La crescente preoccupazione per la violenza negli Stati Uniti si intreccia con diverse problematiche sociali e sanitarie, tra cui l'abuso di sostanze psicoattive, le conseguenze di traumi infantili e un clima di paura che permea la sfera pubblica e politica. L'analisi di questi fenomeni rivela un quadro complesso, dove le cause e le conseguenze si influenzano reciprocamente, creando un ciclo difficile da spezzare.
L'Epidemia da Oppioidi e l'Abuso di Psicoattivi tra i Giovani
Negli ultimi anni, gli sforzi per arginare l'abuso di medicinali psicoattivi su prescrizione negli Stati Uniti si sono concentrati in gran parte sull’“epidemia da oppioidi”. Questo fenomeno ha portato a quasi 50.000 morti per overdose ogni anno. Tra il 1999 e il 2018, oppioidi e oppiacei sono stati la causa o concausa di ben 446.032 decessi. Sebbene si sia osservata una lieve diminuzione nel tasso di mortalità per overdose di tutte le droghe (-4,1%) e per oppiacei (-2,0%) tra il 2017 e il 2018, con un calo ancora più marcato per gli oppioidi soggetti a prescrizione (-13,5%) e per l'eroina (-4,1%), il problema rimane di vasta portata. Nel 2018, le morti causate da oppiacei sono state 46.802, rappresentando il 69,5% del totale delle morti per overdose. La maggior parte di questi casi di overdose, sebbene non tutti, era attribuibile ad analgesici oppioidi.
Di fronte a questa situazione, è diventato imperativo monitorare l’eventuale uso improprio di altri farmaci psicoattivi "meno noti", specialmente tra le fasce più giovani della popolazione. Uno studio condotto da Carol J. Boyd e colleghi nel 2006 su un campione di 1.086 ragazzi ha rivelato che il 12% degli intervistati aveva utilizzato antidolorifici oppioidi non a scopo medico nell'ultimo anno: il 3% per dormire, il 2% come sedativo o contro l'ansia e il 2% come stimolante.
Tuttavia, i dati sull'abuso di medicinali psicoattivi diversi dagli oppioidi nei ragazzi e nei giovani adulti sono scarsi. Una recente indagine pubblicata su Family Medicine and Community Health, riferita al periodo 2015-2018, ha cercato di colmare questa lacuna utilizzando dati dal National Survey of Drug Use and Health (NSDUH). L'indagine ha esaminato un campione di 110.556 giovani statunitensi di età compresa tra i 12 e i 25 anni, concentrandosi su quattro categorie di sostanze: oppioidi, stimolanti, tranquillanti e sedativi.
L'indagine ha distinto tra adolescenti e giovani adulti. Tra i 54.866 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni, il 25% (uno su quattro) ha dichiarato di assumere medicinali psicoattivi su prescrizione, e il 5,7% ha riferito di averne assunti almeno due nell'ultimo anno. Tra questi giovani, il 20,9% (circa uno su cinque) ha ammesso di averne abusato, e il 3,4% è stato classificato come affetto da disturbo da uso di sostanze.
Tra i 55.690 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, il 41% ha assunto farmaci psicoattivi su prescrizione, e il 13,4% almeno due nell'ultimo anno. Di questi, il 34,7% ha riportato un uso improprio, e il 4,2% è risultato affetto da disturbo da uso di sostanze. Gli oppioidi sono risultati essere il farmaco psicoattivo più comunemente prescritto (30,2%), seguiti da stimolanti (14,1%), tranquillanti (11,5%) e sedativi (3,5%).

I ricercatori sottolineano che "gli individui con disturbi dell'umore e d'ansia possono fare uso di questi farmaci per auto-medicarsi o come strumento per far fronte ai loro problemi di salute mentale. Tuttavia, l’abuso di medicinali psicoattivi su prescrizione può rendere i giovani più suscettibili ad altri problemi connessi all'uso di sostanze".
Raimondo Maria Pavarin, direttore dell’Osservatorio Epidemiologico Dipendenze Patologiche dell’ASL di Bologna, riprendendo lo studio, evidenzia che "il 25% dei giovani tra i 12 e i 17 anni hanno avuto prescrizione di farmaci contenenti sostanze psicoattive, tra questi circa il 21% ne ha fatto un misuso, li ha usati dunque senza la prescrizione o in modo diverso rispetto alla prescrizione. Sul totale dei ragazzi intervistati, pertanto, circa il 5% ha fatto un uso improprio di queste sostanze".
