Il Disturbo Narcisistico di Personalità, distinto dai comuni tratti narcisistici presenti in ognuno di noi, impone una distorsione della percezione del tempo, specialmente nelle relazioni. Chi ne soffre tende a manipolare il tempo, vedendo il futuro come un serbatoio infinito di opportunità straordinarie - un nuovo amore, una sfida lavorativa, l'auto dei sogni, un riconoscimento ambito, una svolta economica. Per questo, il futuro non può essere programmato; deve rimanere aperto e ricettivo, poiché il "rifornimento narcisistico" può presentarsi inaspettatamente, e la sua perdita comporterebbe una sofferenza psichica intollerabile.
Chi ha vissuto una relazione con un individuo narcisista sa quanto sia arduo pianificare persino un semplice weekend o una vacanza estiva. Il timore è quello di perdere occasioni migliori. Se il futuro è percepito come magicamente potenziale, il passato, invece, assume contorni ben diversi. Per un narcisista, il passato non esiste nel modo in cui lo concepiamo noi. Ciò che viene definito "passato" è, in realtà, una selezione meticolosa di esperienze, un copione accuratamente costruito per essere recitato quando richiesto. Questo spiega la loro apparente "memoria corta": non ricordano gli abusi psicologici inflitti ai partner, i comportamenti scorretti, i momenti di debolezza o le esagerazioni. I partner, spesso increduli, si ritrovano a contemplare come un narcisista patologico possa ripresentarsi infinite volte, anche dopo mesi o anni, come se nulla fosse accaduto.

Ciò che accade nella mente di un narcisista patologico è radicalmente differente dalla comune "rimozione". Un narcisista può riapparire, illeso e apparentemente ignaro, all'indomani di un abuso, dopo mesi o anni, come se il tempo non fosse mai trascorso e nessun errore fosse stato commesso. Non importa se ha lasciato il partner in lacrime o lo ha umiliato pubblicamente. Il narcisista vive in un presente eterno, rassicurante, costantemente controllabile e manipolabile. Al contrario, per chi condivide la vita con lui, il presente appare perennemente precario, rispecchiando l'instabilità della propria storia.
Molte persone hanno sacrificato la propria adolescenza, la giovinezza spensierata, gli anni universitari, le feste e le amicizie, le memorabili serate in compagnia. Altre hanno rinunciato agli anni della prima età adulta, immolando l'idea di famiglia, la possibilità di maternità desiderata, partecipando da sole ai matrimoni degli amici o ai battesimi dei loro figli, mentre lui assente. Anni irrecuperabili, sogni appassiti. Altre ancora hanno visto sfumare gli "anni della raccolta", quelli della serenità e delle gioie della maturità, destinati alla realizzazione dei sogni per cui si è lavorato una vita.
È fondamentale sottolineare che questo sacrificio d'amore non è mai così altruista come appare. È spesso mosso da elevate quote di narcisismo, definito "nevrotico" da Alice Miller, dove la convinzione onnipotente è che il proprio sacrificio possa salvare il partner "arido" e incapace d'amare. Tuttavia, coloro che sperimentano una dipendenza affettiva vedono il tempo perduto colorarsi di nostalgia. La nostalgia, in particolare, dilata il tempo in modo inverosimile, inducendo la sensazione di una condanna eterna.
Mentre il narcisista soffre di una memoria selettiva, la persona con dipendenza affettiva possiede una memoria lunga, lunghissima. Ricorda con precisione le date cruciali dei momenti più bui della relazione, elencandoli come numeri di una tombola. La nostalgia, in questo caso, si focalizza su ciò che non è mai stato, ciò che non si è mai avuto, i giorni non vissuti, i baci non scambiati.
Uscire dalla dipendenza affettiva significa, in primis, recuperare il proprio tempo: tempo per amarsi, per concedersi coccole, per stare con le persone care, per dedicarsi a passioni frivole o impegnative che portano benessere. Tempo per ridere e tempo per piangere.
Le Tecniche del Narcisista: Ghosting e Ritorno
Il narcisista raramente interrompe una relazione in modo definitivo. Una delle sue tattiche preferite è il "ghosting", seguito da un inevitabile ritorno. Solitamente, si allontana per un periodo, per poi ripresentarsi quando le motivazioni iniziali del suo allontanamento si esauriscono, o quando necessita nuovamente del "nutrimento narcisistico" da quella specifica vittima.
In parole povere, quasi mai un narcisista chiude definitivamente una relazione. Il suo obiettivo è mettere in pausa il legame fino a quando non sorgerà in lui il desiderio o il bisogno di riallacciare i rapporti. La maggior parte degli allontanamenti sono quindi "sparizioni" di comodo. È molto probabile che, durante questo periodo di assenza, stia iniziando o portando avanti un'altra relazione, o si stia dedicando a nuovi interessi e obiettivi.
