La Svalutazione nel Narcisismo: Un Percorso di Distruzione e Dipendenza

All’inizio di una relazione, il narcisista è solito dare il meglio di sé, presentandosi come un principe azzurro. Nella fase iniziale, utilizza frasi ad effetto lusingando la persona, corteggia e pone l’altro su un piedistallo, facendo numerose promesse. Tuttavia, dopo questa fase di idealizzazione, subentra la fase della svalutazione. Il narcisista inizia a criticare, a parlare con offese, a utilizzare il silenzio punitivo, mostrando un senso di superiorità attraverso l’elogio delle proprie capacità e il denigramento del partner.

Coppia in cui uno dei due partner mostra disinteresse e l'altro soffre

Spesso, chi frequenta un narcisista finisce per perdere fiducia in sé stesso, sviluppando legami di dipendenza affettiva che rendono estremamente difficile liberarsi dalla relazione. Ma è il narcisista capace di amare? La risposta è no; egli cerca l’altro unicamente per soddisfare i propri bisogni. Il vero narcisista non è in grado di amare nel senso più profondo del termine; il suo obiettivo è dominare e possedere l’altro. Dietro questa facciata si cela una personalità fragile e insicura, che necessita di predominare e controllare per acquisire un potere che in realtà non possiede.

Perché è Difficile Lasciare un Narcisista?

Lasciare un narcisista è un’impresa ardua a causa della creazione di legami tossici. La vittima fatica a svincolarsi da certe dinamiche perché si sente progressivamente più insicura e dipendente. È fondamentale comprendere l’abuso narcisistico, le ragioni che hanno spinto a rimanere in una relazione tossica, e capire per quale motivo si è permesso al partner di mettere da parte la propria persona, dedicando a lui spazio e importanza eccessivi. Imparare a stare da soli è cruciale per comprendere le ragioni profonde di certe dinamiche relazionali, altrimenti si rischia di ripeterle in futuro.

Il Dott. P. Cianconi e il Dott. H. Marietan, psichiatri esperti in psicopatia, propongono una teoria affascinante: gli psicopatici potrebbero essere una sorta di "gruppo minoritario di riserva" creato dalla razza umana per difendersi in situazioni estreme e straordinarie, come guerre mondiali o disastri naturali. In circostanze in cui sarebbe vitale per la collettività essere guidati da individui insensibili alla paura e privi di freni morali, queste figure potrebbero emergere. Come affermano, "Colui che normalmente è considerato freddo, insensibile e crudele in guerra viene chiamato eroe".

Diagramma del ciclo di idealizzazione e svalutazione nel narcisismo

La Dinamica della Svalutazione: Dall'Incanto alla Disillusione

La dinamica relazionale con un narcisista è caratterizzata da un’altalena emotiva che porta alla svalutazione. Inizialmente, la preda viene attratta seduttivamente con l’inganno e una falsa tenerezza. Viene posta al centro di attenzioni effimere e scene spettacolari, facendola sentire una principessa o la salvatrice di una vita triste e irrisolta dell’individuo perverso. A questo punto, si assiste all’epilogo della farsa: lo scarto finale della vittima.

Come si fa a distinguere se sia stato lo psicopatico a indurre e manipolare la vittima al fine di essere lasciato, o se sia stata la vittima a giungere alla consapevolezza che la chiusura della relazione fosse la soluzione giusta?

