Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) rappresenta uno strumento cruciale all'interno del sistema educativo italiano, progettato specificamente per supportare gli studenti che presentano Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) e altri Bisogni Educativi Speciali (BES). Questo documento ufficiale, regolamentato dalla legge e dalle linee guida ministeriali, mira a garantire a ciascun alunno un percorso formativo equo, inclusivo ed efficace, adattato alle proprie peculiarità e necessità. Sebbene il PDP condivida l'obiettivo generale di adeguare la didattica alle esigenze individuali con il Piano Educativo Individualizzato (PEI), esistono differenze sostanziali nelle loro finalità e modalità di elaborazione.

La Distinzione tra PDP e PEI: Finalità e Applicazioni
È fondamentale comprendere la distinzione tra il Piano Didattico Personalizzato (PDP) e il Piano Educativo Individualizzato (PEI), sebbene entrambi nascano dall'esigenza comune di garantire una didattica adeguata al singolo studente.
Il PEI è un documento che tiene conto della condizione di disabilità ai fini dell'inclusione scolastica. È elaborato dal Gruppo di Lavoro Operativo (GLO), un team composto da docenti, insegnanti di sostegno e presieduto dal dirigente scolastico, che redige il PEI con il personale sanitario. Possono partecipare i genitori e tutte le figure professionali specifiche, interne ed esterne all'istituzione scolastica, che interagiscono con la classe e/o l'alunno. Il PEI non tiene in considerazione esclusivamente l'inclusione didattica e di apprendimento, ma anche quella educativa, comprendendo quindi la socializzazione e il benessere dell'allievo nel contesto scolastico. Per quanto riguarda le tempistiche, entro il 30 giugno si redige il PEI provvisorio, mentre per quello definitivo la scadenza è il 31 ottobre. Periodicamente vengono svolte verifiche e valutazioni per accertare il raggiungimento degli obiettivi e compiere eventuali revisioni.
Il PDP, invece, tiene conto di Disturbi Evolutivi Specifici e Svantaggi (economici, linguistici e/o sociali). È uno strumento utile per il percorso didattico e di apprendimento e viene redatto entro la fine del primo trimestre, anche se può essere presentato in seguito, nel caso di inserimento scolastico tardivo (cambio classe/scuola/nuova diagnosi). Come per il PEI, anche il PDP viene sottoposto a verifiche e valutazioni e può essere modificato in corso d'opera o alla fine dell'anno scolastico.
Quando è Necessario un Piano Didattico Personalizzato (PDP)?
La necessità di redigere un PDP si è evoluta nel tempo. Se fino al 2012 il PDP veniva predisposto solo in presenza di disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), con la Direttiva del 27 dicembre 2012 la sua applicazione si è estesa a tutti gli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES).
Il PDP DEVE essere redatto dal corpo docente nei casi in cui siano presenti alunni con Disturbi Evolutivi Specifici, come sancito dalla Legge 170/2010. Questi disturbi includono:
- Disturbi Specifici dell’apprendimento (DSA):
- Dislessia
- Disortografia
- Disgrafia
- Discalculia (sebbene non esplicitamente elencata nel testo originale, è un DSA fondamentale da includere per completezza)
Il PDP PUÒ essere compilato, a discrezione del corpo docente, per altri bisogni educativi speciali, come nel caso (Direttiva del 27/12/12) di alunni con:
- Svantaggio:
- Socio-linguistico
- Socio-culturale
- Socio-economico
- Situazioni di difficoltà:
- Affettive e sociali
- Di apprendimento
- Linguistiche e comportamentali
Oltre ai DSA, il PDP è indicato per alunni con:
- Funzionamento cognitivo limite
- Disturbo della coordinazione motoria
- Disturbo dell'apprendimento non verbale
- Disturbo da Deficit dell'Attenzione/Iperattività (ADHD)
- Deficit del linguaggio
- Disturbo Specifico del linguaggio
- Disturbo fonetico e fonologico
- Disturbo della fluenza
- Disturbo della comunicazione sociale

Chi Redige un PDP?
