Il narcisista perverso è una figura complessa e spesso distruttiva, intrappolata in un ciclo di comportamenti autodistruttivi e dannosi per chi lo circonda. Al centro di questa patologia si trova una profonda incapacità di controllare gli impulsi, in particolare quelli di natura sessuale, che degenerano in un modus operandi dannoso. Questo articolo esplora le intricate dinamiche del narcisismo perverso, concentrandosi sul mancato controllo degli impulsi sessuali e sulle sue devastanti conseguenze.
La Trappola del Modus Operandi Narcisistico
Il narcisista perverso si descrive come "prigioniero del suo modus operandi". Pur desiderando ardentemente provare emozioni e sentimenti autentici, come un normale essere umano, si ritrova invece incastrato in una perenne ricerca di sensazioni sempre più intense. Questo incessante inseguimento di gratificazioni istantanee lo porta a smarrire se stesso lungo un percorso di vita turbolento. Sull'altare delle passioni "facili" e delle gratificazioni immediate, sacrifica sistematicamente il suo talento, la sua intelligenza, la sua carriera, la sua vita privata, l'etica, la morale, la spiritualità, il buon senso, l'educazione dei figli e ogni rapporto significativo, sia d'amore che d'amicizia. Qualsiasi legame che possa ostacolare il "cavalcare incontrollato dei suoi impulsi e delle sue ossessioni" viene sistematicamente sabotato o distrutto.
L'abbraccio di un bambino, il sorriso di una donna che lo ama, la semplicità, la serenità e la bellezza della vita quotidiana vengono declassati a "noia, routine, tedio, monotonia, piattezza". Di conseguenza, la sua insoddisfazione nella conduzione della vita familiare sarà totale. È fondamentale comprendere che il narcisismo è una "malattia mentale" che intacca irreversibilmente la sfera dell'affettività. Alcuni narcisisti sono consapevoli della loro condizione, ma non riescono a controllare l'impulso di fare del male. L'organizzazione patologica è paragonabile a un delirio, volto a sottomettere la parte emotiva e relazionale del paziente, portandolo ad agire contro le parti vitali del proprio Sé. Si configura come una struttura scissa che può manifestarsi in varie forme, come quella di un personaggio grandioso che promette al paziente uno stato di benessere illusorio.

Le Radici del Mancato Cambiamento: Infanzia e Traumi
Cosa impedisce il cambiamento in questi individui, spesso traumatizzati nell'infanzia? Il sentirsi cronicamente vittima di ingiustizie serve a evitare di mettere in discussione la propria parte di responsabilità e a non elaborare il lutto per il trauma sofferto e per ciò che è stato perduto nel passato, e che non è più recuperabile. Inoltre, il perverso perde la capacità di distinguere tra le parti sane e quelle malate del proprio Sé, essendo dominato o sedotto da una struttura patogena che percepisce erroneamente come fonte di energia e vitalità. A volte, è necessario un lungo e arduo lavoro per aiutare il paziente a ristabilire nel suo mondo interno una distinzione tra gli "oggetti eccitanti" - che non sono utili alla crescita - e gli "oggetti buoni", che possono anche essere frustranti.
I pensieri radicati sin dall'infanzia, come l'odio verso la figura femminile che porta al disprezzo in età adulta, non possono essere "epurati con un colpo di bacchetta magica". Il nostro cervello è profondamente influenzato da ciò che la nostra mente assorbe. Ogni immagine acquisita, ogni pensiero permesso, così come le nostre azioni, contribuiscono a definire chi siamo. Il mancato controllo degli impulsi, specialmente quando degenerano in azioni che mettono a rischio la salute fisica e mentale delle persone, ha un'influenza profonda sulla vita di coppia e sulla quotidianità.
La Pornografia e la Deformazione della Realtà Sessuale
Le immagini pornografiche, come sottolineato da Mark B. Castleman, vengono memorizzate nei centri emotivi del cervello, dove possono essere riattivate in qualsiasi momento, luogo o situazione. A causa della vasta rete di collegamenti nel modello mentale pornografico, è quasi impossibile prevedere quali stimoli esterni o interni faranno scattare l'attivazione di queste immagini. Una persona può trovarsi in famiglia, al lavoro, in chiesa, a fare la spesa, o a giocare con i bambini, e all'improvviso un'immagine pornografica può emergere nella sua mente.