Lo Scarto Indotto

In questo scenario, la spirale di violenza psicologica, le sparizioni e le ricomparse intermittenti, il trattamento del silenzio e la freddezza, che dilaniano la vittima da tempo, trovano la loro apoteosi. I tradimenti vengono mostrati quasi apertamente, con miriadi di indizi disseminati ovunque. Le critiche diventano incessanti, e la sfera sessuale si trasforma in un miraggio o assume contorni sempre più torbidi e insostenibili. La vittima annaspa disperata, non riconoscendo nel volto ostile l’uomo di un tempo. Non si spiega tanta crudeltà e si interroga ossessivamente su cosa abbia commesso per scatenare il declino di quella che all’inizio sembrava una favola. La preda è priva di strumenti efficaci per comprendere cosa sia diventata la storia e come tornare alla pace. Le umiliazioni in questa fase sono terribili, poiché la vittima, impazzita a causa del caos generato dal perverso e ormai priva di ogni certezza, si avverte sull’orlo del baratro, percependo che il partner le sta letteralmente scivolando tra le mani. Il perverso, invece, rimane imperturbabile, ridicolizza la vittima, sordo dinanzi alle grida di rabbia e paura, cieco di fronte ai movimenti sconnessi del partner, che ogni giorno perde un po’ della propria dignità, del proprio equilibrio e di ogni buon senso. Lo psicopatico è soddisfatto: ha manovrato anche questa vittima fino alla fine.

Lo Scarto Agito

Altre volte, il manipolatore patologico agisce direttamente per chiudere la relazione, operando un taglio veloce e netto, degno di un chirurgo. Semplicemente scompare. Scompare di punto in bianco, anche se la sera prima sussurrava dolci parole. Lo psicopatico non fornisce spiegazioni veritiere; si rende trasparente, inaccessibile, inesistente. Quale essere umano chiuderebbe una relazione in questo modo? A volte è la vittima stessa a contattare lo psicopatico dopo lo scarto, esponendosi alla sua freddezza o al riaprirsi del "ballo mortale". Altre volte, dopo mesi, è il manipolatore a farsi vivo con comunicazioni scritte, a cui seguono le inevitabili risposte della preda. Se essa resiste, allora il predatore rinforza la tipologia di riaggancio, lanciando false promesse, mostrando tenerezze, fingendo nuovamente l’interesse iniziale. Le uniche vie di salvezza sono la consapevolezza che la relazione non ha alcuna possibilità di trasformarsi in qualcosa di sano e il blocco totale, emotivo e materiale, del predatore umano.

Gaslighting: 4 punti cardine per riconoscerlo e liberarsene

Le Relazioni Tossiche e il Ruolo del Disturbo Narcisistico di Personalità

Negli ultimi anni, il concetto di "relazioni tossiche" è diventato sempre più centrale nel discorso pubblico e nella consapevolezza collettiva riguardo alle dinamiche interpersonali. Una relazione tossica è un tipo di interazione tra individui che, anziché essere sana e supportiva, tende a causare danno emotivo e psicologico. Nel contesto delle relazioni tossiche, è importante riconoscere che spesso, sebbene non sempre, le dinamiche distruttive sono influenzate da condizioni psicologiche particolari che avvelenano e complicano ulteriormente l’interazione. Molte volte, le persone coinvolte in relazioni tossiche possono avere tratti psicologici o disturbi specifici che contribuiscono in modo significativo alla tossicità della relazione stessa. Le relazioni tossiche, infatti, spesso non nascono dal nulla; piuttosto, sono il risultato di interazioni tra individui con determinati tratti o disturbi psicologici. Questi tratti possono influenzare profondamente il modo in cui le persone percepiscono e interagiscono con gli altri. Uno dei disturbi più comunemente associati a relazioni tossiche è il disturbo narcisistico di personalità, ma anche i tratti narcisistici possono avere effetti deleteri.

È importante notare che nel corso di questo articolo si utilizza il maschile per descrivere il narcisista. In realtà, le persone narcisiste possono essere sia donne che uomini. Tuttavia, diverse ricerche evidenziano che il disturbo narcisistico di personalità è più frequentemente diagnosticato negli uomini. Queste osservazioni non negano che le donne possano manifestare tratti narcisistici, ma indicano una prevalenza maggiore del disturbo tra la popolazione maschile.

Caratteristiche e Dinamiche di una Relazione Sentimentale con un Narcisista

Una relazione sentimentale con un narcisista può presentare una serie di dinamiche particolarmente complesse e dannose, influenzate in gran parte dalle caratteristiche intrinseche del narcisismo.