Tuttavia, non è escluso che un narcisista possa decidere di allontanarsi in modo definitivo, interrompendo una relazione senza ripensamenti. Ma quando accade e cosa significa questo atteggiamento?
I Motivi per Cui un Narcisista Rompe Definitivamente una Relazione
Per comprendere a fondo le ragioni per cui un narcisista interrompe definitivamente una relazione, è essenziale ricordare il suo bisogno costante di nutrimento narcisistico: le sensazioni derivanti dall'essere adorato da una persona dipendente e dall'esercitare controllo mentale ed emotivo. Questo nutrimento emotivo non può essere interrotto, poiché il narcisista non è in grado di sopravvivere senza di esso.
Per questo motivo, il narcisista inizia e interrompe relazioni continuamente, cercando sempre nuovo o diverso nutrimento. Ogni partner gli offre sensazioni differenti che lo appagano in modi diversi. Dato che non può interrompere il suo apporto di nutrimento, si può essere certi che, nel momento in cui interrompe una relazione, ne ha già iniziata un'altra, o almeno questo accade nella maggior parte dei casi.
Talvolta, però, il narcisista che è stato allontanato o che si è allontanato lo fa definitivamente, interrompendo il ciclo di ritorni e sparizioni che caratterizza la sua tecnica di conquista.
Le vittime del narcisista tendono a informarsi ossessivamente sulla "nuova vita" del narcisista. Questo è un meccanismo naturale e comprensibile, espressione della loro dipendenza emotiva e della "crisi di astinenza" dal narcisista. Attraverso le loro indagini, le vittime a volte scoprono di non essere state sostituite e che non c'è nessun altro al fianco del narcisista. Questo significa che il narcisista ha smesso di cercare nutrimento narcisistico? Assolutamente no.
Raramente si verificano casi in cui il narcisista sostituisce la fonte di nutrimento emotiva passando da una relazione insoddisfacente a qualcosa di completamente diverso, come un nuovo obiettivo lavorativo, un nuovo hobby o una nuova ossessione. I narcisisti manifestano spesso comportamenti ossessivi (ad esempio, sono maniaci del controllo, ossessionati dalla necessità di controllare ogni aspetto della propria vita e di quella altrui). Data questa tendenza, finiscono per ossessionarsi con qualsiasi cosa catturi la loro attenzione e abbia per loro un significato particolare.
Proprio come fanno il "love bombing" nei confronti della vittima all'inizio di una relazione, si ossessionano per tutto ciò che è in grado di conquistarli, dedicando da quel momento tutta la propria energia. Ciò significa che se il narcisista non torna più e non ha altre relazioni, è probabile che abbia trovato una nuova fonte di nutrimento narcisistico di natura non sentimentale.

Cosa Fare Quando il Narcisista Non Ritorna Più?
Quando un narcisista scompare definitivamente dalla vita di una delle sue vittime, questa attraversa in genere un lungo periodo di elaborazione del lutto, durante il quale lotta strenuamente contro la tentazione di ricontattarlo. Paradossalmente, scoprire che il narcisista ha già una nuova relazione amorosa renderà il lutto più semplice da elaborare. Quando, invece, non c'è un'altra storia sentimentale all'orizzonte, la vittima continua, anche inconsciamente, a coltivare la speranza di poter riconquistare il narcisista e ricominciare la relazione.
Anche se ciò fosse vero, è sempre fondamentale considerare, con grande lucidità, che tornare con un narcisista non è mai la scelta migliore per la propria vita. Il "No Contact" sarà strettamente necessario (sebbene a volte molto difficile da mettere in pratica). Per mantenere fede all'idea di non contattare il narcisista in nessun caso, si dovranno attuare tutte le strategie possibili.
Tra queste, le più efficaci sono:
- Bloccare il narcisista su tutti i social media: per evitare anche contatti casuali.
- Tenere un diario dei giorni di "no contact" e delle sensazioni provate: per monitorare il proprio progresso emotivo.
- Restituire, buttare o inscatolare le cose del narcisista: per non avere alcun contatto con lui, nemmeno attraverso oggetti a lui appartenuti o legati a lui.
- Svolgere piccole attività che generano piacere emotivo: per iniziare a riequilibrare il proprio stato psicofisico.
- Imparare a gestire attacchi d'ansia e di panico: che si manifestano molto spesso quando ci si rende conto che la relazione è finita del tutto.
