera un'ossessione verso ciò che è proibito o desiderato, come i rapporti intimi e le ribellioni giovanili, perdendo di vista la scintilla narrativa che avrebbe potuto (e dovuto) indagare più a fondo: l'anoressia.

Gruppo di adolescenti che balla a una festa

L'Anoressia: Un Tema Importante e Spesso Inesplorato

I disturbi alimentari, come l'anoressia, la bulimia e il binge-eating, sono diventati termini di uso quotidiano, fantasmi da esorcizzare, soprattutto a seguito della pandemia. Eppure, troppo raramente il grande e piccolo schermo ha avuto il coraggio di trattare questo fragile argomento in modo approfondito, con l'eccezione di titoli come "Fino all'osso", distribuito anch'esso da Netflix.

Per una serie così vicina all'universo giovanile, sarebbe stato interessante e necessario per "Everything Now" rimanere più saldamente sul binario di questa tematica, mostrando quanto un cibo sottratto o un pensiero invasivo possano distruggere tanto il fisico quanto i legami interpersonali. Sviando il discorso verso argomenti ugualmente importanti ma già ampiamente affrontati da altre produzioni, la serie perde l'occasione di ritagliarsi uno spazio di unicità, annullando la propria specificità, proprio come Mia tenta di annullare se stessa.

La Caratterizzazione dei Personaggi e la Mancanza di Profondità

La caratterizzazione dei personaggi gioca un ruolo essenziale nell'impoverimento del risultato finale. Tratteggiati come "bozzetti" e costruiti come esseri bidimensionali, i protagonisti di "Everything Now" si fanno spesso vittime degli eventi, piuttosto che eroi delle proprie azioni. Rinnegando costantemente il peso delle proprie responsabilità, la loro esistenza si riduce a una coazione a ripetere di lamentele e recriminazioni, sfociando in un vittimismo costante senza margine di evoluzione.

L'elementarità con cui sono caratterizzati i personaggi sulla carta poco aiuta la performance degli attori, costretti a interpretare ruoli poco incisivi, portatori di concetti reiterati e azioni che impediscono agli spettatori di trovare un punto di accesso alla loro interiorità. Mia, Alison, Becca, Theo e Cameron si trasformano in "presta-corpi" di pensieri e comportamenti che, pur partendo da desideri e stimoli reali, si elevano ad azioni al limite dell'illegalità, rendendo difficile per il pubblico giovane immedesimarsi nei loro atteggiamenti.

La bilancia dell'anima - Storie di disturbi alimentari in Alto Adige

Un Corpo Fragile alla Ricerca della Propria Unicità

"Everything Now" presenta un corpo fragile e martoriato, ma che non chiede di essere abbracciato. Ogni suo passo, ogni piccolo movimento, è una spinta continua che allontana lo spettatore dal calore della sua pelle e dal battito del suo cuore. La serie lascia il pubblico sospeso, in attesa che Mia comprenda la forza della propria unicità e la portata del suo tratto distintivo, lasciato in balia di momenti già visti, storie già sentite e corpi già ammirati.

Punti di Forza e Debolezze di "Everything Now"

La serie di Ripley Parker non ha saputo sfruttare a dovere la potenza dei temi che affronta, preferendo l'indagine di argomenti a carattere sessuale e di genere, per quanto importanti. Questi temi, tuttavia, sono stati ampiamente trattati da serie simili come "Sex Education" o "Love Club".

Nonostante le critiche, "Everything Now" possiede punti di forza innegabili. La serie si impegna, soprattutto nei primi episodi, ad aprire la consapevolezza dello spettatore a situazioni che non siamo abituati a maneggiare, ma che hanno un grande senso di essere conosciute, pur nelle limitate possibilità della fiction. La capacità di toccare più temi - dal rapporto con il sesso a quello con il corpo e con i disturbi alimentari - senza perdere dinamicità, spensieratezza e interesse, è il suo punto di forza. La storia funziona perché è semplice e reale, non pretende di raccontare storie complesse o di analizzare Mia psicologicamente.

