Psichiatria e Diritti Umani: Un Percorso tra Passato, Presente e Futuro

La salute mentale è un pilastro fondamentale del benessere individuale e sociale, ma la sua storia è intrinsecamente legata a violazioni dei diritti umani, discriminazioni e pratiche coercitive. La mostra documentario-fotografica "Psichiatria e Diritti Umani: passato, presente e possibile futuro", promossa dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), si propone di illuminare questo complesso intreccio, mostrando come, nonostante le riforme, le ombre del passato psichiatrico continuino a proiettarsi sul presente.

Mostra fotografica

Questa iniziativa, che ha già viaggiato per il mondo, è tornata a Roma, ospitata presso il prestigioso Palazzo Velli Expo in Piazza di Sant'Egidio. L'evento, patrocinato dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio, offre un'immersione profonda nelle problematiche legate alla salute mentale e al rispetto dei diritti umani. L'ingresso alla mostra è libero e la struttura è accessibile anche a persone con disabilità motoria, sottolineando l'importanza dell'inclusività in un tema così delicato.

L'Eredità degli Orrori Psichiatrici: Oltre la Riforma Formale

La Legge 180/1978, nota come Legge Basaglia, ha rappresentato una svolta epocale nella storia della psichiatria italiana, sancendo la chiusura dei manicomi e promuovendo un approccio più umano e comunitario alla cura della salute mentale. Tuttavia, secondo i promotori della mostra, la riforma è stata più formale che sostanziale. "Nonostante la riforma, più formale che sostanziale, introdotta dalla Legge 180/1978," osservano dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), "gli orrori psichiatrici del passato persistono nel presente perché, come previsto dallo stesso Franco Basaglia, il trasferimento delle competenze agli ospedali non ha cambiato l’approccio manicomiale fatto di trattamenti coatti, minacce, contenzione, sbarre, sedazione profonda e privazione dei più fondamentali diritti."

Questa affermazione evidenzia una persistente criticità: l'eredità dell'approccio manicomiale, basato sulla coercizione e sulla negazione dei diritti, sembra aver permeato anche le strutture sanitarie post-riforma. La mostra mira a denunciare queste persistenti violazioni, portando alla luce testimonianze e documenti che attestano pratiche ancora oggi inaccettabili.

Eventi Collaterali: Approfondimenti e Testimonianze

La mostra non si limita alla sola esposizione documentaria e fotografica, ma si arricchisce di eventi collaterali che offrono ulteriori spunti di riflessione e approfondimento. Tra questi, la presentazione di due libri: "Patogenesi Psichiatrica" di Giulio Murero (s.n., 2023) e "Oltre il Manicomio" (Echos Edizioni, 2024) di Roberto Cestari. Quest'ultimo libro, in particolare, trae ispirazione da un'esperienza diretta del dott. Cestari, che dal 1991 al 1997 ha organizzato e condotto oltre 30 ispezioni parlamentari all'interno dei residui manicomiali italiani, attività che ha contribuito in modo determinante alla loro chiusura.

Copertina del libro

Un altro momento significativo è la proiezione del film "Folle d’amore - Alda Merini" del regista Roberto Faenza (2024) e del docufilm "Se mi ascolti e mi credi" del regista Alberto Cavallini. Quest'ultimo film, in particolare, rende omaggio al dott. Giorgio Antonucci (1933-2017), medico e psicanalista che ha combattuto strenuamente contro la violenza e i metodi coercitivi negli ospedali psichiatrici, diventando un punto di riferimento dell'antipsichiatria in Italia. La sua ultima intervista e le parti sceneggiate nel docufilm offrono uno spaccato della sua grandezza e della modernità delle sue idee.

La Psichiatria e i Diritti Umani nel Contesto Globale

È sempre più evidente che le disuguaglianze, l'esclusione, la discriminazione e la violenza sono fattori determinanti che danneggiano la salute mentale sociale e individuale. Alla luce di ciò, come investire nella salute mentale nel modo migliore, è una questione importante a livello mondiale. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con l'adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte dell'ONU e la ratifica di numerose convenzioni ONU sui diritti umani, è diventato palese che la protezione dei diritti economici, sociali, civili, politici e culturali è cruciale per consentire alle persone di esercitare il loro diritto alla salute mentale. Anche la lotta alla disuguaglianza sociale, all'ingiustizia sociale, a tutte le forme di discriminazione e di violenza è stata ritenuta fondamentale.

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Sistemi di Assistenza Psichiatrica: Efficacia o Perpetuazione della Discriminazione?

