La Disgrafia: Un'Analisi Approfondita delle Cause e dei Sintomi della Scrittura

Parlare di disturbi specifici dell’apprendimento lascia intendere l’esistenza di una serie di patologie inerenti a questa area tra cui la più nota è la dislessia. La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che si manifesta con difficoltà nella scrittura a livello motorio. Non riguarda la capacità di comprendere o produrre il contenuto scritto, ma il modo in cui la scrittura viene eseguita, influenzando la leggibilità e la fluidità. Questo disturbo colpisce soprattutto bambini in età scolare, ma può essere riconosciuto anche in età adulta, sebbene spesso sia associato ad altri DSA come dislessia, disortografia o discalculia. Comprendere le sue manifestazioni è essenziale per fornire il giusto supporto educativo e terapeutico.

Le Origini Storiche e Concettuali della Disgrafia

Inizialmente, nel 1940, questa patologia fu definita agraphia, termine ideato dal medico austriaco Josef Gerstmann. Successivamente, H. Joseph Horacek, nel suo libro Brainstorms, descrisse l’agrafia non come caratterizzata da una totale incapacità nello scrivere, ma dalla presenza di carenze nell’ambito della scrittura. In questo caso la persona affetta da tale patologia non mostra né un trauma cerebrale, che possa giustificare la problematica manifestata, né una perdita totale dell’uso della scrittura, per cui si trattava di qualcosa di diverso dall’agrafia.

Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali-5 (DSM-5) non è usato il termine disgrafia, ma questo deficit è definito tramite la frase “perdita di espressione scritta”, perché coloro che ne soffrono faticano molto in questo compito sia a livello motorio sia cognitivo, ed è inserito nella categoria dei disturbi specifici dell’apprendimento. La disgrafia appartiene infatti alla categoria dei DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), insieme con Dislessia, Disortografia e Discalculia.

La Natura della Disgrafia: Un Disturbo Grafomotoria

La Disgrafia è un disturbo dell’abilità grafo-motoria: c’è una minor competenza rispetto alla norma nell’imparare a scrivere in modo fluido, armonico e leggibile. Si tratta quindi primariamente di una problematica legata all’aspetto motorio del gesto grafico e non alla correttezza grammaticale e/o sintattica. La disgrafia consiste in un disturbo della scrittura riguardante la dimensione delle lettere, la distanza tra lettere e l’ortografia. La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che riguarda la scrittura dal punto di vista grafico e motorio. Non dipende dall’intelligenza del bambino, ma da difficoltà legate alla motricità fine, alla prensione della matita e alla coordinazione visuo-motoria, che rendono la scrittura lenta, irregolare o poco leggibile.

Nei bambini disgrafici queste abilità non sono adeguatamente integrate. Infatti, risultano essere più lenti e hanno una serie di difficoltà nello scrivere. La disgrafia si configura come un disturbo permanente, pertanto non si può pensare ad una completa risoluzione delle problematiche presenti.

bambino che scrive con difficoltà

Cause Potenziali e Fattori Contribuenti

Non esiste ancora una specifica causa individuata che possa portare alla genesi della disgrafia. Solitamente è il cervello che gestisce il tutto: prende informazioni acquisite e immagazzinate in memoria per poi riprodurle in un secondo momento attraverso la scrittura. In persone disortografiche tutto questo non avviene, infatti si rilevano problemi sia a livello di organizzazione delle informazioni memorizzate sia nella riproduzione su carta o digitale delle informazioni apprese. Spesse volte il bambino presenta problemi a carico della memoria di lavoro, che utilizza un processo di codifica per immagazzinare nuove parole scritte.

Si è però a conoscenza del fatto che si tratta di una problematica per lo più motoria, motivo per cui si ipotizza possano esserci dei deficit relativi all’attivazione funzionale delle aree cerebrali deputate all’organizzazione e all’esecuzione del gesto grafico per una produzione qualitativamente adeguata. La Disgrafia si presenta come un disturbo a carico delle prassie grafo-motorie, ossia come difficoltà di tipo strutturale che riguarda la produzione e la riproduzione di forme stabili e convenzionali.