Quest'ultimo punto è cruciale, poiché proprio nei momenti di maggiore vulnerabilità aumenta il rischio di cedere e contattare il narcisista. Inoltre, riprendere il controllo delle proprie emozioni (e quindi della propria vita) garantirà la forza emotiva necessaria a considerare finalmente la relazione con il narcisista come parte del passato.
Per aiutare le persone che hanno iniziato a sviluppare sintomi di malessere psicologico di questo tipo, sono stati sviluppati corsi online per gestire l'ansia, che insegnano tecniche psicologiche di base per imparare a gestire la propria emotività e ridurre il rischio di incorrere in episodi critici.
Quando il Narcisista Ti Lascia per Un'Altra: Come Reagire
Quando un narcisista ti lascia per un'altra persona, il dolore può essere intenso e confuso. I narcisisti non vivono le relazioni in modo sano e autentico, ma le considerano strumenti per soddisfare il proprio ego e ottenere attenzione. Spesso, quando sentono che la loro attuale "fonte di approvvigionamento" emotivo non li gratifica più come vorrebbero, cercano una nuova vittima per alimentare il loro bisogno di ammirazione. Questo cambiamento non è dovuto a un vero amore per la nuova persona, ma piuttosto a un loro bisogno costante di validazione e controllo.
Se un narcisista ti lascia per un'altra, potresti sentirti rimpiazzato e svalutato, ma è fondamentale ricordare che non sei tu il problema. Il loro comportamento segue uno schema ripetitivo: idealizzazione, svalutazione e scarto. La cosa migliore da fare è evitare il confronto, mantenere il "no contact" e concentrarsi su te stesso. Solo così potrai liberarti dalla loro manipolazione e ricostruire la tua autostima.
LASCIARE un NARCISISTA: Come Reagisce Quando SEI TU a Dire BASTA (Preparati!)
Il narcisista vive in un "guscio" che esclude una vera intimità con il partner. Più persone ci sono nella sua vita, più riesce a controllare e manipolare, e più si sente rinvigorito nel proprio valore. Inoltre, il narcisista ritorna sempre, anche dopo lo scarto, perché è troppo dipendente dall'altro (anche il narcisista ha la sua dipendenza), che gli serve per stare in piedi, per gratificarsi e per darsi le ragioni di cui ha bisogno.
Il narcisista sceglie attentamente il modo più insensibile, indifferente e devastante possibile per lo scarto di una persona. In fondo, il narcisista non ama il partner, quindi non si preoccupa di essere diplomatico, delicato o cauto nel provocare meno dolore del dovuto quando attua lo scarto. Anzi, più fa soffrire la vittima, più il suo ego si ingigantisce. In fondo, la sofferenza altrui è la conferma del suo valore e dell'adorazione che gli altri gli rivolgono.
Gelosie e ossessioni che solo la vittima sa essere basate su motivazioni reali, su fatti veri e verificabili, non campate per aria o assurde, ma determinate dal comportamento di colui che ora, davanti a tutti, si atteggia come la vera e unica vittima. Dopo il momento dello scarto, la vittima proverà un dolore estremo, peggiore persino della depressione; sarà come se la sua anima fosse morta. Può essere difficile "liberarsi" dalla presenza di un narcisista patologico, anche dopo la fine di una relazione. Lo scarto, quando avviene, è il più distruttivo e doloroso possibile, perché l'intento del narcisista, in questo caso, è lasciare ma attribuire all'altro tutte le colpe (è la tattica del "blame shifting").
Quando un Narcisista Non Torna Più: Le Ragioni Fondamentali
Se ti stai chiedendo se il tuo ex partner narcisista tornerà, è probabile che tu stia ancora aspettando il suo ennesimo ritorno, o il suo primo ritorno, dato che ovunque leggi dei fantomatici ritorni del narcisista. Il tuo straziante dolore del primo scarto ti sembra avere uno spiraglio di luce e speranza. O forse sei in preda all'ennesimo di una serie infinita, e speri che questo sia davvero l'ultimo - situazione assai meno frequente, ma comunque legittimamente probabile.
Ti sembra che qualcosa sia cambiato ora, che lui sia davvero più distaccato di tutte le altre volte, meno "ossessionato" con te. Forse tu sei stata più diretta questa volta rispetto alle altre nel mostrargli chi è veramente, e forse non fungi più da specchio. Forse lo hai stufato perché ormai sai anche che i narcisisti, dopo un po', si annoiano. Insomma, forse, forse, forse. Hai paura che questo sia il fatidico scarto finale, quello dal quale non c'è scampo, quello dal quale emerge chiaramente la componente borderline di un soggetto affetto da disturbo narcisistico di personalità: ovvero, il cancellare dalla propria vita qualcuno quando questo qualcuno non serve più, proprio come un quadratino di carta igienica usato o una lente a contatto giornaliera secca e fastidiosa.
