Gli attacchi di panico sono esperienze intense e spaventose, caratterizzate da un'improvvisa ondata di paura o disagio che raggiunge il suo apice in pochi minuti. Chi li ha provati li descrive come un'esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. Questi episodi possono manifestarsi con una varietà di sintomi somatici e cognitivi, tra cui palpitazioni, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, derealizzazione, depersonalizzazione, e una profonda paura di perdere il controllo, impazzire o morire.

Le Manifestazioni dell'Attacco di Panico
Un attacco di panico è definito dalla comparsa improvvisa di paura o disagio intensi, accompagnati da almeno quattro dei seguenti sintomi: palpitazioni o tachicardia; sudorazione; tremori o scosse; dispnea o sensazione di soffocamento; sensazione di asfissia; dolore o fastidio al petto; nausea o disturbi addominali; sensazione di instabilità, vertigini, o sbandamento; derealizzazione (sentirsi distaccati dalla realtà) o depersonalizzazione (sentirsi distaccati dal proprio corpo); paura di perdere il controllo o di impazzire; paura di morire; parestesie (sensazioni di torpore o formicolio); brividi o vampate di calore.
È importante notare che non tutti i sintomi sono necessari perché si tratti di un attacco di panico. Vi sono attacchi caratterizzati solo o in particolare da alcuni di questi sintomi. Ad esempio, alcuni individui presentano attacchi moderatamente frequenti (per es., una volta alla settimana), che si manifestano regolarmente per mesi. Altri riferiscono brevi serie di attacchi più frequenti, magari con sintomi meno intensi (per es., quotidianamente per una settimana). Vi sono anche i cosiddetti attacchi paucisintomatici, molto comuni negli individui con Disturbo di Panico, che sono attacchi in cui si manifestano soltanto una parte dei sintomi del panico, senza esplodere in un vero attacco.
La durata di un attacco di panico non supera solitamente i 20-30 minuti. Questo tempo può sembrare molto più lungo a chi vive l'attacco in prima persona rispetto a chi lo osserva. In casi eccezionali, fattori esterni possono influire sulla durata dell'attacco, ostacolandone la risoluzione spontanea. Si parla di attacco di panico prolungato quando i sintomi sono mantenuti da eccessiva preoccupazione di familiari o persone vicine, ricerca spasmodica di un intervento medico non immediatamente disponibile, o comportamenti inappropriati nel tentativo di aiutare la persona con crisi di panico.
Dal Singolo Episodio al Disturbo di Panico
Il singolo episodio, quindi, sfocia facilmente in un vero e proprio disturbo di pan