Il PDP viene predisposto dal Consiglio di Classe, composto dal Dirigente Scolastico e dai docenti di ogni classe, oppure dal Team Docenti, e deve essere firmato dai genitori. Prima della stesura, il corpo docente può interfacciarsi con figure professionali specializzate esterne all'istituto che interagiscono con l'alunno, al fine di avere una visione chiara dei suoi bisogni e necessità.
Figure Professionali Esterne nel Supporto alla Stesura del PDP
In un'ottica di cooperazione e presa in carico globale dello studente, il corpo docente può collaborare proficuamente con altre figure professionali che seguono, sostengono e conoscono le difficoltà dello studente. Tra queste si annoverano:
- Insegnanti di sostegno
- Psicoterapeuti
- Logopedisti
- Tutor didattici
- Tutte le altre figure che fanno parte del GLI d’Istituto (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione).
Sempre più diffusa è la figura del “Referente BES” e del GLI all'interno della scuola. Queste figure professionali hanno il compito di assicurare il coordinamento e la comunicazione tra famiglia, scuola, professionisti e servizi sanitari, ottimizzando il processo di supporto allo studente.
Tempistiche per la Redazione del PDP: L'Importanza del Primo Trimestre
Il PDP va idealmente redatto entro il 30 novembre. Nelle Linee guida del 2011 del MIUR è indicato il primo trimestre come "scadenza" per la presentazione del PDP. Sebbene non venga specificata esplicitamente la ragione di questo termine, esso serve a molteplici scopi fondamentali:
- Tempo per le Famiglie: Dare tempo e modo alle famiglie di presentare certificazioni alla scuola, dati i lunghi tempi di attesa presso le ASL e i servizi sanitari.
- Osservazione Docenti: Consentire al corpo docente di conoscere, osservare e analizzare lo studente al fine di individuare il principale metodo di apprendimento, i punti di forza, le lacune e le difficoltà.
- Coordinamento Docenti: Facilitare il coordinamento tra i diversi docenti e la creazione di un quadro completo per tutti i profili BES presenti nella classe.
- Prevenzione della Procrastinazione: Evitare di procrastinare la stesura di un documento fondamentale per la formazione dell'alunno, garantendo un intervento tempestivo.
Qualora la diagnosi di DSA venga ricevuta in momenti diversi dell'anno, il PDP DSA viene fatto "in corso d'opera", garantendo comunque tempestività nell'attivazione delle misure necessarie.
Elementi Fondamentali nella Redazione di un PDP
Il PDP nasce dopo un'attenta osservazione delle abitudini e capacità dello studente da parte del corpo docente e/o della famiglia. La valutazione della stesura del piano personalizzato può avvenire anche in assenza di certificazione di un disturbo, al manifestarsi di atipicità nell'apprendimento rispetto all'età anagrafica, al contesto di classe o familiare dello studente.
Prima della stesura di un PDP, i docenti devono considerare attentamente una serie di fattori:
- Prestazioni Atipiche: Osservare le prestazioni, le difficoltà, le capacità e le potenzialità dell'alunno.
- Stili Cognitivi e di Apprendimento: Identificare i suoi stili cognitivi e di apprendimento preferenziali.
- Contesto: Valutare il contesto familiare, economico e sociale in cui vive lo studente.
- Storia Clinica: Considerare la storia clinica pregressa, la presenza di disturbi e le tipologie di disturbo rilevate.
I disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) spiegati da OPPV in collaborazione con #TELOSPIEGO
Cosa Contiene un PDP Efficace?
Gli elementi che DEVE contenere un buon PDP sono strutturati per fornire un quadro completo e operativo per il supporto allo studente:
- Dati Anagrafici e Generali: Informazioni essenziali sullo studente.
