Superare le Ossessioni: L'Approccio Strategico di Giorgio Nardone

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) rappresenta una delle patologie della mente e del comportamento più gravi e invalidanti. La vita di chi ne soffre viene progressivamente scandita da rituali indotti dalla compulsione, perdendo il proprio ritmo naturale. Caratterizzato dalla presenza di ossessioni, ovvero pensieri o immagini mentali intrusive e persistenti che angosciano la persona, e compulsioni, comportamenti ripetitivi o azioni mentali che il soggetto si sente obbligato a mettere in atto in risposta a un'ossessione o secondo regole da applicare rigidamente, il DOC è una sfida terapeutica notevole. Molti specialisti, infatti, si rivolgono a cure farmacologiche che, pur attenuando l'ansia, non modificano la qualità dei pensieri, o a terapie che indugiano nella ricerca di cause passate senza garantire un'effettiva emancipazione dal disturbo.

Illustrazione di un cervello con ingranaggi e catene

La Natura Insidiosa del Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo è definito dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) come una condizione caratterizzata da ossessioni e/o compulsioni. Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che sono vissuti come indesiderati e intrusivi, e che causano notevole ansia o disagio. Esempi comuni includono la paura di contaminazione, il dubbio persistente di aver commesso un errore, o pensieri aggressivi o sessuali disturbanti. Per fare un esempio, un'ossessione potrebbe manifestarsi come il pensiero ricorrente: "E se parlando con le persone venissi infettato da qualche malattia?".

Le compulsioni, invece, sono comportamenti ripetitivi (come lavarsi le mani, controllare, ordinare) o azioni mentali (come pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente spinta a eseguire in risposta a un'ossessione o secondo regole che devono essere applicate in modo inflessibile. Queste compulsioni mirano a prevenire o ridurre l'ansia o il disagio, o a impedire che si verifichi un evento temuto. Riprendendo l'esempio dell'ossessione legata alla contaminazione, la compulsione correlata potrebbe essere la necessità irrefrenabile di lavarsi viso e mani ripetutamente dopo aver parlato con qualcuno.

Il DOC è una patologia resistente al cambiamento terapeutico perché si nutre dei meccanismi razionali che dovrebbe invece contrastare. Comportamenti e pensieri, come l'attenzione all'igiene o al controllo della realtà, che sono sani in sé, vengono portati all'eccesso e trasformati in compulsioni. La mente si autoalimenta attraverso presupposti logici stringenti che, condotti all'estremo, sfociano nell'assurdo e nell'illogico. Un esempio emblematico è quello di un paziente che batte le mani continuamente per "scacciare gli elefanti". Apparentemente assurda, questa compulsione parte da un ragionamento logico esasperato: se gli elefanti non ci sono, allora non possono causare problemi.

Diagramma che illustra il circolo vizioso delle ossessioni e compulsioni

L'Approccio Strategico di Giorgio Nardone

Giorgio Nardone, psicologo e psicoterapeuta di fama mondiale, fondatore insieme a Paul Watzlawick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo e figura di spicco della Scuola di Palo Alto, ha sviluppato un approccio innovativo per affrontare il DOC: la Terapia Breve Strategica. Questo modello, applicazione originale del Problem Solving Strategico, si discosta dalle terapie tradizionali che tendono a indagare le cause remote del problema o a utilizzare approcci basati sulla pura razionalità.

La Terapia Breve Strategica, come introdotta e sviluppata da Nardone e dai suoi collaboratori nei numerosi Centri Affiliati, agisce in maniera differente. Realizza una "diagnosi operativa", che permette di conoscere il problema mentre lo si risolve, concentrandosi sui "tentativi di soluzione disfunzionali" che la persona ha messo in atto senza successo. Invece di cercare le cause profonde, l'obiettivo è interrompere i meccanismi che mantengono il disturbo.