Questo può scatenare una serie di reazioni:
- Frustrazione o rabbia: Con sbalzi d'umore che rendono l'individuo irritabile o scontroso.
- Lussuria ed eccitazione: Che portano a sessioni di fantasie mentali, rendendo difficile concentrarsi sulle persone o sui compiti presenti.
- Desiderio incontenibile di guardare materiale pornografico: Che spinge a formulare piani immediati per soddisfare questo bisogno, portando all'abbandono o alla trascuratezza di persone o impegni.
Ancora più grave, l'ondata improvvisa di immagini pornografiche può condurre direttamente a comportamenti volti a mettere in pratica queste fantasie, con o contro altre persone, attraverso la prostituzione, il tradimento, l'esibizionismo, le molestie sessuali o persino lo stupro. Le immagini pornografiche possono essere attivate da migliaia di stimoli, alterando la chimica cerebrale e rendendo la persona capace di compiere azioni che vanno dalla semplice distrazione a crimini terribili.

È fondamentale sottolineare che il perverso raramente condivide con il partner le proprie fantasie. Ammettere la propria debolezza, la dipendenza da comportamenti nocivi, o il bisogno di qualcosa di diverso per sentirsi realizzato sessualmente, rappresenterebbe un passo avanti che egli è incapace di compiere.
La Natura dell'Eccitazione e la Paura dell'Intimità
Daniel Bergner, nel suo saggio "Il lato oscuro del desiderio", riporta una conversazione con il prof. Frederick S. Berlin, esperto mondiale di disturbi sessuali. Berlin paragona il bisogno sessuale a quello di mangiare: "Se non mangiamo moriamo. Se smettiamo di fare sesso, ci estinguiamo. Stiamo parlando di un appetito potente, che ha basi biologiche, e se finisce per puntare nella direzione sbagliata, vuol essere soddisfatto lo stesso." Analogamente, il sonno è un altro istinto biologico; si può promettere quanto si vuole di non cedere alla voglia di dormire, ma alla fine si dormirà.
I narcisisti hanno paura dell'intimità perché essa equivale all'esposizione: non ci si può nascondere dietro una maschera, un'immagine. La vicinanza fisica, invece, non richiede la stessa apertura e può essere utilizzata per nascondere il Sé e i sentimenti. I narcisisti possono usare l'intimità sessuale per evitare la vera intimità; l'oscurità e la vicinanza fisica impediscono di vedere l'altro. Il risultato è che il sesso diventa un atto meccanico tra due corpi, mentre l'eccitazione e le emozioni si concentrano su partner immaginari.
La consapevolezza è una funzione del tempo e della distanza. Capire una persona richiede tempo. Se si è fortemente concentrati a perseguire un obiettivo, si vede l'altro solo come un'immagine. Non si ha tempo per metterlo a fuoco, per vederne chiaramente l'individualità. Fare ciò significherebbe dare, per un momento, più importanza all'altro che al proprio obiettivo, cosa estremamente difficile per i narcisisti.
I narcisisti, essendo spesso persone sole, amano gli abbracci, ma questo avviene perché li percepiscono come meno minacciosi del vedere e dell'essere visti. Il concetto di "eccitamento negativo" è pertinente al problema narcisistico. Come chiunque altro, l'individuo narcisista ha bisogno di eccitazione, ma avendo negato i propri sentimenti, non può trovarla nel desiderio e nella passione. La ricerca si sposta quindi verso la sfida nel gioco, nella lotta per il potere e nelle situazioni di pericolo, ovvero in quelle situazioni in cui ci si sente minacciati - di perdere denaro, potere, la vita - e in cui le proprie capacità consentono di sconfiggere questa minaccia. L'unico piacere reale che ottiene sta nell'aver sconfitto il pericolo e nell'aver rimosso la minaccia. L'eccitazione ha origine dall'elemento negativo della situazione, e il suo piacere è più un sollievo che un vero soddisfacimento.
Per provare gioia, bisogna liberarsi dall'ansia di lasciarsi andare e di esprimere i propri sentimenti. In altre parole, si deve essere liberi da preoccupazioni e innocenti come bambini. I narcisisti non sono né liberi da preoccupazioni, né innocenti. Hanno imparato a giocare il gioco del potere, a sedurre e manipolare. Si preoccupano costantemente di come vengono visti dagli altri, delle reazioni che riusciranno a suscitare.
