La Psicomotricità Neurofunzionale di Cristian Bonzani: Un Percorso di Crescita e Benessere

Cristian Bonzani, una figura di spicco nel campo della psicomotricità, ha dedicato la sua carriera allo studio e alla pratica della Psicomotricità Neurofunzionale. La sua vasta esperienza, maturata attraverso ruoli di Socio Fondatore e Rappresentante di PSINE in diverse regioni italiane (Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna), unitamente alla sua formazione accademica come Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva, Psicologo e PhD in Psicologia dello Sviluppo, lo posiziona come un esperto autorevole nel settore. La sua laurea magistrale in “Scienze per l’attività fisica per il benessere” arricchisce ulteriormente il suo profilo, confermando un approccio olistico alla salute e allo sviluppo della persona.

Ritratto di Cristian Bonzani

La Strutturazione dello Schema Corporeo: Fondamento dello Sviluppo

Al centro della visione di Bonzani vi è la strutturazione dello schema corporeo. Questo concetto si riferisce alla profonda conoscenza e all'uso consapevole e diversificato del proprio corpo, finalizzato a scoprirne l'efficacia e a migliorarne la disponibilità motoria. Lo schema corporeo non è un dato innato, ma un costrutto che si evolve attraverso l'esperienza e l'interazione con l'ambiente. Un solido schema corporeo è la base su cui si poggiano tutte le successive acquisizioni motorie, cognitive e relazionali. Permette al bambino di orientarsi nello spazio, di coordinare i propri movimenti, di percepire il proprio corpo in relazione agli altri e agli oggetti, e infine, di interiorizzare le esperienze vissute.

L'Evoluzione della Funzione di Aggiustamento

Parallelamente allo sviluppo dello schema corporeo, si assiste all'evoluzione della funzione di aggiustamento. Questa capacità è fondamentale e si manifesta nella destrezza del bambino di adattarsi a nuove situazioni, sia motorie che cognitive. Che si tratti di imparare un nuovo gioco, di affrontare un percorso ad ostacoli o di rispondere a un'imprevista situazione sociale, la funzione di aggiustamento permette al bambino di modulare le proprie risposte in modo flessibile ed efficace. Essa è strettamente legata alla capacità di anticipare, di prevedere le conseguenze delle proprie azioni e di modificare il proprio comportamento in base al feedback ricevuto dall'ambiente. Un bambino con una buona funzione di aggiustamento è un bambino più autonomo, più sicuro di sé e più propenso all'esplorazione e all'apprendimento.

L'Importanza dell'Interiorizzazione e della Percezione

Un altro pilastro della psicomotricità neurofunzionale, secondo l'approccio di Bonzani, è lo sviluppo della funzione di interiorizzazione. Questa capacità permette al bambino di portare l'attenzione sul proprio corpo, di ascoltarne i segnali, di percepirne le sensazioni e di rappresentarselo mentalmente. L'interiorizzazione è il ponte tra l'azione motoria e il pensiero, consentendo al bambino di riflettere sulle proprie esperienze corporee, di dare un nome alle emozioni che le accompagnano e di sviluppare una maggiore consapevolezza di sé.

Strettamente connesso all'interiorizzazione è lo sviluppo della funzione percettiva. La percezione, sia essa cinestetica, propriocettiva, vestibolare o tattile, fornisce al cervello le informazioni necessarie per costruire e aggiornare lo schema corporeo. Attraverso l'esplorazione sensoriale, il bambino impara a riconoscere le diverse parti del corpo, a percepirne la posizione nello spazio, a discriminare le diverse qualità sensoriali e a integrare tali informazioni per guidare il proprio movimento.

Bambino che esplora il proprio corpo con diverse texture

Lateralità e Lateralizzazione: Orientarsi nel Mondo

La lateralità e la lateralizzazione rappresentano aspetti cruciali dello sviluppo psicomotorio. La lateralità si riferisce alla preferenza nell'uso di un lato del corpo (destro o sinistro) per determinate azioni, come scrivere, lanciare una palla o afferrare un oggetto. La lateralizzazione, invece, è il processo attraverso il quale questa preferenza si consolida e si stabilizza, portando a una dominanza emisferica cerebrale. Un corretto sviluppo della lateralizzazione è fondamentale per l'acquisizione di abilità come la lettura, la scrittura e il calcolo, nonché per una migliore coordinazione motoria e organizzazione spaziale. Bonzani sottolinea come un'attenta osservazione e un intervento mirato possano supportare questo processo, prevenendo eventuali difficoltà che potrebbero manifestarsi in età scolare.

