La Clinica della Cura dello Shopping Compulsivo: Comprendere e Superare l'Oniomania

Lo shopping compulsivo, noto anche come oniomania, rappresenta un modello psicopatologico di acquisto cronico e ripetitivo che spesso diventa difficile da interrompere, comportando possibili conseguenze dannose. Si tratta di un disturbo del controllo degli impulsi, con caratteristiche simili ad altre forme di dipendenza, sebbene non implichi l'uso di sostanze stupefacenti. Molti fattori sociali e culturali tendono ad aumentare il rischio di sviluppare questa dipendenza. La facile disponibilità di denaro e la tendenza ad accumulare beni possono favorirne l'insorgenza.

Sintomatologia e Manifestazioni del Disturbo

Una sintomatologia molto comune include la tendenza a fare shopping o a spendere soldi dopo oscillazioni emotive, come delusione, rabbia o paura. Lo shopping o le abitudini di spesa solitamente arrivano a causare disagio emotivo con conseguenti discussioni con gli altri in merito agli acquisti effettuati. Gli individui affetti da questo disturbo pensano eccessivamente ai soldi e possono sentirsi smarriti non avendo a disposizione denaro da spendere, arrivando ad acquistare articoli a credito. Vengono spesso riferite sensazioni di euforia ed eccitazione quando si spendono soldi. La colpevolezza di aver perso il controllo, con conseguente confusione e vergogna, emergerebbe solo dopo gli acquisti. Comuni sono le menzogne agli altri sugli acquisti fatti e/o sull’entità della spesa.

persona che fa acquisti compulsivi online

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) ha incluso il gioco d’azzardo patologico nella categoria dei “Disturbi correlati a sostanze e disturbi da addiction”, riflettendo così l’evidenza che i comportamenti di gioco attiverebbero i sistemi di ricompensa in modo simile alle droghe d’abuso. Allo stesso modo, lo shopping compulsivo può essere concettualizzato come un disturbo del controllo degli impulsi o un comportamento additivo, caratterizzato da acquisti ripetuti e difficili da controllare, messi in atto per alleviare tensione o malessere e mantenuti nonostante conseguenze negative su finanze, relazioni e funzionamento quotidiano.

Prevalenza e Fattori di Rischio

Da una metanalisi degli studi sullo shopping compulsivo negli adulti emerge una prevalenza generale del disturbo del 4,9%, con stime più alte tra gli studenti universitari (8,3%), i campioni non rappresentativi del disturbo (12,3%) e i campioni specifici di soggetti affetti da shopping compulsivo (16,2%). I giovani e le donne sarebbero associati a un maggiore rischio di soffrire di shopping compulsivo (Maraz et al., 2016). Il disturbo, inoltre, sembrerebbe associato ad altre forme di dipendenza, come quella da sostanze stupefacenti, e ad altri disturbi del controllo degli impulsi.

L'utilizzo di internet ha portato a un enorme allargamento del fenomeno dello shopping compulsivo, poiché ogni persona con una connessione può acquistare qualsiasi genere di bene, nei negozi di tutto il mondo, con un semplice click. Alcuni aspetti specifici di Internet, come la disponibilità, l’anonimato, l’accessibilità e la facilità di spesa, contribuiscono in modo significativo allo sviluppo di una variante online del disturbo da shopping compulsivo (Berretta & Minutillo, n.d.). La dipendenza da internet, già molto diffusa, può inoltre favorire la comparsa della dipendenza da shopping online.

Comprendere il Modello Ciclico dello Shopping Compulsivo

Il modello cognitivo-comportamentale, proposto da Kellett e Bolton (2009), individua una sequenza ricorrente di passaggi che caratterizzano l'esperienza della persona affetta da shopping compulsivo.

  1. Fattori Antecedenti: Situazioni, emozioni o pensieri che precedono l'impulso all'acquisto, spesso legati a disagio emotivo come ansia, tristezza o noia. Esperienze di vita precoci e l'ambiente familiare (abuso, maltrattamento, criticismo genitoriale) possono costituire fattori di vulnerabilità.
  2. Trigger (Innesco): Un evento specifico, interno o esterno, che scatena il desiderio di fare acquisti. Può essere una pubblicità, una discussione o anche solo la presenza di una carta di credito a portata di mano.
  3. Atto dell’Acquisto: In questa fase, i compratori compulsivi sperimentano un restringimento dei processi attentivi, indicativo di uno stato mentale "assorbito" e alterato. L'elaborazione delle informazioni è compromessa, facilitando gli sforzi di autoregolazione. Durante uno stato dissociato, aumenta la responsività emotiva e si riduce l'elaborazione dell'informazione, favorendo così gli effetti positivi sull'umore dovuti all'acquisto. Si origina un circuito di feedback positivo: "acquistare mi fa stare bene". Generalmente l'acquisto in questa fase viene fatto in solitudine, poiché la presenza degli altri provoca irritazione e noia. L'atto dell'acquisto è sperimentato come un impulso incontrollabile e irresistibile, che comporta attività singole eccessive, costose e dispendiose in termini di tempo.
  4. Fase Post-Acquisto: Dopo l'acquisto, possono emergere emozioni negative come senso di colpa, vergogna o delusione. Questi sentimenti, che derivano dallo schema disfunzionale che ha originato l'acquisto ("Sono sgradevole ed indesiderato"), pongono le basi per i trigger emotivi e psicologici per l'inizio di un nuovo circolo vizioso, mantenendo così il disturbo.

