Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, ha posto le basi per una profonda comprensione della psiche umana, esplorando le dinamiche che governano il nostro sviluppo e le nostre interazioni. Tra le sue molteplici indagini, una delle più affascinanti riguarda il modo in cui un individuo, a partire da una posizione originaria di passività, possa evolvere verso una maggiore attitudine attiva e autonoma. Questo percorso di trasformazione è intrinsecamente legato alla definizione stessa di identità sessuale, alla gestione delle pulsioni, alla formazione del Super-io e alla complessa interazione tra l'Io, l'Ideale e l'Oggetto.

La Fondamenta della Distinzione: Maschile, Femminile e Bisessualità Primaria
Fin dal primo incontro con un essere umano, Freud osserva che viene operata una distinzione fondamentale: quella tra "maschile" e "femminile". Tuttavia, questa dicotomia non è così netta come potrebbe apparire a prima vista. Freud postula l'esistenza di una forma di bisessualità in ogni individuo, poiché parti dell'apparato sessuale maschile si riscontrano anche nel corpo femminile. La proporzione in cui il maschile e il femminile si intrecciano è soggetta a notevoli oscillazioni, e ciò che costituisce la mascolinità o la femminilità è un carattere sfuggente, non afferrabile dalla sola anatomia. La distinzione, dunque, non è puramente biologica, ma assume una connotazione psicologica: con "maschile" si intende generalmente l'attivo, mentre con "femminile" si allude al passivo.
Il Percorso della Bambina: Dalla Fase Fallica alla Femminilità
Freud si propone di indagare non tanto "cosa è" la donna, quanto piuttosto "come diventa tale". Questo processo è guidato da due presupposti fondamentali: innanzitutto, la costituzione non si adatta alla funzione senza riluttanza; in secondo luogo, le svolte decisive nello sviluppo avvengono prima della pubertà. È accertato che la bambina non è intellettualmente inferiore al maschio; entrambi i sessi attraversano le prime fasi dello sviluppo libidico in modo analogo. Tuttavia, nel passaggio dalla fase fallica alla situazione edipica, la bambina sperimenta uno spostamento dell'oggetto d'amore: dalla madre al padre.
Contemporaneamente, la bambina deve cambiare zona erogena, mentre il maschio tende a mantenere entrambe. Come avviene questo passaggio? L'attaccamento verso la madre cede il posto a un sentimento simile per il padre. Ma non si tratta di un semplice cambio di oggetto: l'affetto si trasforma, e la relazione tra le due donne (madre e figlia) può diventare apertamente ostile. Un punto di svolta cruciale è la scoperta della propria "evirazione", che porta alla conseguente invidia del pene. Con l'abbandono della fase fallica, la bambina rinuncia parzialmente all'attività, e la passività prende il sopravvento. Solo con la comparsa del desiderio del pene, il nuovo bambino (simboleggiato dalla bambola) diventa il figlio avuto dal padre e l'oggetto del più forte desiderio femminile. Il risultato estremo di questo complesso di mascolinità sembra esercitare un influsso sulla scelta sessuale.

La Libido e le sue Vie: Narcisismo, Io, Ideale e Oggetto
Il concetto di narcisismo, introdotto da Freud nel suo saggio "Per introdurre il narcisismo" (Zur Einführung des Narzissmus), ha suscitato fascino e disagio, rivelandosi un concetto complesso e sfaccettato. Freud stesso ammise di aver avuto una gestazione difficile per questo testo, trovandolo non del tutto soddisfacente. Il disagio nasce dalla fluidità e dall'ambiguità del termine stesso. Il narcisismo non si limita all'amore per se stessi, ma include anche il fatto che l'Io amato dal soggetto sia l'oggetto amato dalla madre o dal padre, ovvero dall'Altro. L'amore per noi stessi non è mai completamente naturale o primario; è spesso una reazione a un dolore fisico, ma anche un'alienazione dell'essere umano nell'amore e nel desiderio dell'Altro.
Il narcisismo, quindi, è "Amo la mia immagine come oggetto amato dall’Altro". È un narcisismo di secondo grado, sempre secondario e mai primario, che si configura più come una relazione, un legame sociale, che come un tipo di personalità. Freud gioca su tre concetti principali: Ich (Io), Ideal (Ideale) e Objekt (Oggetto). La Libido dell'Io rappresenta la relazione tra l'Io e il proprio Ideale: più l'Ideale è ricco, più l'Io è povero, e viceversa. La Libido dell'Oggetto è la relazione funzionale tra l'Io e i propri Oggetti. Esiste poi una relazione tra l'Ideale e l'Oggetto: più l'oggetto è idealizzato, meno è oggetto; più l'ideale è oggettivato, meno è ideale.