Perché anche questo hai imparato: qualsiasi narcisista al mondo, quando svaluta e scarta la vittima, la cancella dalla propria esistenza, "puf", senza rimpianti o rammarichi. Non esiste coscienza quando un narcisista decide di sbarazzarsi di un oggetto ormai inutile. Perché sì, qualsiasi narcisista al mondo vede, percepisce e usa gli altri prettamente ed esclusivamente come oggetti. Non esistono eccezioni, se non la bravura di uno o di un altro a mascherare meglio questa sua dinamica costante di vita e a farti venire il dubbio che no, non può anche lui pensare ed agire così, in maniera così estrema. Magari non è del tutto narcisista patologico, magari solo qualche volta, magari ti stai sbagliando.
Già se ti trovi qui, tra queste righe, e se, come è probabile, hai vissuto abbondantemente violenze psicologiche e manipolazione, le risposte, anzi, le certezze di ciò che affermo con certezza, le hai da te.
Ma arriviamo al dunque della questione. Qui di seguito ti elenco tutte le UNICHE ragioni per le quali un narcisista effettivamente non tornerà (quasi) mai più da te per tutta la vita. Aggiungo il "quasi" perché il "mai e poi mai" con un narcisista è molto rischioso da usare. C'è sempre una variabile, fosse anche in minima percentuale, dettata dalla curiosità di tenere sotto controllo la/il ex partner anche a distanza di decenni, e da quella componente di senso di possesso della partner/del partner che potrebbe non svanire definitivamente nel nulla. Ma niente che abbia a che fare con l'amore, con la nostalgia dei bei tempi passati, con la presa di coscienza di che meraviglia fosse la sua partner abbandonata. Ecco, nulla di tutto ciò.
Va, quindi, detto che, in ogni caso, il "quasi" è d'obbligo usarlo sempre. MA se ci sono una o alcune delle componenti che qui di seguito spiego, il narcisista starà sicuramente almeno lontano per molto e molto tempo dalla vittima, perché proverà per lei SENSO DI TOTALE INUTILITÀ. E quando per un narcisista una persona diventa inutile, non vi è necessità che lui sia nella sua vita e che lei sia nella vita di lui.
Quando smascheri il narcisista e glielo riferisci: Questo accade generalmente durante la fase del post-scarto. Quando non fungi più all'unico scopo per cui sei davvero servita - oltre a risucchiare energie dal tuo contenitore vitale - cioè fungere da suo specchio che rimandi a lui l'immagine meravigliosa e irrinunciabile che il narcisista ti ha addomesticato ad avere di lui, prima con la manipolazione e poi con la manipolazione unita alla dipendenza affettiva. In casi come questo, tu, vittima, sei inutile, sei una minaccia, sei fastidiosa e sei d'intralcio nell'opera di costruzione e mantenimento della maschera del narcisista. Insomma, neanche creare attriti sarebbe produttivo. L'unica arma che il narcisista ha e può usare è quella che gli riesce sempre benissimo, ovvero la fuga. E poi la ricerca di dispositivi migliori. Quando scopri tutto, quando scopri le bugie, i castelli di manipolazione e di menzogne, non fai altro che scoprire LA SUA NATURA, e la natura è difficile da "smacchiare". Dopo le tante rivelazioni della fase del post-scarto, ciò che accade è che la vittima inizia a capire COME REALMENTE È DENTRO IL NARCISISTA, ovvero la sua PERSONALITÀ, che non è un errore specifico, che non è "qualche errore umano che tutti possono commettere", ma sono i risultati di una mente che non può essere altro che profondamente disturbata. Il narcisista deve difendersi e fare ciò che di più congeniale e naturale può fare, cioè trovare altri habitat dove possa sopravvivere come ha sempre fatto con le sue maschere misurate ad hoc e la sua "comfort zone" di vista superficiale dove ci sono tappeti di persone che assecondano e apprezzano quella maschera/quelle maschere.
