La respirazione è una funzione essenziale per la vita. Pochi minuti senza ossigeno e il nostro corpo muore. Attualmente, il record mondiale di apnea statica è detenuto dal croato Budimir Šobat, che con 24 minuti e 33 secondi è entrato nel Guinness World Records. Possiamo considerare l'ossigeno la prima fonte di nutrimento essenziale per il nostro organismo, disponibile in larga abbondanza nel mondo in cui viviamo e a cui possiamo accedere con la facilità e l'immediatezza di un'inspirazione. Il nostro corpo, a riposo e in condizioni di tranquillità emotiva, compie circa 12 atti respiratori al minuto, perciò idealmente 17.280 in un giorno. Tutto questo accade senza che ce ne accorgiamo: il nostro corpo respira autonomamente, senza richiedere la nostra attenzione.
Molto diverso è per chi soffre di disturbi a carico dell'apparato respiratorio. Uno tra questi è l'asma, un'infiammazione, in molti casi cronica, delle vie polmonari. Si manifesta con broncospasmi e ipersecrezione mucosa, che portano a una respirazione faticosa, con conseguente tosse, respiro sibilante e senso di soffocamento. L'innesco delle crisi, nelle persone geneticamente predisposte, proviene da stimoli allergici, irritanti o da forti stress psico-fisici. Secondo l'OMS, la diffusione di questo disturbo nella popolazione mondiale è in continuo aumento. Le ragioni si ipotizza possano essere ricercate nello stile di vita sempre più urbanizzato, che spinge a passare molto tempo in luoghi chiusi a contatto con aria spesso stagnante o condizionata, acari, smog e polveri sottili.

Durante la crisi asmatica, la persona sperimenta un'angosciante "fame d'aria", con tentativi disperati di trattenerla dentro di sé, aggrappandosi alla sostanza esterna vitale, l'ossigeno, che in quel momento sembra non essere accessibile in misura sufficiente per la propria sopravvivenza. Il soffermarsi sulla polarità vitale della respirazione, l'inspirazione, sposta l'attenzione sul bisogno pressante di rimandare a tutti i costi il momento mortifero, abbandonico del lasciare andare l'aria-vita-nutrimento.
L'Approccio Psicosomatico all'Asma
La psicosomatica rappresenta un approccio olistico che esplora l'interconnessione tra mente e corpo, evidenziando come pensieri ed emozioni possano influenzare la salute fisica. Secondo l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, fondato da Raffaele Morelli, dietro ai disturbi apparentemente solo fisici, c'è sempre un aspetto psicologico ed emotivo che va considerato. Il nostro corpo è un tempio di simboli e ogni disturbo riguarda anche la nostra interiorità, il nostro modo di essere nel mondo. Per vincere i disturbi psicosomatici, quindi, non è sufficiente affidarsi solo alla terapia farmacologica tradizionale (che, ricordiamo, in certi casi è essenziale) e ignorare ciò che i sintomi vogliono comunicarci. Se li ascoltiamo e leggiamo nel modo corretto, comprenderemo come prenderci cura di noi stessi e dei nostri bisogni autentici.
Il disturbo psicosomatico si definisce come una condizione medica in cui stress, ansia, preoccupazioni e paure si manifestano attraverso sintomi fisici, tangibili e reali, sperimentati dalla persona. Dietro a molte malattie ci possono essere desideri repressi, disagi inascoltati o negati, problemi personali o relazioni difficili, un lutto o un abbandono non superato, una rabbia congelata: un contrasto, insomma, fra i comportamenti quotidiani e i bisogni intimi dell'individuo. Questi disturbi sono il risultato di un'interazione complessa tra mente e corpo, che non vanno mai intesi come due entità separate ma un tutt'uno dinamico, dove emozioni intense e conflitti interiori profondi trovano espressione nel corpo, causando dolori e danni anche seri alla salute generale.

Quando la nostra salute viene compressa e si manifesta un disturbo psicosomatico, si rompe un equilibrio che può provocare confusione e paura, oltre a creare una spaccatura tra un "prima" tutto sommato funzionante e un "presente" doloroso e disturbante. Che si tratti di un mal di testa che ci assilla per un'intera giornata, di una gastrite che non passa, o di dolori costanti e diffusi che ci indeboliscono e ci costringono a una serie di visite mediche, la sensazione che il nostro corpo ci tradisca, ci ostacoli, ci rovini le giornate, aumenta. Ma ci sbagliamo. A un occhio più attento, la presenza del sintomo può rivelarci che nella nostra vita non fila poi tutto così liscio e che, forse, la nostra esistenza non ci appartiene in pieno come credevamo. In quei momenti di crisi, ci sentiamo condannati, pieni di rabbia e frustrazione, incapaci di vedere altri aspetti della vita in cui riusciamo a essere sereni. Ma è proprio attraverso la crisi, per quanto difficile e sofferta, che possiamo incontrare il cambiamento e favorire la nostra crescita individuale.