Il concetto di narcisismo in psicologia e in psicoanalisi: la psicoterapia secondo H. Kohut
Freud situa il narcisismo nello spazio della Libido dell'Io, ma lo definisce anche come la modalità passiva della Libido, sia dell'Io che dell'Oggetto. Il narcisismo si manifesta quando l'Ideale ci ama e l'Oggetto ci ama, quando l'Io si trova in una posizione passiva. L'Io è fonte del desiderio e della forza idealizzante, un corpo erogeno e un punto di riflessione. La libido dell'Io è essenzialmente visione e desiderio degli Ideali, un "occhio" o un corpo mentale.
L'Io Ideale e l'Ideale dell'Io: Una Distinzione Cruciale
Lacan ha evidenziato una distinzione, presente implicitamente in Freud, tra "Ich Ideal" (Ideale dell'Io) e "Ideal-Ich" (Io ideale). L'Ideale dell'Io si riferisce al puro Ideale di sé, mentre l'Io ideale indica un oggetto idealizzato, qualcosa a metà strada tra l'oggetto puro e l'ideale puro. Gli stati maniacali sono considerati da Freud prossimi a questo "Io ideale" vissuto come tale: l'Io è ricco, proteso all'esterno verso un punto in cui oggetti esterni e auto-idealizzazioni si toccano. La melanconia, al contrario, vede un Io povero, schiacciato dall'Ideale e dall'Oggetto, che in questo stato coincidono.
La Vergogna: Un Affetto Inaspettatamente Centrale
La vergogna, un tempo considerata la "Cenerentola delle emozioni spiacevoli", ha acquisito un ruolo centrale nella psicologia contemporanea, paragonabile all'angoscia per la psicologia dell'Io. Inizialmente vista da Freud come un sintomo o una difesa contro gli istinti sessuali, e poi quasi ignorata, la vergogna ha conquistato un ruolo specifico a partire dagli anni '50. Erikson la colloca tra le crisi dello sviluppo, legandola ai processi di strutturazione del Sé e ai problemi di identità.
La vergogna è collegata alla conoscenza e può manifestarsi come un bisogno di esporsi per poter conoscere. Dante, nel Convivio, la descrive come composta da stupore, pudore e verecundia, sottolineando la sua complessità e la sua funzione positiva nell'adolescenza, vista come una spinta alla conoscenza. Mentre Sant'Agostino e San Tommaso ne evidenziavano gli aspetti negativi e ostacolanti per l'intelletto, Dante ne coglie gli aspetti libidici, legandola alla sete di conoscenza dell'adolescente. La vergogna è un sentimento che, nella misura in cui sensibilizza l'individuo alle opinioni altrui, contribuisce alla coesione sociale.

Il Coping: Strategie Attive e Passive di Fronte allo Stress
Il termine "coping" si riferisce all'insieme delle strategie cognitive e comportamentali che gli individui adottano per fronteggiare situazioni stressanti. Il coping passivo si caratterizza per un atteggiamento di rinuncia o evitamento. Chi adotta un coping passivo tende a sperare che la situazione si risolva spontaneamente, evitando il confronto e la presa di responsabilità. Questa modalità può portare a esiti negativi per la salute mentale, come depressione e ansia, e a un circolo vizioso in cui lo stress alimenta l'inazione e viceversa. È fondamentale distinguere il coping passivo dal recupero e dal riposo attivo, momenti necessari per ricaricarsi. Riconoscere il coping passivo è il primo passo verso il cambiamento, che può includere la ricerca di aiuto professionale.
Comportamentismo e Apprendimento: Pavlov e Skinner
Il comportamentismo, con la sua enfasi sul comportamento osservabile, ha fornito un quadro per comprendere l'apprendimento. Il condizionamento classico, studiato da Ivan Pavlov, descrive come uno stimolo neutro (campanello) associato a uno stimolo incondizionato (cibo) possa indurre una risposta condizionata (salivazione). In questo processo, l'apprendimento è passivo.