Quando parli dei suoi problemi intimi alle persone a lui vicine: Questo è legato al concetto che lui abbia una maschera finta. Tu pensi di fare un'azione nobile, pensi che sia giusto e magnanimo parlare dei problemi del tuo uomo, anche solo accennandoli con rispetto e accortezza, a un suo caro amico, a una sua cara amica, alla sua "migliore amica" (per carità! I narcisisti NON hanno amici! Figurarsi migliori amicHE!). Pensi di condividere le tue preoccupazioni su di lui, specialmente nella fase della svalutazione, dove cerchi più o meno inconsciamente aiuto per lui e per te in altre persone (che spesso scoprirai essere sbagliate e incredibili "scimmie volanti" fedelissime) sulle sue mancanze, e ne parli con stanchezza e tremendo amore che ancora provi, impavida e tenace. E invece? Le persone della cerchia del narcisista, che, appunto, SEMPRE sono "scimmie volanti" (ricordalo!), lo useranno per fare una bella distruzione della tua persona a favore di un punto favorevole per rimanere, lui, lei o loro, agganciati al narcisista. Gli rifilano tutto, in maniera soft o brutale - come tu brutalmente NON avevi fatto - lo spalleggiano, sparlottano con lui su di te, DIFFAMANO INSIEME CONTRO DI TE, ed ecco… che il narcisista esplode di rabbia. La campagna diffamatoria, già messa in atto dal narcisista fin dal love bombing, come ho spiegato abbondantemente in tanti altri articoli, ora si trova su una strada spianata e distruttiva, proprio a causa della stessa vittima che si è incartata da sola pensando di fare un'azione di bene per lei, per il partner e per la coppia. Ma i rapporti che vive lei non sono come quelli che vive il narcisista con gli altri, ovvero basati sulla manipolazione, sui favoritismi emotivi, sulle "comunelle" narcisistiche, sulle omissioni di qualcosa, e le estremizzazioni di altre cose, e sulle bugie bianche, e sulle mezze verità. Parlare di problemi veri È RISCHIOSO. Accennare problemi veri È RISCHIOSO. Anche perché i problemi del narcisista non sono problemi da poco, ed anche se la vittima si attiene ad accennarli con garbo e filtrando quelli più gravi, alle orecchie di chi non conosce a fondo così bene il narcisista risulteranno gravissimi lo stesso. Perché tutto ciò che è e che fa il narcisista è grave, ma la donna ormai è in una spirale di manipolazione che le fa vedere "un po' normale" anche ciò che di assolutamente più folle al mondo esista. Parlare è rischioso, ma la vittima è ingenua, è innamorata, è BISOGNOSA di aiuto, e rimane fregata, da se stessa, dal narcisista che usa LE STESSE PAROLE DELLA VITTIMA per diffamarla, e dalle "scimmie volanti" che non vedono l'ora di mettersi in mezzo ai due coniugi e che ci si ritrovano dentro senza poi essersi impicciati direttamente così tanto. Le "scimmie volanti" di turno racconteranno tutti i racconti (scusa il gioco di parole) della vittima al narcisista, sparlotteranno all'infinito, ma il narcisista non arriverà propriamente a una furia accecante: il narcisista si schiferà per l'essere stato sgamato e perché QUALCUNO ABBIA OSATO RACCONTARE COME LUI È VERAMENTE IN GIRO SPECIALMENTE A GENTE A LUI VICINO, e, con teatrali scatti di rabbia di fronte alle "scimmie volanti", MA CON lucidità ed aplomb premerà l'interruttore corrispondente a quella specifica vittima sulla modalità OFF. Lo sdegno, il correre il rischio di una vergogna, devono essere puniti, raggirati, elusi, rimossi, e nulla meglio di una sparizione totale di lui nei confronti della partner e di una sparizione della partner nella vita del narcisista e in quella di tutte le "scimmie volanti" è la soluzione migliore. Per di più la sparizione della vittima per tutti deve essere usata anche per dare al narcisista il terreno fertile e libero per POTENZIARE LA SUA CAMPAGNA DIFFAMATORIA CONTRO LA VITTIMA, che nella fase della svalutazione e scarto raggiunge apici altissimi. Del resto, come ha osato la vittima RACCONTARE I SEGRETI? Come ha osato raccontare FUORI DA LORO DUE, e fuori dalla sua sola ed unica conoscenza profonda che lei ha di lui, cosa realmente lui è e cioè che spesso dice bugie, che ha tradito, che è insicuro, che ha debolezze e non è forte e perfetto come si mostra? Ricorda sempre una cosa: NESSUNA PERSONA AL MONDO CONOSCE DAVVERO IL NARCISISTA COME LO CONOSCE LA SUA VITTIMA FONTE PRIMARIA (fidanzata ufficiale, moglie). NESSUNA. Né i genitori, né i fratelli e le sorelle, né i fantomatici "migliori amici", che o sono suoi complici consapevoli o sono quelle figure intermittenti che lui cambia, definendo migliore amico una volta Tizio, e due anni dopo Caio, e poi Tizia, e poi un anno dopo Sempronia. TU SAI IL NARCISISTA CHI È. E ANCHE IL NARCISISTA SA CHE SOLO TU SAI LUI COS'È. E questo lo spaventa moltissimo. Tu sei un pericolo per lui, ed al posto di essere felice, lusingato di avere una donna che lo conosce a fondo e vuole supportarlo e vuole stabilire una relazione di amore profondo e reciprocità, è solamente terrorizzato in maniera, come sempre, egoriferita: tutto, anche scartare la vittima in un istante, pur di non vedere svanire la maschera che lui da anni ha costruito per avere "scimmie volanti", situazioni favorevoli, ammirazione, e più in generale, per riassumere tutto, approvvigionamento narcisistico.
