Angelo Bona e la Psicoterapia Evocativa: Un Viaggio Oltre i Confini della Mente

L'incontro del dottor Angelo Bona con un paziente, Davide, senza alcun problema psicologico apparente, apre scenari insospettati sulla dimensione dell'anima. Questo caso, riportato fedelmente dal dottor Bona, mette in luce le potenzialità della trance ipnotica, o più precisamente, della psicoterapia evocativa e dell'ipnosi evocativa, come strumenti per esplorare territori oltre confine, dove alte Guide Spirituali affrontano i grandi temi dell'umanità.

Angelo Bona

Ipnosi Evocativa: Oltre la Memoria Autobiografica

La psicoterapia evocativa e l'ipnosi evocativa estendono i confini della psicoterapia tradizionale aprendo la ricerca alle "identità" evocative. Questi altri sé, che costituiscono una costellazione interiore, necessitano di essere evocati tramite l'ipnosi per una corretta analisi di noi stessi. Questo approccio estende il concetto di psicoterapia oltre la nostra autobiografia psicologica ed esistenziale, permettendo di accedere a quelle che vengono definite "vite interiori" o "vite precedenti", avvalorando così tesi reincarnative.

Il dottor Bona, presidente di AIIRe-AMIRe, accoglie nel suo mondo affascinante e terapeutico dell'ipnosi, definendola la migliore terapia per conoscersi e ritrovare il proprio equilibrio nel corpo e nello spirito. La sua pratica professionale si basa sull'applicazione del metodo dell'ipnosi regressiva, una tecnica che, sebbene considerata da alcuni priva di fondamento scientifico, viene utilizzata all'interno della psicoterapia da medici come Raymond Moody e Brian Weiss.

I Fondamenti Filosofici e le Critiche Scientifiche

Angelo Bona afferma di ricollegarsi alla filosofia delle Upanishad dell'antica India, risalenti al 900 a.C. Questa filosofia si ritrova negli Yogasutra di Patanjali, vissuto probabilmente tra il IX e il IV secolo a.C. Il religioso indiano riteneva che l'anima conservi le impressioni (samskāra) delle vite precedenti che il karma ha determinato. Patanjali chiamava il processo di presunta regressione a vite precedenti "pratiprasavah", letteralmente "riassorbimento", "nascita a ritroso".

Tuttavia, la scienza ufficiale tende a considerare la regressione ipnotica come una pratica che produce falsi ricordi e confabulazioni, cioè racconti deformati nel loro contenuto e prodotti inconsapevolmente. I critici di questa metodologia parlano di pseudoreminiscenze, ovvero di alloamnesie (con errori nella collocazione dell'evento) o di pseudomnesie (falsi contenuti della memoria relativi a esperienze mai vissute).

Di parere opposto è Raymond Moody, che considera la regressione ipnotica "una rivelazione dell'inconscio più profondo, che ci dà la prova di una vita precedente". Sulla base dei risultati ottenuti con questo metodo, egli ritiene che i pazienti seguiti abbiano effettivamente ricordato vite precedenti. Moody ha persino elaborato una "legge karmica emozionale", secondo la quale gli stati emotivi indotti in noi stessi e negli altri nelle vite precedenti sarebbero rispecchiati emozionalmente nelle patologie attuali. Ritiene inoltre che eventi disarmonici generino "nuclei di tensione karmica" che produrrebbero dolore se non sfogati per mezzo di una "abreazione".

Diagramma della psiche umana

L'Esperienza Fetale nell'Ipnosi Evocativa

Il dottor Bona conduce sempre più frequentemente i suoi pazienti all'esperienza della vita fetale. L'embrione, il piccolo feto, è considerato l'anima più vicina all'inconscio, l'essere più immerso nella sfera dell'amore o disamore materno. Questa esplorazione permette di comprendere le prime impronte emotive che plasmano l'individuo.

Un esempio di tale esplorazione è l'esperienza di un "feto innamorato", un'esperienza di ipnosi evocativa/ipnosi regressiva che rivela connessioni profonde e primordiali. Si tratta di scoprire, attraverso il ricordo evocato, un raggio di luce che conduce a Dio, seguendo l'essenza dell'uno, metaforicamente rappresentata dal profumo dei fiori d'acacia.

