Gli scritti autobiografici di persone autistiche offrono una prospettiva inestimabile per comprendere l'autismo. Essi rappresentano documenti unici, finestre su un mondo interiore che spesso appare estraneo e incomprensibile a chi non vive questa condizione. Temple Grandin, definita "un'antropologa su Marte", condivide le sue osservazioni su sé stessa e sul mondo neurotipico, che a lei sembra a volte altrettanto enigmatico. Le sue riflessioni sono caratterizzate da un'intelligenza profonda e da un candore disarmante, prive di artifici, simili a quelle di una scienziata che non si limita all'aneddotica ma dialoga costantemente con le scienze esatte. Persino studiosi di fama come Simon Baron-Cohen, direttore dell'Istituto di ricerca sull'autismo all'Università di Cambridge, riconoscono il valore delle idee di Grandin, citandola nelle proprie ricerche scientifiche. Questo sottolinea l'importanza di considerare queste autobiografie anche per gli psicoanalisti, come prezioso strumento di confronto con le teorie sull'autismo.
Attraverso una serie di recensioni e riflessioni su numerosi scritti autobiografici di persone autistiche, è possibile delineare alcuni temi ricorrenti e invarianti, nonostante la natura intrinsecamente idiosincrasica dell'esperienza autistica. Autori come Temple Grandin (TG), Donna Williams (DW), Tito Mukhopadhyay (TM), Birgen Sellin (BS) e Carly Fleischmann (CF) condividono manifestazioni di disturbi sensoriali che includono ipersensibilità, acuità sensoriale e una elaborazione centrale delle informazioni sensoriali distorta o confusa.

La Sfida dell'Elaborazione Sensoriale
L'ipersensibilità sensoriale può avere ripercussioni significative sullo sviluppo e sull'apprendimento. Un bambino potrebbe faticare ad acquisire il linguaggio se il suo udito intermittente non riesce a cogliere sufficienti stimoli sonori. Studi sperimentali confermano una sensibilità sensoriale notevolmente superiore alla norma, che può paradossalmente trasformarsi in un deficit. Questo sovraccarico sensoriale confuso può portare a "black out" intermittenti, con il sistema nervoso che si trova cronicamente iperattivato o completamente spento. Un esempio lampante è l'esperienza di una stanza illuminata da luci fluorescenti, che può apparire pulsante e intermittente, simile a una discoteca, provocando attacchi di panico, crisi di rabbia o persino cecità temporanea.
Le autobiografie autistiche concordano sul fatto che l'autismo sia, in definitiva, una questione di elaborazione delle informazioni. L'iperafflusso sensoriale a livello periferico, documentato dalla ricerca, suggerisce che questa ipersensibilità si accompagni a ulteriori sovraccarichi e deformazioni nei vari livelli del sistema nervoso centrale. In sostanza, le persone autistiche sono esposte a un flusso sensoriale non filtrato, con un eccesso di materiale da processare. Parte di questo materiale viene elaborato con grande dispendio cognitivo, parte viene immagazzinato per un'elaborazione successiva, e parte viene bloccato attraverso stereotipie o l'apprendimento di strategie di filtraggio. Questo dualismo, l'avere "troppo da pensare" o "troppo poco", può portare a talenti ristretti a un singolo interesse, un compromesso tra queste due forze.
Donna Williams, in particolare, scrive principalmente per comprendersi, non necessariamente per essere compresa dai neurotipici. Nel suo caso, il motore dell'autismo sembra essere una paura indefinita, un "buco nero" che può essere evitato solo mantenendo il sé lontano dall'autoconsapevolezza. Tuttavia, Williams intraprende coraggiosamente un cammino di autoanalisi, un percorso eccezionale e complesso da decifrare. La sua autobiografia, sviluppata in tre volumi, si avvicina all'enigma dell'autismo, suggerendo che esso possa essere una strategia di sopravvivenza di fronte al pericolo di un sovraccarico emozionale, dovuto a un'ipersensibilità o distorsione emotiva costituzionale, o forse a quella particolare forma di psicosi descritta da Frances Tustin. Tustin ipotizza una precoce e brusca consapevolezza della separazione dal corpo materno, che creerebbe un "buco" o una "ferita". In questa prospettiva, il motore primario sarebbe l'ipersensibilità emotiva, piuttosto che quella sensoriale. Il terrore descritto da Williams, "il grande nulla nero", richiama il "buco nero" di Tustin, fornendo potenziali conferme alla teoria psicogenetica dell'autismo.