L'Impulsività come Arma di Seduzione e Distruzione
L'impulsività viene "venduta" dal perverso all'inizio della relazione come il suo asso nella manica, come un valore aggiunto che lo rende imprevedibile e unico: "Le donne con me non si annoiano mai!". La malcapitata non sa che questa è unicamente la punta dell'iceberg della sua personalità disturbata.
Il narcisista perverso, così come il porno dipendente, è qualcuno che ha "perso qualcosa per strada", particelle elementari della sua esistenza. C'è un neo nella sua vita che non è minimamente disposto ad affrontare, perciò agisce impulsivamente per sfuggire alla sofferenza, sia quella interna che quella provocata agli altri. "Stordirsi di qualcos'altro ossessivamente" è una tattica efficace per non guardarsi allo specchio. Opera, così, ciò che in psicanalisi viene chiamato "ritiro sessualizzato", un vero e proprio rifugio mentale che gli impedisce di investire emotivamente nelle persone reali.
Raramente il paziente comunica all'analista l'esistenza di questo ritiro, le fantasie sensoriali che lo accompagnano e il modo in cui ne usufruisce. Anzi, lo difende e lo valorizza come un luogo segreto e prezioso. Sta dunque alla capacità dell'analista di individuarne l'esistenza e i contenuti al fine di trasformarlo. Quando questo processo è avvenuto, l'analista può descrivere le finalità del ritiro e mostrare come il suo continuo uso abbia un effetto deteriorante, cosa di cui il paziente non è consapevole. Pur essendo cosciente di avere una vita segreta che svolge nel ritiro, non è consapevole degli effetti distruttivi sulla sua personalità. Il ritiro, infatti, sottrae energia vitale e danneggia lo sviluppo emotivo perché offre una facile alternativa al mondo relazionale.
Evitante: spiegato BENE
Le Perversioni Narcisistiche: Oltre la Sessualità Stricto Sensu
Nell'ambito della letteratura psicoanalitica, si distingue tra "perversioni sessuali" (stricto sensu) e "perversioni relazionali" o "perversità morali". Le perversioni sessuali, secondo Freud, si configurano come aberrazioni riguardanti l'oggetto sessuale o il fine sessuale, derivanti da fissazioni e regressioni a fasi pregenitali dello sviluppo psicosessuale. Il meccanismo del diniego è spesso alla base della perversione, dove la realtà non viene rimossa (come nella nevrosi) o sostituita (come nella psicosi), ma semplicemente negata.
Tuttavia, il concetto di perversione si è ampliato nel tempo. Autori come Meltzer hanno esteso il campo della perversione, affermando che "Non c'è attività umana che non possa venire pervertita, dato che l'essenza dell'impulso perverso consiste nel trasformare la parte buona in cattiva, conservando l'apparenza della bontà". Questo collega la perversione alla psicopatia, suggerendo che quest'ultima possa avere origine dalla prima.
Rosenfeld ha sottolineato l'importanza del narcisismo distruttivo nella vita sessuale perversa, considerandolo un tentativo di evitare la relazione oggettuale. Per l'Io infantile, l'oggetto nella relazione perversa rappresenta un sostituto del seno o della coppia genitoriale. Masud Khan ha introdotto il concetto di "trauma cumulativo", suggerendo che una singola esperienza traumatica, per quanto importante, non sia sufficiente a produrre una perversione.
Janine Chasseguet-Smirgel ha evidenziato come in tutte le perversioni vi sia uno sfondo sadico. Lo scopo del perverso è la distruzione della realtà, intesa come differenza tra i sessi, tra le generazioni, e il necessario riconoscimento delle capacità generative dei genitori e dell'impotenza del bambino. Questa distruzione avviene attraverso un processo di omogeneizzazione che annulla le differenze odiate.
Franco De Masi, nel suo studio sulla perversione sadomasochistica, la definisce come una "tecnica di eccitamento mentale, che nasce dall'isolamento e si svolge nell'immaginario personale". L'eccitazione si autoproduce attraverso figurazioni il cui nucleo è il piacere di dominare o essere dominati. Sebbene l'ambito delle azioni si limiti alla sfera sessuale, l'eccitazione non deriva da una forma primitiva di sessualità, ma dall'idea del potere. De Masi collega il "male con il piacere", suggerendo che il primo possa essere causa del secondo, definendo il male come "freddezza e assenza di amore" che conduce a una forma di "orgasmo mentale" al di fuori di ogni consapevolezza e responsabilità.