Che cosa è l'ipnosi e per quali persone è utile

Temi Universali Affrontati dalle Guide Spirituali

La trance ipnotica di Davide, in quanto paziente-non-paziente, sfocia in territori oltre confine, ove altissime Guide Spirituali affrontano i grandi temi dell'umanità. Questi temi includono:

  • L'Amore: Esplorato nelle sue molteplici sfaccettature, dall'amore materno all'amore universale, all'amore oltre la vita.
  • La Società Contemporanea: Analizzata criticamente, evidenziando come la "paranoia dell'uomo" lo abbia condotto a una condizione apparentemente senza ritorno, come descritto in uno scenario distopico di cittadelle sospese ad 8000 metri d'altezza in cui si vive un'esistenza coatta ed alienante in un'atmosfera pressurizzata.
  • La Morte: Affrontata non come una fine, ma come una transizione, un passaggio verso altre dimensioni o stati dell'essere.
  • La Meditazione: Presentata come uno strumento fondamentale per la connessione interiore e la comprensione dei messaggi spirituali.
  • Il Male: Indagato nelle sue origini e manifestazioni, sia a livello individuale che collettivo.
  • La Malattia: Vista non solo come un disturbo fisico, ma come un possibile riflesso di squilibri interiori o karmici.
  • Il Tempo: Riconsiderato nella sua fluidità e multidimensionalità, andando oltre la percezione lineare della vita umana.

Queste Guide Spirituali, inviate all'umanità attraverso un "canale puro" come Davide, offrono messaggi di "infinita saggezza", cercando di guidare l'uomo verso una maggiore consapevolezza e riconciliazione con sé stesso e con l'universo.

La Sensibilità Elevata e l'Ipnosi

La maggiore sensibilità dei soggetti agli stimoli ambientali è stata definita dagli studiosi "Sensory Processing Sensitivity" (SPS) da E. Aron nel 1997. Questa sensibilità può rendere alcuni individui più ricettivi alle esperienze interiori e alle comunicazioni profonde che possono emergere durante stati ipnotici, facilitando così il contatto con dimensioni spirituali o con aspetti profondi dell'inconscio.

Simbolo dell'Uno

L'Arte della Levitrice e il Palpito dell'Uno

Nel contesto della psicoterapia evocativa, emergono concetti come "l'arte della levatrice", che simboleggia il ruolo del terapeuta nell'aiutare il paziente a "partorire" nuove consapevolezze e a far emergere verità nascoste. Il "palpito dell'Uno" e "nel nome dell'Uno" richiamano l'idea di una connessione universale e di un'origine comune per tutte le cose, un concetto centrale in molte filosofie spirituali.

Le opere del dottor Bona, come "L'amore maestro" e i riferimenti a canzoni come "Vita nella vita" e "Le canzoni dell'ipnosi regressiva", suggeriscono un approccio olistico alla guarigione e alla crescita personale, dove l'arte, la musica e la spiritualità si intrecciano con la pratica terapeutica.

Il Percorso verso l'Immortalità e l'Amore Vero

La ricerca della propria "immortalità" e il riconoscimento della propria "altra metà della mela" evitando il "bruco" (simbolo delle illusioni o delle distrazioni) sono temi ricorrenti che indicano un desiderio profondo di connessione autentica e di realizzazione spirituale. L'amore viene presentato come maestro, capace di guidare verso una maggiore comprensione di sé e dell'universo.

L'ipnosi regressiva, nella visione del dottor Bona e di altri terapeuti come Moody, non è solo uno strumento per esplorare il passato individuale o presunte vite precedenti, ma un portale verso una comprensione più profonda della natura dell'esistenza, dell'anima e del suo viaggio attraverso il tempo e lo spazio. Le esperienze evocate, anche quelle più inaspettate come un feto innamorato, diventano tessere preziose nel mosaico della nostra comprensione dell'universo interiore ed esteriore.

tags: #angelo #bona #psicoterapeuta #regressione