- Indicazione del Disturbo o della Situazione di Svantaggio/Difficoltà: Specificazione della tipologia di disturbo o situazione di svantaggio, accompagnata dalla diagnosi e dalla certificazione, se necessaria. Nel caso di svantaggio linguistico, è importante indicare il livello di lingua secondo il QCER (Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue).
- Quadro Funzionale delle Abilità: Una descrizione del funzionamento delle abilità dello studente.
- Caratteristiche del Processo di Apprendimento: Analisi delle modalità con cui lo studente apprende.
- Identificazione degli Obiettivi da Raggiungere: Definizione chiara e misurabile degli obiettivi didattici e formativi.
- Attività Didattiche Personalizzate: L'insieme di strategie e metodi di insegnamento specifici per il singolo individuo, progettati per massimizzare l'apprendimento.
- Definizione degli Strumenti Compensativi: Elenco degli strumenti che possono aiutare lo studente a compensare le sue difficoltà (es. software di sintesi vocale, calcolatrici, mappe concettuali, audiolibri).
- Definizione delle Misure Dispensative: Indicazione delle attività o parti del programma da cui lo studente può essere dispensato per alleggerire il carico cognitivo e di lavoro.
- Forme di Verifica e Valutazione Personalizzata: Modalità specifiche per verificare e valutare l'andamento dello studente in itinere e al termine dei percorsi, che possono includere:
- Verifiche programmate
- Predilezione di verifiche orali a quelle scritte
- Prove informatizzate
- Tempi più lunghi per l'esecuzione dei test.
- Rapporto con la Famiglia: Indicazione degli aspetti su cui la famiglia si impegnerà a collaborare, come:
- L'assegnazione dei compiti a casa
- La quantità dei compiti assegnati
- Le modalità di svolgimento.
Elementi per un PDP Efficace: Oltre la Carta
Per essere realmente efficace, un PDP deve andare oltre la mera compilazione formale e tenere in considerazione il quadro completo della condizione dello studente. Questo deriva da un'attenta analisi e osservazione svolta in collaborazione con più figure professionali, che individuano le caratteristiche utili allo sviluppo didattico del singolo. Domande chiave che guidano questa osservazione includono: "Come apprende lo studente? Quanto è attento in classe? Lavora meglio da solo o in gruppo? Il suo stile di apprendimento è più visivo o verbale? Manifesta le sue emozioni? In che modo? Riesce a rispondere a domande aperte? Ha bisogno di un supporto, come le mappe concettuali? O preferisce dei riassunti? Come se la cava nello scritto? E nelle verifiche orali?".
Gli elementi essenziali per un PDP efficace includono:
- Obiettivi Chiari: Definire obiettivi chiari, coerenti, raggiungibili e verificabili, basati su un'idea chiara del profilo dello studente, delle sue capacità, passioni, difficoltà e potenzialità.
- Identificazione dei Mezzi: Indicare in modo dettagliato come verranno raggiunti gli obiettivi prefissati, specificando le strategie, i metodi e gli strumenti da utilizzare.
Il Ruolo Attivo dello Studente nel PDP
È fondamentale che lo studente sia un protagonista attivo del suo processo di apprendimento. Quando si parla di famiglia, si include anche lo studente stesso, che deve conoscere e comprendere cosa la scuola può fare per le sue necessità e fornire il suo punto di vista. Lo studente ha un ruolo attivo anche nella decisione di adottare uno strumento compensativo del quale comprende e conosce l'importanza, ma che, per esempio, in un momento particolare della sua vita scolastica, potrebbe non ritenere ancora di usare in classe, magari per avere il tempo di parlare della sua dislessia o altra difficoltà con i suoi compagni. Lo studente deve sapere cosa accade attorno a lui e non subire passivamente le decisioni prese per lui da tutte le figure coinvolte nella sua formazione e percorso scolastico.

Strumenti Compensativi e Misure Dispensative: Il Cuore del PDP
I PDP sono la concretizzazione della normativa che tutela il diritto allo studio degli studenti con DSA e BES. La Legge 170/2010 e il Decreto Ministeriale 5669 del 2011, insieme alle relative Linee Guida, forniscono le indicazioni fondamentali per la realizzazione di interventi didattici individualizzati e personalizzati.