schema del ciclo dello shopping compulsivo

Questo modello descrive lo shopping compulsivo come un circolo vizioso in cui la fase finale, caratterizzata dagli aspetti negativi dell'acquisto, alimenta il desiderio di un nuovo ciclo.

Le Cause dell'Oniomania: Un Approccio Multifattoriale

Le cause dello shopping compulsivo sono molteplici e complesse, e non esiste una singola spiegazione che possa applicarsi a tutti i casi. La letteratura suggerisce la presenza di una scarsa autostima che spinge le persone a ricercare la sicurezza esternamente, negli oggetti, e un deficit nella regolazione delle proprie emozioni che li conduce a placare sensazioni spiacevoli attraverso l'atto concreto dell'acquisto. La storia familiare degli shopper compulsivi evidenzia spesso l'assenza di adeguate attenzioni affettive e la tendenza dei familiari a "riempire" il figlio attraverso oggetti anziché cure e attenzioni più sane.

Secondo una revisione sistematica (Black, 2022), alla base di questi comportamenti potrebbero esserci anche alterazioni nei sistemi della dopamina e della serotonina, coinvolti nella regolazione della ricompensa e dell'impulsività. La dopamina è un neurotrasmettitore coinvolto nelle esperienze di gratificazione e soddisfazione, mentre alterazioni nei sistemi serotoninergici sono implicate nella regolazione dell'umore e dell'impulsività.

Cause Psicologiche

Il comportamento di acquisto compulsivo può essere collegato a diversi fattori psicologici ed essere associato a un disagio psicologico preesistente, come:

  • Disturbo d’ansia
  • Scarsa autostima
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Disturbo dell’umore
  • Dipendenza da sostanze
  • Difficoltà ad accettarsi
  • Disturbi del comportamento alimentare

Sembra inoltre esserci un legame tra depressione e compulsione agli acquisti, come modo per alleviare stati emotivi dolorosi. L’impulso all’acquisto tende a presentarsi con maggiore frequenza in chi vive episodi depressivi, è maniaco del controllo o è un dipendente affettivo. La gratificazione conseguente all’acquisto sembra essere il rinforzo che porta la persona a mantenere il comportamento ogni volta che prova un’emozione spiacevole, anche se sollievo e gioia dell’acquisto sono molto brevi e seguiti da emozioni come il senso di colpa e la delusione.

Lo Shopping Compulsivo come Espressione di un Disagio Più Profondo

Quando gli acquisti rappresentano un vero e proprio comportamento compulsivo, che segue un’ossessione, si può parlare di disturbo ossessivo compulsivo. Lo shopping diventa una compulsione quando è un’azione ripetitiva messa in atto per ridurre l’ansia e il disagio dovuti a un'ossessione. La sindrome da shopping compulsivo implica anche altre categorie di disagio psicologico-comportamentale che spesso coesistono:

  • Disturbo del controllo degli impulsi: l’incapacità di gestire un certo comportamento rappresenta un elemento centrale.
  • Dipendenza comportamentale: presenta caratteristiche simili a quelle della dipendenza sessuale o da sostanze, come tolleranza, craving, compulsione e astinenza.

La comorbidità psichiatrica è comune nello shopping compulsivo, includendo disturbi dell’umore, d’ansia, da uso di sostanze e di personalità (Black, 2022).

Lo shopping compulsivo, cure e origini. Servizio di Annapaola Ricci per il Tg1

Riconoscere i Segnali: Quando lo Shopping Diventa Patologico

È importante distinguere tra il piacere di fare acquisti, che fa parte della vita quotidiana di molte persone, e lo shopping compulsivo, che implica una marcata difficoltà nel controllare l’impulso ad acquistare nonostante le conseguenze negative.