Il sovraccarico sensoriale, conseguenza comune dei disturbi del sensorio, compromette la capacità di elaborare le informazioni esterne, inducendo crisi di panico, rabbia e l'adozione di tecniche calmanti come stereotipie, stati di trance o l'uso della visione periferica. Molti autori ritrovano una maggiore sintonia con le sensazioni corporee attraverso movimenti come girare su sé stessi o dondolarsi.
Autismo in pillole - #4 - Sensorialità
Modalità di Pensiero e Percezione
Il pensiero nelle persone autistiche tende a sfruttare il senso più sviluppato: quello visivo per TG, DW, BS, TM, o uditivo/visivo per TM. Il pensiero è spesso per immagini non verbali, non strettamente logico ma iperassociativo. Si parte da un'immagine specifica, a volte condensata in un simbolo, per poi attingere a una vasta "videoteca" mentale iper-dettagliata. Ad esempio, l'insegnante più cara, simboleggiata da una scodella, può essere associata a tutti gli insegnanti incontrati nel corso della vita, portando infine al concetto generale di "insegnante". Questo è un metodo induttivo che parte dai dettagli.
L'immagine mentale è tridimensionale, permettendo di osservarla da ogni angolazione. Temple Grandin, ad esempio, utilizza questa capacità per testare i suoi progetti ingegneristici. Il pensiero può essere paragonato a un puzzle o a un software. In alcuni casi, la vista può "fotografare" un campo visivo, come le pagine di un libro, per poi riproiettarlo in un secondo momento, consentendo una lettura dettagliata e tranquilla. Questo talento potrebbe spiegare alcune abilità Savant.
Emozioni e Relazioni Sociali
La capacità di provare emozioni è universale tra gli autori considerati. La paura è spesso l'emozione dominante. Temple Grandin ipotizza un'ipervigilanza simile a quella degli animali predati, un antico istinto antipredatorio che giustificherebbe la necessità di mantenere una "distanza di fuga" dagli altri, il ritiro, le difficoltà di socializzazione, la paura del contatto fisico (sebbene desiderato), e il bisogno di prevedibilità e "sameness" per mantenere il controllo sull'ambiente. Le emozioni semplici come paura, rabbia, gioia e tristezza sono generalmente sentite e comprese sia interiormente che negli altri. Tuttavia, la comprensione delle emozioni complesse e degli indizi sottili che le rivelano nelle interazioni sociali può essere ardua. Le relazioni amorose, la sessualità, l'astuzia, l'ipocrisia, il conformismo e le regole della buona educazione sociale presentano sfide notevoli.
Questi aspetti mettono in discussione le spiegazioni dell'autismo basate sulla "teoria della mente" di Uta Frith e Simon Baron-Cohen. Gli individui autistici menzionati sono in grado di comprendere il punto di vista altrui, ma faticano a comunicarlo efficacemente nelle interazioni sociali.
Diagnosi e Continuum Autistico
Esiste un consenso generale sulla necessità di considerare l'autismo come un continuum di tratti che varia da casi più gravi a meno gravi. La distinzione tra autismo a basso e alto funzionamento è considerata priva di senso, poiché tutti gli autori hanno vissuto forme gravi di autismo o continuano a farlo. Birgen Sellin, ad esempio, presenta caratteristiche di grave disabilità intellettiva, urla e si morde, nonostante sia in grado di scrivere al computer. Come Tito Mukhopadhyay, non ha accesso al linguaggio parlato. Carly Fleischmann, anch'essa priva di parola verbale, è stata un'autistica gravissima fino ai dieci anni, diventando poi una celebrità mediatica.
Il passaggio da un funzionamento a basso ad alto rendimento avviene spesso nel tempo nello stesso individuo, influenzato da circostanze fortunate, tra cui spicca la dedizione precoce e costante della madre.
