Pasta e Autismo: Un Connubio di Tradizione, Inclusione ed Eccellenza

La preparazione della pasta, un'arte culinaria profondamente radicata nella tradizione italiana, sta diventando sempre più un veicolo per promuovere l'inclusione sociale e offrire opportunità concrete a persone con disturbo dello spettro autistico. Progetti innovativi come "Il Tortellante" di Modena, "Agnolaut" a Torino e "Orecchiette - La pasta che vorrei" in Puglia stanno dimostrando come l'impegno nella creazione di eccellenze gastronomiche possa tradursi in un percorso di crescita personale, autonomia e inserimento lavorativo per giovani adulti autistici.

Immagine di mani che preparano la pasta fresca

Il Tortellante: Un Modello di Successo a Modena

Nato a Modena nel 2016, "Il Tortellante" è un laboratorio pionieristico dove adolescenti e giovani adulti con autismo imparano l'arte della pasta fresca. Questo progetto, coordinato dal team del Tortellante e da Daniele Capozzi, mira a consolidare il legame tra inclusione sociale e tradizione gastronomica, offrendo anche opportunità di inserimento lavorativo. Il motto "pasta libera tutti" sottolinea la filosofia di un'iniziativa che avviene presso il Pastificio di Modena "La Pasta di Celestino", all'interno del progetto "Io lavoro" dell'Associazione dedicata all'inserimento lavorativo di persone con autismo.

Ogni settimana, a rotazione, tre ragazzi partecipano alle attività produttive, affiancati da educatori esperti e dal team scientifico che collabora al progetto. Questo modello coniuga tradizione culinaria e opportunità di crescita personale e lavorativa, favorendo lo sviluppo della loro autonomia in preparazione ad un futuro indipendente, nell'ottica del "dopo di noi".

La pubblicazione "Cooking for autism: a pilot study of an innovative culinary laboratory for italian adolescents and emerging adults autism spectrum disorder", curata dallo stesso team de "Il Tortellante" e pubblicata sulla rivista "Research in Developmental Disabilities", evidenzia come le attività lavorative nel settore culinario abbiano un impatto positivo sulla qualità di vita dei giovani con autismo. La scelta di questo target di età è motivata dal fatto che è considerato uno dei periodi più critici della vita per le persone autistiche, caratterizzato da una scolarità limitata, scarse relazioni sociali e mancanza di servizi adeguati. L'inserimento negli ambienti lavorativi si è rivelato molto vantaggioso, tanto da essere considerato una forma di terapia occupazionale.

La ricerca "Cooking for autism", una delle prime a livello internazionale nel suo genere, è stata intrapresa nel 2018 da un'equipe multidisciplinare su un campione di 20 giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni. Nel 2020/21, gli stessi ragazzi hanno dimostrato un significativo miglioramento nelle attitudini quotidiane e un'importante riduzione dei sintomi della patologia. L'intervento riabilitativo è un percorso articolato in diverse fasi: la formazione individuale di base sulla produzione della pasta fresca sotto la guida di terapisti, volontari e psicologi. Successivamente, l'équipe supervisiona la lavorazione e favorisce l'interazione tra i membri dei gruppi di lavoro composti da sei partecipanti.

Attorno al laboratorio di pasta fresca gravitano altri progetti con finalità specifiche. Il progetto "Spesa" mira a insegnare la gestione della dispensa del laboratorio, il controllo degli articoli e la compilazione della lista della spesa. Il progetto "Denaro" ha lo scopo di insegnare come pagare al supermercato, attraverso un gioco di ruolo in un ambiente strutturato. Il progetto "Socializzazione" si concentra sull'insegnamento dei fondamenti della comunicazione e sulla pratica dei comportamenti sociali e comunicativi in un contesto di gruppo. Infine, il progetto "Emozioni" riguarda il controllo della sfera emotiva, aiutando i ragazzi a riconoscere le caratteristiche delle emozioni primarie e il loro manifestarsi nella vita quotidiana.