Ciò che emerge di interessante dall’indagine è il rapporto tra chi in precedenza ha assunto sostanze non soggette a prescrizione (come alcol, sigarette, marijuana, cocaina, eroina, inalanti e allucinogeni) e chi poi ha fatto un uso improprio di farmaci contenenti sostanze psicoattive. "Tra quel 25% di cui si parlava, la probabilità di avere una prescrizione di farmaci contenenti sostanze psicoattive era più elevata tra coloro che nei 30 giorni precedenti avevano fatto uso di sostanze senza prescrizione", suggerendo una potenziale correlazione o sovrapposizione nei pattern di uso di sostanze.
Traumi Infantili e Sviluppo di Psicosi
Le conseguenze dell'abuso sessuale infantile possono includere la presenza di sintomi psicotici, a volte gravi. L'abuso sessuale infantile è stato associato alla comparsa di allucinazioni e deliri, il cui contenuto sembra direttamente legato alle esperienze traumatiche vissute (Mason et al., 2009).
Le cause dello sviluppo delle psicosi sono molteplici. La scienza riconosce la schizofrenia come il risultato di una complessa interazione tra centinaia di geni e fattori ambientali, dove nessuno di questi fattori da solo è sufficiente a causare la malattia (Gilmore, 2010). Si ipotizza che si tratti di un fenomeno eterogeneo ("molti tipi di schizofrenia") che rende difficile individuare una patofisiologia comune (Tamminga, 2014). L'abuso sessuale infantile sembra inserirsi in questa "cascata" di fattori che influenzano e portano allo sviluppo dei sintomi psicotici.
L'esposizione al trauma infantile porta la vittima a sviluppare credenze negative su sé stessa, sugli altri e sul mondo, convinzioni di essere vulnerabile, incapace di controllare gli eventi, e che gli altri si approfitteranno o la danneggeranno.

Studi come quello di Bebbington et al. (2011) sulla relazione tra abuso sessuale infantile e psicosi in Inghilterra, e le revisioni sistematiche di Bendall et al. (2008, 2011) sul trauma infantile e i disturbi psicotici, supportano l'idea di un legame significativo. Anche la ricerca di Gracie et al. (2007) ha esplorato l'associazione tra esperienze traumatiche, paranoia e allucinazioni, testando le previsioni dei modelli psicologici. Kelleher et al. (2008) hanno indagato le associazioni tra trauma infantile, bullismo e sintomi psicotici in un campione scolastico di adolescenti, mentre Lardinois et al. (2011) hanno esaminato il trauma infantile e l'aumentata sensibilità allo stress nella psicosi. Infine, Mason et al. (2009) hanno studiato come l'abuso infantile influenzi il contenuto dei deliri.
La Paura come Segnale di Declino Democratico e la Sorveglianza Pervasiva
Un chiaro segnale del declino delle democrazie è la paura. Questa può manifestarsi come un clima di timore alimentato verso l'esterno nella popolazione, con i governanti che si trasformano in "imprenditori della paura", ponendosi come tutori dell'ordine e della sicurezza. Parallelamente, i cittadini possono provare una sensazione di insicurezza nei confronti del proprio Stato, delle forze dell'ordine e della magistratura, temendo arresti ingiusti o arbitrari. Entrambi questi segnali sembrano manifestarsi negli Stati Uniti.
Donald Trump ha polarizzato il dibattito politico, identificando nemici non solo tra gli immigrati, ma anche tra cittadini americani, avversari politici o persone sospettate di non conformarsi al nuovo corso. Si è creato un clima in cui la gente teme di manifestare apertamente le proprie idee. Sebbene la democrazia americana sia intrinsecamente forte, le azioni intraprese hanno eroso lo stato di diritto, la libertà di stampa e l'indipendenza della magistratura.
Un dato impressionante è che chi manifesta oggi tende a lasciare a casa i propri telefoni e ogni strumento che possa consentire un'identificazione. Molti si presentano indossando una mascherina chirurgica, non per paura di contagi, ma per evitare di essere riconosciuti. Altri rinunciano del tutto a scendere in piazza.