Le scarse competenze motorie favoriscono il prolungamento di una dipendenza dall’adulto per quanto riguarda attività come vestirsi, lavarsi, allacciarsi le scarpe, eccetera. Parliamo ad esempio di bambini non ancora in grado di infilare i bottoni nelle asole o di aprire e chiudere le cerniere. Spesso sono particolarmente lenti, oppure tendono a concludere frettolosamente azioni come lavarsi i denti, mettersi il pigiama, infilarsi i calzini. A scuola, questi bambini incontrano facilmente difficoltà nella cura e nell’ nell’organizzazione dello spazio del banco. Spesso non amano disegnare o preferiscono realizzare forme “astratte”, per evitare la frustrazione legata al non sentirsi capaci di “far bene” come gli altri in questa attività.

Manifestazioni Cliniche: I Sintomi della Disgrafia

I sintomi della disgrafia non sono rari, specialmente tra i bambini piccoli che iniziano a scrivere, ma bisogna verificare se queste difficoltà perdurano nel tempo o sono legate solo a un periodo specifico. Nel primo caso, allora, è possibile procedere con una valutazione specifica volta a giungere a una adeguata diagnosi per inquadrare la problematica presentata.

Le difficoltà legate alla disgrafia possono variare notevolmente da persona a persona, ma si possono identificare alcune caratteristiche comuni:

  • Scrittura illeggibile o disordinata: I bambini con disgrafia spesso scrivono in modo poco chiaro, con lettere mal formate, spaziature irregolari e una pressione del tratto incoerente. Questo rende difficile leggere ciò che scrivono, persino a loro stessi. La scrittura spontanea è illeggibile, mentre quella copiata è abbastanza buona, e l’ortografia è pessima.
  • Lentezza nella scrittura: La difficoltà nel controllare i movimenti della mano porta a una scrittura più lenta rispetto ai coetanei, rallentando l’intero processo di apprendimento. La scrittura è lenta e laboriosa: i compiti richiedono più tempo rispetto ai coetanei.
  • Dolore o affaticamento nella mano: A causa dello sforzo richiesto per scrivere, molti bambini con disgrafia lamentano dolori alla mano, al polso o al braccio dopo brevi sessioni di scrittura. Si tratta di dolore durante la scrittura, che inizia nell’avambraccio e poi si diffonde in tutto il corpo. Questo dolore può peggiorare o addirittura apparire in concomitanza di un periodo di particolare stress.
  • Problemi di postura e impugnatura della penna: Chi soffre di disgrafia spesso utilizza una postura rigida o scorrette impugnature della penna, che aggravano le difficoltà nella scrittura. Impugnatura errata: una presa inadeguata della penna causa difficoltà motorie e affaticamento.
  • Errori ortografici e grammaticali: Anche se la disgrafia non colpisce direttamente le capacità linguistiche, i bambini possono commettere errori dovuti alla difficoltà di concentrarsi contemporaneamente sulla forma e sul contenuto del testo. La disortografia consiste nella difficoltà di convertire in simboli grafici (le lettere alfabetiche) i suoni del linguaggio verbale, mentre la disgrafia riguarda, come descritto finora, l’abilità grafo-motoria.

Indicatori Specifici di Disgrafia

Esistono i seguenti indicatori che, se manifestati di frequente, lasciano dedurre la presenza di una disgrafia:

  • Misura incoerente fra lettere con e senza estensione: La grandezza tra lettere con estensione (es. p, q, d…) e quelle senza estensione (es. a, c, e…) può risultare variabile.
  • Forme ambigue delle lettere: Le lettere possono essere scritte in modo non perfetto e sembrarne così delle altre (es. la 'a' può assomigliare a una 'o').
  • Mancanza di ordine nel testo: Margini non rispettati, disallineamento delle parole e spaziature irregolari rendono la scrittura caotica.
  • Dimensioni incoerenti delle lettere: Variazioni nella grandezza delle lettere compromettono l’uniformità del testo.
  • Tratto non fluido: Frequenti interruzioni e sovrapposizioni tra lettere influenzano la leggibilità.
  • Ricalco delle lettere: Ridisegnare ripetutamente una lettera per migliorarne la forma è un comportamento comune.
  • Uso eccessivo della pressione sulla carta: La pressione esagerata può lasciare segni profondi o danneggiare il foglio.
  • Variabilità grafica: Le lettere possono apparire diverse ogni volta che vengono scritte, con spaziature incoerenti tra parole e lettere.
  • Problemi nei compiti scritti e nei dettati: Difficoltà nel seguire il ritmo richiesto per completare correttamente le attività.

