Funzionamento Intellettivo Limite nei Bambini: Comprendere e Supportare lo Sviluppo

Il Funzionamento Intellettivo Limite (FIL), noto anche come "borderline cognitivo" o "slow learner", rappresenta una condizione che si colloca in una zona di confine tra l'intelligenza nella norma e la disabilità intellettiva. Questa condizione, che si manifesta fin dalla nascita o dalla prima infanzia, comporta limitazioni significative nella capacità di svolgere le normali attività quotidiane, richiedendo un'attenzione specifica e mirata per garantire il pieno potenziale di sviluppo del bambino.

Deficit Intellettivo: Una Definizione Approfondita

Con deficit intellettivo si intende una funzione intellettiva significativamente inferiore al normale presente fin dalla nascita o dalla prima infanzia, che causa limitazioni nella capacità di svolgere le normali attività quotidiane. Il deficit intellettivo può essere di origine genetica o essere causata da un disturbo che interferisce con lo sviluppo cerebrale. La maggior parte dei bambini affetti da deficit intellettivo non sviluppa sintomi degni di nota fino all’età prescolare. La diagnosi si basa sui risultati di test formali. L’assistenza prenatale adeguata riduce il rischio di deficit intellettivo nel bambino. L’assistenza da parte di molti specialisti, la terapia e l’istruzione speciale aiutano i bambini a raggiungere il più alto livello possibile di rendimento.

Il deficit intellettivo è un disturbo neuroevolutivo. Il termine utilizzato in precedenza, "ritardo mentale", ha acquisito una connotazione sociale negativa, pertanto i professionisti sanitari lo hanno sostituito con "deficit intellettivo". Il deficit intellettivo non è una malattia specifica, come la polmonite o la laringite, e neppure un disturbo di salute mentale. I soggetti con deficit intellettivo presentano una funzione intellettiva di gran lunga al di sotto della media, sufficientemente grave da limitarne la capacità di affrontare uno o più aspetti della normale vita quotidiana (abilità di adattamento) a un livello tale da richiedere assistenza continua.

Le abilità di adattamento possono essere inserite in varie aree, tra cui:

  • Area concettuale: competenza in memorizzazione, lettura, scrittura e matematica.
  • Area sociale: abilità interpersonali, comunicazione funzionale, valutazione sociale e consapevolezza dei pensieri e dei sentimenti altrui.
  • Area pratica: cura personale, organizzazione dei compiti (lavorativi o scolastici), gestione finanziaria e salute e sicurezza.

I soggetti affetti da deficit intellettivo manifestano diversi livelli di deficit, che sono classificati da lievi a profondi. Sebbene fondamentalmente il deficit sia causato da una riduzione delle funzioni intellettive (solitamente misurate mediante test di intelligenza standardizzati), l’impatto sulla vita del malato dipende soprattutto dall’entità dell’assistenza necessaria. Ad esempio, il livello dell’alterazione del soggetto può essere lieve, come scaturisce dai test di intelligenza, tuttavia le abilità di adattamento possono essere talmente scarse da richiedere assistenza completa. Il sostegno può essere:

  • Intermittente: necessità di sostegno occasionale.
  • Limitato: assistenza in forma di programma giornaliero in un contesto protetto.
  • Esteso: sostegno quotidiano continuativo.
  • Intenso: elevato livello di assistenza per tutte le attività quotidiane, eventualmente con assistenza infermieristica a tempo pieno.

Basandosi solamente sul punteggio del test di QI, circa il 3% della popolazione presenta un deficit intellettivo (QI inferiore a 70). Se la classificazione è basata sulla necessità di assistenza, solo l’1% circa della popolazione presenta un grave deficit intellettivo.

Diagramma che illustra i diversi livelli di supporto necessari per le persone con disabilità intellettiva.