Mancanza di Empatia

I narcisisti sono notoriamente privi di empatia. Questo deficit significa che hanno difficoltà a comprendere e riconoscere le emozioni e i bisogni del partner. In pratica, ciò si traduce in una mancanza di supporto emotivo e di comprensione. Quando il partner esprime preoccupazioni, dolore o gioie personali, il narcisista può reagire con indifferenza o, peggio, minimizzare i sentimenti altrui.

Bisogno Costante di Ammirazione

I narcisisti hanno un’esigenza incessante di ammirazione e lode per mantenere la loro autostima fragile. Questo bisogno di costante approvazione può mettere il partner sotto una pressione emotiva e psicologica significativa. Il partner è costretto a offrire continui complimenti e conferme, spesso sacrificando il proprio benessere e le proprie esigenze personali per soddisfare i requisiti del narcisista.

Manipolazione e Controllo

I narcisisti sono esperti nella manipolazione e nel controllo. Possono utilizzare tecniche come il gaslighting, che consiste nel far dubitare il partner della propria percezione della realtà, creando una costante confusione e disorientamento. Altre forme di manipolazione includono la distorsione dei fatti e la manipolazione emotiva per mantenere il potere e influenzare le decisioni del partner.

Svalutazione e Critiche Costanti

Una volta che il narcisista ha ottenuto ciò che desidera dal partner, può iniziare a svalutarlo e a criticarlo. Questa svalutazione è spesso accompagnata da critiche costanti e umiliazioni che minano la fiducia e l’autostima del partner. I successi e le realizzazioni del partner vengono minimizzati o ignorati, mentre i difetti e le mancanze sono amplificati.

Comportamenti Egocentrici ed Esibizionistici

I narcisisti sono notoriamente egocentrici e spesso cercano di essere al centro dell’attenzione. Questo comportamento esibizionistico può manifestarsi in vari modi, come la ricerca di lodi pubbliche, l’esagerazione dei propri successi o l’uso della relazione come un palcoscenico per dimostrare il proprio valore. Il partner si trova quindi a dover costantemente sostenere e ammirare il narcisista, mentre i propri bisogni e desideri vengono messi in secondo piano.

Il Ciclo di Idealizzazione e Svalutazione

Una caratteristica comune nelle relazioni con i narcisisti è il ciclo di idealizzazione e svalutazione. All’inizio della relazione, il narcisista può idealizzare il partner, mostrando affetto e premura e facendolo sentire speciale e unico. Tuttavia, una volta che la fase iniziale di idealizzazione svanisce, il narcisista può iniziare a svalutare e criticare il partner, creando una dinamica di continua incertezza e instabilità.

Mancanza di Responsabilità e Scaricamento della Colpa

I narcisisti hanno una difficoltà significativa ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni e comportamenti. Invece di riconoscere i propri errori, tendono a spostare la colpa sui loro partner. Questo può manifestarsi in accuse infondate, in cui il partner viene incolpato per problemi e conflitti che sono, in realtà, il risultato del comportamento narcisistico.

Sfruttamento e Utilizzo

Il narcisista può sfruttare il partner per ottenere vantaggi personali, emotivi o pratici. Questo sfruttamento può includere l’uso del partner per ottenere risorse finanziarie, supporto sociale, o per raggiungere obiettivi personali. Il narcisista tende a vedere il partner come uno strumento per soddisfare i propri bisogni e desideri, piuttosto che come una persona con diritti e desideri legittimi.

Instabilità e Imprevedibilità

Le relazioni con i narcisisti possono essere estremamente instabili e imprevedibili. I cambiamenti improvvisi nel comportamento del narcisista possono creare un ambiente relazionale caratterizzato da incertezza e turbolenza.

Senso di Isolamento

Il narcisista può tentare di isolare il partner da amici, familiari e altre fonti di supporto per aumentare la dipendenza dal narcisista stesso. Questo isolamento può includere il controllo delle interazioni sociali del partner, la svalutazione dei suoi amici e familiari, e la creazione di una dipendenza emotiva e pratica dal narcisista.

Rimproveri e Punizioni

Il narcisista può utilizzare rimproveri e punizioni come strumenti per mantenere il controllo e punire il partner per comportamenti che non soddisfano le proprie aspettative. Questo può includere silenzi punitivi, rifiuti di comunicazione o punizioni emotive.