Abilità Savant e Predisposizione Genetica
Circa il 10% delle persone autistiche manifesta abilità Savant, e una percentuale significativamente più alta di Savant è autistica. Picchi di talento e abilità Savant sono presenti in tutti gli autori: le capacità ingegneristiche di Temple Grandin basate sulla memoria visiva, l'uso autodidatta del pianoforte di Donna Williams, il talento matematico di Tito Mukhopadhyay, e il talento poetico di Birgen Sellin. Si ipotizza che questi "geni dell'autismo" siano alla base della creatività e dell'inventiva.
Gli autori propendono per un'ipotesi poligenetica dell'autismo. L'autismo si manifesta in oltre il 60% dei gemelli omozigoti monocoriali. Genitori e parenti di persone autistiche sono spesso molto dotati e presentano tratti autistici lievi. Premi Nobel hanno spesso figli autistici, e la seconda cugina di Einstein era autistica. La prevalenza maschile è maggiore, con un rapporto di 1 a 5 rispetto alle femmine.
Nonostante la minore probabilità di avere figli per le persone autistiche, i geni associati all'autismo non si estinguono. In combinazioni opportune e con una lieve espressività, questi geni potrebbero conferire vantaggi selettivi, essendo collegati all'intelligenza ipersistemizzante, più tipica del cervello maschile, rispetto all'intelligenza empatica, più caratteristica del cervello femminile. L'ipersistemico opera secondo uno schema "input-operazione-output", che favorisce l'invenzione creativa.

Il Ruolo della Psicoanalisi nella Comprensione e nel Supporto
Nonostante le evidenze di una base genetica poligenetica dell'autismo, la psicoanalisi conserva un ruolo cruciale. La sua capacità di empatizzare con "identità altre", con l'"alieno" che risiede dentro e fuori di noi, offre un approccio unico. Le persone autistiche spesso desiderano uscire dalla loro "prigione", e questo è possibile solo se il terapeuta riesce ad avvicinarsi con cautela e gentilezza, desensibilizzando gradualmente un apparato mentale costantemente teso e vigile.
Molti autori autobiografici esprimono un profondo desiderio di contatto emotivo e affettivo, nonostante le apparenze. Temple Grandin descrive le capacità calmanti e deliziose dell'abbraccio, arrivando a inventare "La macchina degli abbracci". Donna Williams, avvolta in una spessa trapunta protettiva, ricerca l'abbraccio del fratello, pur dovendo presto chiedere di interrompere per evitare il sovraccarico.
Psicoanalisti argentini come gli Ahumada hanno sviluppato terapie che, attraverso un approccio cauto e gentile, hanno portato a una completa guarigione in bambini autistici. Essi sottolineano una "finestra terapeutica" tra i 0 e i 3 anni per la psicoanalisi dell'autismo, documentando dettagliatamente il percorso di cinque bambini. Un caso emblematico è quello di Lila, priva di linguaggio, che inizia la terapia a 19 mesi e guarisce completamente in due anni. Questo metodo presenta analogie con l'approccio di Donna Williams con Robbie, un adulto autistico gravissimo e non autosufficiente, che in pochi minuti diventa capace di accettare oggetti offerti da Williams, lasciando sbalorditi gli operatori.
Donna Williams, con la sua profonda comprensione delle dinamiche autistiche, ottiene risultati notevoli con le persone autistiche che incontra, descrivendo minuziosamente sia le coordinate comportamentali che le intuizioni teoriche sottese. Le sue esperienze offrono spunti preziosi per la comprensione e l'intervento.
Riflessioni da Diverse Prospettive Autobiografiche
Le autobiografie offrono un mosaico di esperienze, ognuna con le sue sfumature uniche, ma con fili conduttori che legano insieme.
- Temple Grandin ("Pensare in immagini", "La macchina degli abbracci", "Il cervello autistico"): Grandin descrive il suo pensiero visivo, la sua capacità di "vedere" i progetti in modo tridimensionale e la sua invenzione della "macchina degli abbracci" per auto-calmarsi. La sua prospettiva scientifica e pragmatica offre una visione lucida delle sfide sensoriali e cognitive.