Le Molteplici Cause del Deficit Intellettivo

Il deficit intellettivo può essere causato da un’ampia varietà di condizioni mediche e ambientali. Alcune condizioni sono genetiche. Altre si presentano prima o al momento del concepimento; altre ancora insorgono durante la gravidanza, durante o dopo il parto. Il fattore che le accomuna è un disturbo della crescita e dello sviluppo cerebrale. Nonostante i progressi nella genetica, soprattutto nelle tecniche di analisi cromosomica, spesso non si riesce a identificare una causa specifica di deficit intellettivo.

Cause che possono verificarsi prima o al momento del concepimento:

  • Disturbi ereditari: come fenilchetonuria, malattia di Tay-Sachs, neurofibromatosi, ipotiroidismo e sindrome dell’X fragile.
  • Anomalie cromosomiche: come la sindrome di Down.

Illustrazione delle principali anomalie cromosomiche associate alla disabilità intellettiva, come la trisomia 21.

Cause che possono verificarsi durante la gravidanza:

  • Grave denutrizione materna.
  • Infezioni da virus di immunodeficienza umana, citomegalovirus, virus herpes simplex, toxoplasmosi, rosolia o virus Zika.
  • Tossine (ad esempio piombo e metilmercurio).
  • Alcol (sindrome alcolica fetale).
  • Farmaci (ad esempio fenitoina, valproato, isotretinoina e farmaci chemioterapici).
  • Anomalie dello sviluppo cerebrale (ad esempio cisti poroencefalica, eterotopia della sostanza grigia ed encefalocele).
  • Preeclampsia e gravidanza plurima (come gemelli e trigemini).

Infografica sui fattori di rischio durante la gravidanza che possono portare a deficit intellettivo.

Cause che possono verificarsi durante la nascita:

  • Insufficienza di ossigeno (ipossia).
  • Prematurità estrema.

Cause che possono verificarsi dopo la nascita:

  • Infezioni cerebrali (come meningite ed encefalite).
  • Lesione cranica grave.
  • Denutrizione del bambino.
  • Grave incuria o abuso emotivo.
  • Veleni (ad esempio piombo e mercurio).
  • Tumori cerebrali e relativo trattamento.

Sintomi del Deficit Intellettivo: Riconoscere i Segnali

Alcuni bambini con deficit intellettivo possono presentare anomalie evidenti alla nascita o subito dopo. Tali anomalie possono essere fisiche e neurologiche e comprendere malformazioni del viso, come cranio troppo grande o troppo piccolo, deformità delle mani o dei piedi e molte altre caratteristiche alterate. Talvolta, pur avendo un aspetto normale, i soggetti affetti da questa patologia presentano altri segni indici di grave malattia, come attacchi epilettici, sonnolenza, vomito, odore alterato dell’urina o impossibilità ad alimentarsi o a crescere normalmente. Durante il primo anno di vita in molti bambini con deficit intellettivo grave è osservabile uno sviluppo tardivo delle abilità motorie, in quanto sono lenti nel gattonare, sedersi e alzarsi.

Tuttavia, la maggior parte di questi soggetti non sviluppa sintomi evidenti fino al periodo prescolare. Nei casi più gravi i sintomi diventano evidenti a un’età più precoce. In genere, il primo problema che i genitori notano è un ritardo nello sviluppo del linguaggio. Questi bambini sono più lenti nell’uso delle parole, nel metterle insieme e nel pronunciare frasi complete. Il loro sviluppo sociale talvolta è rallentato a causa di deficit cognitivi e del linguaggio. Possono imparare tardivamente a vestirsi e ad alimentarsi autonomamente. Alcuni genitori non considerano l’eventualità di un’alterazione cognitiva fino all’età scolare o prescolare del bambino, che si dimostra incapace di svolgere i compiti adeguati alla sua età.

I soggetti affetti sono in qualche modo maggiormente predisposti, rispetto ai loro coetanei, ad avere problemi comportamentali, come esplosioni di collera, accessi d’ira e comportamento aggressivo o autolesivo. Questi comportamenti sono spesso collegati a specifici eventi frustranti, aggravati da un’alterata capacità di comunicare e di controllare gli impulsi. I bambini più grandi possono essere ingenui e facili da ingannare o spinti verso comportamenti scorretti di lieve entità.