Il termine "perversione" nel suo significato letterale indica "atti o comportamenti o stili di relazione che determinano una deviazione, un mutamento in senso deteriore, che guastano, corrompono". Il termine "perversità", invece, ha un'implicazione non sessuale e si avvicina al concetto di distorsione, rovesciamento, pervertimento di ciò che è reale, vero o giusto, sinonimo di perversione morale.
Il Legame Indissolubile tra Narcisismo e Perversione Relazionale
Il collegamento tra narcisismo e perversione non sessuale è stato evidenziato da autori come Racamier, che parla di "patologia perversa non sessuale - non sessuale, ma morale, non erotica, ma narcisistica". L'essenza dell'assetto narcisistico di personalità consiste nell'indifferenza verso la relazione oggettuale; il narcisista non riconosce l'esistenza dell'altro, usandolo come "oggetto-sé" per sostenere la propria autostima. Vi è un'indifferenza verso l'alterità e un mancato riconoscimento dei suoi diritti.
D'altro canto, l'essenza del modo perverso di relazione consiste proprio nel trasformare la relazione d'oggetto in relazione di potere, disconoscendo i diritti dell'altro e usandolo a proprio piacimento. Marie-France Hirigoyen, nel suo libro "Molestie morali", descrive la stabilità del tratto di carattere perverso, che rappresenta un elemento decisivo nella personalità. Il perverso non si mette mai in discussione, poiché deve espellere il conflitto interiore, collocandolo all'esterno, in qualcun altro. Essi fanno soffrire gli altri "distruggendoli", sminuendo gli altri per acquisire una buona stima di sé e conquistare potere, essendo avidi di ammirazione e approvazione.

La Cultura Narcisistica Contemporanea e il Rischio di Impulsi Sessuali Discontrollati
Nella nostra epoca, la dimensione psicologica del narcisismo è estremamente diffusa, sia a livello individuale che organizzativo e istituzionale. La cultura odierna favorisce l'individualismo, la competizione e l'affermazione di sé, a discapito della dimensione relazionale e della cooperazione. L'idea di un'epidemia sociale di narcisismo sembra confermata dall'aumento dell'incidenza del disturbo narcisistico di personalità nelle nuove generazioni, dando origine al termine "me-generation".
In questo contesto, i limiti umani normali non sono tollerati; al contrario, è incentivato un mondo illusorio e pericolosamente irreale, dove i bisogni esibizionistici assumono un ruolo primario e l'immagine di sé e del proprio corpo vengono usati come feticci. Lo sfruttamento dell'altro, criterio diagnostico del disturbo narcisistico di personalità, risulta essere adattivo nella società odierna, dove il successo travalica valori come l'impegno, l'integrità e la lealtà.
La generazione moderna ha pochi strumenti per tollerare la frustrazione, il divieto e il rifiuto, vivendo nel mito dell'onnipotenza e del godimento sfrenato. In questo contesto, è impossibile costruire una relazione improntata alla reciprocità; la relazione con l'altro viene vissuta come un mezzo per giungere alla piena realizzazione di sé. Poiché l'identità si costruisce nella relazione con gli altri, la forte prevalenza di rapporti virtuali e strumentali porta inevitabilmente alla formazione di identità illusorie, apparentemente magnifiche, ma poco solide e sostanzialmente vuote.
Le Manifestazioni dei Disturbi del Controllo degli Impulsi
I disturbi del controllo degli impulsi sono condizioni psichiche caratterizzate dalla difficoltà a resistere a impulsi o tentazioni che spingono a compiere azioni potenzialmente dannose per sé o per gli altri. L'ICD-11 definisce questo disturbo come un pattern persistente di fallimento nel controllo degli impulsi sessuali intensi e ripetitivi, che porta a comportamenti sessuali ripetuti con conseguenze negative come relazioni problematiche, rischio aumentato di infezioni sessualmente trasmissibili e sensi di colpa.
Sebbene il DSM-5 non riconosca ufficialmente l'iperattività sessuale come diagnosi autonoma, il suo impatto è innegabile. L'uso disfunzionale di Internet, ad esempio, può includere un eccessivo tempo trascorso su materiale pornografico, associato a isolamento sociale, scarso rendimento e sintomi depressivi.
