Molte volte, dietro a un brutto voto a scuola, possono celarsi motivazioni più importanti del semplice "non aver studiato abbastanza". Se nonostante l'impegno c'è qualcosa che non va, è il caso di considerare anche altre ipotesi, come quella dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA). Questi disturbi, che interessano una percentuale significativa di giovani studenti, richiedono una comprensione approfondita e un approccio mirato per garantire a tutti le stesse opportunità di successo formativo.

Cosa sono i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)?
Con la sigla DSA si intende il Disturbo Specifico dell'Apprendimento. Si tratta di un disturbo che, secondo l'Associazione Italiana Dislessia (AID), interessa tra il 5% ed il 7% del totale dei giovani studenti. Il fatto che sempre più genitori stiano dimostrando attenzione a questi segnali, ha portato, negli ultimi anni, ad un aumento delle diagnosi. In quest'ottica si è creato un clima di maggiore interazione tra la struttura scolastica, le famiglie e gli specialisti del settore.
I DSA sono classificati in base alla difficoltà specifica che comportano. Questi disturbi dipendono dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo, cioè da un diverso funzionamento del cervello e delle sue modalità di apprendimento. I DSA non sono una malattia in quanto non sono dovuti a un danno organico, ma a un diverso neurofunzionamento del cervello, che non impedisce la realizzazione della specifica abilità (lettura, scrittura, numerazione o altro) ma necessita di tempi più lunghi e carichi maggiori di attenzione.
La legge 170 dell'8 ottobre 2010 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento (DSA), che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, che possono però costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.
Le Diverse Manifestazioni dei DSA
È importante distinguere le varie forme in cui i DSA possono manifestarsi, poiché ognuna richiede strategie di intervento specifiche:
Dislessia: La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento caratterizzato dalla difficoltà a leggere un testo in modo corretto e fluente. Di solito, nei primi anni di scuola, il bambino può avere qualche difficoltà a riconoscere le lettere dell'alfabeto. Spesso si trova a confondere le lettere (d/b, m/n) e ad avere difficoltà a far corrispondere i segni grafici con i suoni emessi con la voce. Una delle teorie più accreditate ritiene che la dislessia sia causata da un deficit di processamento fonologico.

Disortografia: Con il termine disortografia si intende invece un disturbo che riguarda la scrittura, dunque un disturbo legato ad aspetti linguistici. Le persone che soffrono di questo disturbo hanno difficoltà a convertire il suono delle parole in scrittura.
Disgrafia: Il terzo disturbo da prendere in considerazione è la cosiddetta disgrafia, che riguarda la grafia. Chi soffre di disgrafia può avere difficoltà nel modo in cui impugna la penna o la matita, non riesce ad utilizzare bene lo spazio nel foglio.

Discalculia: Un discalculico ha diversi tipi di difficoltà legate alla matematica. Non riuscire a contare, non riuscire a mettere in serie, avere difficoltà a fare comparazioni, calcoli con la mente, associare numeri a quantità. Ed ancora, non sapere mettere in colonna i numeri, non riuscire a leggerli e a scriverli.
È possibile che si verifichino situazioni nelle quali i disturbi descritti si presentino associati tra di loro o associati ad altri disturbi, pur all'interno di questa categoria diagnostica.
Il Percorso Diagnostico: Come e Dove Rivolgersi
Una volta constatato che si è di fronte a una difficoltà nell'apprendimento o a sintomi associabili ai DSA, è necessario rivolgersi a esperti. Non tutti coloro che vivono questa condizione sanno realmente a chi rivolgersi, rischiando così perdite di tempo prezioso.
La prima cosa da fare di fronte al sentore di un disturbo di questo tipo è rivolgersi al proprio pediatra, che fornirà indicazioni sui passi da compiere.
La diagnosi clinica per DSA ha un processo standardizzato in Italia e prevede generalmente tre step:
Colloquio con il Neuropsichiatra Infantile (NPI): Si tratta di un colloquio generale di carattere neurologico. Lo scopo di questo incontro è verificare subito se ci sono disturbi legati alla lettura e alla scrittura e da cosa possono essere determinati. Un esempio banale potrebbe essere quello di avere semplicemente problemi di vista.
Incontro con lo Psicologo: Compito di questa figura è escludere disturbi psicopatologici e valutare le abilità cognitive del bambino.
Relazione degli Specialisti e Colloquio Restitutivo: La parte finale della diagnosi è la relazione degli specialisti e il colloquio in cui vengono spiegati i risultati e le raccomandazioni.
Naturalmente, non basta osservare i comportamenti per stabilire se un soggetto soffra o meno di DSA. Per ottenere una diagnosi valida, occorre effettuare dei test specifici.