Eccessiva Rivalità e Competizione

In una relazione con un narcisista, è comune riscontrare un’alta componente di rivalità e competizione. Il narcisista può sentirsi minacciato dal successo o dalle conquiste del partner e può reagire con gelosia o ostilità.

Pertanto, una relazione sentimentale con un narcisista è spesso caratterizzata da una serie di dinamiche tossiche che possono avere effetti profondi e duraturi sul benessere emotivo e psicologico del partner. Questi effetti sono spesso il risultato delle dinamiche tossiche e manipolative che caratterizzano tali relazioni.

Persona che cerca di liberarsi da catene metaforiche

Le Devastanti Conseguenze sulla Vittima

Le conseguenze di una relazione con un narcisista possono essere devastanti e prolungate, impattando profondamente la psiche e il benessere della vittima.

Bassa Autostima e Svalutazione Continua

Una delle conseguenze più comuni è una significativa riduzione dell’autoefficacia e dell’autostima. I narcisisti tendono a criticare e svalutare il partner, minando continuamente la sua fiducia in sé.

Ansia e Stress Cronico

Le dinamiche imprevedibili e le manipolazioni emotive del narcisista possono causare livelli elevati di ansia e stress cronico, portando a un costante stato di allerta e tensione.

Confusione e Incertezza

Il gaslighting, una forma di manipolazione che fa dubitare il partner della propria percezione della realtà, è comune nelle relazioni con i narcisisti. Questo crea un profondo senso di confusione e incertezza riguardo alla propria sanità mentale e alla realtà degli eventi.

Isolamento Sociale

I narcisisti possono tentare di isolare il partner dalle sue reti di supporto sociale, come amici e familiari. Questo isolamento aggrava il senso di solitudine e dipendenza, rendendo più difficile per la vittima cercare aiuto o conforto.

Depressione e Sentimenti di Tristezza Profonda

Le continue esperienze di svalutazione, manipolazione e umiliazione possono contribuire allo sviluppo di depressione, sentimenti di tristezza profonda e disperazione.

Difficoltà nel Prendere Decisioni e Perdita di Autonomia

La manipolazione e il controllo esercitati dal narcisista possono minare la capacità del partner di prendere decisioni indipendenti e di mantenere la propria autonomia, portando a un senso di impotenza.

Cambiamenti nell'Identità Personale

In una relazione con un narcisista, il partner può iniziare a perdere il senso della propria identità. I propri bisogni, desideri e valori vengono messi da parte per conformarsi alle aspettative del narcisista, portando a un’erosione del sé.

Problemi Relazionali Futuri

Le esperienze negative e le ferite emotive causate dalla relazione con un narcisista possono influenzare negativamente le future relazioni interpersonali. La vittima può avere difficoltà a fidarsi degli altri, a stabilire confini sani o a riconoscere i segnali di allarme.

Disturbi del Sonno e Problemi Fisici

Lo stress cronico e l’ansia derivanti dalla relazione possono manifestarsi anche attraverso disturbi del sonno, come insonnia o sogni disturbanti, e altri problemi fisici legati allo stress.

Sensazione di Colpa e Vergogna

Il narcisista può utilizzare la colpa e la vergogna come strumenti di controllo, facendo sentire il partner come se fosse sempre in errore o insufficiente, alimentando ulteriormente la sua insicurezza.

Ritiro Emotivo

Come meccanismo di difesa per far fronte all’abuso, il partner può sviluppare una strategia di ritiro emotivo, chiudendosi e proteggendosi da ulteriori ferite.

Pertanto, una relazione con un narcisista può avere effetti devastanti e duraturi sulla salute psicologica del partner. Il trattamento manipolativo, la svalutazione costante e il controllo possono compromettere gravemente l’autoefficacia, l’autostima e il benessere generale. Riconoscere e affrontare queste conseguenze è essenziale per intraprendere il percorso verso la guarigione e il recupero.