Il 20-35% circa dei soggetti con deficit intellettivo presenta anche un disturbo di salute mentale. In particolare, sono comuni ansia e depressione, soprattutto nei bambini consapevoli di essere diversi dai coetanei o vittime di bullismo o maltrattamenti a causa della loro disabilità.

Diagramma che mostra le tappe dello sviluppo del linguaggio nei bambini e i ritardi tipici associati al deficit intellettivo.

Diagnosi del Deficit Intellettivo: Un Percorso Multidisciplinare

La diagnosi di deficit intellettivo è un processo complesso che coinvolge diverse fasi e specialisti. Lo screening prenatale, lo screening dello sviluppo, test formali intellettivi e delle abilità, esami di diagnostica per immagini e test genetici sono tutti strumenti fondamentali.

Lo screening prima della nascita (screening prenatale) consente di determinare se il feto presenta certe anomalie, compresi alcuni disturbi genetici, che possono provocare deficit intellettivo. Dalla nascita in poi, crescita e sviluppo, compresa la capacità cognitiva, vengono regolarmente valutati nei bilanci di salute.

In caso di sospetto deficit intellettivo i bambini sono esaminati da un team di specialisti, tra cui personale di primo intervento o scolastico, un medico di base, un neuropediatra o un pediatra specialista dello sviluppo, uno psicologo, uno specialista delle patologie del linguaggio, un fisioterapista o un terapista occupazionale, un educatore specializzato, un assistente sociale o un infermiere. I medici esaminano il bambino con sospetto deficit intellettivo valutandone le funzioni intellettive e cercando una possibile causa.

Sebbene la causa del deficit intellettivo possa essere irreversibile, individuare il disturbo responsabile può consentire ai medici di predire l’andamento futuro del bambino, prevenire ulteriori perdite di abilità e aumentare il suo livello di rendimento, consigliando i genitori sul rischio di avere un altro figlio affetto dal disturbo.

Screening Prenatale:Durante la gravidanza si possono eseguire alcuni esami, come ecografia, amniocentesi, villocentesi, e diverse analisi del sangue, come il quadtest, al fine di identificare condizioni che possano portare a un deficit intellettivo. Spesso le donne che hanno una gravidanza, in particolare dopo i 35 anni di età, o con anamnesi familiare di disturbi metabolici, vengono sottoposte ad amniocentesi o villocentesi, perché presentano un rischio più alto di avere un bambino con sindrome di Down. Il quadtest è un esame eseguito nella maggior parte delle donne in gravidanza. Serve a misurare i livelli di quattro sostanze presenti nel loro sangue. I risultati di questo esame aiutano i medici a valutare se il feto presenta un rischio maggiore di avere certe condizioni, come la sindrome di Down, la trisomia 18 o difetti del tubo neurale. La misurazione del livello di alfafetoproteina nel sangue materno è un esame di screening utile per i difetti del tubo neurale, la sindrome di Down e anomalie di altro tipo. L’esame prenatale non invasivo (noninvasive prenatal screening, NIPS) rileva piccole quantità di DNA del feto nel sangue della madre e lo utilizza per la diagnosi di patologie genetiche del feto come la sindrome di Down (trisomia 21), la trisomia 13 o la trisomia 18 e alcuni altri disturbi cromosomici.

Screening dello Sviluppo:Poiché i genitori non sempre si accorgono di problemi evolutivi lievi, durante le normali visite i medici eseguono regolarmente alcuni test di screening dello sviluppo durante i bilanci di salute. Utilizzano semplici questionari, come l’ASQ (Ages and Stages Questionnaire) o i Child Development Inventory per valutare rapidamente le abilità cognitive, verbali e motorie del bambino. I genitori possono aiutare il medico a stabilire il livello di rendimento del bambino, completando un test PEDS (Parents Evaluation of Developmental Status). Per i soggetti che in base al risultato di tali test di screening risultano avere capacità significativamente ridotte rispetto alla loro età è consigliabile un esame completo.

