Il mondo della psicoanalisi si è riunito a New York per il consueto Congresso invernale dell’APsaA, un evento che, come ogni anno, offre una panoramica delle più recenti riflessioni e sviluppi nel campo. Quest'anno, in particolare, l'attenzione si è concentrata sull'intersezione tra la pratica psicoanalitica e il panorama digitale contemporaneo, evidenziando la necessità per la disciplina di rimanere aperta e ricettiva alle sfide e alle opportunità offerte dalla società moderna.

"Meet the Authors": Dialogo tra Libri e Psicoanalisi nell'Era Digitale
Una delle sezioni più attese del congresso è stata il panel "Meet the Authors", che quest'anno ha messo in luce tre libri di tre autori differenti. Due di queste opere hanno esplorato l'influenza e l'impatto di internet e del mondo digitale sulla psicoanalisi clinica. Janice Lieberman e Andrea Marzi, con il suo libro "Psychoanalysis, Identity and the Internet" (Karnac, 2016), hanno affrontato il modo in cui la vita contemporanea è plasmata dalla presenza del cyberspazio e le sue ripercussioni sia sul paziente che sull'analista. Questi autori hanno sottolineato l'importanza cruciale per la psicoanalisi di mantenere un atteggiamento di apertura e ascolto verso le influenze, comprese quelle traumatiche, scaturite dalla società contemporanea. La presentazione di "Psychoanalysis, Identity and the Internet" di Andrea Marzi ha suscitato un vivace dibattito, evidenziando come la tecnologia stia ridefinendo la natura stessa della relazione terapeutica e dell'identità individuale nel XXI secolo.
La Teoria della Nascita Umana e la Psicoanalisi
Un altro filone di discussione ha riguardato i concetti chiave della Teoria della Nascita Umana, con interventi specifici che hanno approfondito la fantasia di sparizione e la pulsione di annullamento. Il Professor César A. Alfonso e Daniela Polese hanno presieduto un simposio dedicato a questi temi, presentando lavori che esplorano le implicazioni cliniche di questa teoria. Elena Monducci e Daniela Polese, in particolare, hanno focalizzato il loro contributo su "The key concepts of Human Birth Theory". Alice Dell’Erba, insieme ad A. Contaldi, F. Fargnoli, D. Fargnoli e E. Pappagallo, ha presentato un lavoro intitolato "Methodology of praxis in psychotherapy according to “Human Birth Theory”", delineando un approccio pratico basato su questa teoria. Alessandro Mazzetta, con Francesca Fagioli, Alessandra Iovinella e Vanina Migliorini, ha proseguito questa linea di indagine presentando "The Interpretation of Dreams according to the Human Birth Theory as the main therapeutic instrument", evidenziando il ruolo dell'interpretazione dei sogni all'interno di questo quadro teorico.

