Il percorso verso l'Esame di Stato, sia esso conclusivo del primo ciclo di istruzione (terza media) o del secondo ciclo (Maturità), rappresenta un momento cruciale nella vita scolastica di ogni studente. Per coloro che presentano Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) o altri Bisogni Educativi Speciali (BES), questo momento può essere accompagnato da specifiche ansie e incertezze, sia per gli studenti stessi che per le loro famiglie. Tuttavia, il sistema educativo italiano ha sviluppato nel tempo normative e prassi volte a garantire un'esperienza d'esame equa e inclusiva, che valorizzi le competenze acquisite e rispetti le peculiarità individuali. L'ordinanza ministeriale del 31 marzo 2025, confermando le disposizioni degli anni precedenti, ribadisce l'ammissione degli studenti con DSA all'Esame di Stato secondo le modalità previste dal Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo documento, insieme agli elementi forniti dal Consiglio di Classe, costituisce la base per la commissione d'esame nell'individuare le opportune modalità di svolgimento delle prove, adattandole alle esigenze specifiche di ciascun candidato.

Strumenti Compensativi e Misure Dispensative: Un Supporto Mirato
La normativa italiana, a partire dalla legge 170/2010 sui Disturbi Specifici dell'Apprendimento, ha introdotto il concetto di strumenti compensativi e misure dispensative come pilastri fondamentali per garantire il diritto allo studio e la piena partecipazione degli studenti con DSA. Gli strumenti compensativi sono quei supporti didattici e tecnologici pensati per facilitare l'apprendimento e lo svolgimento delle prove, compensando le difficoltà specifiche. Per gli studenti con DSA, questi strumenti sono indicati nel PDP e possono includere, ad esempio, l'utilizzo di computer con correttore ortografico, programmi di sintesi vocale, o la possibilità di ascoltare i testi delle prove in formato mp3. In alternativa, la commissione d'esame può prevedere la lettura ad alta voce del testo della prova da parte di un membro designato. Per quanto riguarda le misure dispensative, queste mirano a esonerare lo studente da determinate prestazioni che potrebbero risultare eccessivamente gravose e poco significative in relazione al suo percorso. Tuttavia, è importante sottolineare che, secondo le disposizioni attuali, per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) che non rientrano nella certificazione di DSA, non sono previste misure dispensative in sede d'esame. In questi casi, è comunque garantito l'uso degli strumenti compensativi già utilizzati durante le verifiche in corso d'anno, assicurando così un approccio equo alla valutazione.
La distinzione tra strumenti compensativi e misure dispensative è cruciale. Mentre i primi mirano a facilitare l'accesso ai contenuti e lo svolgimento delle prove, le seconde mirano a ridurre il carico di lavoro o a esonerare da specifiche attività che non riflettono le reali competenze dello studente. Ad esempio, il tempo aggiuntivo concesso durante le prove scritte può essere considerato una misura compensativa, in quanto permette allo studente di gestire meglio il tempo a disposizione e di ridurre lo stress, senza però alterare la natura della prova.
Il Piano Didattico Personalizzato (PDP): La Bussola per la Commissione d'Esame
Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) rappresenta il documento di riferimento essenziale per la strutturazione delle prove d'esame e la loro valutazione per gli studenti con DSA. Questo piano, redatto dal Consiglio di Classe in collaborazione con la famiglia e gli specialisti, tiene conto delle caratteristiche specifiche dello studente, delle sue potenzialità e delle sue difficoltà. La commissione d'esame, sulla base del PDP e degli elementi conoscitivi forniti dal Consiglio di Classe, individua le modalità di svolgimento delle prove. Questo significa che le decisioni riguardanti l'uso di strumenti compensativi, tempi aggiuntivi, o eventuali adattamenti nelle prove, sono strettamente legate a quanto previsto nel PDP.
È fondamentale che gli strumenti compensativi utilizzati durante l'anno scolastico siano quelli indicati nel PDP e che siano stati impiegati abitualmente per le verifiche in corso d'anno. Questo garantisce che lo studente sia già familiare con tali supporti e che il loro utilizzo in sede d'esame non costituisca un vantaggio ingiusto, ma piuttosto un mezzo per permettere allo studente di esprimere al meglio le proprie competenze. La normativa, infatti, consente l'utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d'anno o comunque ritenuti funzionali allo svolgimento dell'esame, senza pregiudicare la validità delle prove.