Test Formali Intellettivi e delle Abilità:La valutazione formale prevede tre fasi:

  • Colloquio con i genitori.
  • Osservazione del bambino.
  • Test in cui il punteggio in termini di prestazioni del bambino viene confrontato con i punteggi di molti bambini della stessa età.

Alcuni test, tra cui il test di intelligenza di Stanford-Binet e la scala di intelligenza Wechsler per bambini, misurano la capacità intellettiva. Altri test, come le scale comportamentali adattative di Vineland, servono a valutare aree come la comunicazione funzionale, le abilità della vita quotidiana, le abilità sociali e le capacità motorie. In generale, questi test formali confrontano accuratamente le capacità intellettive e sociali del bambino con quelle dei suoi coetanei (i cosiddetti test con riferimento alla norma). Tuttavia, i bambini di diversa estrazione culturale, con genitori che non parlano inglese (dati USA) e di basso livello socioeconomico, hanno maggiori probabilità di ottenere scarsi risultati ai test. Per questo motivo, per la diagnosi di deficit intellettivo, è necessario che il medico integri i risultati dei test con le informazioni ottenute dai genitori o dall’osservazione diretta del bambino. La diagnosi di deficit intellettivo è esatta solo se sia le capacità intellettive sia quelle adattative risultano essere significativamente al di sotto della media.

Identificazione della Causa:I neonati con anomalie fisiche o sintomi di altro tipo, suggestivi di una condizione associata a deficit intellettivo, necessitano spesso di alcuni esami. Si possono eseguire esami di diagnostica per immagini, come risonanza magnetica per immagini (RMI), per ricercare alterazioni strutturali a livello cerebrale. L’elettroencefalogramma (EEG) consente di registrare l’attività elettrica del cervello ed è utilizzato per valutare il bambino ed escludere possibili attacchi epilettici. I test genetici, come l’analisi con microarray cromosomico, possono contribuire a identificare eventuali patologie. Ai pazienti con casi di malattie genetiche note all’interno della stessa famiglia, specie se associate a deficit intellettivo, come fenilchetonuria, malattia di Tay-Sachs o sindrome dell’X fragile, i medici possono prescrivere test genetici. L’identificazione di un gene responsabile di una malattia ereditaria permette ai consulenti genetici di aiutare i genitori a valutare il rischio di generare un bambino affetto dalla patologia. Altri esami del sangue, delle urine e radiografici vengono effettuati a seconda del disturbo sospettato dal medico.

Alcuni bambini con ritardo nell’apprendimento del linguaggio e nella gestione delle capacità sociali soffrono di patologie diverse dal deficit intellettivo. Poiché i problemi di udito interferiscono con lo sviluppo sociale e del linguaggio, è consigliabile eseguire una valutazione delle capacità uditive. Anche i problemi emotivi e i disturbi dell’apprendimento possono essere scambiati per deficit intellettivo. I bambini gravemente privati di amore e attenzioni per lunghi periodi (vedere Panoramica sull’incuria e sugli abusi sui bambini) possono sembrare affetti da deficit intellettivo. Un soggetto con ritardo nell’acquisizione della posizione seduta o della capacità di deambulazione (abilità motorie grossolane) o della manipolazione di oggetti (abilità motorie fini) può essere affetto da problemi neurologici non associati a deficit intellettivo.

La disabilità intellettiva (DSM-5)

Trattamento e Supporto del Deficit Intellettivo: Un Approccio Integrato

Il trattamento del deficit intellettivo si basa su un approccio multidisciplinare e personalizzato, volto a massimizzare le potenzialità del bambino e a migliorarne la qualità della vita.

Supporto Multidisciplinare:Un bambino con DI necessita delle cure di un team multidisciplinare composto da: medico di base, assistente sociale, logopedisti, audiologi, terapisti occupazionali, fisioterapisti, neurologi o pediatri dell’evoluzione, psicologi, nutrizionisti, insegnanti, ortopedici, oftalmologi o optometristi, e altre figure professionali, se necessario. Insieme alla famiglia, questi specialisti mettono a punto un programma integrato specifico per il bambino, che deve essere iniziato fin dai primi sospetti di diagnosi di deficit intellettivo. Per i genitori e i fratelli del bambino è inoltre necessaria assistenza emotiva e spesso consulenza psicologica. L’intera famiglia deve essere parte integrante del programma.