Il Sistema Sanitario Nazionale, noto come ASL, può effettuare la diagnosi. In alternativa, ci si può rivolgere a studi privati che si occupano di diagnosi neuropsicologiche. Per una diagnosi veritiera serve uno specialista certificato.
In Provincia di Trento, ad esempio, la famiglia dello studente può richiedere una valutazione diagnostica presso i servizi specialistici di neuropsichiatria infantile e/o psicologia clinica dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari o presso gli enti accreditati e abilitati dalla provincia autonoma di Trento, secondo quanto previsto dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 1944 del 27 novembre 2020. I servizi specialistici o gli enti accreditati/abilitati prendono in carico lo studente e al termine dell’iter valutativo rilasciano l’eventuale certificazione di disturbo specifico dell’apprendimento.
Fatta salva diversa indicazione del medico specialista, la certificazione DSA ha valore per il ciclo scolastico di frequenza che si intende come l’intero percorso dalla scuola primaria alla classe terza della scuola secondaria di primo grado. La certificazione DSA deve essere aggiornata nel momento di passaggio al secondo ciclo di istruzione.
I disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) spiegati da OPPV in collaborazione con #TELOSPIEGO
Strumenti Compensativi e Piani Didattici Personalizzati
Una volta diagnosticato un disturbo specifico dell'apprendimento, non è il caso di entrare nel panico. I trattamenti da mettere in atto riguardano le aree direttamente interessate dal disturbo attraverso programmi mirati.
Nella maggior parte dei casi, le strategie indicate dai professionisti riguardano l'utilizzo di strumenti compensativi. Cosa sono? Si tratta di strumenti che hanno lo scopo di garantire l'autonomia nello studio. In questo modo, i bambini DSA possono migliorare nello studio e arrivare a studiare come i loro compagni.
Nel nostro paese sono previsti per gli alunni DSA Piani Didattici Personalizzati (PDP). Viene concesso l'uso di strumenti come la calcolatrice, programmi di videoscrittura con correttore ortografico.
È compito delle istituzioni scolastiche e formative di ogni ordine e grado specificare all'interno del Progetto di Istituto le modalità e gli strumenti adottati per la rilevazione precoce dei disturbi specifici dell'apprendimento e gli interventi compensativi e dispensativi a favore del successo scolastico e formativo degli studenti e delle studentesse con DSA. È inoltre compito della scuola attivare una didattica individualizzata e personalizzata adeguata ai diversi stili di apprendimento dei singoli studenti.
Per ogni studente e studentessa con disturbi specifici dell'apprendimento le istituzioni scolastiche e formative predispongono un Progetto Educativo Personalizzato (PEP), definito dal consiglio di classe in accordo con la famiglia e lo specialista di riferimento. Nel PEP sono messe in evidenza le metodologie e le attività didattiche, le misure dispensative e gli strumenti compensativi da adottare. In alcuni casi possono essere sufficienti solamente alcune indicazioni a carattere trasversale per tutte le discipline; in altri può essere necessaria una definizione precisa all'interno di ciascuna disciplina.
Fondamentale è la continua ricerca di collaborazione tra la famiglia dello studente, la scuola e gli specialisti per la messa a punto delle strategie d'apprendimento più efficaci e l'utilizzo degli strumenti compensativi a scuola e a casa. L'adozione delle misure è collegiale. È compito del Consiglio di classe adottare modalità di verifica che consentano all'alunno di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento conseguito. Ciascun docente, per la propria disciplina, individua modalità idonee per strutturare le prove, scritte e orali, in coerenza con il PEP. Particolare attenzione deve essere riservata alle modalità e ai criteri di valutazione degli apprendimenti relativi alle lingue straniere. La verifica orale va privilegiata e considerata come compensativa della prestazione scritta.
In sede di esame conclusivo del primo ciclo e del secondo ciclo la commissione adotta le misure dispensative e gli strumenti compensativi previsti dal PEP.
Il Ruolo della Famiglia e dell'Associazione Italiana Dislessia (AID)
Altro ambito fondamentale è la famiglia. Anche se non si è esperti del settore, è importante che la famiglia si impegni nel far superare il disturbo. Come? Attraverso giochi, esercizi o strumenti compensativi da usare insieme. È importante in questo caso il gioco di squadra.
Bisogna stabilire un programma su misura, adatto alle capacità del DSA. È importante tenere sempre presente che i bambini ed i ragazzi con DSA non hanno disabilità.
L'Associazione Italiana Dislessia (AID) è un'associazione di promozione sociale fatta di persone come te. Associandoti, potrai anche accedere a una serie di servizi e convenzioni riservati. Nata nel 1997 come Diapraxis, diventa l'attuale Associazione Italiana Dislessia.