La serie mette in evidenza le fasi altalenanti che colorano la vita di Mia dopo il ricovero, mostrando la complessità dei disturbi alimentari e il fatto che uscirne sia un percorso a ostacoli su cui è importante continuare a lavorare. Subito dopo le dimissioni, Mia si sente condizionata e giudicata dagli altri, come se fosse stata etichettata esclusivamente come "l'anoressica". Questa condizione la spinge a prendere decisioni non consigliabili, solo per piacere ai suoi amici, in una costante altalena di emozioni e sensazioni.

Ragazza che scrive su un quaderno, con una tazza di tè accanto

La Serie Come Strumento di Consapevolezza

"Everything Now" è una serie sulla salute mentale che arriva in un periodo in cui finalmente se ne è tornati a parlare. È un prodotto pensato per gli adolescenti ma adattabile a qualsiasi tipo di pubblico. La serie permette di osservare una realtà mentale, quella dei disturbi alimentari, che non è la nostra e che probabilmente non abbiamo mai incontrato, ma che esiste, ha un suo sviluppo, una sua logica e va accolta e compresa attraverso i segnali che gli attori protagonisti offrono. La serie ci insegna a smontare i nostri preconcetti, provando ad assumere punti di vista diversi e scomodi.

La serie esplora le emozioni e le paure di Mia, ma anche quelle delle persone intorno a lei. L'aspetto interessante non è tanto la loro vita privata, quanto ciò che provano nel supportare il recupero della loro amica. L'istinto primario è quello di proteggere i nostri amici, ma questo implica nascondergli notizie che potrebbero turbarli o essere al cento per cento sinceri con loro? Sono domande a cui è difficile confrontarsi a qualsiasi età, figuriamoci a sedici anni.

Tuttavia, la serie non è esente da critiche. Alcuni ritengono che non sia esattamente la serie più edificante per i giovanissimi, data la presenza di sesso, alcol, droga ed eccessi di ogni tipo all'interno di una trama abbastanza semplice. Se non fosse per la protagonista, le sue riflessioni e le illuminanti sedute di terapia, si parlerebbe di una serie come tante.

In "Everything Now" c'è di più. Non è mai facile parlare di salute mentale nei prodotti destinati al grande pubblico, ma farlo di alcuni disturbi è più difficile che di altri. I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rientrano in questa categoria, poiché è complicato rappresentarli sullo schermo perché è complicato riconoscerli nella vita reale. La serie, pur mostrando poche scene di Mia "malata", ci permette di comprendere le difficoltà e il dolore che la ragazza ha affrontato e sta affrontando. Il suo ritorno a casa, a scuola, alla vita normale coincide con una sorta di volontà di "abbuffarsi" di esperienze, di voler recuperare in fretta, troppo in fretta, il tempo perso in clinica. Questa corsa alle cose da fare finisce per creare un effetto bulimico che le fa rischiare una ricaduta che potrebbe rivelarsi fatale.

La serie, creata da Ripley Parker, dimostra di avere il coraggio di affrontare temi complessi, ricordandoci che se è vero che la consapevolezza di sé e la buona volontà sono una buona base di partenza per affrontare e guarire disturbi mentali di ogni tipo, è anche vero che il mondo intorno a noi deve fare la sua parte.

Un Confronto con "Heartstopper"

A differenza di "Heartstopper", che nelle sue prime stagioni ha affrontato gli argomenti con leggerezza, ideale per un pubblico giovane, la terza stagione della serie introduce una maturazione significativa, affrontando temi più complessi come la lotta di Charlie contro un disturbo alimentare. "Heartstopper 3" affronta questo argomento in modo insolitamente diretto, con la sensibilità abituale della serie, mettendo in moto un arco narrativo di grande impatto che mostra Charlie in cura per un disturbo ossessivo compulsivo e per l'anoressia, sempre sostenuto da Nick.

Sebbene "Heartstopper" sia elogiato per la sua capacità di attingere a ricerche approfondite e trattare il personaggio di Charlie con estrema attenzione, e l'interpretazione di Locke sia commovente, alcuni critici notano che i personaggi di "Heartstopper" sembrano ancora una raccolta di archetipi "friendly" per la generazione Z. Il nuovo arco narrativo, tuttavia, avvicina Charlie e gli altri a una realtà più sfumata e complessa.

"Everything Now", pur condividendo il focus su temi adolescenziali e disturbi alimentari, si distingue per un approccio che, seppur a volte forzato e poco originale, tenta di aprire una finestra su realtà difficili, invitando alla comprensione e all'empatia.

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