Spesso le difficoltà nella scrittura comportano anche un minor grado di organizzazione e autonomia nello svolgimento dei compiti per casa. Senza un adeguato supporto e un metodo per esaltare le sue potenzialità, l’alunno disgrafico può incorrere in un calo del rendimento scolastico.

esempio di scrittura disgrafica con lettere di dimensioni diverse

Diverse Tipologie di Disgrafia

La disgrafia non si presenta sempre con gli stessi sintomi, ma può manifestarsi in diverse forme, ognuna con caratteristiche specifiche.

  • Disgrafia Dislessica: Si distingue per una scrittura spontanea difficile da decifrare, mentre quella copiata risulta più chiara. In questo caso, l’ortografia è spesso compromessa, anche se le capacità motorie, come la velocità delle dita, rimangono nella norma. La scrittura è illeggibile, ma l'ortografia è pessima.
  • Disgrafia Motoria: È dovuta a un deficit delle capacità motorie, scarsa destrezza, scarso tono muscolare, e / o goffaggine motoria non meglio specificata. In generale, la scrittura è povera e illeggibile, anche quando si copia un documento.
  • Disgrafia Spaziale: Coinvolge problemi nella percezione dello spazio, portando a una scrittura confusa e disordinata, nonostante l’ortografia sia generalmente corretta.

Non è raro che un bambino presenti una combinazione di queste tipologie, rendendo il quadro clinico più complesso.

Comorbilità con Altri Disturbi

La disgrafia spesso si accompagna ad altre difficoltà e la sovrapposizione di più disturbi specifici dell’apprendimento è molto comune. Ad esempio, molti bambini disgrafici presentano anche disortografia, dislessia o disturbi del linguaggio, manifestando problemi nell’apprendimento di nuove parole o nella costruzione grammaticale corretta. Una comorbidità frequente è il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), caratterizzato da impulsività e difficoltà di concentrazione, che possono aggravare le sfide legate alla scrittura. Anche la disprassia, che comporta una scarsa coordinazione motoria, può influenzare la qualità del tratto grafico. Queste condizioni intrecciate rendono fondamentale un approccio diagnostico e terapeutico globale, che tenga conto di tutte le difficoltà del bambino.

Nei disturbi del neurosviluppo descritti, in cui è incluso il caso della disgrafia, il quadro clinico si presenta in assenza di un deficit cognitivo (Q.I. inferiore a 70).

Diagnosi e Valutazione Specialistica

La diagnosi della disgrafia richiede una valutazione specialistica, che di solito coinvolge un’équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatri, psicologi, neuropsicomotricisti e terapisti specializzati. La consulenza del pediatra, infatti, non è sufficiente per diagnosticare il problema e comprenderne il livello di gravità. La disgrafia viene individuata da un punteggio inferiore a -1,5 deviazioni standard. Per avere una panoramica più completa però tale punteggio della BHK viene correlato anche alla velocità di scrittura, che risulta patologico se è inferiore a -1,5 deviazioni standard per la classe frequentata.

Il percorso di diagnosi è scandito da diverse fasi:

  • Osservazione delle abilità grafo-motorie: Attraverso esercizi specifici, come copiare lettere o scrivere brevi testi.
  • Valutazione cognitiva e linguistica: Necessaria per escludere difficoltà legate alla comprensione o alla memoria.
  • Confronto con i parametri normativi: Che include l’analisi delle abilità di scrittura del bambino rispetto a quelle attese per la sua età.

È importante affidarsi ad un centro specializzato e autorizzato per la somministrazione dei test DSA. Solo questi centri, infatti, possono rilasciare un certificato DSA valido ai fini scolastici, indispensabile per accedere a tutte le misura di supporto previste dalla legge 170 del 2010. Il TNPEE effettuerà una valutazione utile a definire il profilo soggettivo di ciascun bambino. Fondamentale sarà considerare l’abilità di riprodurre modelli, tra cui anche quelli grafici. Tra i test per diagnosticare la disgrafia e valutare la scrittura del bambino citiamo il BHK (Scala sintetica per la valutazione della scrittura in età evolutiva) e il DGM-P (test per la valutazione delle difficoltà grafo-motorie e posturali della scrittura).

La diagnosi della disgrafia solitamente si effettua a partire dai 7 anni, tra la seconda e la terza classe della scuola primaria. È in questa fase dello sviluppo che diventa possibile rilevare le difficoltà legate all’organizzazione e all’automatizzazione della scrittura, dal momento che prima di questo periodo, la scrittura non è ancora un’abilità automatica.