Dopo che ha fatto una SPIETATA e finalmente per lui appagante campagna di diffamazione: Questa campagna deve far sì che a lui e a quante più persone possibile, della sua e della tua cerchia, giunga l'opinione di te come persona orrida, schifosa, che non vale niente, al punto che questa non sia più una "opinione" sua e degli altri, ma diventi la REALTÀ, secondo il suo grande operato di manipolazione. Il narcisista è soddisfatto solamente quando ha una sicura percezione che la vittima sia svilita energeticamente e svilita agli occhi di tutti. Del resto, lui deve essere certo di aver lasciato andare qualcosa di nullo valore e difettoso - lo ripeto spesso questo concetto, ma è un concetto cardine per ogni forma di violenza, dalla gelosia possessiva, fino agli atti estremi come aggressioni per rovinare la bellezza di una donna, della serie: "Almeno così brutta non ti vuole più nessuno". Il momento in cui lui sarà soddisfatto della campagna diffamatoria tu non lo conoscerai mai nel dettaglio, perché mai nel dettaglio hai conosciuto/conosci la diffusione di campagna diffamatoria che lui ha "cosparso" nelle varie persone e a quali persone. Della campagna diffamatoria nei tuoi confronti tu potrai sapere molto o poco, ma di certo MAI SAPRAI TUTTO, perché tutto l'operato verrà svolto alle tue spalle. Ecco che quindi non saprai mai neanche quando lui sentirà la soddisfazione interna di dire: "Sono appagato e felice di aver distorto le percezioni di tutti riguardo a lei, ora mi ritiro sereno e posso scartarla definitivamente. Basta". Può essere che tra anni ritorni, lo specifico sempre, ma indubbiamente per sufficiente tempo rimarrà alla larga, anche perché ritornare in breve tempo vorrebbe dire "tradire" la sua opinione che ha dato agli altri della vittima, cioè che è una pazza eccetera. Quindi, gli basterà la demolizione della reputazione della donna e via.
Quando diventi incredibilmente NON REATTIVA a qualsiasi possibile sollecitazione del narcisista: E quando questa condizione è prolungata per molto tempo, di modo che il narcisista si accorga con i fatti, i tuoi, che stai investendo sulla tua vita e su null'altro che coinvolga anche lui. Il narcisista non supplica: quando non riceve ciò che vuole e si aspetta, si guarda intorno e scarta. Semplice. Poi, per giunta, il non essere reattivi alle sollecitazioni - positive e negative - del narcisista è una vera e propria tecnica, chiamata "tecnica della pietra grigia", che come scopo ha quello di sostituirsi al "no contact" nei RARISSIMI casi in cui il "no contact" non possa essere praticato (come, per esempio, quando ci sono figli in comune di mezzo). Il concetto cardine che si lega a questa motivazione è LA NOIA. Quando un narcisista non vede più reattiva la propria partner, si annoia, non trae più l'approvvigionamento narcisistico di cui ha bisogno per rimanere in vita, non vede più l'utilità di quella donna/oggetto, e perderà totalmente l'interesse. Anche un narcisista nutre "interesse", ma questo interesse non ha la valenza che ha in tutte le persone "sane". Comunque, per reattività qui intendo, in realtà, nello specifico, la non reattività legata alla consapevolezza del disturbo del narcisista, cioè non è una non reattività portata avanti volutamente, per esempio fissando il vuoto quando lui inveisce contro con male parole e urla, cioè, magari anche sì, ma la reattività che intendo io è più profonda perché è legata a questo concetto: "Non mi tangono più le sue sollecitazioni, e il suo stuzzicarmi, perché ormai so come è, e non mi farà reagire". Magari la donna rimane ancora nella relazione, presa dalla dipendenza affettiva, presa dalla mancanza di coraggio di troncare tutto, ma SA destreggiarsi perché ha intuito i comportamenti tossici del partner o ha semplicemente scoperto l'esistenza del narcisismo patologico sulle varie pagine su Internet (che poi questo perseverare sia sbagliato e deleterio, è un altro discorso). Faccio degli esempi: il partner fa silenzio punitivo per ore, e la vittima non sclera; oppure, il narcisista incolpa la vittima, e lei sa che si tratta di "proiezione", e di mancanza di capacità di introspezione del narcisista e quindi lascia correre; oppure il narcisista fa una battuta su una bella donna, e la vittima sa che si tratta di spicciola triangolazione, ed aspetta che passino i complimenti. Insomma, soccombe e non sclera, un po'…

Il Ritorno Narcisistico Scambiato per Amore
Chi dipende sentimentalmente da un narcisista patologico può, anche dopo lungo tempo dall'interruzione del legame, travisare il ritorno come un'azione meditata e romantica, come il segno del cambiamento sperato che si realizza e che prospetta un amore sereno a cui abbandonarsi dolcemente dopo tante, troppe pene.