Tempi Aggiuntivi e Adattamenti nelle Prove Scritte
Una delle misure più comunemente adottate per supportare gli studenti con DSA nello svolgimento delle prove scritte è la concessione di tempo aggiuntivo. Questa misura, decisa dalla commissione d'esame in base alle specifiche esigenze del candidato e quanto indicato nel PDP, permette agli studenti di affrontare le prove con maggiore serenità, senza la pressione di dover completare il lavoro nei tempi standard. Il tempo supplementare è pensato per garantire che lo studente possa dedicare l'attenzione necessaria alla comprensione delle domande e alla formulazione delle risposte, compensando eventuali lentezze nell'elaborazione o nella scrittura.
Oltre al tempo aggiuntivo, altre attenzioni possono essere previste per rendere lo svolgimento delle prove scritte più agevole. Ad esempio, la commissione può individuare un proprio componente che legga ad alta voce i testi delle prove scritte per favorire la piena comprensione. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico, facilitando così l'interazione con il materiale d'esame. Queste misure sono volte a rimuovere gli ostacoli che potrebbero impedire allo studente di dimostrare le proprie conoscenze e competenze, garantendo un processo valutativo equo e aderente al principio di pari opportunità.
Percorsi Didattici Differenziati e Prove Sostitutive
Per gli studenti con certificazione di DSA che hanno seguito un percorso didattico differenziato, in particolare con esonero dall'insegnamento della lingua straniera, sono previste prove differenziate. Queste prove sono coerenti con il percorso formativo svolto dallo studente e non sono equipollenti a quelle ordinarie, essendo finalizzate al rilascio dell'attestato di credito formativo. Questo approccio assicura che la valutazione sia in linea con il curriculum effettivamente seguito dallo studente.
Nel caso in cui la lingua straniera sia prevista come seconda prova scritta e lo studente abbia ottenuto l'esonero dalle prove scritte di lingua straniera, la commissione sottopone il candidato a una prova orale sostitutiva della prova scritta. Le modalità e i contenuti di questa prova orale vengono stabiliti dalla commissione sulla base della documentazione fornita dal Consiglio di Classe. Questa soluzione permette di valutare le competenze linguistiche dello studente attraverso una modalità più consona al suo percorso di apprendimento.
È importante notare che, in questi casi di percorsi differenziati e prove sostitutive, il diploma finale non conterrà menzioni specifiche relative alle modalità di svolgimento delle prove o agli adattamenti effettuati. L'obiettivo è garantire che il titolo di studio rilasciato sia equipollente a quello degli altri studenti, pur tenendo conto delle specifiche esigenze formative.
Il Colloquio Orale: Un Momento Chiave per la Valutazione
Il colloquio orale rappresenta una fase fondamentale dell'Esame di Stato, sia per il primo che per il secondo ciclo. Per gli studenti con DSA e BES, anche in questa fase è garantito il rispetto delle disposizioni contenute nel PDP e nelle normative vigenti. Il colloquio orale si svolgerà nello stesso giorno della seconda prova scritta o nel primo giorno utile individuato dalla commissione, compatibilmente con la pubblicazione dei punteggi delle prove scritte.
La commissione d'esame, nel condurre il colloquio, presterà particolare attenzione alle competenze acquisite dallo studente sulla base del PDP, adottando criteri di valutazione che siano più attenti alla sostanza che alla forma. Questo approccio mira a valorizzare le reali conoscenze e capacità dello studente, superando eventuali difficoltà legate a modalità espressive non convenzionali. Il colloquio orale è un'opportunità per lo studente di dimostrare la propria preparazione in modo più flessibile e dialogico, permettendo alla commissione di valutare la profondità della sua comprensione e la sua capacità di elaborazione.