Dalla Psicoanalisi "Classica" alle Nuove Frontiere: L'Evoluzione dei Fattori Terapeutici
L'intervento di Migone, ispirato dal lavoro di Larry Friedman, ha offerto una prospettiva storica illuminante sull'evoluzione della concezione psicoanalitica dei fattori curativi. Freud stesso concepiva due fattori curativi fondamentali: la comprensione e l'attaccamento. Per "comprensione" intendeva i fattori cognitivi, come l'interpretazione, la comprensione intellettuale, la spiegazione, l'istruzione, l'educazione e l'argomentazione logica. Per "attaccamento", da non confondere con la teoria dell'attaccamento di John Bowlby (non ancora formulata all'epoca), intendeva gli aspetti emotivi, affettivi, relazionali, esperienziali e suggestivi. Migone ha evidenziato come, contrariamente a un'opinione diffusa, Freud attribuisse grande importanza al ruolo della relazione, considerandola un potente agente terapeutico, e non solo all'interpretazione, spesso vista come l'intervento psicoanalitico per eccellenza.
Freud concepiva la psicoanalisi come una pratica terapeutica "a tutto campo", che includeva aspetti umani, educativi e identificatori, all'interno dei quali l'interpretazione del materiale inconscio rappresentava solo una parte del trattamento, e talvolta nemmeno la più importante. Larry Friedman, uno storico delle idee psicoanalitiche, ha messo in luce come negli anni '50 e '60 si sia verificata una svolta significativa. Questa svolta è culminata nel dibattito sui fattori curativi avvenuto al congresso dell'International Psychoanalytic Association (IPA) di Edimburgo nel 1961, che ha portato a una modifica della concezione freudiana della psicoanalisi.
Un Esempio famoso di interpretazione psicoanalitica
L'Irrigidimento della Tecnica Analitica e la Competizione Terapeutica
Questa evoluzione ha reso la psicoanalisi una tecnica più rigida, definita "classica", in cui l'analista doveva mantenere un elevato grado di anonimato, parlare poco e posizionarsi dietro il lettino per non essere visto dal paziente, intervenendo principalmente attraverso le interpretazioni. Migone descrive questo atteggiamento analitico come una sorta di "personectomia" dell'analista, un'asportazione chirurgica della sua persona dalla relazione con il paziente. Tale tecnica, pur definita talvolta freudiana, non fu in realtà mai praticata da Freud stesso.
Ma quali sono le ragioni di questo irrigidimento tecnico, che ancora oggi si riflette nello stereotipo dell'analista presente in alcuni media? Friedman argomenta che nel 1961 il panorama delle psicoterapie era radicalmente diverso da quello dei decenni precedenti. La psicoanalisi non deteneva più il monopolio incontrastato del mercato terapeutico; il suo primato era stato eroso da un vasto movimento di psicoterapie alternative, molte delle quali non solo efficaci, ma anche più economiche e brevi, rendendole quindi più attraenti per il pubblico. Molti esponenti dell'istituzione psicoanalitica si sentirono minacciati e avvertirono la necessità di differenziare al massimo la specificità del metodo psicoanalitico. In questo contesto, l'interpretazione divenne l'unico "concetto forte" in grado di servire a tale scopo. Le componenti identificatorie e affettive, intrinsecamente legate alla relazione con il terapeuta, rischiavano di essere ricondotte ai cosiddetti fattori "aspecifici" o "comuni", presenti in quasi tutte le psicoterapie, sminuendo così l'originalità e l'unicità della psicoanalisi.
Le Fondamenta dello Sviluppo Mentale: Dalla Vita Prenatale ai Primi Anni
Un altro tema di grande rilievo affrontato durante il congresso ha riguardato le fondamenta dello sviluppo mentale, esplorando le influenze che plasmano il nostro pensiero, le nostre emozioni e i nostri comportamenti fin dai primissimi anni di vita. I primi anni di esistenza sono cruciali per lo sviluppo del senso di sé e dell'altro, per l'interiorizzazione delle regole relazionali, per l'acquisizione del linguaggio e per l'inizio dell'autoregolazione. Sorprendentemente, gran parte di queste esperienze precoci sfugge alla nostra memoria cosciente.
Inoltre, la questione intrigante della vita mentale prenatale ha recentemente offerto importanti contributi alla nostra comprensione dell'inizio della mente. L'integrazione delle prospettive neuroscientifiche e psicoanalitiche sullo sviluppo mentale precoce apre nuove strade per comprendere le basi della salute mentale e della patologia. Nuove intuizioni possono emergere quando si considera l'evidenza che i processi mentali iniziano in utero e che il modo in cui veniamo accuditi nei primi mesi e anni di vita modella il funzionamento dei nostri sistemi di stress, immunitario e mnemonico. Alcune di queste influenze precoci, sebbene apparentemente sopite, possono riemergere in età adulta dopo essere rimaste completamente latenti per anni.

Il Ruolo di Bruce Fink e le Prospettive Lacaniane
Il congresso ha anche visto la partecipazione di figure di spicco nel campo della psicoanalisi, tra cui Bruce Fink, PhD, un analista lacaniano e supervisore che ha completato la sua formazione a Parigi presso l'École de la Cause freudienne, fondata poco prima della morte di Jacques Lacan. Fink ha tradotto molte delle opere di Lacan in inglese, tra cui "Écrits" e i "Seminari VI, VIII, XVI, XVIII e XX", ed è autore di numerosi libri su Lacan, tra cui "The Lacanian Subject", "A Clinical Introduction to Lacanian Psychoanalysis", "Lacan to the Letter", "Fundamentals of Psychoanalytic Technique", "Against Understanding" (due volumi), "Lacan on Love", "Lacan on Desire" e "Miss-ing". Ha inoltre pubblicato "A Clinical Introduction to Freud: Techniques for Everyday Practice". Membro del consiglio del Pittsburgh Psychoanalytic Center, Fink è anche autore di diversi romanzi gialli con un personaggio ispirato a Jacques Lacan, tra cui "The Psychoanalytic Adventures of Inspector Canal", "Death by Analysis" e, più recentemente, "The Da Vinci Staircase: Love and Turbulence in the Loire Valley". La sua presenza e i suoi contributi hanno arricchito il dibattito, offrendo una prospettiva lacaniana sull'evoluzione della psicoanalisi.
L'Attaccamento, la Comprensione e la Pratica Psicoanalitica Contemporanea
Il congresso ha quindi rappresentato un momento di riflessione profonda sull'eredità di Freud e sulla sua reinterpretazione nel contesto contemporaneo. La distinzione tra comprensione e attaccamento, originariamente proposta da Freud, continua a essere un punto di riferimento fondamentale. Tuttavia, la pratica psicoanalitica moderna, influenzata dalle scoperte neuroscientifiche, dalle nuove teorie dello sviluppo e dall'impatto pervasivo della tecnologia digitale, sta costantemente ridefinendo il significato e l'applicazione di questi concetti. La sfida per la psicoanalisi è quella di integrare la rigorosa esplorazione dell'inconscio con una comprensione più profonda della relazione terapeutica, riconoscendo che il processo di guarigione è intrinsecamente legato sia alla comprensione intellettuale che al legame emotivo. L'evento di New York ha dimostrato che la psicoanalisi, pur radicandosi nella sua storia e nei suoi fondamenti teorici, è viva e in continua evoluzione, pronta ad affrontare le complessità del mondo moderno.
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