Arte e tecnica per il trattamento dei disturbi fobici-ossessivi

Strategie per Rompere il Circolo Vizioso

Per superare il disturbo ossessivo-compulsivo, l'approccio strategico suggerisce di agire su tre fronti principali, mirando a rompere i meccanismi che perpetuano il problema:

1. Evitare di Evitare

Una delle caratteristiche principali del DOC, simile a quella di altri disturbi d'ansia come attacchi di panico e fobie, è la tendenza a evitare situazioni temute o che sfuggono al controllo. Sebbene questa strategia possa offrire un sollievo temporaneo dalla paura, a lungo termine conferma la pericolosità percepita della situazione, rafforzando il disturbo e rendendolo sempre più invalidante. La chiave è affrontare gradualmente ciò che si teme, interrompendo il ciclo di evitamento che alimenta l'ansia.

2. Smettere di Chiedere Aiuto e Rassicurazioni

Sebbene non sempre esplicitata, la ricerca di aiuto e rassicurazioni da parte di persone vicine è un'altra "tentata soluzione" che può mantenere il DOC. Inizialmente, delegare compiti o chiedere conferme può offrire un senso di protezione, ma nel tempo erode l'autostima e la percezione di competenza della persona, facendola sentire sempre più incapace di affrontare le situazioni da sola e rendendo la realtà percepita ancora più minacciosa. Interrompere questa dipendenza dalle rassicurazioni esterne è fondamentale per riconquistare autonomia.

3. Rompere i Rituali

Questo è l'aspetto più cruciale e, al contempo, il più difficile. Il DOC è intrinsecamente legato ai rituali, che possono assumere forme molto diverse e talvolta bizzarre, come strapparsi i capelli (tricotillomania, un caso studiato da Nardone), eseguire costanti riti di lavaggio, o compiere azioni mentali ripetitive. La chiave per il superamento del problema risiede nel riuscire a prendere il controllo di queste compulsioni fino a interromperle. La pratica clinica dimostra che, una volta bloccata la sequenza dei rituali, il disturbo tende a estinguersi in tempi molto brevi.

È importante sottolineare che, sebbene questi principi siano chiari, la loro applicazione pratica può essere complessa. Se ci si rende conto di eseguire sequenze di azioni e rituali strutturati che causano un disagio significativo e non si riesce a interromperli autonomamente, il consiglio è di rivolgersi a un professionista esperto in Terapia Breve Strategica.

Immagine stilizzata di una persona che spezza una catena

La Comprensione e la Sconfitta delle Ossessioni

Il libro "Ossessioni compulsioni manie. Capirle e sconfiggerle in tempi brevi" di Giorgio Nardone e C. Portelli offre una prospettiva approfondita su queste problematiche. L'approccio strategico di Nardone, forte di venticinque anni di ricerca e intervento sul campo, si propone come uno strumento efficace perché capace di aggirare i percorsi razionali ordinari per condurre all'autodistruzione la logica che imprigiona la mente.

Nardone descrive il DOC come una "trappola micidiale" che sfrutta i meccanismi razionali comuni per intrappolare la mente. La prigione mentale in cui si rinchiude la persona affetta da DOC non è assurda, ma si struttura e si autoalimenta su presupposti logici che, portati all'estremo, diventano irrazionali. Questo modello evoluto della Terapia Breve Strategica, con la sua apparente semplicità, nasconde una profonda ricchezza teorica e una comprensione dei meccanismi della mente umana.

Il dubbio, come afferma Nardone, è il "trampolino di lancio del pensiero creativo, ma al tempo stesso è la molla del pensiero ossessivo". Comprendere questa dualità è il primo passo per iniziare a liberarsi dalla morsa del DOC. La Terapia Breve Strategica offre quindi una via concreta per imparare a riconoscere e combattere le "psicotrappole", ovvero le sofferenze che ci costruiamo da soli, come descritto nel libro di Nardone "Psicotrappole, ovvero le sofferenze che ci costruiamo da soli: imparare a riconoscerle e a combatterle".

Sebbene il disturbo ossessivo-compulsivo possa causare una notevole sofferenza e diventare invalidante, è una condizione che può essere risolta, spesso in tempi brevi, attraverso un approccio terapeutico mirato e strategico. La chiave è interrompere i cicli disfunzionali e riacquisire il controllo sulla propria vita, liberandosi dalle catene dei pensieri ossessivi e dei rituali compulsivi.

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