Questa visione ci insegna a pensare alla malattia come un processo naturale. La natura spezza lo stato di cose vecchio per fare spazio a un rinnovato equilibrio, più in sintonia con il momento che stiamo vivendo ora. Guardiamo gli alberi: perdono le foglie secche in autunno per vederne spuntare altre più vivide in primavera. Guardare il disturbo psicosomatico come parte integrante del nostro percorso evolutivo ci consente di trasformare una crisi, una malattia, in un processo di cambiamento e adattamento continui. Come diceva lo psicoanalista James Hillman: "I disagi sono come dèi che irrompono nella nostra vita".
I sintomi psicosomatici possono presentarsi in vari modi nell'organismo e dare luogo a disturbi che si manifestano principalmente in determinate aree del corpo. I dolori psicosomatici sono disturbi fisici che sono influenzati o causati da fattori psicologici come stress, ansia, depressione o conflitti emotivi. Si tratta comunque di malattie a tutti gli effetti, per cui i sintomi e i disagi sono reali e vanno curati come tali. Ma contemporaneamente, bisogna tenere conto che uno stesso sintomo può avere un senso nettamente diverso, a volte persino opposto, da una persona all'altra.
L'Asma come Linguaggio del Corpo: Cause e Interpretazioni
Edoardo Weiss, psicanalista, nel 1913 descrisse l'attacco asmatico come espressione di un pianto represso o inibito, che veicola l'angoscia esistenziale di restare tagliati fuori dalla possibilità di accedere alle fonti di nutrimento e protezione. Da numerosi casi clinici è possibile osservare che chi presenta il disturbo trovi difficile piangere, quasi come se i mezzi classici per ottenere attenzione, cura e risorse vitali non fossero percorribili. Si può constatare che molte crisi asmatiche trovano fine con il pianto o il riso.
Nell'osservazione della relazione tra madre e figlio asmatico, si rilevano spesso momenti o condizioni di indisponibilità della figura di accudimento per distanza e/o inaccessibilità fisica ed emotiva. Il tema esistenziale di chi soffre di asma è decisamente legato alla dualità vita-morte, che si gioca nella relazione con sé stessi e con l'altro fuori da sé.
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L'asma bronchiale consiste in una malattia respiratoria molto spesso allergica, facilitata da una particolare tendenza dei bronchi ad andare incontro a broncospasmo (vero e proprio spasmo muscolare) definita iperreattività bronchiale aspecifica, caratterizzata da infiammazione e da ostruzione bronchiale, in grado di provocare crisi asmatiche con difficoltà respiratoria (dispnea), tosse secca e insistente, sibilo espiratorio.
Un caso emblematico di come un sintomo corporeo come l'asma, che in apparenza non ha nulla di "psicologico", abbia invece proprio a che fare con il nostro modo di essere nel mondo e con le sue conseguenze, è quello di Federica. Federica entra in uno studio di psicoterapia soffiandosi il naso e con un pacchetto di fazzoletti di carta nella mano sinistra. "Mi scusi, ma questo è il mio problema e purtroppo glielo devo presentare subito. Respiro male, a volte ho vere e proprie crisi d'asma e ho anche il naso chiuso e che in alcuni periodi non mi fa più percepire gli odori."
Nella nostra vita, "l'aria" può cambiare in un attimo e diventare problematica. Ma come fare ad opporsi ai cambiamenti? Federica prosegue nel racconto: "Il mio compagno è sempre stato molto disponibile nei miei confronti, ma da quando sua madre si è piazzata da noi, è cambiato. Dipende in tutto da lei e vorrebbe che anch'io fossi più disponibile a occuparmi dei problemi della suocera che, se posso essere sincera, è decisamente invadente ed egoista. Alcune volte, con le sue richieste, toglie il fiato; io vorrei reagire e rifiutarmi, ma poi penso al mio compagno e, per amore, trattengo ogni discussione e ogni voglia di arrabbiarmi sul serio."
Il mondo delle emozioni è centrale nell'universo del nostro apparato respiratorio. Per questo è fondamentale che Federica dia sfogo alla sua insofferenza, alla rabbia, all'atmosfera che non vuole più mandare giù e trattenere dentro di sé attraverso le vie aeree. "Dunque lei mi sta consigliando di non tacere più con il mio compagno e di essere anche sincera con sua madre, per tornare a respirare bene?" Chiede Federica.

La paziente non torna in terapia per alcuni mesi e in questo periodo si abbandona a discussioni e arrabbiature con il suo compagno e con la suocera. Con il passare delle settimane arriva a sentire che potrebbe persino lasciarlo, se lui non riuscisse mai a distaccarsi da questo legame materno eccessivo. Dulcis in fundo, lui sistema la madre in una casa per anziani e torna a essere il "suo" uomo.
