Il linguaggio, nella sua intrinseca complessità, è uno strumento fondamentale per l'interazione umana. Non si limita a trasmettere informazioni, ma plasma la nostra percezione della realtà, esprime il nostro mondo interiore e costruisce le relazioni sociali. Al centro degli studi sulla comunicazione, Roman Jakobson, linguista di origine russa, ha sviluppato un modello influente che analizza le diverse funzioni del linguaggio all'interno di ogni atto comunicativo. Questo modello, elaborato all'inizio degli anni Sessanta, non si limita a descrivere la trasmissione di un messaggio, ma indaga il "come" e il "perché" un messaggio funzioni (o non funzioni) in una relazione comunicativa, ampliando le prospettive offerte dal modello matematico-informazionale di Shannon e Weaver.
Gli Elementi Costitutivi di Ogni Atto Comunicativo
Secondo Jakobson, ogni atto comunicativo verbale è caratterizzato dalla presenza di sei elementi fondamentali, ciascuno dei quali è strettamente correlato a una specifica funzione linguistica. Sebbene tutte le funzioni siano in genere presenti in un messaggio, una di esse tende a predominare, definendo la natura e l'intenzione comunicativa prevalente.

Il Mittente: Colui che invia il messaggio. A questo elemento è associata la funzione emotiva (o espressiva), che pone l'accento sull'atteggiamento del mittente riguardo a ciò di cui sta parlando. Mira a un'espressione diretta del suo stato d'animo, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni e del suo punto di vista personale. Questa funzione è evidente nel linguaggio soggettivo, nei diari, nei racconti autobiografici e, in un'ottica aziendale, si ritrova nelle strategie di storytelling, dove l'azienda esprime la propria identità e i propri valori. L'italiano colloquiale fa uso di elementi espressivi, come l'allungamento enfatico di una vocale, che trasmette un'informazione emotiva. L'attore russo che, su richiesta di Stanislavsky, riuscì a trasmettere circa cinquanta sfumature emotive diverse pronunciando la stessa frase, dimostra la potenza della funzione emotiva nel veicolare significati al di là del contenuto letterale.
Il Destinatario: Colui al quale il messaggio è rivolto. A questo elemento corrisponde la funzione conativa (o persuasiva). Il mittente desidera influenzare il destinatario, ottenere una reazione o un'azione da parte sua. Questa funzione è tipica di slogan pubblicitari, propaganda politica e "call to action" nel marketing e nella comunicazione digitale. L'uso di frasi imperative, esortative o vocativi (come "Leggi di più!" o "Sii gentile, o mio lettore, e condividi questo post!") è un chiaro indicatore di questa funzione.
Il Contesto (o Referente): La situazione concreta, l'argomento o l'oggetto a cui il messaggio si riferisce. A questo elemento è legata la funzione referenziale (o denotativa, conoscitiva, informativa). Consiste nella capacità del linguaggio di adattarsi in modo chiaro e preciso al contesto, riducendo ambiguità e interferenze. L'obiettivo è trasmettere informazioni in modo inequivocabile, descrivendo fatti, esperienze o concetti. Un professore che spiega matematica utilizza un linguaggio preciso e tecnico, dove ogni parola rimanda a un concetto definito, massimizzando la funzione referenziale. Allo stesso modo, affermazioni come "Oggi splende il sole" o "L'amore esiste" rientrano in questa funzione, poiché puntano a trasmettere conoscenza sulla realtà esterna.

Il Messaggio: Il contenuto stesso della comunicazione. La funzione poetica si concentra sul messaggio in sé, analizzando il ritmo, la forma, la scelta delle parole e la costruzione complessiva. Questa funzione non è limitata alla poesia, ma è dominante nella letteratura, nel copywriting, nel branding e nella comunicazione creativa. Jakobson sottolinea che la funzione poetica proietta il principio d'equivalenza dall'asse della selezione all'asse della combinazione, rendendo ogni elemento del messaggio (sillaba, accento, parola) in rapporto d'equivalenza con gli altri. Lo slogan politico "I like Ike" ne è un esempio, dove la struttura fonica e la paronomasia contribuiscono a rafforzare il messaggio. La scelta di "Gianna e Margherita" anziché "Margherita e Gianna", per una questione di gradevolezza sonora, evidenzia come la funzione poetica operi anche in contesti quotidiani.
Il Canale (o Contatto): Il mezzo fisico e la connessione psicologica che permettono la comunicazione tra mittente e destinatario. La funzione fàtica serve a stabilire, mantenere o verificare il contatto. Non trasmette informazioni di contenuto, ma assicura che il canale sia attivo e funzionante. Esempi classici includono il "Pronto?" al telefono, i saluti, o domande come "Mi senti?" o "Ci sei?". Anche la cura dell'User Experience nei blog moderni e la richiesta di feedback ("Ti è chiaro quel che ho scritto?") rientrano in questa funzione, garantendo che la comunicazione proceda senza intoppi. La funzione fàtica è l'unica che gli uccelli parlanti condividono con gli esseri umani.