Ritorno a Basso Impegno e Bassa Frequenza
È la strategia di "ritorno" più tipica, esemplificata dal classico messaggino "Ciao, come stai?" che raggiunge la vittima come un fulmine a ciel sereno. È a basso impegno perché un SMS non costa nulla e, anche nei contenuti, non sembra implicare altro che un cortese saluto. La frequenza bassa, per esempio un messaggio al mese o ogni due mesi, denota che il narcisista non ha fretta, sente di avere la persona in pugno e si accontenta di verificare che sia così. D'altra parte, le reazioni delle "vittime" a questi input infinitesimali sono spesso abnormi: messaggi come "Penso sempre a te" o "Male."
Ritorno ad Alto Impegno e Bassa Frequenza
Questo tipo di ritorno è dato dalla proposta di un caffè o di una passeggiata, da un messaggio meno criptico del solito o da una foto sottoscritta con un'emoticon. Per il resto, sarà l'ex-partner a fare tutto: a ricambiare con pensieri profondi, attenzioni, regali e testimonianze d'amore di disarmante ingenuità. Se ciò non avviene, il narciso può rincarare l'impegno e arrivare a stordire la vittima con dichiarazioni come "Sei l'unica donna che abbia mai amato", "Voglio un figlio da te", "Voglio sposarti". Questi ritorni si concludono a letto una tantum.
Ritorno ad Alto Impegno ed Alta Frequenza
È la forma più rischiosa del "ritorno" narcisistico, attuata quando la preda è decisamente in fuga, in piena fase di svincolo. La consapevolezza degli schemi del narcisista e della propria fragilità nel rapporto può salvare la sua ex-partner dal drammatico travisamento del ritorno, sostenerla nel rifiutare nuove comunicazioni o incontri e impegnarsi a elaborare definitivamente il distacco.
In quasi vent'anni di esperienza professionale, non ho mai visto narcisi svanire per davvero dalla vita delle proprie amanti, sebbene esse si disperassero a causa di separazioni davvero solenni e giurate. Amare un narcisista è un'esperienza intensa, che confonde e distrugge.
"Sedotta, manipolata e suddita del mio compagno di vita. Sono stata svalutata, maltrattata e insultata senza sosta. Cosa ben più grave: gliel'ho permesso io, consegnandomi a lui. Adesso, penso di non avere nessun valore. Sto male da anni: non dormo, sono ingrassata, mi vedo e mi sento orribile."
I primi sono gli animali che per necessità e per sopravvivenza predano al mattino presto o la sera tardi. Il narcisista è un vero e proprio predatore sociale, un vampiro dell'anima. La preda prescelta ed eletta a partner è emotivamente presente, disponibile fino all'inverosimile, generosa e in grado di un amore incondizionato.
Fate attenzione a quanto tempo e spazio richiede questa storia d'amore. La preda prescelta può essere la sua donna, i suoi genitori, finanche i suoi figli. Il narcisista indossa tante maschere, lo fa con grande maestria e bravura. Lui alternerà presenza e assenza. Parole e silenzio. Il partner, in balia a queste intermittenze del cuore, sentirà la sua mancanza. Avrà bisogno, esattamente come un tossicodipendente, delle sue parole, delle sue presunte cure e attenzioni. Perché, a ogni contatto, ci sarà una ricaduta.
Quando parliamo di narcisismo, è più corretto parlare di "relazione narcisistica", perché non esisterebbe nessun narcisista senza la sua vittima, il suo palcoscenico, la sua cornice dorata. Il narcisista, infatti, ha bisogno di tornare ancora una volta e sempre dalla sua vittima perché bisognoso di nutrimento. Di potere. Prima o poi, il narcisista torna. Può farlo dopo qualche giorno, perché sente lo strazio e la dipendenza affettiva della sua vittima. Lui sa che lei sta soffrendo, lo sente e lo vede. Lei non vive senza di lui, non respira, non esiste. Il suo ritorno è più una minaccia che un premio. Più una tragedia che un'opportunità.