- Carly Fleischmann ("La voce di Carly"): La sua storia documenta un percorso di comunicazione emergente, mostrando come una persona autistica possa sviluppare forme di espressione anche in assenza di linguaggio verbale.
- Tito Mukhopadhyay ("How can I talk if my lips don’t move? Inside my autistic mind"): Mukhopadhyay esplora la complessità del suo mondo interiore, dove il pensiero è vivido e le parole possono essere difficili da articolare.
- J. E. Robison ("Siate diversi. Storie di una vita con l’Asperger"): Robison racconta la sua esperienza con la sindrome di Asperger, evidenziando le sfide sociali e le peculiarità del suo modo di pensare e interagire.
- Daniel Tammet ("Nato in un giorno azzurro. Il mistero della mente di un genio dei numeri"): Tammet, con le sue eccezionali capacità matematiche e mnemoniche, illustra il potenziale dei talenti unici che possono emergere nell'autismo.
- Donna Williams ("Qualcuno in qualche luogo", "Nessuno in nessun luogo", "Il mio e loro autismo"): Le opere di Williams sono forse le più intense nel descrivere la paura, il sovraccarico sensoriale ed emozionale, e la ricerca di un sé autentico. La sua scrittura è un viaggio coraggioso nelle profondità della sua psiche.
- Birgen Sellin ("Prigioniero di me stesso. Viaggio dentro l’autismo"): Sellin condivide la sua lotta per l'espressione e la connessione, evidenziando la forza interiore necessaria per superare le barriere.

L'Autismo come Modo di Essere
È fondamentale comprendere che l'autismo non è una "tragedia" o una condizione da cui una persona è intrappolata. Non esiste un "bambino normale" nascosto dietro l'autismo. L'autismo è un modo di essere, pervasivo, che colora ogni esperienza, sensazione, percezione, pensiero, emozione e interazione. Ogni aspetto dell'esistenza è influenzato da questa neurodiversità.
Contrariamente a vecchie credenze, oggi la ricerca dimostra che le persone con autismo sono in grado di superare, compensare e gestire molti degli aspetti più difficili della loro condizione, conducendo vite significative e produttive. La società sta imparando a riconoscere e valorizzare le capacità uniche che gli individui autistici portano con sé.
Le autobiografie offrono un ponte essenziale per la comprensione reciproca, invitando a guardare oltre le apparenze e ad abbracciare la ricchezza della diversità umana. Ci insegnano che, nonostante le sfide, l'autismo non definisce un limite, ma piuttosto un percorso unico di percezione, elaborazione e interazione con il mondo.
Nuove Prospettive e Tecnologie di Supporto
L'avvento di nuove tecnologie e approcci terapeutici sta aprendo ulteriori vie per il supporto e l'inclusione. La gratitudine di una madre per l'assistente vocale Siri, che diventa un ponte comunicativo per suo figlio autistico, come raccontato in "A Siri con amore", evidenzia come strumenti apparentemente semplici possano avere un impatto profondo. L'assistente virtuale, con la sua pazienza e disponibilità, offre un'interlocuzione senza giudizio, permettendo al ragazzo di esplorare le sue ossessioni e di interagire con il mondo.
Allo stesso modo, l'esplorazione di approcci come la Comunicazione Facilitata, che ha permesso a Pier Carlo Morello di laurearsi nonostante un autismo severo e la mancanza di linguaggio verbale, dimostra come le barriere comunicative possano essere superate con metodi innovativi. La sua autobiografia, "Macchia", è un esempio potente di come una lingua "slogata" e non convenzionale possa trasmettere un impatto emotivo profondo e rivelare un mondo interiore ricco e complesso.
Queste esperienze, insieme a quelle di altri autori come Damiano Tercon (che aspira a diventare un cantante lirico nonostante la sindrome di Asperger) e Federico De Rosa (che attraverso un percorso di studio ha imparato a scrivere per raccontare la sua esperienza), sottolineano la resilienza, la creatività e la capacità di realizzazione degli individui autistici. Ogni storia è un richiamo a una maggiore inclusione e a una comprensione più profonda di cosa significhi essere "diversi" in un mondo che spesso fatica ad abbracciare la neurodiversità.
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