I tortellini "La Bottega del Tortellante" hanno raggiunto una notevole visibilità, essendo disponibili presso l'Armani Caffè e il Ristorante Mori di Parigi, nei menu di Eggs a Milano e Roma, in vendita da Esselunga a Modena, negli store Eataly, da Roscioli a Roma, online su Cortilia, e presso La Bottega del Tortellante di Modena. Erika Coppelli, presidente del Tortellante, ha sottolineato come il progetto non solo valorizzi l'eccellenza della tradizione culinaria emiliana, ma racconti anche una storia di passione e riscatto. "Vogliamo dimostrare che l'inclusione può andare di pari passo con l'eccellenza."

IL TORTELLANTE

Agnolaut: La Magia degli Agnolotti Piemontesi Incontra l'Autismo

A Torino, nasce il progetto "Agnolaut", frutto della collaborazione tra Pasta Girardi e l'Associazione L’Un e L’Aut. Questo progetto unisce la magia degli agnolotti piemontesi e della pasta fresca all'autismo, con l'obiettivo di creare qualcosa di bello e utile. Pasta Girardi si è impegnata a fornire e allestire un food truck destinato a eventi e manifestazioni, con cui servire ravioli e agnolotti preparati direttamente dai ragazzi.

"Agnolaut" è parte di un progetto più ampio chiamato "Gastronaut", un percorso formativo di 200 ore in cucina, tenuto da uno chef professionista con il supporto di un educatore-tutor. L'Associazione L’Un e L’Aut, ideatrice del progetto, è un'associazione di promozione sociale torinese nata nel 2021 con l'obiettivo di accompagnare persone con autismo e disabilità intellettiva verso una vita piena di senso e soddisfazione, permettendo loro di lavorare ed essere il più possibile autonome. L'associazione supporta il percorso di crescita e autonomia delle persone, noto come "Durante e Dopodinoi".

Al progetto "Agnolaut" collaborano anche l'Associazione Cuochi della Mole di Torino e provincia, l'impresa sociale Stranaidea scs, King Funfamily, Food & Drink, l'associazione La Cucina di Armonia e le fondazioni CRT e AIEF. La passione per il cibo, la forza di volontà e la voglia di mettersi in gioco di questi ragazzi e delle loro famiglie hanno trovato il modo migliore per esprimersi.

Orecchiette - La pasta che vorrei: L'Eccellenza Pugliese per l'Inclusione

Un'altra iniziativa di spicco è "Orecchiette - La pasta che vorrei", nata dall'unione di tre realtà diverse: l'avvocatura con Annamaria Bernardini De Pace, la ristorazione con lo chef stellato Massimo Bottura, e l'imprenditoria con Giuseppe Primicerio, direttore di Masseria Traetta. Questo laboratorio è stato creato per ragazzi affetti dallo spettro autistico, introducendoli nel mondo del lavoro attraverso la produzione di un'eccellenza italiana come la pasta.

L'avvocato Annamaria Bernardini De Pace, presidente onorario della società Benefit, ha avuto l'idea ispirandosi al progetto "Tortellante" dello chef Bottura. Suggerì all'imprenditore Giuseppe Primicerio di unire le forze, dando vita a questo progetto che vede la partecipazione dello chef Bottura e del cardiologo Fabio Scura, direttore scientifico dell'iniziativa.

Immagine di un food truck con il logo di un progetto di inclusione

Questo progetto di inclusione sociale vede i ragazzi preparare le orecchiette, un prodotto d'eccellenza della cucina pugliese, con l'obiettivo di educare al cibo e coinvolgere gli allievi nell'economia sociale del territorio. La pasta prodotta viene venduta, e il ricavato è utilizzato per finanziare altre attività sociali. L'avvocato Bernardini De Pace sottolinea l'importanza di offrire ai ragazzi un'occupazione che li faccia sentire liberi e a proprio agio, in contrapposizione a pratiche che in passato prevedevano la sedazione. "Noi vogliamo che siano occupati a creare qualcosa con la supervisione di personale qualificato, di medici, psicologi, e anche delle nonnine che abbiamo coinvolto nel territorio per tramandare questa meravigliosa arte di fare la pasta con le mani."