Altri disturbi del controllo degli impulsi includono:
- Piromania: Impulsi ripetuti a dare fuoco.
- Disturbo Esplosivo Intermittente (IED): Episodi improvvisi e sproporzionati di aggressività fisica o verbale.
- Cleptomania: Necessità irresistibile di rubare oggetti.
- Acquisto compulsivo: Comportamento di acquisto smodato.
È importante notare che nel contesto del morbo di Parkinson, alcune terapie dopaminergiche possono favorire l'insorgenza di comportamenti compulsivi, tra cui l'ipersessualità. Esiste inoltre una significativa co-occorrenza tra gioco patologico e disturbi di personalità, attribuita parzialmente a una vulnerabilità genetica comune.

Il Narcisista Perverso e la Relazione di Coppia: Un Campo Minato
Cosa distingue una relazione narcisista perversa da una relazione sana? Inizialmente, l'altro può essere attratto dall'immagine scintillante della grandiosità narcisistica. Questa grandiosità fa balenare un mondo diverso, in cui finalmente l'importanza del soggetto sedotto sarà riconosciuta e affermata. Questo atteggiamento del narcisista può essere confuso con la sicurezza che trasuda da ogni suo gesto, sguardo e parola. Spesso si prova la sensazione di aver trovato finalmente qualcuno di cui potersi fidare, vivendo una proiezione di narcisistica perfezione.
Chi viene sedotto narcisisticamente possiede una sua "tensione narcisistica della grandiosità", una difficoltà a percepire i propri limiti e desideri. La seduzione sessuale è riservata a personalità strutturate e complesse, ma essa cerca il piacere condiviso, la complementarità di un altro pensato, immaginato, desiderato in quanto diverso. La sessualità può esserne un corollario, o più frequentemente uno strumento, ma quasi mai le sensazioni di attrazione dei corpi sono il movente della seduzione narcisistica.
A poco a poco, viene spezzata ogni iniziativa dell'altro, ogni manifestazione del suo ordine mentale, ogni stato d'animo che provenga dall'intimo di un Sé autonomo. Ogni carenza di rispecchiamento della propria importanza e grandiosità è una macchia nel mondo, una minaccia di svuotamento, un insulto. Ogni segno che l'altro è un centro autonomo di interessi, passioni, gusti è un affronto e un'offesa. L'altro sentirà la propria realtà smentita. L'interlocutore del narcisista si troverà a fronteggiare un persistente attacco alle radici del suo sentimento di identità, che lo stringerà da dentro e da fuori.
L'impossibilità per la vittima di ammettere la propria impotenza - che significherebbe accettare la ferita narcisistica del proprio limite e l'alterità del narcisista, lasciandolo libero di essere e pensare come è - e per il narcisista l'impossibilità speculare di ammettere dentro di sé il bisogno, il desiderio o la mancanza, significherebbe accettare la ferita narcisistica del proprio limite e dell'alterità dell'altro. Per il narcisista, si tratta di allontanare o circoscrivere sotto il suo controllo un'alterità che può scuotere il suo mondo e suscitare sensazioni travolgenti e distruttive al suo interno. Per la vittima, si tratta di rivendicare la propria individualità, la propria identità, di affermare se stessa contro un sentimento devastante di impotenza. Essa deve inoltre fronteggiare un sentimento acuto e, per lei, incomprensibile di perdita. La parte più intollerabile riguarda una perdita oggettuale, prima e più che una perdita oggettiva. La perdita oggettuale riguarda la presenza o l'assenza dentro la mente. Patire tale perdita comporta la sensazione di non essere più nella mente, nei pensieri, nella memoria di qualcuno che è importante.
In conclusione, il mancato controllo degli impulsi sessuali nel narcisista perverso è una manifestazione complessa di una profonda patologia narcisistica, radicata in traumi infantili e alimentata da un modus operandi distruttivo. La perversione sessuale, in questo contesto, si intreccia indissolubilmente con una perversione morale e relazionale, creando un circolo vizioso di sofferenza per il perverso stesso e per coloro che ne subiscono le conseguenze devastanti. La comprensione di queste dinamiche è il primo passo fondamentale per affrontare e, se possibile, mitigare gli effetti distruttivi di tale disturbo.