Gal Beckerman, su The Atlantic, ha analizzato le proteste recenti, confrontandole con il primo mandato di Trump. Durante il suo insediamento, la Marcia delle Donne attirò 4,6 milioni di persone, la "Marcia per le nostre vite" dopo la sparatoria di Parkland nel 2018 ne mobilitò 1,2 milioni, e le dimostrazioni di Black Lives Matter dopo l'omicidio di George Floyd coinvolsero 15-26 milioni di persone. Attualmente, nonostante un aumento recente, le persone in strada sono meno numerose.
Il Crowd Counting Consortium di Harvard rileva un numero doppio di proteste a febbraio 2025 rispetto a febbraio 2017 (2.085 contro 937), suggerendo che, sebbene le proteste siano più numerose, tendono ad essere di dimensioni ridotte e più sparse. Questo solleva la questione se una singola protesta di 100.000 persone equivalga a 1.000 proteste di 100 persone ciascuna. Erica Chenoweth, co-direttrice del Consortium, nota che proteste più piccole tendono ad essere composte principalmente da attivisti, mentre la gente comune si muove quando percepisce l'impatto emotivo di una dimostrazione di massa, un fenomeno che il sociologo Émile Durkheim definiva "effervescenza collettiva". Proteste più piccole, inoltre, attirano meno attenzione mediatica.
Diversi fattori contribuiscono a questa tendenza: lo shock iniziale del primo mandato di Trump si è attenuato, e la sua vittoria ha demoralizzato gli oppositori. Inoltre, l'opposizione sembra mancare di leader capaci di mobilitare grandi folle, con eccezioni come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez.
03) MARIO DEL PERO. La paura della (inter)dipendenza. Trump e l’ordine internazionale contemporaneo.
Tuttavia, Beckerman identifica un motivo fondamentale: protestare è diventato pericoloso. Trump ha minacciato di usare l'esercito contro il "nemico interno", e le tattiche di controllo sono diventate pervasive: riconoscimento facciale, tracciamento GPS, identificazione tramite intelligenza artificiale. Questo ricorda il programma Cointelpro degli anni '50 e '60, ma con tecniche più sofisticate e brutali. Casi come l'arresto dello studente Mahmoud Khalil durante le proteste filo-palestinesi, nonostante la Green card e l'assenza di accuse formalizzate, esemplificano questo clima.
Sono state diffuse regole di sicurezza per i manifestanti, come "Non dare per scontato di essere al sicuro": indossare mascherine, disattivare la posizione, la biometria e i dati sul telefono, e scrivere i contatti di emergenza sul corpo. Queste precauzioni spaventano il cittadino comune, specialmente chi ha un contratto statale o è esposto pubblicamente.
L'amministrazione ha anche promosso leggi anti-protesta: da gennaio sono state presentate 41 proposte di legge in 21 stati e al Congresso, alcune delle quali mirano a vietare l'uso delle mascherine durante le manifestazioni, considerate dai sostenitori di Trump come rivolte violente.
Trump starebbe inoltre valutando l'uso dei poteri speciali previsti dall'Insurrection Act del 1807, che conferisce al presidente l'autorità di impiegare l'esercito o la Guardia Nazionale per reprimere insurrezioni e disordini civili. L'ultima volta che fu invocato fu nel 1992. La paura di una dichiarazione di legge marziale, sebbene non supportata da prove concrete secondo Newsweek, contribuisce a un clima di incertezza.
Violenza, Diritti e Politiche Sociali negli Stati Uniti
Le leggi che vietano l'aborto hanno avuto un grave impatto sui diritti riproduttivi, con divieti assoluti o con eccezioni estremamente limitate in 19 stati a fine anno. Questi divieti hanno creato un clima di paura, confusione e devastazione, colpendo in modo sproporzionato persone nere, immigrate prive di documenti, popolazioni native, persone transgender, residenti in aree rurali e indigenti. Il personale sanitario ha iniziato a lasciare gli stati con divieti severi, estendendo i "deserti" di assistenza sanitaria riproduttiva.
Le misure sulla migrazione hanno limitato drasticamente l'accesso all'asilo al confine tra USA e Messico. Un proclama presidenziale di giugno ha contingentato gli ingressi, sospendendoli al raggiungimento di una media di 2.500 o più tentativi di ingresso al giorno. L'uso obbligatorio del riconoscimento facciale e del tracciamento GPS per l'app mobile "Cbp One" solleva serie preoccupazioni per la privacy, la sorveglianza e la discriminazione. Il provvedimento ha inoltre impedito agli agenti di frontiera di chiedere informazioni sulle esigenze di protezione, aumentando le espulsioni senza accesso a meccanismi di valutazione per l'asilo.