Gli strumenti compensativi sono tutti quegli strumenti (calcolatrici, tabelle, mappe, registrazioni audio, software specifici) che possono compensare la difficoltà dell'alunno nella sua sfera di riferimento. La loro scelta dipenderà dalla specifica area di difficoltà (calcolo, lettura, scrittura, ecc.). Nel caso di dislessia, ad esempio, strumenti utili possono essere:
- Sintesi vocale e software di lettura assistita: Facilitano la comprensione dei testi scritti attraverso la trasformazione del testo scritto in parlato.
- Registrazioni audio delle lezioni: Permettono di riascoltare i contenuti a casa con tempi personalizzati.
- Mappe concettuali e schemi: Supportano l'organizzazione logica dei contenuti per uno studio più efficace.
- Libri digitali e audiolibri: Consentono di modificare caratteristiche del testo per migliorarne la leggibilità o offrono una lettura più espressiva e coinvolgente.
- Supporti per l'organizzazione: Calendari, planner, diari, agende utili per pianificare lo studio e i compiti.
- Generatori di flashcards: Efficaci nella memorizzazione di concetti o termini.
Le misure dispensative, invece, riguardano le parti del programma, delle attività o dei compiti da cui lo studente è dispensato, al fine di adattare il carico di lavoro alle sue caratteristiche e non sovraccaricarlo. Queste misure mirano ad esentare lo studente da alcune attività non ritenute funzionali al suo successo scolastico. Proprio per il fatto che non aiutano a livello di autonomia, questo intervento andrebbe ridotto al minimo e progressivamente sostituito da strumenti compensativi. Nella dislessia, queste misure possono includere:
- Esonero dalla lettura ad alta voce in classe.
- Dispensa da prove di velocità di lettura.
- Maggior tempo per completare prove scritte che richiedono la lettura di testi (es. comprensione del testo).
È importante sottolineare che, sebbene il PDP sia uno strumento fondamentale per gli alunni con DSA, la sua redazione è obbligatoria solo in presenza di una diagnosi certificata di DSA. Per altri alunni con BES, la redazione del PDP è una facoltà del corpo docente, che richiede il consenso informato dei genitori.
La Collaborazione Scuola-Famiglia: Un Pilastro del PDP
Uno degli elementi chiave per il successo del PDP è la collaborazione sinergica tra la scuola e la famiglia. Entrambi devono lavorare insieme per garantire che l'alunno riceva il supporto necessario. La famiglia partecipa alla presentazione del PDP, lo firma e lo utilizza per collaborare con la scuola e condividerlo con tutti gli specialisti esterni, in un'ottica di collaborazione e condivisione per sostenere l'apprendimento dello studente.
La firma congiunta da parte di insegnanti e famiglia indica la corresponsabilità educativa e progettuale dei diversi attori. Il dirigente scolastico, in qualità di garante delle opportunità formative, attiva ogni possibile iniziativa affinché il diritto allo studio di tutti si realizzi.
Pratiche Neuro-Didattiche e Strumenti Compensativi Suggeriti
Dopo un'attenta osservazione del profilo funzionale dell'alunno, risulta necessario pianificare un piano didattico personalizzato in modo collegiale e corresponsabile. Questo permette di individuare strategie educativo-didattiche di potenziamento e di aiuto compensativo, predisponendo, quando necessario, misure dispensative. È altresì fondamentale attuare modalità di verifica e di valutazione coerenti con il profilo funzionale dell'alunno e realizzare incontri di continuità con chi segue lo studente (logopedista/tutor, ecc.). L'obiettivo principe rimane sempre lo stesso: garantire ad ogni studente una propria forma di eccellenza cognitiva coltivando le proprie potenzialità intellettive, sviluppando al contempo una armonica relazione con il gruppo classe.