Giuseppe Primicerio, creatore della ‘Yuri Srl Benefit Corporation’, spiega come viene costruita un'area lavorativa per i ragazzi: "Noi creiamo per loro una sorta di ritualità. I ragazzi sanno che hanno degli appuntamenti lavorativi nel nostro laboratorio. Sanno che arrivano e devono cambiarsi, indossare una divisa e lavorare sotto la supervisione dei vari esperti. Fare l'impasto, tagliarlo e modellarlo con le mani. Questo li aiuta moltissimo. Spesso mi commuovo nel vedere i loro volti felici. Quella che abbiamo voluto creare è l'approccio ad un lavoro vero e proprio che viene anche retribuito come è giusto che sia."

La pasta realizzata è venduta sul territorio come primo passo di un'iniziativa che mira a coinvolgere molte altre regioni. "Questi ragazzi sono un bene prezioso per la nostra società," afferma Primicerio. "Ho ricevuto sul territorio di Ostuni, dove è nato questo primo laboratorio, decine e decine di richieste da famiglie entusiaste di far approcciare i loro figli al mondo del lavoro e vederli tornare felici a casa."

Primicerio ha visitato il laboratorio di Modena dello chef Bottura "Tortellante", che lo ha "lasciato senza parole per l'organizzazione e i benefici che porta ai ragazzi che ci lavorano", fornendogli un'ulteriore spinta a creare questo progetto con le orecchiette. È stato condotto uno studio approfondito sulla qualità della pasta prodotta, che è senza glutine, a base di acqua di mare purificata e senza aggiunta di sale, grazie alla collaborazione con Mhare.

Dopo nove mesi di lavoro, "Orecchiette - La pasta che vorrei" è stato presentato alla Masseria Traetta, con la partecipazione dei quattro ideatori e fondatori, dell'avvocato Annamaria Bernardini De Pace e dello chef Massimo Bottura, con il dott. Fabio Scura collegato.

Un Approccio Multidisciplinare per l'Autonomia

Questi progetti sottolineano l'importanza di un approccio multidisciplinare che combina terapia, formazione professionale e supporto sociale. L'obiettivo è quello di fornire ai giovani con autismo gli strumenti necessari per sviluppare le proprie capacità, aumentare l'autostima e raggiungere un livello di autonomia che permetta loro di condurre una vita piena e soddisfacente. L'interazione con il cibo, la preparazione di piatti che rappresentano l'eccellenza della cultura italiana, diventa un linguaggio universale che facilita la comunicazione e l'integrazione.

La possibilità di lavorare in ambienti strutturati e supportati, con personale qualificato e la collaborazione di volontari e persino di "nonnine" esperte nella preparazione tradizionale, crea un contesto ideale per l'apprendimento e la crescita. La ritualità delle attività lavorative, la suddivisione in compiti chiari e la possibilità di vedere i frutti del proprio impegno contribuiscono a ridurre l'ansia e a promuovere un senso di scopo e realizzazione.

L'inclusione nel mondo del lavoro per le persone con autismo, sebbene possa richiedere percorsi personalizzati e tempi più lunghi, si rivela un investimento prezioso per la società. Questi progetti dimostrano che, con il giusto supporto e le giuste opportunità, le persone autistiche possono non solo contribuire attivamente all'economia, ma anche portare un valore unico e arricchente all'ambiente lavorativo e alla comunità. La "tranquilla diversità" che questi progetti celebrano si traduce in una ricchezza di prospettive e in un'umanità che beneficia dell'integrazione e della condivisione.

tags: #cosa #devo #fare #per #mangiare #la