Il condizionamento operante, sviluppato da B.F. Skinner, si basa invece sul coinvolgimento attivo del soggetto. Un comportamento viene appreso attraverso il rinforzo (positivo, come il cibo) o la punizione (negativa, come un suono forte). Il rinforzo rende un comportamento più probabile, mentre la sua assenza o una punizione lo rendono meno probabile.
La Struttura della Psiche: Es, Io e Super-Io
Nella sua seconda topica, Freud divide la psiche in tre istanze:
- Es (Id): La parte più primitiva e inconscia, sede delle pulsioni e dei desideri istintuali.
- Io (Ego): L'istanza mediatrice tra l'Es, il Super-Io e la realtà esterna, che opera secondo il principio di realtà.
- Super-Io (Superego): L'istanza morale, che interiorizza le norme sociali e i valori genitoriali, esercitando una funzione di controllo e giudizio sull'Io.
La Relazione Analitica: Simmetria e Asimmetria
La relazione analitica è intrinsecamente asimmetrica, poiché è il paziente a rivolgersi all'analista, percependolo come figura autorevole. Tuttavia, alcuni approcci suggeriscono una prospettiva di maggiore simmetria. L'analista non detiene necessariamente un sapere superiore al paziente; entrambi offrono la propria prospettiva, influenzata dal proprio "schema cognitivo". L'idea che l'analista sia un depositario infallibile della verità può portare a un approccio manipolatorio e antipsicoanalitico. Le critiche del paziente all'analista, lungi dall'essere sempre un semplice transfert, possono rappresentare una reazione legittima a un atteggiamento autoritario.
La simmetria, o la possibilità di una parità nella relazione, non esclude le differenze individuali, ma incoraggia a esplorare i motivi per cui queste differenze vengono vissute in un certo modo. L'analista non deve imporre un'unica visione della realtà, ma piuttosto indagare i modi in cui il paziente costruisce il proprio mondo.
Ruoli, Identificazione e Cambiamento
La bisessualità innata dell'uomo è segnalata da Freud e risale all'antichità. L'assunzione di un ruolo sessuale, sia esso maschile o femminile, maschile o femminile, orienta la sessualità dell'individuo. Errori nella gestione dei ruoli familiari, dove i genitori possono invertire le loro funzioni, possono portare a una confusione di ruoli alla base di nevrosi e perversioni. In periodi di crisi sociale, i ruoli tradizionali possono essere sovvertiti, con donne che assumono ruoli di leadership e uomini che si sentono angosciati.

La paura della perdita e dell'attacco è una costante patogena. La depressione sottende queste paure, portando a idee difensive fantastiche. La perdita della capacità strumentale, spesso legata all'iper-specializzazione, può generare depressioni collettive. Il lavoro, se vissuto nella sua totalità, ha una funzione terapeutica.
Dalla Posizione Schizoparanoide alla Posizione Depressiva
Melanie Klein e altri hanno descritto la posizione schizoparanoide come la prima fase dello sviluppo, caratterizzata dalla scissione degli oggetti in "buoni" e "cattivi". Il bambino affronta il mondo dividendo gli oggetti, approcciando il mondo attraverso meccanismi di difesa come la negazione, la proiezione e l'identificazione con l'aggressore.
Il passaggio alla posizione depressiva comporta l'integrazione degli oggetti parziali in un oggetto totale, buono e cattivo allo stesso tempo. Questo porta a un conflitto di ambivalenza e al sentimento di colpa, derivante dal desiderio di distruggere un oggetto amato. L'inibizione diventa un sintomo difensivo della posizione depressiva, volto a paralizzare il processo di cambiamento per preservare le parti buone del sé. La terapia mira a questo doppio compito: la preservazione del buono e il controllo del cattivo.
La Transizione dal Passivo all'Attivo: Un Processo Continuo
Il percorso da una posizione passiva a una attiva è un processo complesso e continuo, che attraversa diverse fasi dello sviluppo psicologico. Dalla bisessualità primaria e dalla dipendenza infantile, attraverso l'elaborazione del narcisismo, la gestione degli affetti come la vergogna, e l'adozione di strategie di coping attive, l'individuo si sforza di costruire un'identità autonoma e integrata. La psicoanalisi, con la sua esplorazione delle dinamiche inconsce e delle relazioni interpersonali, offre una lente preziosa per comprendere questo fondamentale viaggio umano verso l'affermazione di sé.