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La Storia della Tutela degli Studenti con DSA in Italia
Il riconoscimento e la tutela degli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) in Italia hanno rappresentato un percorso evolutivo, partito da una fase di scarsa consapevolezza e arrivato a normative specifiche e attente. Fino agli inizi del XXI secolo, il problema dei DSA era spesso sottovalutato, sia in ambito clinico che scolastico. La mancanza di servizi specialistici rendeva la vita dei genitori di bambini con dislessia e discalculia particolarmente complessa.
Una svolta significativa si è registrata verso la fine degli anni '90 con la fondazione dell'Associazione Italiana Dislessia (AID) nel 1997. Questo ha portato a una maggiore sensibilizzazione e, nel 2004, il Ministero della Pubblica Istruzione ha iniziato a recepire le istanze dell'AID e delle famiglie. Una nota ministeriale del 2004 ha ufficialmente affrontato il problema della dislessia, definendola un disturbo specifico dell'apprendimento che riguarda la lettura e la scrittura. Tuttavia, è con la legge 170 del 18 ottobre 2010 che si è compiuto un passo decisivo, introducendo "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico". Questa legge ha sancito il diritto degli studenti con DSA a percorsi didattici personalizzati e all'utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative.
Successivamente, il decreto ministeriale del 12 luglio 2011, n. 5669, ha approvato le Linee guida per il diritto allo studio degli studenti con DSA, fornendo indicazioni operative per l'applicazione della legge. Il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, ha ulteriormente disciplinato la materia, dedicando specifici articoli alla valutazione degli alunni con DSA sia nel primo che nel secondo ciclo d'istruzione. Le disposizioni relative agli esami di Stato, comprese quelle per gli studenti con DSA e disabilità, sono state poi confermate e aggiornate annualmente attraverso le ordinanze ministeriali, come l'Ordinanza Ministeriale n. 55 del 22 marzo 2024, che definisce le modalità per l'Esame di Stato conclusivo dei corsi del secondo ciclo di istruzione per l'anno scolastico 2023/2024.

DSA e BES: Una Distinzione Importante
È utile chiarire la differenza tra DSA e altri Bisogni Educativi Speciali (BES). I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, sono disturbi del neuro-sviluppo di origine neurobiologica che interessano specifiche abilità cognitive come leggere, scrivere e calcolare. Questi disturbi hanno un'alta frequenza e, se non adeguatamente supportati, possono avere effetti pervasivi sul percorso scolastico e personale dello studente.
I Bisogni Educativi Speciali (BES) rappresentano una categoria più ampia che include non solo i DSA, ma anche altre difficoltà di apprendimento dovute a svantaggio socio-culturale, disturbi del linguaggio, problemi comportamentali o emotivi, e disabilità. Per gli studenti con BES che non rientrano nella certificazione di DSA, la normativa prevede l'applicazione di strumenti compensativi già in uso durante le verifiche in corso d'anno, ma non misure dispensative in sede d'esame. Questo sottolinea la specificità del quadro normativo riservato ai DSA, pur garantendo un approccio inclusivo per tutti gli studenti con bisogni educativi speciali.
L'Evoluzione della Diagnosi e dell'Approccio Pedagogico
La diagnosi dei DSA, come dislessia e disortografia, viene tipicamente redatta al termine della seconda classe della scuola primaria, mentre per disgrafia e discalculia al termine del terzo anno. Le Linee guida del 2011 hanno posto un'enfasi particolare sull'importanza di individuare precocemente i segnali di potenziali DSA già dalla scuola dell'infanzia, promuovendo attività personalizzate all'interno del gruppo classe.
Un aspetto rilevante nell'approccio pedagogico è la distinzione tra il termine "disturbo" e "caratteristica". Mentre "disturbo" ha una connotazione più tecnica e specialistica, l'espressione "caratteristica" suggerisce un diverso funzionamento intellettivo, meno stigmatizzante e più orientato a valorizzare le differenze individuali. Definire dislessia, disortografia e discalculia come "caratteristiche dell'individuo" privilegia un approccio educativo che riconosce e supporta la diversità, promuovendo un ambiente di apprendimento inclusivo e stimolante.