La Svalutazione Come Strategia Narcisistica

Il narcisista svaluta perché lentamente cambia il suo atteggiamento. Inizierà con piccole svalutazioni, insulti quasi scherzosi, aumentando gradualmente la dose di tossicità. Solo nel momento in cui la vittima sarà fiaccata nelle sue capacità di reazione, quando ogni aspetto della sua esistenza vacillerà, allora il narcisista abbasserà la maschera e svelerà il suo vero volto: crudele.

Il percorso di svalutazione include il silenzio, la freddezza, l’assenza, la scortesia che sorprendono la vittima. La quale raramente si accorge che si tratti di una strategia concepita appositamente per distruggerla, poiché l’aguzzino, difatti, ancora mostra il volto dolce.

Perché il Narcisista Svaluta?

Il predatore relazionale ha da tempo individuato le fragilità del partner, riuscendo così ad attuare la sua "deprogrammazione". La sessualità umana, in cui corpo e affettività sono intimamente connessi, viene vista dal narcisista come un insieme di gesti meccanici, riducendola a una mera collezione di performance in cui cerca di sentirsi onnipotente. In realtà, i narcisisti patologici spesso ricorrono all’uso della pornografia e del Viagra, nascondendo pulsioni omosessuali.

Successivamente, può accadere che il manipolatore lasci segnali evidenti dei tradimenti allo scopo di tormentare il partner, negando una verità che egli stesso ha praticamente svelato. Ovviamente, il tradimento seriale è una costante facile da riscontrare.

Illustrazione della complessità delle relazioni umane

La Svalutazione Come Meccanismo Difensivo Fondamentale

Nel Disturbo Narcisistico di Personalità, la svalutazione è uno dei meccanismi difensivi primari, insieme all’idealizzazione, al perfezionismo e all’onnipotenza. Queste difese, se da un lato aiutano il soggetto narcisista a sopravvivere psichicamente e a salvaguardare il suo Sé da un profondo senso di fragilità inconscia, dall’altro compromettono gravemente la qualità delle relazioni umane.

L’idealizzazione e la svalutazione sono i meccanismi difensivi attorno ai quali ruota la struttura di personalità narcisistica. Queste due difese sono tra loro complementari: quando il proprio Sé è idealizzato, gli altri vengono svalutati e viceversa.

In Cosa Consistono i Meccanismi di Difesa?

L’idealizzazione è un meccanismo psichico che esalta il valore e le qualità dell’altro. È importante distinguere l’idealizzazione dall’ammirazione: mentre nell’ammirazione sono coinvolti processi di emulazione e imitazione, l’idealizzazione porta alla dipendenza e all’ossequiosità. L’individuo che idealizza ha bisogno di rapportarsi con un interlocutore perfetto, tanto perfetto da non riconoscere l’esistenza di caratteristiche negative che non soddisfano i suoi bisogni di perfezione e grandiosità.

La svalutazione, al contrario, è una sottovalutazione ingiustificata e senza fondamento di sé e degli altri. A un livello più profondo, il soggetto narcisista si sente tremendamente fragile e in balia dell’ambiente circostante. Gli atteggiamenti di grandiosità e tracotanza sono semplicemente finalizzati a compensare il loro forte senso di inferiorità.

Nel Disturbo Narcisistico di Personalità, la grandiosità può essere percepita all’interno di sé oppure proiettata all’esterno. Tramite il frequente alternarsi di idealizzazione e svalutazione, l’individuo narcisista adotta un continuo processo di “classificazione” per far fronte a ogni questione della sua vita: “Qual è il medico migliore? Il miglior avvocato? Il miglior corso di formazione? La donna più bella in assoluto da frequentare?” L’ossessione per la perfezione, il prestigio e la reputazione può far passare completamente in secondo piano i reali vantaggi e svantaggi di una specifica scelta di vita.

In tale contesto, l’idealizzazione è intrinsecamente legata all’aggressività e alla svalutazione. Idealizzazione e svalutazione sono, in realtà, “due facce della stessa medaglia” che rendono il soggetto narcisista incapace di percepire la complessità dell’altro o di se stesso. Per tornare agli esempi di prima, il medico che fino a poco tempo fa era considerato “il migliore in assoluto”, a seguito di una possibile incomprensione o delusione, può diventare un autentico inetto e incompetente. Pertanto, l’altro sarà sempre percepito o come “totalmente buono” (idealizzazione) o come “totalmente cattivo” (svalutazione).