Disgrafia nei bambini piccoli: cosa fare dopo aver ricevuto la diagnosi

Strategie di Intervento e Trattamenti

Per gestire la disgrafia in modo efficace, è importante adottare un approccio multidisciplinare che includa tecniche di rilassamento, esercizi specifici e strumenti compensativi. L’intervento riabilitativo della Disgrafia prevede il coinvolgimento del bambino in compiti di manipolazione, concentrandosi maggiormente nella componente di manipolazione fine. Vengono quindi proposte attività che prevedano l’utilizzo di oggetti non eccessivamente grandi con il fine di allenare la coordinazione oculo-manuale e sensibilizzare alla manipolazione selettiva delle dita.

Interventi Terapeutici e Riabilitativi

  • Postura corretta: Migliorare la postura durante la scrittura è un primo passo fondamentale. Correggere rigidità e abitudini scorrette favorisce una maggiore fluidità nei movimenti, riducendo la fatica.
  • Esercizi di motricità fine: Attività come disegnare, colorare o manipolare piccoli oggetti aiutano a sviluppare la precisione e la coordinazione occhio-mano, abilità essenziali per una scrittura più agevole. Per allenare la coordinazione motoria ed oculo-manuale, con benefici anche sull’aspetto grafico, possono essere proposti dei giochi propedeutici all’acquisizione delle abilità di scrittura. Giochi corporei - sono finalizzati alla presa di consapevolezza del proprio corpo. Giochi di motricità fine - consentono al bambino di sviluppare coscientemente l’utilizzo consapevole delle mani per poter poi iniziare le attività di scrittura. Giochi di shifting - il bambino può sperimentare il posizionamento ottimale della matita tra le dita. Disegni - permettono al bambino di sperimentare la motricità fine. Attività di pregrafismo - prevedono l’esecuzione di un gesto grafico che servirà come trampolino di lancio per le acquisizioni successive. Nei pregrafismi il bambino può inizialmente ricalcare i tratteggi che compongono il tratto e poi riprodurlo in autonomia. Si tratta di forme pensate per allenare il movimento di polso, mano e dita in modo funzionale per la seguente scrittura delle lettere (es. tratti verticali, orizzontali, cerchi, ecc.).
  • Rieducazione del gesto grafico: La rieducazione del gesto grafico rappresenta un metodo efficace per affrontare la disgrafia. Questo percorso è consigliabile iniziare fin dalla scuola dell’infanzia e proseguire fino alla fine della scuola secondaria di secondo grado. Questo processo coinvolge attività grafiche come la formazione di percorsi, il collegamento tra le lettere, la sequenza dei movimenti e l’apprendimento della scrittura in corsivo. La pratica costante nel tempo attiva circuiti neurali capaci di generare automatismi corretti. La rieducazione della scrittura ha l’obiettivo di far emergere potenzialità latenti non ancora sfruttate dal soggetto. Le tecniche utilizzate iniziano con attività preparatorie di rilassamento e di sviluppo delle capacità motorie specifiche coinvolte nella scrittura. Il percorso culmina nella vera e propria rieducazione della scrittura.

Tecnologie e Strumenti Compensativi

L’uso di dispositivi come tablet o computer con programmi di scrittura è un valido supporto. Questi strumenti semplificano la comunicazione scritta e riducono lo stress legato alla scrittura manuale. Per contrastare la difficoltà nella fluenza e ridurre i tempi di scrittura si può utilizzare una tastiera oppure il riconoscimento vocale: nel primo caso si sfruttano le dita per premere i pulsanti delle lettere, nel secondo invece si detta verbalmente ciò che si vuole scrivere. Un altro strumento che si può utilizzare è l’audiolibro. In questi casi non rappresenta un mezzo per migliorare la lettura e la comprensione del testo, ma può essere sfruttato per allenarsi nella lettura sotto dettato e successivamente nella revisione. Il bambino così può svolgere in autonomia i suoi esercizi, senza dover dipendere da un adulto di riferimento che detti il testo. Inoltre ha la possibilità di poter riascoltare nuovamente il brano e contemporaneamente controllare quanto scritto, verificando se ha omesso qualche termine e se a lui risulta leggibile la sua grafia. Infine possono essere adottati anche i quaderni per la Disgrafia. Si tratta di quaderni cartacei di dimensioni classiche, la cui particolarità è quella di avere le righe alternativamente di due colori diversi. Possono essere utili computer con programmi di videoscrittura, correttori ortografici, sintesi vocale, oltre a strumenti scolastici facilitanti come penne ergonomiche e quaderni strutturati.

computer con software di dettatura vocale

Il Ruolo del Supporto Scolastico e Familiare

Un supporto scolastico adeguato è indispensabile per aiutare il bambino con disgrafia a superare le difficoltà.