Alcuni segnali possono aiutare a riconoscere quando il comportamento d’acquisto rischia di diventare disfunzionale:

  • Perdita di controllo: la persona non riesce a fermarsi, anche se è consapevole delle conseguenze negative.
  • Persistenza nonostante i danni: si continua a comprare anche quando ciò comporta problemi economici, relazionali o lavorativi.
  • Uso dello shopping per regolare le emozioni: l’acquisto diventa un modo per gestire ansia, tristezza o stress, piuttosto che un’attività piacevole e consapevole.
  • Ciclo di sollievo e senso di colpa: dopo l’acquisto, il sollievo lascia rapidamente spazio a emozioni negative, come colpa o vergogna.
  • Essere assorbiti dallo shopping: pianificare costantemente quando e come fare acquisti e fantasticare sugli acquisti.
  • Provare l’impulso di continuare a comprare: oggetti più costosi o non necessari per provare piacere o sollievo.
  • Sintomi di astinenza: ansia, irritabilità o irrequietezza quando si cerca di smettere di fare acquisti.
  • Fare acquisti per sfuggire a emozioni difficili: come colpa, ansia o stress.
  • Nascondere l’entità delle proprie abitudini di shopping: ai propri cari o minimizzarne l’impatto sulla propria vita.
  • Controllo ossessivo di negozi online o sfogliare articoli: come prima cosa al mattino e prima di andare a letto.
  • Discussioni o frustrazioni che scatenano un impulso a fare acquisti.
  • Acquisti basati su un impulso o sul desiderio di provare un’euforia temporanea.
  • Continuare a fare acquisti nonostante difficoltà finanziarie o la sensazione di avere abbastanza.
  • Difficoltà a identificare le proprie emozioni durante gli acquisti o sentirsi distaccati da altre aree della propria vita.
  • Nascondere gli acquisti al partner o alla famiglia.
  • Sentirsi costretti a fare acquisti, nonostante provino colpa, rimpianto o vergogna, quasi come se non potessero controllarlo.

persona che guarda lo scontrino con preoccupazione

Strategie e Approcci Terapeutici per la Cura dello Shopping Compulsivo

La pianificazione di una terapia adeguata per il disturbo da acquisto compulsivo dovrebbe tenere conto del genere e delle potenziali comorbilità psichiatriche (Nicoli de Mattos et al., 2016). Identificato da alcuni ricercatori come una compulsione e da altri come una dipendenza, tale disturbo può essere trattato ricorrendo a una terapia farmacologica, alla partecipazione a gruppi di auto-aiuto e mediante un percorso di terapia cognitivo-comportamentale.

Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT)

Il modello cognitivo-comportamentale, in particolare, sottolinea come i pensieri disfunzionali e le difficoltà nella regolazione delle emozioni siano centrali nello sviluppo e nel mantenimento del disturbo. Le terapie più efficaci si concentrano su:

  • Riconoscimento dei pensieri automatici: imparare a identificare i pensieri che precedono l’impulso all’acquisto.
  • Gestione delle emozioni: sviluppo di strategie alternative per affrontare emozioni difficili.
  • Pianificazione e controllo delle spese: introduzione di strumenti pratici come budget e diari delle spese.
  • Ristrutturazione cognitiva: lavorando sulle credenze disfunzionali riguardo al valore degli oggetti e all’autostima.

La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è attualmente l’approccio con maggiori evidenze di efficacia per la riduzione dei sintomi dello shopping compulsivo (Vasiliu, 2022).

Altri Approcci Terapeutici

  • Psicoterapia individuale: necessaria per esplorare le radici del disagio ed intervenire sulle carenze alla base della dipendenza.
  • Psicoterapia di gruppo: focalizzata sulla comprensione delle abitudini negli acquisti e sulle emozioni associate a tali comportamenti. I gruppi di auto-aiuto possono offrire un supporto prezioso, basandosi sull'esperienza condivisa e sul sostegno reciproco.
  • Psicoterapia di coppia e familiare: spesso necessaria per riabilitare rapporti affettivi compromessi a causa di questa problematica.

Gestione Pratica delle Spese

Per imparare a gestire la mania di fare acquisti si possono attuare diverse strategie pratiche:

  • Tenere un diario su cui annotare le spese.
  • Fare una lista della spesa e comprare solo ciò che si scrive.
  • Pagare solo con contanti.
  • Quando l’impulso agli acquisti compare, impegnarsi in attività sostitutive, come dedicarsi a uno sport o a una passeggiata.
  • Resistere all’acquisto per la prima ora, cercando di interrompere il circolo “emozione negativa-acquisto-gratificazione”.

persona che pianifica le spese su un quaderno

Il trattamento personalizzato, che considera la persona nella sua interezza - mente, corpo e anima - è fondamentale. Affrontare le cause profonde della dipendenza, così come le sue conseguenze, con un team multidisciplinare di esperti, può portare a un recupero duraturo e a un rapporto più sano con la spesa.

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