Grafico che illustra la dualità tra idealizzazione e svalutazione

Il Gaslighting: Manipolazione Mentale e Distorsione della Realtà

Il gaslighting è un insieme di tattiche di manipolazione mentale utilizzate dalla personalità narcisistica per creare dubbi nella mente di una vittima allo scopo di ottenere vantaggi personali. Vediamo come si sviluppa il gaslighting dal punto di vista del manipolatore mentale e della vittima.

Fase dell'Idealizzazione (Dal punto di vista del Manipolatore)

All’inizio, il narcisista mostra il meglio di sé per coinvolgere la vittima in un rapporto simbiotico, mostrandosi attento, amorevole, affascinante, civettuolo e divertente. Il narcisista sembra così interessato al rapporto con la vittima che quest’ultima, "ubriaca d'amore", si lascia "agganciare". L’inganno del narcisista sta nel riuscire a mostrarsi irresistibile, il partner ideale, perfetto. La vittima così sperimenta una grande euforia data dai cambiamenti biochimici tipici della fase dell’innamoramento (rilascio di endorfine nel cervello). Tuttavia, questa fase di luna di miele è solo un’illusione, poiché nella fase successiva il narcisista rivelerà la sua natura insensibile, fredda e crudele.

Fase di Svalutazione (Dal punto di vista del Manipolatore)

Il narcisista diventa decisamente freddo e indifferente. Le parole d’amore lasciano il posto a continue critiche e svalutazioni. La vittima appare confusa poiché non ha ancora chiaro cosa stia accadendo. Sperimenta un forte stress, si sente infelice e le sembra di "camminare sulle uova". Tutta l’energia della vittima è diretta a difendere se stessa, per cui il narcisista, non ottenendo l’attenzione positiva di cui ha bisogno, comincia a spostare la sua attenzione su un altro partner. Confusa dal comportamento bizzarro del narcisista, la vittima lavora di più per compiacere il suo aggressore nella speranza di recuperare il rapporto che aveva assaporato all’inizio. Privata della "droga narcisistica", la vittima sperimenta i sintomi dell’astinenza (ansia, rabbia). Per far fronte all’ansia, al dolore del rifiuto e dell’abbandono, la vittima mette in atto una serie di meccanismi inconsci di difesa (un mix di negazione, razionalizzazione, modelli regressivi di comportamento infantile) che rappresentano l’unico modo per poter sopravvivere all’abuso del narcisista. Questa è la fase vera e propria del gaslighting. La vittima diventa l’ostaggio del grandioso e patologico sé del narcisista (sindrome della vittima del narcisista NVS). Il narcisista guarda con disprezzo la sua preda e come essa è diventata; la concepisce come impotente, inferiore e priva di valore, ma allo stesso tempo anche la fonte attraverso la quale alimentare il suo bisogno di sentirsi potente. Qui sta il paradosso: quanto più la vittima mostra la sua angoscia, quanto più chi ne abusa alimenta il proprio narcisismo. L’abuso si manifesta attraverso la violenza verbale e fisica, la svalutazione delle capacità intellettive, della sessualità, della creatività. Svaluta ma al tempo stesso ha bisogno della vittima per autoalimentare il senso del suo sé grandioso; l’idea di fondo è: "Ti odio, ma non ti azzardare a lasciarmi o ti uccido". Per la vittima è difficile sfuggire alla trappola.

Fase del Rigetto (Dal punto di vista del Manipolatore)

In questa fase, il gioco arriva alla conclusione. L’interesse per la vittima da parte del narcisista viene meno; resiste a tutti i tentativi di salvataggio del rapporto, si mostra freddo, insensibile, adotta un atteggiamento da bullo (non risponde, si nega) e diviene totalmente indifferente a qualsiasi necessità o desiderio della vittima. Qualora la vittima rimanesse ancorata a questo livello, alimenterebbe solo il senso di potenza del narcisista, ma senza ottenere nulla di buono per sé.