Una questione centrale è se i sistemi di assistenza per la salute mentale siano efficaci o se, al contrario, rafforzino la discriminazione, l'esclusione e la violenza. Un numero crescente di esperti e organizzazioni chiede cambiamenti radicali nella cura della salute mentale e nella psichiatria. Ad esempio, il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato due risoluzioni (nel 2016 e 2017) sulla salute mentale e sui diritti umani, esortando gli Stati membri a modificare le politiche di salute mentale e a porre fine alle inaccettabili violazioni dei diritti umani nei sistemi di assistenza psichiatrica.

L'Europa dell'Est e l'Eurasia: Successi e Fallimenti nell'Evoluzione Psichiatrica

L'analisi dei successi e dei fallimenti negli investimenti per la salute mentale nell'Europa dell'Est e nella regione dell'Eurasia (EEE) rivela un quadro complesso, influenzato da storie politiche uniche che presentano sia opportunità che ostacoli per l'instaurazione di pratiche di cura della salute mentale all'avanguardia. Vedere la regione nel suo contesto storico e politico è fondamentale per comprenderne le sfide attuali.

Lituania: Un'Occasione Mancata di Modernizzazione

Come la maggior parte dei paesi della regione, la Lituania ha attraversato profondi cambiamenti politici e sociali circa 30 anni fa. Questi cambiamenti avrebbero potuto fornire l'occasione perfetta per modernizzare i servizi di assistenza sanitaria per la salute mentale. Purtroppo, sembra che tre decenni non siano stati sufficienti per un vero cambiamento. La Lituania fatica ancora ad abbandonare l'eredità della psichiatria totalitaria e riduzionista di stampo sovietico. Una serie di fattori ha alimentato una feroce resistenza ai cambiamenti nella cura della salute mentale.

Il sistema sanitario nel suo complesso rimane ostaggio della corruzione e di un modello biomedico riduzionista, focalizzato sulla riparazione di parti anatomiche. Questo approccio è spesso inculcato nelle facoltà di medicina, dove l'obiettivo principale dell'assistenza sanitaria viene presentato come la diagnosi e la sconfitta della patologia a tutti i costi. Non sorprende, quindi, che la psichiatria abbia seguito lo stesso percorso, mirando a "risolvere" i disturbi mentali, indipendentemente dalla volontà del paziente. Paradossalmente, a partire dagli anni Novanta, consulenti provenienti dai paesi occidentali hanno rafforzato queste visioni datate. Le loro richieste di nuovi farmaci efficaci per la depressione e la schizofrenia riecheggiavano in un vuoto culturale, dove la teoria e la pratica psicodinamica e altre prospettive moderne non erano mai state adeguatamente ascoltate.

L'Influenza delle Aziende Farmaceutiche sul Pensiero Medico

Una nuova generazione di psichiatri lituani, inclusi quelli attivi nella psichiatria accademica, è stata influenzata negativamente dalle aziende farmaceutiche e da consulenti esterni. Questi ultimi hanno promosso l'idea che la depressione e altre condizioni di salute mentale siano principalmente causate da squilibri chimici nel cervello, correggibili tramite farmaci psicotropi e terapia elettro-convulsivante. Negli ultimi dieci anni, la psichiatria occidentale ha in parte riconosciuto di aver esagerato con il modello biomedico, portando la psichiatria biologica in una fase di crisi. Questo tipo di rivalutazione non è ancora avvenuto nella regione dell'EEE. In Lituania, nel 2019, le autorità sanitarie e le élite psichiatriche non avevano ancora ammesso che l'uso eccessivo degli interventi biomedici stesse danneggiando sia i pazienti che l'immagine della psichiatria come disciplina medica.

Questa analisi contestuale è fondamentale per monitorare se il sistema nazionale di salute mentale segua i principi moderni e se gli investimenti siano efficaci, oltre a riflettere sul presente e a prevedere le sfide future.

Fattori che Frenano l'Evoluzione dell'Assistenza Psichiatrica

Esistono diversi fattori che rallentano lo sviluppo della salute mentale in Lituania, due dei quali meritano particolare attenzione:

  1. Insensibilità dell'Opinione Pubblica e delle Élite: L'atteggiamento dell'opinione pubblica, compresa l'élite, nei confronti delle persone appartenenti a gruppi più vulnerabili rimane insensibile. Nel 2019, circa 6.000 persone con disabilità vivevano ancora in istituti residenziali segregati, ma la maggior parte della popolazione non considerava questa una questione seria. Queste persone, pur non avendo commesso crimini, erano private della loro libertà a causa di condizioni di salute mentale o difficoltà di apprendimento. Politici, élite culturali e scientifiche sembravano disinteressati a questa problematica.