Tra gli strumenti compensativi e le buone pratiche suggerite per facilitare gli apprendimenti, oltre a quelli normalmente indicati per gli alunni con DSA, si annoverano:
- Rubriche Visive: Realizzare rubriche visive insieme all'alunno per la memorizzazione e la consultazione veloce del significato dei termini tecnici o specifici dell'argomento trattato, specialmente con le lingue straniere.
- Mappe Solari: Utilizzare mappe solari per la codifica e decodifica del materiale da apprendere, con l'argomento trattato al centro e le ramificazioni concettuali associate sui raggi.
- Calcolo Mentale e Scritto: Privilegiare, tranne nei casi più seri, il calcolo a mente e per iscritto senza l'utilizzo di ausili, sia in classe che a casa, al fine di allenare le abilità di calcolo e di logica dell'alunno. Disporre l'utilizzo della calcolatrice solo nelle verifiche, riducendo invece il numero degli esercizi da svolgere e/o aumentando il tempo di consegna.
- Tabelle per Operazioni: Incolonnare, se necessario, le operazioni scritte all'interno di semplici "tabelle" al fine di definire il valore posizionale delle cifre finché non si sia compreso lo spazio, ma toglierle subito dopo.
- Formulari Personalizzati: Costruire insieme all'alunno dei formulari a fine quaderno per la memorizzazione e consultazione rapida dell'informazione, anche durante lo svolgimento di verifiche.
- Evitare Copia dalla Lavagna e Concedere Tempo: Evitare la copia dalla lavagna e concedere più tempo per l'esecuzione dei compiti.
- Posizionamento Strategico: Posizionare, quando possibile, l'alunno con DSA nel banco accanto al muro per ridurre l'interferenza acustica e, possibilmente, vicino a un alunno ben organizzato cognitivamente da cui ricevere un modello adattivo positivo e un aiuto. Il caos, il rumore in classe e il disordine creano infatti ulteriori difficoltà nel processamento delle informazioni.
- Gestione del Tempo e Metodo di Studio: Parlare della gestione del tempo e del metodo di studio, suggerendo strategie e modalità utili all'organizzazione del materiale da elaborare e memorizzare.
- Esercizi di Attivazione Cognitiva: Proporre a inizio lezione e/o tra una lezione e l'altra, esercizi che attivino cognitivamente lo studente, stimolando la vigilanza, la spazialità, l'orientamento sinistra-destra e la memoria. Esempi includono:
- Barrage di forme, numeri, lettere, parole da barrare da sinistra a destra.
- Presentazione di immagini con numerosi elementi in cui si chiede agli studenti di pronunciare tutti i nomi che appartengono a una determinata categoria.
- Descrizione di un'immagine dopo che è stata tolta dalla vista.
- Presentazione di immagini una dietro l'altra, chiedendo di scrivere la sequenza di ciò che hanno visto sul quaderno o soltanto di quelle che hanno particolari caratteristiche.
- Esercizi basati su uno "span" di cifre, dove ciascun alunno deve dire un numero compreso nello span scelto senza ripetere i numeri già detti dagli altri.
- Auto-Valutazione: Si consiglia un lavoro di auto-valutazione al termine dello svolgimento della giornata scolastica finalizzato ad ampliare il senso di auto-efficacia, la consapevolezza delle proprie risorse, la motivazione e la sicurezza di sé. Stimolare, infatti, negli alunni una maggiore meta-analisi del proprio funzionamento mentale e delle proprie risorse, risulta essere un esercizio e una pratica auspicabile dal corpo docente di ogni scuola per promuovere inclusione, condivisione, maggiore benessere emotivo/affettivo ed un arricchimento cognitivo.
In sintesi, il PDP è uno strumento dinamico e collaborativo, un vero e proprio contratto formativo che, se adeguatamente implementato, garantisce a ogni studente con DSA o BES le pari opportunità di apprendimento e il successo scolastico, valorizzando le sue potenzialità uniche.