La relazione narcisistica è formata da un narcisista e una persona, personalità, dipendente. Così, uno manipola e l'altro si fa manipolare. Uno scappa e l'altro aspetta. Tutto questo non avviene, e ogni ritorno è una manipolazione, un prosciugare la vittima di energie psichiche. Le strategie dei ritorni ammantati da riparazione oscillano dal semplice SMS esplorativo a un invito. Così, risponde alle lusinghe con empatia, devozione, lealtà. Progetti e promesse d'amore eterno. Insomma, torna a respirare. A vivere. Lui verifica la sua identità, lei lo rassicura. Frasi ambigue, manipolazioni, stati dalla dubbia interpretazione - la vittima si chiederà: "ma sta parlando con me? di me?". Senza mai dimenticare i silenzi strategici. Ed ecco che nella terra delle illusioni e della confusione nasce la speranza, accelera il battito cardiaco. La vittima, che in cuor suo non ha mai smesso di pensare a lui, reagisce con sottomissione e gratitudine. In quel luogo sicuro e accogliente dove le parole sono carezze e i silenzi ascoltano. Sa anche che il partner non cambierà mai.
Un Percorso di Guarigione: Riprendersi il Proprio Tempo
Cosa fare nel frattempo? Ho conosciuto Giorgia lo scorso anno, dopo la sua separazione divenuta vedovanza. Il tanto amato e unico figlio è ormai adulto, laureato, felicemente fidanzato e prossimo alle nozze. Adesso è giunto il momento di occuparsi dei suoi buchi del cuore e della sua cocente solitudine. Il marito era un uomo falsamente presente, concreto, sprovvisto di emozioni e capacità di cura. Non c’era nulla di eclatante che non andava, ma non era né felice né triste. Negli anni erano diventati soltanto genitori, smarrendo del tutto la dimensione desiderante dell'esistenza. Giorgia è una donna in carriera, appagata e passionale, autentica. Dopo aver preso questa decisione, il marito ha un incidente e muore sul colpo. Giorgia entra in crisi. Non capisce più se quello che ha fatto è stato giusto o sbagliato. Viene corrosa dai sensi di colpa; il figlio la rimprovera in maniera tacita di aver causato la morte del padre. Giorgia si rende conto di non poter andare avanti da sola e mi consulta.
La incontro in studio per la prima volta in settembre di due anni addietro: è una donna austera e luminosa, coerente e preoccupata, coraggiosa e spaventata. Passano gli anni, esattamente due, e Giorgia rimane da sola: separata nel cuore ma vedova per il sociale. Nel tempo, le amiche di sempre tentano di farle conoscere vari possibili nuovi compagni di vita, ma lei rimane refrattaria a ogni possibile emozione o innamoramento. Non le piace nessun uomo, li trova banali, sprovvisti di fascino, la sua sessualità si è sopita. Lavora e basta.
Il marcato ritardo del suo volo da Roma a Catania diventa Cupido, e si fa galeotto. Quest'uomo misterioso, più grande di lei, con voce pacata e rassicurante, le fa compagnia durante il ritardo. Parlano, parlano, parlano, parlano. Lei aveva dimenticato cosa significasse parlare e anche essere ascoltata. E tra una parola e l'altra lei, per la prima volta, si sente a casa tra le parole di un perfetto sconosciuto, che da lì in poi diventerà conosciuto. Inizia la loro frequentazione, ma quest'uomo vive tra Venezia e Roma. Si amano, si desiderano, si raccontano, si sopportano: che nulla ha a che vedere con la sopportazione di tipo matrimoniale. Giorgia finalmente si sente viva. Decidono di vivere in due case e in due città. Ma questa volta lei è una donna nuova, innamorata, fiera. Ha già cucinato, lavato i piatti, accudito, steso i panni e fatto acrobazie tra lavoro e tutto, per assecondare dare i desideri di tutti a scapito del suo più profondo sentore. Ha già attraversato le domeniche infinite di solitudine e immobilismo del cuore. Ha già invitato suocera e mamma a domeniche alterne perché era giusto fare così. Ha già laureato un figlio e onorato due mutui. Si è già ammalata e ha pure dovuto subire la violenza degli immunosoppressori.
Questo caso dimostra come, anche dopo esperienze devastanti, sia possibile ritrovare sé stessi e intraprendere un nuovo cammino, in cui il tempo diventa uno strumento di crescita personale e non più una prigione. La chiave è riappropriarsi del proprio tempo, dedicandolo a sé stessi, ai propri bisogni e alle proprie aspirazioni, liberi dalla manipolazione e dal controllo di chi non è in grado di amare in modo autentico.