Per determinare il tipo di assistenza necessaria, si devono valutare tutti i punti di forza e i punti deboli della persona. Sono presi in considerazione fattori come le disabilità fisiche, la malattia mentale e le abilità interpersonali. Ai soggetti con deficit intellettivo e disturbi di salute mentale coesistenti, come la depressione, è necessario un trattamento specifico che affronti entrambe le condizioni.

Schema che illustra la rete di supporto multidisciplinare per bambini con deficit intellettivo.

Funzionamento Intellettivo Limite (FIL): Una Condizione Distinta dal Deficit Intellettivo

È fondamentale distinguere il deficit intellettivo dal Funzionamento Intellettivo Limite (FIL). Il FIL non è una disabilità intellettiva, poiché è una condizione che può essere migliorata. I bambini che lo manifestano hanno un quoziente intellettivo fra 70 e 85 e presentano fragilità cognitive nelle funzioni esecutive, nella memoria e nell’attenzione. È sempre giusto attribuire ai bambini che non riescono ad analizzare un testo o a fare un calcolo una disabilità intellettiva? La risposta non è così semplice e immediata.

L'Identikit di chi ne soffre:Sono, per lo più, bambini con un Quoziente Intellettivo (QI) con un punteggio tra 70 e 85; presentano fragilità cognitive nelle funzioni esecutive (pianificazione, flessibilità, inibizione), nella memoria e nell’attenzione; possono avere anche delle difficoltà nel raggiungere l’autonomia nella vita quotidiana, come nell’organizzazione delle loro attività e dei giochi, nel comunicare e nella gestione delle proprie emozioni.

Le Differenze Rispetto alla Disabilità Intellettiva:Il Funzionamento Intellettivo Limite si contraddistingue dalla disabilità intellettiva perché è una condizione che può essere migliorata, lavorando sulle funzioni esecutive del cervello, pertanto non è uno stato «immutabile» come la disabilità. Può presentare una comorbidità con altri disturbi, come i DSA (dislessia, disgrafia, discalculia), il DOP (disturbo oppositivo provocatorio), l’ADHD (disturbo dell’iperattività e dell’attenzione). In particolare, il FIL si differenzia dai disturbi dello spettro autistico per l’origine dei problemi. Infatti, nel primo caso le difficoltà riguardano gli aspetti cognitivi e intellettivi; nel secondo quelli legati alla comunicazione sociale, l’interazione e i comportamenti ripetitivi.

Centri Specializzati e Supporto per il FIL

In alcune regioni, come il Piemonte, sono stati realizzati centri specializzati (come i centri HPL - High Performance Learning) per offrire supporto ai bambini con FIL. Questi centri, nati dalla collaborazione tra enti del Terzo Settore, istituzioni pubbliche (ASL e scuole) e famiglie, mirano a creare una "comunità educante" che condivida diagnosi, linguaggio, finalità e metodologie di intervento.

Accesso ai Centri e Servizi Gratuiti:Di solito, le famiglie dei bambini FIL vengono indirizzate ai centri HPL attraverso segnalazioni dirette da parte dei Servizi di Neuropsichiatria Infantile delle ASL, delle scuole, degli insegnanti, degli assistenti sociali e educatori, o tramite passaparola tra familiari. I servizi erogati da questi centri sono spesso gratuiti, grazie a contributi regionali.

Training Personalizzati e Attività di Potenziamento:I training sono personalizzati e si avvalgono di software digitali specifici per stimolare e potenziare le funzioni esecutive base del cervello, nonché di strumenti artefatti, ovvero giochi o attività creati appositamente per rispondere alle esigenze dei bambini. Per ognuno di loro, dopo un primo inquadramento anamnestico e neuropsicologico, vengono strutturate attività di potenziamento mirate.