  2. Ritardo nell'Adozione di Teorie e Pratiche Moderne: La regione dell'EEE è stata lenta nell'accettare teorie consolidate o nell'adottare nuove pratiche della psichiatria occidentale del XX secolo. L'idea di "terapia" come servizio pagato dallo Stato, simile al rimborso dei farmaci, è ancora poco diffusa e a volte sconosciuta. I politici della regione spesso ritengono che solo i medici delle malattie fisiche interne possano fornire terapie, anche se non sono formati per farlo. Allo stesso tempo, psicologi, assistenti sociali e infermieri non sono generalmente autorizzati a condurre terapie, poiché non sono medici. Non si comprende appieno che il sostegno alla salute mentale è in larga misura legato alle relazioni sociali e non solo al funzionamento del cervello umano.

Diagramma che illustra i fattori che influenzano la salute mentale

Gli Obiettivi del Nuovo Progetto dell'Istituto per il Monitoraggio dei Diritti Umani

Il nuovo progetto dell'Istituto per il Monitoraggio dei Diritti Umani si propone di affrontare alcune di queste questioni cruciali:

  • Quali cambiamenti di paradigma nella storia globale della salute mentale sono avvenuti in Lituania e nella regione EEE, e quali sono ancora in attesa di realizzarsi?
  • Quali elementi dell'attuale sistema di salute mentale lituano potrebbero essere applicati in altri paesi?
  • Quali buone pratiche di altri paesi potrebbero essere implementate in Lituania?
  • Quali misure sono state adottate in Lituania per raggiungere un sano equilibrio tra gli investimenti nel rimborso dei farmaci psicotropi e gli interventi psicosociali?
  • Esiste un monitoraggio indipendente dei diritti umani nei sistemi di assistenza psichiatrica?

Il Ruolo del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU)

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) è un'Organizzazione di Volontariato (ODV) che si dedica alla vigilanza e alla difesa dei diritti umani nel campo della salute mentale. Fondato in Italia nel 1979, il CCDU è diventato ONLUS nel 2004 e ODV nel novembre 2023. Le sue funzioni sono quelle di fungere da organo di controllo, scoprendo e denunciando pubblicamente le violazioni psichiatriche dei diritti umani.

Il CCDU è un'organizzazione indipendente, collegata ideologicamente al CCHR (Citizen Commission on Human Rights), con sede a Los Angeles, fondato nel 1969 dalla Chiesa di Scientology e dal Prof. Thomas Szasz. L'iniziativa della mostra "Psichiatria e Diritti Umani" è promossa proprio dal CCDU, che si ispira ai principi del CCHR.

Le Richieste delle Istituzioni e la Necessità di un Cambiamento

La Corte Suprema di Cassazione italiana e il Comitato ONU per la Prevenzione della Tortura e dei Trattamenti Crudeli, Inumani o Degradanti (CPT) chiedono all'Italia di modificare le regole fondamentali del ricovero coatto. L'obiettivo è garantire che le persone soggette a Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) possano essere notificate dell'atto, comparire fisicamente davanti al giudice tutelare e far valere le proprie ragioni in un'udienza contraddittoria, con la presenza di un avvocato. Queste richieste sottolineano la necessità di una maggiore tutela dei diritti civili e umani all'interno dei percorsi di cura psichiatrica.

La Critica al Modello Biomedico e la Proposta di un Approccio Dimensionale

Alcuni professionisti, pur riconoscendo l'esistenza di un numero elevato di psichiatri, lamentano una scarsa capacità di fare la differenza reale. Le evidenze sulla riduzione del "gap dei trattamenti" sono modeste, e molti disturbi mentali ancora non accedono a nessun tipo di trattamento, o vi accedono con una qualità scadente. Si critica la carenza di approcci alla salute mentale che siano veramente efficaci e non meramente "costi-ineffettivi".

La psichiatria attuale viene spesso descritta come contraddittoria nelle sue richieste e organizzata in gruppi di pressione efficaci e potenti. Si evidenzia come, in molte regioni, vi siano disparità significative nell'assistenza alla salute mentale. Le istituzioni tendono ad essere "molto istituzionalizzanti" e le politiche attuali non sempre riflettono le esigenze della popolazione.

Di fronte a queste criticità, vengono individuate direzioni da intraprendere per il futuro: superare l'approccio categoriale, spesso caratterizzato da diagnosi "assenti" o poco chiare, per andare verso un approccio dimensionale. Le soluzioni dovrebbero essere generate non solo "dall'alto verso il basso" (politiche centralizzate), ma anche attraverso un coinvolgimento delle comunità locali. È fondamentale promuovere l'educazione e l'inclusione come pilastri fondamentali per migliorare la salute mentale.

In sintesi, gli psichiatri raccomandano di "promuovere attivamente il coinvolgimento decisionale degli utenti". In questo lavoro, sarà fondamentale utilizzare le risorse provenienti dal Recovery Fund e dal Meccanismo Europeo di Stabilità per implementare un cambiamento reale e duraturo nel campo della salute mentale, garantendo il pieno rispetto dei diritti umani.

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