Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è una condizione complessa che affligge un numero significativo di individui, manifestandosi attraverso pensieri intrusivi e comportamenti ripetitivi. Questo articolo si propone di esplorare il DOC attraverso la lente della teoria della terapia della Gestalt, della psicologia della Gestalt e della psichiatria fenomenologica. L'obiettivo è fornire una comprensione più profonda della sofferenza legata al DOC, inquadrando i sintomi ossessivo-compulsivi non come mere disfunzioni, ma come "aggiustamenti creativi" che proteggono l'individuo da un terrore più profondo.

L'approccio qui presentato si basa sull'idea che "sospesi su ponteggi vacillanti, ci sosteniamo con le nostre fissazioni". Questa metafora cattura l'essenza dell'esperienza di chi soffre di DOC: una sensazione di precarietà esistenziale che porta all'aggrapparsi a pensieri e rituali compulsivi come meccanismi di ancoraggio e protezione.
Inquadramento Diagnostico e Esperienza Soggettiva
Per comprendere il DOC da una prospettiva gestaltica, è fondamentale stabilire un quadro diagnostico che vada oltre la mera categorizzazione sintomatologica. L'indagine si concentra sull'esperienza vissuta del paziente, esplorando dimensioni cruciali della sua realtà interiore:
- Esperienza dello Spazio e del Tempo: Come il paziente percepisce e organizza il proprio spazio vitale e la propria temporalità? Il DOC può distorcere la percezione del tempo, facendolo sembrare eccessivamente rapido o lento, e alterare il senso dello spazio personale, creando confini rigidi o permeabili in modo disfunzionale.
- Relazione tra Dettagli e il Tutto: Vi è una tendenza a focalizzarsi in modo eccessivo sui dettagli, perdendo di vista il quadro generale? Nel DOC, l'attenzione ai dettagli può diventare ossessiva, impedendo una visione olistica delle situazioni e delle relazioni.
- Confini: Come vengono vissuti i confini tra sé e l'altro, tra il pensiero e l'azione, tra il reale e l'immaginario? Nel DOC, i confini possono essere percepiti come fragili e facilmente violabili, portando a un senso di contaminazione o di perdita di controllo.
- Materialità: Qual è il rapporto del paziente con gli oggetti fisici e con il mondo materiale? Le compulsioni, spesso legate a oggetti o a rituali specifici, possono riflettere un tentativo di controllare o purificare il mondo esterno in risposta a un'ansia interna.

Il Sintomo Ossessivo-Compulsivo come Aggiustamento Creativo
Secondo la teoria della percezione della Gestalt, il sintomo ossessivo-compulsivo può essere interpretato come un "aggiustamento creativo". In situazioni in cui il "terreno sensoriale corporeo" è pervaso da terrore, l'individuo sviluppa strategie difensive per proteggersi da una sofferenza ancora maggiore. Le ossessioni e le compulsioni, pur essendo fonte di disagio, rappresentano un tentativo di organizzare e dare un senso a un'esperienza interna caotica e terrificante.
Questo concetto di "aggiustamento creativo" sottolinea la funzionalità del sintomo, seppur disfunzionale nel lungo termine. Il paziente, di fronte a un terrore profondo e spesso non verbalizzato, utilizza le ossessioni e le compulsioni per creare una sorta di ordine e prevedibilità nel proprio mondo interiore ed esteriore.
L'Attualizzazione Estetica del Campo Ossessivo-Compulsivo in Terapia
La terapia della Gestalt offre un approccio unico per lavorare con il DOC, focalizzandosi sull'attualizzazione estetica del "campo ossessivo-compulsivo". Questo significa che il terapeuta, attraverso un ascolto attento e una presenza sensibile, aiuta il paziente a portare alla luce e a esplorare le dinamiche sottostanti il proprio disturbo all'interno della relazione terapeutica.
L'intervento gestaltico si basa sull'idea che il terapeuta non è un osservatore esterno, ma parte integrante del campo terapeutico. Egli percepisce sia l'emozione del paziente che la reazione ad essa da parte dell'ambiente circostante, utilizzando un linguaggio che origina dai sensi e che guarda al processo ("il come").
La psicoterapia della Gestalt con le coppie | Margherita Spagnuolo Lobb | TEDxCortina
Questo approccio estetico e processuale consente al terapeuta di cogliere le sfumature più implicite dell'esperienza del paziente, come una vibrazione nel modo di essere, un desiderio implicito o un "now-for-next" (un'intenzione di agire emergente dal presente) da sostenere. L'intervento gestaltico include il corpo, la postura, l'emozione del paziente e il sentire estetico del terapeuta, che nota, come si osserva in un'opera d'arte, la bellezza intrinseca e il potenziale di crescita anche nella sofferenza più profonda.
Aspetti Chiave per il Percorso Terapeutico
Per i terapeuti che intraprendono il viaggio con i sofferenti di DOC, alcuni aspetti sono particolarmente rilevanti:
- Presenza Terapeutica: La presenza autentica e non giudicante del terapeuta è fondamentale. Questo si collega al dialogo tra Nancy McWilliams e Margherita Spagnuolo Lobb sulla presenza terapeutica nella psicoanalisi e nella Gestalt, evidenziando convergenze etiche come il rispetto, la curiosità e l'empatia.
- Sensibilità Estetica: Lo sviluppo di una sensibilità estetica permette al terapeuta di sintonizzarsi con la radice dell'esperienza del paziente, cogliendo il campo psicopatologico prima che si definiscano distinti soggetti e oggetti.
- Campo Fenomenologico: Lavorare sull'esperienza al confine di contatto tra paziente e terapeuta, mettendo in gioco il sentire corporeo e la carica emozionale dei temi emergenti nel campo fenomenologico.
- Linguaggio Estetico e Processuale: Utilizzare un linguaggio che origina dai sensi e che osserva il "come" del processo, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul "cosa".
- Comprensione delle Intenzionalità di Contatto: Cogliere i movimenti delle intenzionalità di contatto in gioco nel campo, per rivelare l'assenza che il campo porta con sé e trasformarla in presenza e bellezza.
Dalla Psichiatria Fenomenologica alla Psicologia della Gestalt
L'approccio gestaltico al DOC trae linfa vitale dalla psichiatria fenomenologica, che si concentra sulla descrizione e sull'analisi dell'esperienza vissuta del paziente. La psicologia della Gestalt, con la sua enfasi sulla percezione, sull'organizzazione del campo e sulla chiusura delle "Gestalten" (forme), fornisce un quadro teorico per comprendere come i pensieri e i comportamenti ossessivo-compulsivi si strutturino e si mantengano.
L'autore, Gianni Francesetti, declina la sua competenza clinica attraverso questo modello, proponendo una lettura del DOC che integra le intuizioni della fenomenologia con i principi della Gestalt. La sua opera "Sospesi su ponteggi vacillanti, ci sosteniamo con le nostre fissazioni. Il disturbo ossessivo-compulsivo: una esplorazione fenomenologica e gestaltica" rappresenta un contributo significativo in questo campo.