Uno studio condotto su 23 bambini ha dimostrato l'efficacia di questi interventi, raccogliendo dati attraverso un approccio multi-metodo e multi-informatore, con il coinvolgimento diretto dei bambini, delle famiglie e degli insegnanti.

Bambini a Rischio di Emarginazione e l'Importanza del Supporto

I bambini con FIL hanno spesso difficoltà a scuola e nella vita, con una fatica reale negli apprendimenti. Sono più esposti al rischio di essere vittime di bullismo, cyberbullismo e, più in generale, di emarginazione nel gruppo dei pari. Il progetto HPL e simili iniziative mirano a essere una risposta concreta per cambiare i destini di questi bambini, che meritano un'attenzione clinica specifica.

Il Funzionamento Intellettivo Limite merita una certa attenzione clinica. Si parla di Funzionamento Intellettivo Limite (FIL), usando anche etichette diverse come “borderline cognitivo” o “slow learner”, quando siamo in presenza di un individuo con QI globale che risponde a una misura che va dai 70 agli 85 punti e non presenta elementi di specificità. Pur senza rappresentare, quindi, un vero e proprio disturbo, in effetti questo profilo può diventare oggetto di attenzione clinica ed è una condizione in cui l’intervento educativo e psicopedagogico si rivela cruciale.

Gli alunni con Funzionamento Intellettivo Limite sono citati nella D.M. In effetti, secondo la letteratura scientifica, la diagnosi di Funzionamento Intellettivo Limite richiede, oltre ad un QI totale e abilità adattive comprese fra 1 e 2 DS negative, che il profilo intellettivo non presenti elementi di specificità, presentando alcune componenti deboli ma altre nella norma. C’è da dire, inoltre, che la letteratura scientifica è in fase di evoluzione al momento attuale, condizione dovuta anche alla carente attenzione clinica che la condizione di Funzionamento Intellettivo Limite ha avuto nel corso del tempo. Ad esempio, ancora discusso è il tema della comorbilità tra Funzionamento Intellettivo Limite e altri disturbi.

Una diagnosi di Funzionamento Intellettivo Limite non rientra nelle tutele della legge 104/1992 e, pertanto, non implica l’intervento né la necessità dell’insegnante di sostegno per la classe in cui è iscritto l’alunno. In effetti, per alcuni alunni, la condizione borderline a livello cognitivo è legata a fattori neurobiologici, per altri invece, si tratta solo di “una forma lieve di difficoltà tale per cui, se adeguatamente sostenuti e indirizzati verso i percorsi scolastici più consoni alle loro caratteristiche, gli interessati potranno avere una vita normale. Gli interventi educativi e didattici hanno come sempre ed anche in questi casi un’importanza fondamentale.”

La scuola può contribuire, quindi, a far raggiungere all’alunno con Funzionamento Intellettivo Limite il più alto livello di funzionamento grazie al potenziamento delle abilità (non solo scolastiche) del soggetto stesso sulla base di un’analisi ponderata dei punti di forza, sulla quale si andrà a costruire l’intervento pedagogico e didattico. Un comportamento competente da parte delle figure educative è alla base del benessere personale, sociale e scolastico perché mette il bambino nelle condizioni di percepire positivamente sé stesso e gli altri. Inoltre, l’intervento competente del docente svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’autostima, che in questi casi costituisce sovente uno dei punti di debolezza più radicati.

La D.M. sui BES estende a tutti gli studenti con difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento anche tramite strumenti compensativi e misure dispensative previste dalla normativa precedente per gli alunni con DSA (Legge 170/2010). Pertanto, uno degli strumenti che il docente ha a disposizione è il Piano Didattico Personalizzato (PDP), nel caso in cui il Consiglio di classe decidesse di optare per la formalizzazione delle strategie didattiche. Per i BES non tutelati dalla Legge 104/92 e 107/10, la redazione del PDP è una scelta dei docenti e non un vincolo.