Piano Didattico Personalizzato (PDP)

La scuola, in collaborazione con gli specialisti, dovrebbe redigere un PDP che includa misure specifiche come:

  • Tempi extra per i compiti scritti.
  • Alternative alla scrittura manuale.
  • Utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi.

Anche il supporto della scuola e della famiglia è fondamentale: un ambiente inclusivo e strategie didattiche personalizzate aiutano il bambino a esprimere le proprie competenze senza che le difficoltà di scrittura diventino un ostacolo.

Indicazioni Pratiche per i Genitori

Se sospetti che tuo figlio abbia difficoltà legate alla disgrafia, è fondamentale agire con tempestività. Inizia confrontandoti con gli insegnanti per individuare strategie ed esercizi di potenziamento che possano migliorare la situazione. Se i risultati non sono sufficienti, valuta una consulenza con uno specialista, rivolgendoti al Servizio Sanitario Nazionale o ad un centro specializzato. In caso di diagnosi confermata, segui il percorso indicato per compensare le difficoltà e supportare il metodo di apprendimento più adatto a tuo figlio, intraprendendo una terapia preferibilmente neuropsicomotoria o logopedica. In questa fase sarà necessario anche collaborare con la scuola affinché il Piano Didattico Personalizzato (PDP) includa strategie e strumenti utili per sostenere il suo percorso educativo. Un intervento precoce e ben strutturato può aiutare tuo figlio ad affrontare la disgrafia con serenità, valorizzando le sue potenzialità.

L’impatto emotivo e scolastico della disgrafia non riconosciuta e supportata può portare il bambino a sviluppare frustrazione, senso di inadeguatezza, ansia e calo di motivazione. Questo influisce negativamente sul rendimento scolastico e sull’autostima.

Domande Frequenti sulla Disgrafia

Cosa è la disgrafia?La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda la scrittura, caratterizzato da difficoltà nel tracciare le lettere in modo chiaro e ordinato.

A cosa è dovuta la disgrafia?La disgrafia può derivare da difficoltà motorie, problemi di coordinazione occhio-mano o dalla scarsa percezione spaziale. Spesso è associata ad altri disturbi dell’apprendimento o del linguaggio.

Qual è la differenza tra disgrafia e disortografia?La disgrafia riguarda la difficoltà nel tratto grafico e nella scrittura manuale, mentre la disortografia si riferisce agli errori ortografici legati alla mancata applicazione delle regole grammaticali.

Cosa fare in caso di disgrafia?Se sospetti la disgrafia, confrontati con gli insegnanti e consulta uno specialista. Una diagnosi tempestiva permette di pianificare interventi mirati, come esercizi di potenziamento e l’uso di strumenti compensativi.

A quale età si può parlare di disgrafia?La disgrafia può essere identificata generalmente dopo i primi due anni della scuola primaria, quando il bambino ha acquisito una certa familiarità con la scrittura.

Quali sono i sintomi della disgrafia?Tra i sintomi principali ci sono lettere disallineate, difficoltà nel rispettare margini e spazi, lentezza nello scrivere, tratto irregolare e impugnatura scorretta della penna.

Che differenza c’è tra disgrafia e dislessia?La disgrafia coinvolge la scrittura, mentre la dislessia riguarda la lettura, con difficoltà nella decodifica delle parole e nella comprensione del testo scritto.

Quanti tipi di disgrafia esistono?Esistono diverse tipologie di disgrafia: dislessica, motoria e spaziale.

Secondo le statistiche più recenti pubblicate sul sito del MIUR relative ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), durante l’anno scolastico 2017/2018 gli alunni con disgrafia hanno rappresentato lo 0,9% del totale (scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado). Le certificazioni di disgrafia rispetto all’anno scolastico 2013/2014 hanno visto un aumento del 163,4%. Inoltre, il MIUR segnala che tra gli studenti con DSA il 18,2% è in possesso di certificazione di disgrafia. Nell’ambito di DSA, un’equipe coordinata dal neuropsichiatra infantile si occupa di definire la diagnosi specificando quali sono gli ambiti prevalentemente compromessi nel bambino.

Occorre precisare che nei disturbi del neurosviluppo descritti, in cui è incluso il caso della disgrafia, il quadro clinico si presenta in assenza di un deficit cognitivo (Q.I. inferiore a 70).

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