Il primo farmaco anti-asma è un'azione: consentire lo sfogo delle emozioni, permettersi di piangere, ad esempio, cosa che difficilmente chi soffre di questo disturbo si permette di fare. Quando è possibile, "cambiare aria" è la soluzione però più radicale ed efficace: nuovi contesti esistenziali, nuove esperienze possono favorire un recedere delle crisi.
Guarire dall'Asma Psicosomatico: Un Percorso Olistico
La salute e i disturbi psicosomatici sono strettamente interconnessi. I sintomi associati a questi malesseri possono variare da lievi disagi come mal di testa e tensione muscolare a condizioni più gravi come disturbi gastrointestinali, problemi cardiaci e patologie dermatologiche, oltre a una maggiore predisposizione dell'organismo ad ammalarsi a causa di un indebolimento delle difese immunitarie. Se trascurati, i disturbi psicosomatici possono avere serie complicazioni sul benessere mentale. La persistenza di stress cronico, oltre a indebolire il funzionamento dell'organismo, può aggravare stati d'ansia, depressione, insonnia o disturbi alimentari, compromettendo in modo significativo la salute mentale. I disturbi psicosomatici possono portare a una riduzione della qualità della vita, ritiro sociale e difficoltà nelle relazioni interpersonali. In alcuni casi, il paziente psicosomatico può riscontrare un abbassamento del proprio senso di autoefficacia e dei livelli di autostima.
Chi si occupa di psicosomatica è generalmente un professionista della salute con una formazione che può includere la specializzazione in medicina, psichiatria o psicologia. I medici o gli psicologi che diventano psicoterapeuti presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica si dedicano a comprendere e a trattare disturbi che hanno un'origine sia fisica sia mentale. Questi specialisti lavorano anche in collaborazione con altre figure professionali, come psichiatri, nutrizionisti o medici, per sviluppare piani di trattamento completi e personalizzati.
Per guarire dai disturbi psicosomatici, è fondamentale considerare il paziente nella sua totalità, valutando non solo i sintomi corporei ma anche la sfera emotiva e psicologica in cui si sviluppano. Un approccio olistico alla salute, come quello dell'Istituto Riza, riconosce che il corpo e la mente sono interconnessi e che ogni disturbo fisico può indicare un disagio più profondo. I sintomi fisici possono essere interpretati come simboli che esprimono le nostre emozioni e desideri inconsci. Ad esempio, una gastrite può rappresentare non solo un'infiammazione dello stomaco, ma anche una difficoltà nell'accogliere e "digerire" certe situazioni o sentimenti. Oppure la pelle non è solo una copertura esterna, bensì simboleggia i confini che poniamo tra noi e l'ambiente. Ignorare o sopprimere questi sintomi può cronicizzare la crisi, mentre affrontarli offre l'opportunità di raggiungere un nuovo equilibrio ed evolvere. Ogni organo, come la pelle o lo stomaco, non ha solo una funzione biologica ma anche un significato simbolico che può guidare verso una guarigione più efficace.

Prevenire i disturbi psicosomatici è fondamentale per preservare l'equilibrio di mente e corpo. Muoversi di più: l'esercizio fisico regolare non solo promuove la salute, ma favorisce il rilascio di endorfine che possono migliorare il tono dell'umore e diminuire i livelli di stress. Mangiare in modo equilibrato: una dieta sana e bilanciata è essenziale per stare bene a lungo.
Sapere che un disturbo è un linguaggio, un modo di pensare, uno stile esistenziale, apre le porte all'intelligenza del corpo. L'asma, la psoriasi, la colite, la cefalea sono "linguaggi": cose che il corpo racconta perché non abbiamo parole per esprimere i disagi che ci abitano. Così i disturbi sono simboli, sono frasi dell'inconscio, dell'indicibile. La ricerca del senso, delle parole nascoste dentro i disturbi, è fondamentale. Se si perde il senso, se non lo si cerca più, ci si riduce a "portatori di organi", da riempire di farmaci o da operare. Ma i disturbi spesso rendono manifesta la perdita del lato più prezioso della nostra anima: ritrovarlo non è solo guarire, ma ridare il senso alla propria vita.
La medicina moderna, ispirata dalle teorie scientifiche, ha "separato" il corpo dalla mente, ovvero ritiene che il mondo concreto e tangibile delle malattie organiche non possa essere influenzato dalla psiche, immateriale e rarefatta. La teoria psicosomatica, invece, è basata su una visione olistica della persona, guarda cioè all'uomo come un evento globale. Ogni giorno dovremmo porci questa domanda: qual è la nostra mentalità? Quali le sue inclinazioni? Dove ci porta? E con sguardo un po' contadino dovremmo sempre tenerci d'occhio, con tranquillità, ma costantemente.
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