Le proteste nei campus universitari contro il genocidio a Gaza hanno incontrato la violenza delle forze di polizia e dei contromanifestanti. Almeno 3.100 tra studenti, dipendenti e altri sono stati arrestati o detenuti. La polizia ha utilizzato manganelli, proiettili a impatto cinetico, spray al peperoncino e gas lacrimogeni.
L'inquinamento proveniente dagli impianti petrolchimici lungo il Houston Ship Channel ha danneggiato la salute e i diritti umani delle comunità residenti, colpendo in modo sproporzionato le comunità marginalizzate e razzializzate. Nonostante ciò, una corte federale ha impedito al governo di richiedere alla Louisiana di implementare misure di salvaguardia contro gli effetti dell'inquinamento. Nel 2023, i combustibili fossili costituivano l'84% della produzione energetica degli USA, con gli Stati Uniti che spingono la produzione ai massimi livelli.

L'uso letale della forza da parte della polizia ha colpito in modo sproporzionato le persone nere (22% delle morti causate da armi da fuoco della polizia, contro il 13% della popolazione). L'Alabama ha effettuato esecuzioni mediante ipossia da azoto, nonostante le condanne internazionali. La Carolina del Sud ha ripreso le esecuzioni dopo 13 anni, e Louisiana e Kansas hanno introdotto l'ipossia da azoto e la sedia elettrica come metodi di esecuzione. L'Iowa ha tentato di ripristinare la pena di morte per l'omicidio di un poliziotto, e il Tennessee ha ampliato i reati capitali.
A Guantánamo Bay, 26 uomini musulmani erano ancora detenuti arbitrariamente, con trasferimenti in sospeso. Otto detenuti, inclusi cinque accusati dell'11 settembre, erano ancora sotto processo davanti a commissioni militari, con il rischio di pena di morte in procedimenti che non rispettano gli standard internazionali. Tre imputati dell'11 settembre hanno raggiunto un accordo di colpevolezza, poi annullato dal Segretario alla Difesa.
Leonard Peltier, attivista nativo americano, ottantenne e con problemi di salute, ha visto rifiutare la sua richiesta di scarcerazione compassionevole e di libertà vigilata.
Nel 2022, la violenza armata ha ucciso almeno 48.204 persone, essendo la principale causa di morte tra bambini e adolescenti. Nel 2024, si sono registrati 503 episodi di sparatorie di massa e almeno 112 sparatorie in contesti educativi. L'amministrazione ha creato un nuovo sistema di linee guida per la risposta e la mitigazione dei danni ai civili in conflitti armati.
Bombe e componenti di fabbricazione statunitense sono stati identificati in attacchi aerei illegali e mortali dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Preoccupa il numero di crimini d'odio contro persone LGBTQ+, specialmente persone transgender razzializzate, con almeno 2.900 crimini registrati nel 2023. Le legislature statali hanno presentato 574 proposte legislative anti-LGBTQ+, di cui 46 sono diventate legge.
La Corte suprema dell'Oklahoma ha respinto una causa intentata dalle ultime sopravvissute al massacro razziale di Tulsa del 1921. Il rapporto finale sull'iniziativa Federal Indian Boarding School ha affrontato i traumi intergenerazionali inflitti ai bambini nativi. Le donne amerindie e native dell'Alaska hanno continuato a subire alti livelli di violenza sessuale, con una probabilità 2,2 volte maggiore di essere vittime rispetto alle donne non native.

La campagna elettorale presidenziale si è concentrata su inflazione, costo della vita, alloggi e immigrazione. Nonostante i progressi verso l'abolizione della pena di morte siano stati minimi, il Congresso non è riuscito a emanare regolamentazioni federali sulla violenza armata, sebbene il presidente Biden abbia firmato azioni esecutive. Gli USA hanno continuato a utilizzare la forza letale all'estero e a fornire armi a Israele. La discriminazione e la violenza contro le persone LGBTQ+ sono diffuse, e norme anti-LGBTQ+ rimangono in vigore. Il Congresso non è riuscito ad approvare proposte di legge sui risarcimenti per la schiavitù e la sua eredità storica. Le donne native sono state colpite in modo sproporzionato dalla violenza di genere.