Caratteristiche del FIL e Interventi Efficaci

I bambini con FIL fanno fatica ad adattarsi alle richieste dell’ambiente sociale a causa di una generale debolezza cognitiva. Spesso presentano difficoltà nell’apprendimento di quasi tutte le discipline scolastiche, imparano più lentamente rispetto ai compagni e con più fatica, indipendentemente dall’impegno messo. Richiedono quindi più spiegazioni, spesso sostenuti da un rapporto individuale che mantenga attivo il loro stato di attenzione. Si avvalgono principalmente di esempi concreti o di esperienze dirette piuttosto che di spiegazioni orali basate su concetti astratti. Necessitano di tempi più lunghi per risolvere i compiti, pause più frequenti ed esercitazioni ripetute.

Le difficoltà si estendono anche alla motricità fine e grossolana, apparendo poco coordinati e motoriamente impacciati. Si manifestano anche nell’ambito emotivo e relazionale, con poca fiducia in sé stessi e scarsa capacità di riconoscimento delle emozioni altrui e delle conseguenze dei propri atteggiamenti.

Per quanto riguarda l’ambito scolastico, questa condizione rientra nei Bisogni Educativi Speciali (BES). È necessario che le istituzioni preparino un Piano Didattico Personalizzato (PDP) che contenga le indicazioni necessarie per poter aiutare al meglio i bambini con FIL. In ambito familiare, è importante che i genitori comprendano dettagliatamente le difficoltà del proprio figlio per poterlo aiutare con strategie adatte alle sue specifiche debolezze. È importante porsi obiettivi piccoli e realizzabili per aumentare la stima di sé e il senso di efficacia del bambino.

L’aiuto specialistico concentrato (abilitazione) potrà essere utilizzato per sviluppare abilità di base utili per gli apprendimenti come allenare le capacità di ascolto e di dialogo, il controllo dell’attenzione, la consapevolezza metacognitiva e per intervenire su lacune rilevanti. I percorsi di potenziamento cognitivo, motorio ed emotivo sono gli interventi che possono aiutare il bambino a fare un'esperienza positiva di sé, scoprendo e lavorando sui suoi punti di forza. È fondamentale che il bambino faccia queste esperienze per mantenere la motivazione a investire nella scuola e nelle relazioni sociali. Appare invece inutile o dannoso insistere per portare, attraverso un intervento intensivo, il bambino FIL allo stesso livello di competenza dei suoi coetanei in tutti gli aspetti rilevanti dello sviluppo.

Infografica che confronta le caratteristiche del Deficit Intellettivo e del Funzionamento Intellettivo Limite.

Considerazioni Legali e Diagnostiche

Il Funzionamento Intellettivo Limite (FIL) non rientra nelle situazioni previste dalla Legge 104 del ’92. Le difficoltà dei bambini e dei ragazzi con FIL diventano evidenti col passare del tempo ma molte di esse possono essere superate. Ecco perché lo psicologo deve lavorare con il bambino ma anche con la famiglia. Esistono linee guida che indicano le metodologie più efficaci per aiutare questi bambini, ma ogni strategia va adattata al singolo caso. Il lavoro in rete è fondamentale: famiglia, scuola, specialista, allenatori sportivi, ecc.

Le limitazioni associate al FIL iniziano in età pediatrica, prima dei 18 anni. I deficit delle funzioni intellettive includono difficoltà nel ragionamento, nella risoluzione dei problemi, nella pianificazione e nell’apprendimento di abilità scolastiche e di vita quotidiana. Il deficit nel funzionamento adattativo comporta il mancato raggiungimento degli standard di sviluppo, sociali e culturali per l’indipendenza personale e la responsabilità sociale.

La comunicazione aumentativa e alternativa può essere utilizzata quando il linguaggio risulta poco comprensibile, avvalendosi di strumenti e tecnologie utili per aumentare e semplificare la comunicazione. La terapia comportamentale mira a modificare i comportamenti disadattivi, mentre la psicoterapia cognitivo-comportamentale aiuta l'individuo ad identificare i propri pensieri disfunzionali e a sostituirli con processi di pensiero più adattivi, con l'obiettivo di effettuare una ristrutturazione cognitiva che modifichi stati mentali, componenti emotive e comportamentali.

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