Fase dell'Incredulità (Dal punto di vista della Vittima)

Gli effetti del gaslighting sono così insidiosi che possono portare la vittima a perdere fiducia nella sua capacità di giudizio e nel suo senso di realtà. La reazione iniziale della vittima al comportamento gaslighting è di incredulità. Non riesce infatti a credere al cambiamento improvviso mostrato dal partner nei suoi confronti. Comprende che qualcosa di terribile sta accadendo nella relazione, ma non ha esattamente idea di che cosa si tratti. Accecata dall’amore e completamente sedotta, la vittima confida nel fatto che il suo amore verrà ricambiato, ma, naturalmente, questo non accadrà. La comunicazione, che inizialmente era basata sull’intesa, ora viene deviata e bloccata dall’abusante. La simpatia e il sostegno lasciano il posto alle critiche, al disprezzo e all’antagonismo. Ogni volta che la vittima vuole discutere ragionevolmente di ciò che sta accadendo nella relazione di coppia, trova silenzio, o peggio, il suo disagio viene ridicolizzato o banalizzato. È importante rendersi conto che il gaslighting non deve essere grave per avere conseguenze sulla vittima; può essere esercitato anche in modo sottile con frasi del tipo: "sei troppo sensibile" o "non sei in grado di fare nulla". Anche se la vittima riconosce che queste affermazioni sono false, a poco a poco la fiducia che ha in sé viene erosa, sino a non fidarsi più delle proprie considerazioni e opinioni. La manipolazione viene agita dall’abusante anche semplicemente spostando oggetti da un luogo a un altro con l’intento di creare nella vittima confusione e dubbi, o dicendo qualcosa per poi negare di averlo detto. Si tratta di una guerra psicologica che ha l’effetto di portare la vittima a dubitare della propria memoria o della propria percezione degli eventi. Disperata ed in cerca di rassicurazione circa la propria salute mentale, la vittima diventa sempre più dipendente nei confronti del proprio aggressore, confidando nella sua valutazione della realtà.

Fase della Difesa (Dal punto di vista della Vittima)

A questo punto, la vittima si sente persa, confusa ed incapace di fidarsi del proprio istinto e della memoria, tendendo ad isolarsi per il senso di vergogna. In questa condizione psicologica, in cui la persona si ritrova prigioniera, come in sequestro o in ostaggio dell’abuso ad opera del narcisista, si sviluppa una sindrome psicologica nota come "Sindrome di Stoccolma". Si tratta di un fenomeno di origine traumatica che porta alla formazione di un legame tra vittima ed aggressore. Nella sindrome di Stoccolma, la vittima si adatta alla situazione traumatica inconsciamente attraverso un fenomeno regressivo, ovvero torna a manifestare schemi infantili di comportamento che ricordano il legame avuto in precedenza con la madre. Al fine di far fronte al disagio, la vittima attiva meccanismi di difesa per rimanere in una relazione insana, riducendo l’impatto emotivo di ciò che sta vivendo per non impazzire.

Fase della Depressione (Dal punto di vista della Vittima)

A questo punto, la vittima vive sotto la tirannia in una relazione dove viene controllata sia fisicamente sia emotivamente, incapace di prendere decisioni, spogliata di dignità e sicurezza. La vittima si ritira dalla realtà per mezzo della depressione. Molte vittime sviluppano un Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) che si manifesta attraverso i seguenti sintomi: flashback, immagini invadenti, incubi, ansia, evitamento di persone, luoghi o pensieri, intorpidimento emotivo, mancanza di interesse, disperazione, difficoltà di concentrazione, irritabilità, esplosioni di rabbia, insonnia, iper-vigilanza.

Il cammino che si intraprende in psicoterapia assomiglia agli stadi di elaborazione del lutto, così come concepiti da Elisabeth Kübler Ross: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione dell’accaduto.

Gaslighting: 4 punti cardine per riconoscerlo e liberarsene

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