AID opera attraverso 85 sezioni provinciali, gestite da volontari e distribuite su tutto il territorio italiano, che offrono informazioni utili e supporto a tutti coloro che ne hanno bisogno. Dispone inoltre di 7 comitati, operanti in specifici ambiti di attività, con funzioni consultive e di collaborazione con il Consiglio Direttivo: comitato famiglia, comitato scuola e università, comitato tecnico, comitato giovani, comitato adulti, comitato DSA e lavoro, comitato scientifico.

Le attività principali dell'AID includono:
- HelpLine: Per soci e non soci a livello nazionale e presso le sezioni locali.
- Formazione e Sensibilizzazione: Formazione e sensibilizzazione di aziende che vogliono fare un percorso di inclusione per i propri dipendenti con DSA. Sensibilizzare gli insegnanti, i professionisti in ambito sanitario, le imprese, e in generale l’opinione pubblica sulle difficoltà e sui punti di forza delle persone con DSA.
- Ricerca: AID promuove la ricerca per migliorare la qualità di vita delle persone con DSA. Negli ultimi anni ha partecipato a ricerche sull’uso dell’intelligenza artificiale e sull’innovazione pedagogico-didattica per migliorare l’apprendimento, alla Consensus conference per stabilire nuovi criteri diagnostici. Organizza corsi ECM, pubblicazione di libri, indagini e convegni per fare il punto sui bisogni delle persone con DSA e sull’evoluzione della ricerca. L'obiettivo è definire nuovi interventi per migliorare la qualità della vita delle persone con questa caratteristica.
- Scuola e Università: Formazione dei docenti e dirigenti scolastici di ogni ordine e grado. Formazione di docenti, tutor e personale amministrativo universitario. Organizzazione di laboratori specialistici (doposcuola) e campus finalizzati al successo scolastico e formativo delle persone con DSA.
- Inclusione Lavorativa e Sociale: Partecipazione a bandi della Pubblica Amministrazione e degli Enti Locali per l'integrazione scolastica, sociale e lavorativa delle persone con DSA.
- Progetti: Nel 2021, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è partito "DSA: lavoro, orientamento, tutela e ricerca", il primo progetto di sistema in Italia a promuovere l’inserimento lavorativo e la crescita professionale delle persone con DSA.
AID viene accreditata come ente per la formazione degli insegnanti sulla dislessia dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L'associazione organizza la prima Consensus Conference sui DSA, che vede la partecipazione di tutte le associazioni di categoria interessate al tema. Con lo spot "I segni della dislessia", AID lancia la sua prima campagna di sensibilizzazione al grande pubblico, trasmessa da RAI, Mediaset, La7 e SKY. Si consolida LibroAID. A giugno si aprono le iscrizioni a "Dislessia Amica", percorso formativo gratuito, su piattaforma e-learning, accessibile al personale docente degli istituti scolastici di tutta Italia, realizzato in collaborazione con Fondazione TIM e d’intesa con il MIUR. A gennaio prende il via "Dislessia Amica Livello Avanzato", nuovo percorso formativo online gratuito per docenti, aperto anche alla scuola dell’infanzia e con moduli specifici per ordine e grado di insegnamento. Nell’anno segnato dalla pandemia da Covid19, AID punta sugli strumenti digitali per garantire continuità alle attività informative, formative e di supporto.
L'Associazione opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale attraverso la democraticità della struttura e l’elettività delle cariche sociali, garantendo indipendenza.
Considerazioni Finali e Prospettive Future
I disturbi specifici dell'apprendimento sono un argomento relativamente recente: fino a pochi decenni fa, infatti, i ragazzi con difficoltà di lettura venivano additati come svogliati e disinteressati. L'obiettivo della Settimana Nazionale della Dislessia è mettere al centro di tutte le attività gli stessi ragazzi con DSA, rendendoli i protagonisti dell'evento. Ciò che quest'evento vuole mettere in risalto è la potenzialità dei bambini e dei ragazzi con DSA, che va considerata prioritariamente rispetto alle loro difficoltà.
DSA? A chi si rivolgono? Destinatari degli interventi sono gli studenti e le studentesse frequentanti le istituzioni scolastiche e formative che presentano Disturbi Specifici dell’Apprendimento - DSA, il cui riconoscimento è effettuato attraverso la diagnosi di DSA prevista dalla legge 8 ottobre 2010 n. 170.
Il tema della privacy e della protezione dei dati personali è un aspetto rilevante, come evidenziato dalla normativa GDPR. L'Associazione Italiana Dislessia, come altre organizzazioni che trattano dati sensibili, informa gli utenti sui loro diritti, tra cui il diritto all'accesso, alla rettifica, alla cancellazione e alla revoca del consenso.
La collaborazione tra scuola, famiglia e specialisti, supportata da associazioni dedicate come l'AID, è la chiave per garantire che ogni studente con DSA possa esprimere al meglio il proprio potenziale e raggiungere i propri obiettivi di apprendimento e di vita.
tags: #associazione #nazionale #disturbi #dell #apprendimento #anda