Il Codice: Il sistema condiviso di segni e regole che permette mittente e destinatario di comprendersi. Quando la comunicazione si concentra sul chiarire il significato del codice stesso, entra in gioco la funzione metalinguistica. Questa funzione è utilizzata per spiegare, tradurre o precisare il senso delle parole o dei segni impiegati. Domande come "Cosa intendi esattamente con questo termine?" o chiarimenti come "Bruciato vuol dire la stessa cosa che cannato" sono esempi di metalinguaggio. Anche la spiegazione di concetti grammaticali ("Le parti del discorso sono 9") o la definizione di termini ("La terzina è la strofa costituita da tre versi") rientrano in questa funzione.
Le Relazioni Oggettuali e il Codice Morale
Sebbene il modello di Jakobson si concentri primariamente sulle funzioni linguistiche, è possibile estenderne l'applicazione per analizzare le "relazioni oggettuali" e il "codice morale" che sottendono gli atti comunicativi. Le relazioni oggettuali, in questo contesto, si riferiscono ai modi in cui il mittente e il destinatario si percepiscono reciprocamente e alla loro posizione all'interno della comunicazione, influenzati dalle rispettive intenzioni e dai ruoli assunti.
La funzione conativa, focalizzata sul destinatario, è intrinsecamente legata alla manipolazione delle "relazioni oggettuali". Un messaggio persuasivo mira a modificare la percezione del destinatario, non solo riguardo al contenuto, ma anche riguardo al mittente e alla relazione che intercorre tra loro. Il codice morale, ovvero l'insieme di principi etici e valori che guidano il comportamento, gioca un ruolo cruciale in questo processo. Un messaggio che viola il codice morale percepito dal destinatario può essere inefficace o persino controproducente, indipendentemente dalla sua efficacia retorica.
Ad esempio, una pubblicità aggressiva che sfrutta le vulnerabilità del destinatario (violando un implicito codice morale di rispetto) potrebbe ottenere un risultato immediato ma generare risentimento a lungo termine. Al contrario, una comunicazione che si allinea con il codice morale del destinatario, promuovendo valori condivisi, può rafforzare la relazione e aumentare la probabilità di successo della funzione conativa.
La funzione emotiva, centrata sul mittente, può anch'essa essere influenzata dalle relazioni oggettuali e dal codice morale. L'espressione di emozioni genuine e sincere, in linea con un codice morale di onestà, tende a essere percepita positivamente. Al contrario, un'espressione emotiva che appare manipolatoria o insincera può minare la credibilità del mittente e danneggiare la relazione.
La funzione referenziale, pur mirando all'oggettività, non è immune da queste dinamiche. La scelta di quali informazioni presentare e come presentarle può essere influenzata dalla volontà del mittente di conformarsi a un certo codice morale o di costruire una specifica relazione oggettuale con il destinatario. Un mittente che omette informazioni cruciali per presentare una situazione in una luce più favorevole potrebbe agire in base a un codice morale auto-imposto o a una percezione distorta della realtà.
La funzione poetica, concentrandosi sulla forma del messaggio, può essere utilizzata per veicolare implicitamente messaggi relativi alle relazioni oggettuali e al codice morale. La scelta di un linguaggio elegante e rispettoso, ad esempio, può contribuire a stabilire una relazione positiva e a suggerire l'adesione a un codice morale elevato.
Infine, la funzione metalinguistica può essere impiegata per esplicitare o negoziare il codice morale o le aspettative relative alle relazioni oggettuali. Chiarire il significato di un termine o di un concetto può aiutare a stabilire una base comune di comprensione, fondamentale per una comunicazione eticamente fondata.
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L'Interconnessione delle Funzioni e la Dinamica Comunicativa
È fondamentale comprendere che le sei funzioni del linguaggio non operano in isolamento. Jakobson stesso enfatizza che il valore del suo modello non risiede nella separazione rigida delle funzioni, ma nel modo in cui si intrecciano e si influenzano reciprocamente. La comunicazione è un sistema dinamico, non una semplice somma di parti. Una funzione può rafforzare o indebolire il messaggio veicolato da un'altra.
Un contesto inadeguato, ad esempio, può rendere inefficace anche il contenuto più curato (funzione referenziale) o la scelta stilistica più raffinata (funzione poetica). Allo stesso modo, un canale di comunicazione disturbato può compromettere la trasmissione di un messaggio emotivamente carico (funzione emotiva) o di un invito all'azione (funzione conativa).
Il modello di Jakobson offre quindi una lente potente per analizzare la complessità della comunicazione umana. Comprendere le diverse funzioni e la loro interrelazione permette non solo di interpretare i messaggi in modo più approfondito, ma anche di migliorare la propria capacità comunicativa, adattando il linguaggio e le strategie alle specifiche esigenze di ogni situazione. La consapevolezza che ogni atto comunicativo è un intreccio di elementi e funzioni, dove il codice morale e le relazioni oggettuali giocano un ruolo sottile ma determinante, è essenziale per una comunicazione efficace ed eticamente responsabile.
La teoria di Jakobson, pur essendo stata oggetto di ulteriori sviluppi e riformulazioni, rimane un pilastro negli studi linguistici e comunicativi, offrendo strumenti preziosi per decifrare il complesso universo del linguaggio e delle sue molteplici espressioni. La sua capacità di cogliere la multidimensionalità del messaggio, andando oltre la mera trasmissione di informazioni, continua a ispirare analisi e applicazioni in svariati campi, dalla letteratura al marketing, dalla psicologia alla sociologia.
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