Esami di Stato 2025: Novità e Conferme per gli Studenti con Disabilità
L'Esame di Stato 2025 porta con sé alcune novità per quanto riguarda i requisiti di ammissione, come la necessità di aver svolto i PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) e un maggior peso del voto in condotta. Per i candidati con disabilità, l'articolo 24 dell'Ordinanza Ministeriale n. 55 del 22 marzo 2024 definisce le modalità di svolgimento delle prove.
Il Consiglio di Classe stabilisce la tipologia delle prove d'esame, se con valore equipollente o non equipollente, in coerenza con il Piano Educativo Individualizzato (PEI). Le prove di valore equipollente determinano il rilascio del titolo di studio conclusivo del secondo ciclo d'istruzione. Per i candidati ciechi, è possibile richiedere i testi delle prove in codice Braille, o in altri formati (audio/testo), oppure la commissione può provvedere alla trascrizione su supporto informatico.
Durante le prove scritte, la commissione può assegnare tempi più lunghi ai candidati con disabilità. Il colloquio orale si svolge nel rispetto di quanto previsto dall'art. 20 del D.Lgs. 62 del 2017, e la commissione sottopone al candidato materiali predisposti in coerenza con il PEI, da cui prende avvio il colloquio.
A seconda dell'esito delle prove e della loro equipollenza, verranno rilasciati titoli differenti: l'attestato di credito formativo per coloro che sostengono prove non equipollenti, o che non partecipano agli esami o a una o più prove; il titolo di studio conclusivo del secondo ciclo d'istruzione per gli studenti che sostengono prove di valore equipollente. In entrambi i casi, il riferimento alle modalità specifiche delle prove non viene menzionato nel diploma finale, garantendo la piena validità del titolo conseguito.
La Valutazione e il Rilascio dei Titoli per Studenti con DSA
Per gli studenti con DSA che sostengono l'Esame di Stato, il percorso è definito dal PDP. La commissione individua le modalità di svolgimento delle prove, consentendo l'utilizzo di strumenti compensativi e tempi più lunghi per le prove scritte. Possono inoltre usufruire di dispositivi per l'ascolto dei testi in formato mp3, o richiedere la lettura dei testi da parte di un membro della commissione, o la trascrizione su supporto informatico per l'utilizzo della sintesi vocale.
Gli studenti che superano l'esame alle condizioni previste conseguono il diploma conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Nel diploma non viene fatta menzione dell'impiego degli strumenti compensativi o di eventuali adattamenti.
Nel caso di candidati con certificazione di DSA che hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dalla lingua straniera, sostengono prove differenziate non equipollenti, finalizzate al rilascio dell'attestato di credito formativo. Anche in questo caso, il riferimento alle prove differenziate è indicato solo nell'attestazione e non nei tabelloni dell'istituto.
Per i candidati con DSA che hanno seguito un percorso ordinario con dispensa dalle prove scritte di lingua straniera, la commissione, se la lingua straniera è oggetto di seconda prova scritta, sottopone il candidato a una prova orale sostitutiva. Gli studenti che superano l'esame in queste condizioni conseguono il diploma conclusivo del secondo ciclo di istruzione, senza menzione della dispensa dalla prova scritta di lingua straniera nel diploma.
Per gli studenti con altri BES, il Consiglio di Classe trasmette il PDP alla commissione. Non sono previste misure dispensative, ma è assicurato l'uso degli strumenti compensativi già previsti. Anche in questo caso, il superamento dell'esame porta al conseguimento del diploma conclusivo del secondo ciclo di istruzione.
L'Importanza di un Approccio Centrato sullo Studente
In conclusione, il sistema educativo italiano si impegna a garantire che gli esami di Stato siano un momento di valutazione equo e inclusivo per tutti gli studenti, compresi coloro che presentano DSA e altri BES. Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è lo strumento cardine che guida le commissioni nell'adattare le prove e nell'individuare le modalità di svolgimento più adeguate. L'uso di strumenti compensativi, tempi aggiuntivi e, quando necessario, prove differenziate o sostitutive, sono tutte misure volte a permettere agli studenti di dimostrare le proprie competenze senza essere penalizzati dalle proprie difficoltà. La normativa, in continua evoluzione, riflette un crescente riconoscimento dell'importanza di un approccio pedagogico centrato sullo studente, che valorizzi le differenze individuali e promuova il successo formativo di ciascuno.