L'Attività Fisica Prima della Pubertà: Un Ruolo Educativo, Non Competitivo

Un punto fermo nell'analisi di Cristian Bonzani riguarda il ruolo dell'attività fisica nei primi anni di vita, in particolare prima della pubertà. I lavori contemporanei, infatti, mettono in evidenza che lo sviluppo metodico dei fattori di esecuzione, come forza e resistenza aerobica ed anaerobica, acquista pieno significato solo in pubertà. Prima di questo periodo, un lavoro metodico sulla "condizione fisica" improntato alla concezione adulta della preparazione sportiva può creare, al contrario, molti problemi a livello patologico.

Per contro, prima della pubertà, l'attività fisica in generale e l'educazione sportiva in particolare possono avere un ruolo essenziale nell'evoluzione dello schema corporeo, che deve raggiungere la sua maturità strutturale in questa fase dello sviluppo. Il concetto di "sport" inteso in senso agonistico è privo di significato prima dei 9 anni circa. In questo periodo, il bambino raggiunge una maturità cognitiva che gli permette di entrare in uno stadio di socializzazione di tipo cooperativo. La pretesa iniziazione sportiva rivolta a bambini dai 6 ai 9 anni non rappresenta che una caricatura dell'attività adulta e si traduce, a volte, in un condizionamento gestuale precoce.

È fondamentale, quindi, che l'attività fisica in questa fascia d'età sia concepita come un mezzo di educazione psicomotoria. L'obiettivo non è la performance, ma l'esplorazione, il piacere del movimento, la scoperta delle proprie capacità corporee e l'apprendimento delle regole sociali attraverso il gioco. L'attività fisica, in questa prospettiva, diventa uno strumento potente per promuovere il benessere psicofisico, lo sviluppo cognitivo e la socializzazione.

Bambini che giocano liberamente in un parco

Il Gioco-Sport Educativo: Un Ponte tra Movimento e Apprendimento

Basandosi su questi principi, il Gioco-Sport Educativo si configura come un'eccellente opportunità per i bambini di sperimentare l'attività fisica in un contesto stimolante e formativo. Questo approccio, che inizia a Settembre 2021 con 24 incontri settimanali di un'ora ciascuno, è strutturato in due corsi distinti per rispondere alle esigenze specifiche delle diverse fasce d'età.

Corso Piccoli (Nati 2014-2015-2016)

Il corso dedicato ai bambini nati negli anni 2014-2015-2016 si tiene presso la Sala Polifunzionale di Toceno il venerdì dalle 17:00 alle 18:00. In questa fascia d'età, l'enfasi è posta sull'esplorazione libera del movimento, sulla scoperta delle potenzialità del proprio corpo e sullo sviluppo delle abilità motorie di base attraverso il gioco spontaneo e guidato. L'obiettivo è favorire la socializzazione, l'autonomia e la fiducia in sé stessi, ponendo le basi per un rapporto positivo con l'attività fisica.

Corso Grandi (Nati 2011-2012-2013)

Per i bambini nati negli anni 2011-2012-2013, il corso dei "grandi" offre un'esperienza più strutturata, pur mantenendo un forte carattere ludico ed educativo. In questa fase, i bambini iniziano a sviluppare una maggiore comprensione delle regole e delle dinamiche di gruppo, rendendo possibile l'introduzione di attività che richiedono una maggiore cooperazione e coordinazione. Il gioco-sport educativo in questo contesto mira a consolidare la strutturazione dello schema corporeo, a migliorare la funzione di aggiustamento e a promuovere lo sviluppo di abilità sociali attraverso la pratica di attività motorie con regole semplici e chiare.

cosa vuol dire psicomotricità?

Giochi di Regole e Sviluppo Cognitivo

I giochi di regole, parte integrante del percorso educativo proposto, rivestono un'importanza fondamentale per lo sviluppo cognitivo del bambino. Attraverso il rispetto delle regole, il bambino impara a comprendere i concetti di turno, di attesa, di collaborazione e di competizione leale. Questi giochi stimolano la capacità di pianificazione, di problem solving e di autoregolazione. Inoltre, la negoziazione e l'interpretazione delle regole favoriscono lo sviluppo del linguaggio e del pensiero logico. L'adesione volontaria a un sistema di regole condivise è un passo cruciale verso la socializzazione e la costruzione di un senso di appartenenza.

La Psicomotricità Neurofunzionale: Un Approccio Integrato per il Benessere

La visione di Cristian Bonzani sulla psicomotricità neurofunzionale si distingue per il suo carattere integrato e scientificamente fondato. L'approccio non si limita alla dimensione puramente motoria, ma abbraccia in modo olistico lo sviluppo del bambino, considerando l'interconnessione tra corpo, mente ed emozioni. La Psicomotricità Neurofunzionale, attraverso un percorso educativo mirato, mira a promuovere non solo l'efficacia del movimento, ma anche il benessere psicologico, la capacità di relazionarsi con gli altri e una maggiore consapevolezza di sé. Si tratta di un investimento prezioso per la crescita armonica e serena del bambino, ponendo le basi per un futuro di benessere e successo in ogni ambito della vita.

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