Implicazioni per la Prassi Clinica
L'esplorazione del DOC attraverso la lente gestaltica ha profonde implicazioni per la prassi clinica. Invece di vedere il paziente come affetto da una patologia da "curare" in senso tradizionale, il terapeuta gestaltico si impegna in un processo di co-creazione e di riscoperta, dove il sintomo viene compreso nella sua funzione protettiva e trasformativa.
L'obiettivo non è eliminare le ossessioni e le compulsioni, ma aiutare il paziente a comprendere la loro origine e la loro funzione, per poi trovare modi più flessibili e integrati di relazionarsi con il terrore sottostante. Questo processo implica un profondo rispetto per l'intenzionalità di contatto del paziente e per la sua capacità di crescita e di cambiamento, anche di fronte a esperienze profondamente dolorose.
Il dialogo tra diversi approcci terapeutici, come quello tra la psicoanalisi freudiana e la psicoterapia della Gestalt evidenziato dall'incontro con Nancy McWilliams, dimostra come, al di là delle differenze epistemologiche, sia possibile una convergenza etica verso i valori di cura nella clinica contemporanea. Il rispetto, la curiosità, l'empatia e il sostegno dell'intenzionalità di contatto del paziente sono pilastri fondamentali in questo percorso.
La Scheda Clinica Gestaltica come Strumento
Per orientare il lavoro terapeutico e descrivere la relazione terapeutica in chiave gestaltica, l'Istituto di Gestalt HCC ha elaborato uno strumento clinico definito: la "Scheda Clinica Gestaltica". Questo strumento, sviluppato in oltre trentacinque anni di pratica e riflessione, aiuta a focalizzare l'attenzione sui processi relazionali, sul campo esperienziale e sulle intenzionalità di contatto che emergono nella seduta.
La scheda clinica gestaltica permette di documentare in modo organico l'andamento della terapia, evidenziando i momenti salienti, le interruzioni del contatto e le nuove configurazioni che emergono. È uno strumento che supporta il terapeuta nel mantenersi sintonizzato con il processo del paziente e nel facilitare la trasformazione dell'assenza in presenza.
Superare le Fissazioni: Verso una Maggiore Integrazione
In conclusione, l'approccio gestaltico al disturbo ossessivo-compulsivo offre una prospettiva ricca e sfumata. Invece di considerare le fissazioni come semplici sintomi di una malattia, vengono viste come strategie di sopravvivenza in un mondo percepito come minaccioso. Il percorso terapeutico mira a trasformare queste fissazioni, permettendo all'individuo di navigare con maggiore sicurezza sui "ponteggi vacillanti" della vita, non più aggrappandosi a difese rigide, ma trovando nuove forme di sostegno e integrazione attraverso un contatto più autentico con sé stesso e con il mondo.

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